Storia 2

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Immagine tratta dal libro
Immagine tratta dal libro "Hypnotism, its facts, theories and related phenomena..." di Carl Sextus
Il magnetismo animale deve trasmettersi in primo luogo col sentimento (F. A. Mesmer)

C’è chi retrodata la nascita dell’ipnosi alla nascita del genere umano. In mancanza di documentazione, a parte qualche papiro egizio di cui si fa menzione in qualche articolo e in cui sono descritte delle pratiche molto simili all’ipnosi, non mi sento di andare così in là nel tempo.

La documentazione di cui disponiamo ha un punto di partenza ben preciso, Mesmer, un medico austriaco trapiantato a Parigi, il quale sosteneva che il corretto funzionamento dell'organismo è garantito da un flusso armonioso del magnetismo animale attraverso di esso. La disarmonia di tale flusso conduceva alla malattia. Per ripristinare una condizione di salute, bisognava ripristinare il flusso armonico del magnetismo animale attraverso il corpo. Niente di nuovo sotto il sole, Paracelso era stato il primo a parlare dei magneti e delle loro proprietà, ma Mesmer fece qualcosa di nuovo e insolito, passando dei magneti sul corpo dei suoi soggetti, con quelli che sarebbero poi stati definiti “passaggi mesmerici”. In seguito caricava vari oggetti con la forza magnetica per renderla disponibile a più soggetti contemporaneamente. Ad esempio : caricava di fluido magnetico una tinozza d’acqua dalla quale faceva spuntare delle sbarre di acciaio che venivano afferrate con una mano dai soggetti, in modo che il fluido passasse attraverso di loro.

Le “applicazioni mesmeriche” si svolgevano in maniera drammatica. Molto spesso i soggetti sperimentavano, convulsioni, isteria, crisi, dette anch’esse magnetiche, dopo le quali risultavano “guariti”. Mesmer curò con questo sistema moltissimi pazienti, sia ricchi che poveri. Si racconta che la sua casa fosse un vero e proprio ritrovo per la Parigi dell’epoca, con gente che andava e veniva a tutte le ore per essere “mesmerizzata"".

Mesmer era diventato talmente famoso da suscitare le ire dei suoi colleghi medici, che utilizzavano procedimenti all’epoca considerati ufficiali e scientifici, anche perché, a loro discapito, aveva una clientela enorme che cresceva giornalmente. Nel 1794 una commissione regia cui partecipavano anche Benjamin Franklin e Antoine Lavoisier, stabilì che non esisteva il nuovo fluido fisico detto “magnetismo animale” scoperto da Mesmer e che tutti i suoi successi era basati soltanto sull’“immaginazione”. Questo pose fine ai successi e all’attività di Mesmer, di cui si conosce poco dopo il 1795, anno in cui lasciò Parigi per Vienna.

I componenti della regia commissione persero una grande occasione, infatti non si accorsero che l’aspetto fondamentale del lavoro di Mesmer era basato interamente nell’immaginazione. Senza di quella non ci sarebbe stato nessun effetto. I magneti, e successivamente i catini “mesmerizzati”, altro non erano se non un mezzo per raggiungere quello stato del sistema nervoso che consentiva all’immaginazione di funzionare per il benessere dei soggetti. Purtroppo l’immaginazione non svolge un grande ruolo nella nostra società, e visti i risultati della commissione non doveva svolgerlo nemmeno allora. Ma nonostante tutto, come vedremo, il lavoro di Memser non sarebbe andato perduto. Abbandonate le teorizzazioni sul magnetismo animale, abbandonati i magneti, l’ipnosi usciva dalla culla e muoveva i primi passi incerti alla scoperta di se stessa.

Il primo a proseguire nello studio del mesmerismo fu il marchese Puysegur (Armand-Marie-Jacques de Chastenet, Marquis de Puységur (1751-1825)), un aristocratico (si nota dal nome) ufficiale di artiglieria, che possedeva nel suo castello un gabinetto di medicina, molto in voga presso gli aristocratici del tempo, in cui si dedicava ad esperimenti sul mesmerismo.

Un giorno magnetizzò un giovane paesano con problemi respiratori. Il giovane, a differenza degli altri soggetti, non ebbe nessuna crisi convulsiva, nessun effetto isterico. Se ne stava semplicemente lì, come addormentato, e ben presto il marchese si accorse che rispondeva ai sui comandi. Il marchese fu molto sorpreso di questo fatto, e di lì a poco stabilì che le “crisi nervose”, così frequenti da rappresentare la norma nei soggetti mesmerizzati, non erano indispensabili.

Puységur aveva scoperto quello che lui stesso chiamò “sonnambulismo artificiale”, poiché era uno stato molto simile al sonno ma con le caratteristiche proprie del sonnambulismo.

Insieme a questa scoperta, Puysegur stabilì anche un concetto, che sarebbe apparso in maniera ricorrente in tutta la storia dell’ipnosi, sia per essere contestato che per essere difeso, a seconda dell’indole dello sperimentatore di turno.

Scriveva il marchese: “credo di avere il potere di azionare il principio vitale …”. Dal fluido magnetico siamo passati al potere dell’ipnotista. Da un agente esterno a uno interno, posseduto da chi ha la capacità di “azionare il principio vitale”. Nasce il “potere dell’ipnotista”, tanto caro a certo cinema e ancora ben radicato nella cultura del nostro tempo.

In quel periodo un altro personaggio, l’Abbè Faria, un prete portoghese, si trovava sulla scena di Parigi, sulla quale comparve nel 1788, tre anni dopo l’abbandono della città da parte di Mesmer, ma dove fece la sua prima apparizione pubblica soltanto dieci anni dopo, passata la rivoluzione francese, che vide gli ipnotisti dell’epoca alle prese con situazioni differenti: il marchese di Puységur fu incarcerato per due anni in quel periodo, mentre l’Abbè partecipava alle riunioni della consulta.

L’Abbè fu attratto dallo studio del magnetismo animale dai libri di Puységur, ma da sempre era rimasto scettico sull’esistenza del fluido magnetico, e non gli sembrava corretta l’attribuzione fatta dal marchese riguardo a uno straordinario controllo della forza di volontà degli altri da parte del magnetizzatore.

Le dimostrazioni di mesmerismo che l’Abbè Faria realizzava presso i teatri di Parigi, erano attaccate da molti, anche dalla chiesa cattolica, che guardava con sospetto il fenomeno del magnetismo animale. Durante una delle sue dimostrazioni un attore chiamato Poitier, apparve in una delle sue rappresentazioni e resistette a tutti i sui tentativi di indurre una trance.

Questo ci insegna che se si vuole resistere a una induzione ipnotica si può, e come scriverà l’Abbè Faria molto tempo dopo questi fatti: la volontà del soggetto è determinante per ottenere la trance ipnotica. Ma allora non ci si fermò a ragionare di questo. Poitier si servì della sua bravata per screditare l’Abbè Faria e distruggerne la credibilità, tanto che le rappresentazione dell’Abbè cessarono e lui si ritirò e si mise a scrivere le sue scoperte e conclusioni sui suoi studi sul mesmerismo. L’opera doveva comprendere quattro volumi, ma solo il primo, “Sulle cause del sonno lucido nello studio della natura dell’uomo” fu completato. Gli altri non videro la luce perché l’Abbè morì di lì a poco.

L'Abbè Faria rifiutò completamente la teoria del fluido magnetico, e anche le idee di Puységur sulla capacità di controllo di un altro essere umano. A questo proposito riconobbe che senza l’accettazione da parte del soggetto non ci può essere l’induzione ipnotica e concluse che la “magnetizzazione” altro non era se non la capacità di aiutare una altro individuo a concentrarsi sulle suggestioni proposte. Niente arriva dal “magnetizzatore”, tutto appartiene al soggetto e avviene nella sua immaginazione. Parecchi anni dopo Braid arriverà alle stesse conclusioni e chiamerà questa capacità monoideismo.

Purtroppo aveva già coniato il termine ipnosi, e questo cambio tardivo di nome, anche se più appropriato, non entrerà mai nella pratica corrente. Nonostante gli ultimi anni della sua vita, vissuta come semplice cappellano per sbarcare il lunario, L'Abbè divenne parte dell’immaginario popolare al punto che Alessandro Dumas lo inserì nel suo romanzo “Il conte di Montecristo”. Oggi l'Abbè ha una statua a Goa , in India, città in cui era nato e diventato un religioso.

John Elliotson (1791 -1868) è ricordato nella storia della medicina per aver introdotto lo stetoscopio in Inghilterra. E’ meno noto per aver difeso la causa del mesmerismo presso il suo paese; attività cui dovette presto rinunciare a causa dell’atteggiamento della classe medica, anche se continuò a dare dimostrazioni di mesmerismo nel privato della sua casa. E’ uno dei primi, se non il primo, che abbia riportato sei casi di intervento chirurgico effettuati senza dolore in “stato mesmerico”. Su questo scrisse anche un volume, “Numerous cases of surgical operations without pain in the mesmeric state” (“Numerosi casi di operazione chirurgica senza dolore nello stato mesmerico”).

Studente e protetto di Elliotson fu James Esdaile (1808 – 1859), che fu ispirato a compiere operazioni sotto “stato mesmerico” dal suo maestro. Esdail però finì per operare molto lontano dalla sua patria, infatti svolse la sua attività a Hugli-Chinsura, una città del bengala dell’est e successivamente fondò un ospedale a Calcutta con il contributo del governo indiano. A Hugli-Chinsura , nel 1845, cominciò a praticare mesmerismo sui suoi pazienti per alleviarne i dolori. La sua procedura è una delle più lunghe che si conoscano nel campo dell’ipnosi, e senza dubbio la più estenuante. Consisteva nello stendere il soggetto ed effettuare su di lui ripetuti passaggi delle mani sulla testa e le braccia, fin sullo stomaco, soffiando gentilmente sulla testa e sugli occhi. L’operatore era seduto dietro il soggetto. Questa pratica era ripetuta per ore ogni giorno e spesso più giorni di seguito. (Se a questo punto pensate ancora che l’ipnosi sia una tecnica particolare per impossessarsi del controllo della mente di un altro essere umano senza che lui nemmeno se ne accorga, potete iniziare una seria riflessione sull'argomento.).

Esdaile, dopo aver preparato i suoi pazienti in questo modo, praticava operazioni anche importanti, come le amputazioni di arti o la rimozione di tumori, senza che il suo paziente avvertisse il minimo dolore. Inoltre la guarigione del paziente dopo l’operazione era molto più rapida e presentava meno ricadute, dovute ad infezioni o altri problemi, che allora erano assai comuni. Vale la pena notare che non si conoscevano anestetici quando Esdaile effettuava le sue operazioni con i pazienti in ipnosi. Anche oggi ci sono medici (ne conosco uno solo due in realtà) che effettuano operazioni sotto ipnosi, anche se gli interventi praticati sono molto meno impressionanti di quelli effettuati da James Esdaile.

Quello che rimane uguale sono gli effetti post-operatori: guarigione più rapida e con meno problemi. Tornato in patri Esdaile presentò una memoria sui suoi risultati (con la descrizione di più di trecento operazioni), ma purtroppo appena un anno dopo, fu usato l’etere per effettuare un intervento chirurgico e successivamente venne impiegato il cloroformio. La lunghezza dei procedimenti di Esdaile non poteva competere con la rapidità dell’etere né con lo scetticismo della classe medica.

James Braid (1795 - 1860) , un medico scozzese laureatosi all’università di Edimburgo cominciò ad interessarsi di mesmerismo nel 1842 dopo aver visto la rappresentazione di Charles Lafontaine (1803 - 1892), un “mesmerizzatore” itinerante, un attore che si dedicò inizialmente al “mesmerismo” come forma di spettacolo e finì per diventare uno studioso della materia.

Braid credeva di poter provare facilmente che Lafontaine fosse un ciarlatano, ma quando vide che uno dei sui soggetti non riusciva ad aprire le palpebre, fu talmente impressionato dal fenomeno che decise di indagarlo per conto proprio. Così, di esperimento in esperimento, appena un anno dopo pubblica un libro dal titolo “Neurypnology: or the Rationale of Nervous Sleep”, in cui per la prima volta compaiono le parole Ipnosi, Ipnotizzatore e Ipnotista.

Braid, come l’Abbè Faria, rifiutò l’idea del fluido magnetico, e nei sui esperimenti faceva fissare un punto o un oggetto luminoso fino a provocare stanchezza negli occhi e raggiungere la trance. La sua tecnica principale consisteva nel chiedere a un soggetto di fissare un oggetto brillante posto tra i venti e i quaranta centimetri dagli occhi. Questo porta generalmente a una chiusura spontanea degli occhi.

Credendo che lo stato di trance raggiunto fosse simile al sonno, chiamò il fenomeno Ipnosi, dal nome del dio greco del sonno Hypnos. Studiando ulteriormente il fenomeno braid si rese conto che il termine risultava inappropriato. Invece di “dormire”, i sui soggetti manifestavano molti altri comportamenti, quali la catalessia.

Oggi l’accrescimento del seno suscita qualche controversia tra gli attori sul palcoscenico dell’ipnosi, per cui riporto qui senza aggiungere ulteriori commenti quanto scrisse James Braid nel 1853 nel libro “Terapie Ipnotiche”:
“Alcuni giorni dopo la signora si lamentò che io l’avessi sfigurata, avendola resa protuberante nella parte destra. Le dissi che avrei potuto mettere le cose a posto in breve tempo mettendola nuovamente a dormire, potevo ridurre ciò che avevo allargato durante il precedente sonno. Lei assentì a questo, ma quando fu addormentata, invece di ridurla, agii sull'altro seno nella stessa precisa maniera che sul seno sinistro, e con risultati identici.”. La notizia è comunque curiosa, e a mia conoscenza è il primo caso di accrescimento del seno con l’ipnosi che si conosca.

Forse l’idea che l’ipnosi può far crescere il seno vi sembra troppo fantastica, ma come vedremo più avanti sarà riportata in letteratura dall'ipnotista più famoso, venerato e studiato del XX secolo : Milton Erickson. Per adesso siamo ancora nel XIX secolo. Molte cose sono si sono succedute dal tempo di Mesmer, ma l’ipnosi rimane confinata a spettacoli da palcoscenico o all'attività intellettuale di pochi. Braid prende spunto dalla visione di uno spettacolo, e molti altri sono coloro che girano l’Europa, mesmerizzando il pubblico. Deleuze, nel 1825, pubblica un libro dal titolo “Istruzioni pratiche di magnetismo animale”, un vero e proprio manuale di “mesmerizzazione” (Braid doveva ancora scrivere il suo di libro). Il processo spiegava come mesmerizzare un soggetto con l’esame dei risultati attesi dalle varie procedure e le precauzioni da prendere per una riuscita ottimale. Deleuze raccomandò in questo manuale di cambiare medico, se questo rifiutava la “mesmerizzazione”. Con Deleuze non siamo ancora entrati nell’epoca dell’ipnosi. Deleuze non abbandonò mai le sue convinzioni sull’esistenza del “fluido magnetico”.

L’anno dopo l’uscita del libro di Deleuze, Alexander Bertrand pubblicò “Magnetismo animale in Francia”, un testo dove rigetta completamente l’idea del magnetismo animale. Bertrand aveva conosciuto l’Abbè Faria e sosteneva che la mente può creare simulazioni convincenti della realtà sotto lo stimolo delle suggestioni. Bertrand fu osteggiato dalla chiesa per le sue opinioni e morì trentaseienne nel 1831.

Prima di salutare il breve capitolo dedicato all'origine dell’ipnosi, voglio ricordare un personaggio che ha attraversato tutta quest’epoca: Jules de Sennevoy, Barone di Potet. Nacque nel 1796 e morì nel 1891, attraversando l’epoca che parte da Mesmer, passa per Braid e finisce come vedremo in seguito a Bernheim. Conobbe Puységur, l’Abbè, Bertrand, Deleuze. Fino alla fine fu convinto di aiutare i suoi soggetti con l’aiuto del fluido magnetico, anche se riconosceva che poteva farlo solo quando il soggetto acconsentiva alle suggestioni proposte.

Abbiamo visto finora come diversi personaggi, con diversi punti di vista, si siano succeduti sul palcoscenico della prima recita dell’ipnosi. Eppure tutto quello che oggi sappiamo sull'ipnosi era già stato evidenziato nelle opere dei pionieri. La suggestione, il consento dell’ipnotizzato, la concentrazione su un’idea unica, gli effetti dell’ipnosi (catalessia, anestesia, etc.), il sonnambulismo, e così via. Ma ci sono tesi contrastanti, vecchie idee che ancora sopravvivono, e si intuiscono differenti correnti di pensiero, che saranno quelle che guideranno le ricerche negli anni seguenti. Non è più il tempo delle intuizioni e dello sperimentalismo approssimativo. Le idee devono cristallizzarsi in conoscenza: è giunto il tempo delle scuole.