Stanza del sonno

0
39

La stanza più strana posseduta da un istituto di cura, si trova nei sotterranei del "New York Post-Graduate Hospital". La stanza è stata chiamata ufficialmente "Stanza del sonno".

Per i pazienti è la stanza del mistero. E' la sede di un metodo di trattamento nuovo e moderno, un metodo che promette di diventare entro pochi anni il più grande aiuto alla scienza medica che sia mai stato concepito.

E' lì che il tanto deriso potere ipnotico dimostra di essere una benedizione per gli afflitti. Il dolore è dissolto e il piacere prende il suo posto. L'operazione più difficile diventa per chi soffre una questione di felicitazioni.

Il Dr. William P. Wilkin, che è molto versato nei confronti delle novità di pensiero relative alla scienza medica, ha fatto uno studio speciale sulla "Stanza del sonno" e i suoi effetti. I fatti descritti in questo articolo, così come quello che riguarda i dettagli tecnici del trattamento, sono stati descritti all0esetensore da Or. Wilken. Sono strani, effettivamente, illustrando, come fanno, quella che è stata a lungo considerata una estrosa teoria ossia che l'influenza della mente sulla materia e della mente sulla mente può essere utilizzata per aiutare i discepoli di Galeno.

Nella "Stanza del sonno" non c'è nulla a un primo sguardo che indichi come qui vi avvenga qualcosa di inusuale. E' arredata in modo molto sobrio, essendo praticamente spoglia di tutto tranne panche lungo i muri, un po' di comode sedie e molti paraventi.

In questa semplicità c'è un metodo diverso, perché si prende molta cura che non ci possa essere nulla nella camera che disturbi l'attenzione del paziente, almeno dalla persona da cui provengono le suggestioni ipnotiche. Naturalmente per una ipnosi di successo è indispensabile l'attenzione del paziente.

"Si può dire", dice il Dr. Wilkin, "che la mia esperienza nel trattamento di certi linee di disturbi è stata tanta che il pregiudizio avvertito inizialmente nell'impiegare questo metodo - un pregiudizio prevalente presso i medici di questo paese - è stato interamente rimosso, e io credo fermamente nei benefici che possono derivare dalle suggestioni ipnotiche opportunamente utilizzate.

L'ipnotismo è di grande valore nel trattare certi disturbi, sebbene il suo posto nella terapeutica, sia peculiare. La mia sensazione è che il suo valore è più evidente nei suoi effetti che nella sua ampia applicabilità.

Ci sono mote condizioni, mentali morali e fisiche, che si incontrano presso i malati e che sono combattute in un modo o nell'altro. Queste condizioni, alcune di queste, non possono essere trattate con le ordinarie risorse mediche, e il più delle volte il successo nel loro trattamento è sconcertante.

Il metodo che utilizzo per indurre l'ipnosi è quello di uso più generale, ed è conosciuto comunemente come "il metodo Bernheim". E' molto semplice. Prima di tutto bisogna fare in modo che, per quanto possibile, ogni condizione favorirà lo sviluppo dei pensieri che noi vogliamo dominino la mente dei pazienti-in breve che si addormentino. Giunti a questo punto, bisogna considerare lo stato del paziente, l'attitudine dell'operatore e l'ambiente. E' mi personale opinione che le spirali ruotanti, o altri metodi che sembrino misteriosi, impiegati per produrre l'ipnosi, sono una imposizione al paziente, egli deve essere ipnotizzato; che il trattamento, deve essere messo in chiaro, sarà efficace nei risultati e che non c'è nulla di spiacevole nel suo impiego. Il suo nervosismo e ogni scrupolo o paura sono superate da una ragionevole spiegazione del nostro metodo. Noi puntiamo ad assicurarci la sua completa fiducia.

L'attitudine dell'operatore deve essere calma fiduciosa e ferma - ogni nervosismo o agitazione o incertezza da parte sua sono comunicati immediatamente al soggetto. Nella stanza non devono esserci rumori, e probabilmente è meglio avere la stanza oscurata.

A questo punto il paziente è sistemato in una sedia sufficientemente comoda da non provocare costrizioni fisiche; la sua testa è reclinata all'indietro, o contro il muro, e gli si fa dirigere lo sguardo fisso su qualche oggetto tenuto poco sopra la sua testa, o su qualunque oggetto nella stanza. E così, avendo il soggetto in una condizione fisica e mentale favorevole allo stato ipnotico, gli si dice con calma, ripetutamente e fermamente, di dormire. In poco tempo i suoi occhi appaiono assonnati , le sue palpebre diventano pesanti e cominciano a tremare. Gli si chiede di chiudere fli occhi. La mano dell'operatore passa gentilmente sulle sue palpebre, e si dice al paziente che non potrà aprire le palpebre fino a quando non gli si dirà di farlo. In quasi tutti i casi il paziente sarà nel primo stadio del sonno ipnotico.

Noi troviamo che è meglio somministrare solo una o due suggestioni, ripetendole continuamente più volte in una sola seduta. Alla seduta successiva si aggiunge unp0altra suggestione e ripetuta con quella fatta precedentemente. In questo modo si migliora gradualmente la condizione del paziente. La durata del sonno varia da dieci minuti a mezz'ora o più. Per terminare, si dice semplicemente al paziente di svegliarsi.

Il tempo cui è permesso al paziente di rimanere in ipnosi varia da cinque minuti a un'ora. Un periodo più lungo di questi è necessario in casi speciali, quando il paziente è particolarmente nervoso o stanco per il dolore o sovreccitato dal delirio che qualcuno voglia ferirlo.

Un caso in cui si è trovato necessario un supplemento di ipnosi con il sonno naturale è stato quello di una donna trattata dal dottor J. Alman. Soffriva di allucinazioni ed era stata svegliata dall'operatore dopo un'ora. "Adesso stop er lasciarti" le disse "E voglio che alle 3 ti addormenti di un sonno naturale. Non ti sveglierai che alle 6 esatte. Ti sentirai molto riposta e non avrai un ritorno delle tue allucinazioni".

L'infermiera che aveva in carico la paziente, disse che il soggetto aveva seguito alla lettera le istruzioni, così some comunicate dal Dr. Altman, e ha detto spontaneamente di essere libera da ogni paura dei suoi rivali immaginari.".

New York Journal 1896