Soggetti refrattari all'ipnosi

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John Milne Bramwell (1852-1925)
John Milne Bramwell (1852-1925)

Suscettibilità media - nell'aprile 1892 Schrenck-Notzing pubblicò i risultati del suo primo "First International Statistics of Susceptibility to hypnosis." Quindici osservatori in differenti paesi hanno fornito risultati che mostrano, senza riferimenti a sesso, età, o stato di salute, che hanno tentato di ipnotizzare 8705 persone, con 519 fallimenti: solo il 6% non sono stati influenzati.

First International Statistics of Susceptibility to hypnosis.
Refrattari Sonnolenza Sonno profondo Sonnambulismo
519 2.557 4.316 1.313

Van Eeden e Van Renterghem, dal 5 maggio 1887 al 30 giugno 1893, tentarono di ipnotizzare 1089 persone, e hanno fallito con 58, solo il 5,33%.

Liebeault mi ha informato che non ha un resoconto completo delle migliaia di casi che ha trattato durante la sua pratica trentennale, ma che, dal 1887 al 1890, ha provato a ipnotizzare 1756 casi, e i suoi fallimenti ammontano a una frazione sopra il 3%.

Dal 1882 al 1886, Bernheim tentò di ipnotizzare 5000 dei suoi pazienti ospedalieri, e ha avuto successo nel 75% dei casi. Pochi anni dopo il numero era salito a 10.000 e i successi a più dell'80%.

Bérillon, su 250 casi nei bambini, ha ipnotizzato l'80% al primo o secondo tentativo.

Fino al marzo 1890 i casi di Wettestrand ammontavano a 3209, e di questi solo 105, o il 3.7%, non furono influenzati. Dei fallimenti il 75% aveva provato solo una volta o al massimo due. All fine del gennaio 1893, il numero dei suoi pazienti ipnotici era arrivato a 6500, mentre la percentuale dei fallimenti era diminuita.

Nel suo primo anno di pratica ipnotica, Forel cercò di ipnotizzare 205 pazienti, molti dei quali erano malati di mente. Ebbe successo in 171 casi e fallì in 34; ma negli ultimi 105 i fallimenti scesero all'11%. Nel 1898, mi informò che aveva tentato di ipnotizzare circa 1000 persone e che era riuscito in più del 95%.

Tra i miei primi pazienti la suscettibilità media variava tra il 100% in un gruppo e il 78% in un altro. Questi gruppo illustrano il fatto che la suscettibilità all'ipnosi è influenzata da molti fattori largamente differenti, e che, almeno non siano attentamente annotate, le statistiche riguardanti questo soggetto sono inclini ad essere male interpretate. Il primo gruppo comprendeva pazienti presi dalla mia pratica a Goole; i secondi stranieri che erano venuti da me da lontano.

Ipnotizzabilità Ipnotizzati Refrattari Percentuale
Van Eeden e Van Renterghem 1089 5.33%
Liebeault (dal 1887 al 1890) 1756 3.1%
Bernheim 5000 25%
Bernheim 10000 20%
Bérillon 250 20%
Wettestrand 3209 105 3.7%
Forel 250 34 5.02%
Forel 1000 5%
Bramwell 100 0
Bramwell 100 12%

Primo gruppo

Molti dei pazienti in questo gruppo sono stati ipnotizzati durante le veloci visite di una estesa pratica: almeno che il caso non rivestisse importanza particolare, non sono state prese note, e non ho registrazioni complete dei numeri trattati, che più o meno ammontano a circa 500. La seguente tabella, tuttavia riporta i primi 100 casi consecutivi che ho trattato presso di me, prendendone nota:

Numero totale: 100, maschi: 27 femmine: 73
Età: max: 76 Min: 4 Media: 23,42

Risultati

Refrattari: 0
Ipnosi leggera: 12
Ipnosi profonda: 40
Sonnambuli: 48

Ipnotizzati

Al primo tentativo: 92
Ripetuti tentativi: 8 Media: 4

Numero medio di sedute: 10

Questa tabella rappresenta, io credo, approssimativamente i risultati ottenuti nei 500 casi riferiti. Si deve notare, tuttavia, che sebbene non siano stati registrati fallimenti nei cento esempi appena citati, non sono stato capace di ipnotizzare 2 soggetti nei 500 casi trattati.

Secondo gruppo

La seguente tabella riporta i primi cento casi consecutivi in cui i pazienti non sono stati presi dalla mia pratica abituale.

Numero totale: 100, maschi: 42 femmine: 58
Età: max: 70 Min: 9 Media: 34

Risultati

Refrattari: 22
Ipnosi leggera: 36
Ipnosi profonda: 13
Sonnambuli: 29

Ipnotizzati

Al primo tentativo: 51
Ripetuti tentativi: 26 Media: 15

Numero medio sedute: 35,9

Considerazioni

Queste due tabelle hanno un marcato contrasto. La prima tabella non contiene alcun soggetto refrattario, mentre nella seconda ce ne sono 23. Nella prima tabella c'è una proporzione maggiore di soggetti entrati negli stadi più profondi, e questa differenza è ulteriormente accentuata dal fatto che il numero medio di sedute nel secondo gruppo sorpassa di molto quelle del primo. Inoltre è probabile che il gruppo di sonnambuli nel primo gruppo sarebbe potuto essere maggiore. In molti casi non è stato fatto nessun tentativo di produrre sonnambulismo, per esempio non è stata data nessuna suggestione di amnesia al risveglio. In appuntamenti successivi , ho trovato che molti membri di questo gruppo potevano essere resi sonnambuli in una sola seduta, sebbene non fossero passati precedentemente per questo stadio e non fossero stati ipnotizzati per molti mesi.

Note

Questo estratto è molto interessante, perché riporta statistiche relative ai primi stadi di sviluppo dell'ipnosi, e perché si possono fare alcune considerazioni leggendo tra le righe di quello che scrive Bramwell.

Una annotazione riguarda il fatto che tutte le statistiche riportano un incremento dei soggetti in funzione del numero di soggetti ipnotizzati; il che vuol dire che le capacità dell'ipnotista di indurre la trance ipnotica crescono al numero di soggetti ipnotizzati, e di conseguenza che l'addestramento, l'abitudine ad ipnotizzare, fanno parte del bagaglio tecnico di ogni ipnotista.

La seconda riguarda i sonnambuli, perché se è vero che si può ottenere il sonnambulismo in una sola seduta, come riporta lo stesso Bramwell, è anche vero che si può addestrare un soggetto ad ottenere il sonnambulismo attraverso ripetute sedute nel corso dei mesi, come riporta lo stesso Bramwell nelle sue considerazioni. Stando a questo possiamo interpretare l'ipnosi sia come la capacità di un soggetto di eseguire la fenomenologia ipnotica, in maniera completa per i sonnambuli, in maniera parziale per gli altri, sia anche come una forma di addestramento, che può portare il soggetto a raggiungere i gradi più profondi dell'ipnosi in funzione della ripetizione della trance.

La terza, infine, riguarda il fatto che se queste statistiche hanno un senso, probabilmente esistono dei soggetti refrattari all'ipnosi, per costituzione mentale o fisiologica, e che la mancata ipnotizzazione di un soggetto non dipende tanto dall'incapacità dell'ipnotista, quanto dalle caratteristiche del soggetto. In questo caso quindi, secondo me non si dovrebbe parlare di fallimento, ma di impossibilità. e nessuno per quanto bravo si senta, può costringere, pregare, suggerire ad una persona di fare qualcosa che per lei è impossibile.

Bibliografia

  1. Bramwell, J. M. (1906). Hypnotism: Its history, practice, and theory. London: W. Rider.