Sei passi

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"Six-step reframing", è una tecnica usata nell'ambito della PNL, per ristrutturare un comportamento indesiderato. E' una tecnica rispettosa dell'intimità del cliente, perché può esser utilizzata anche senza conoscere nulla del problema iniziale, inoltre il cambiamento non arriva dall'operatore, ma direttamente dall'inconscio del cliente.

Per praticare questa tecnica non è necessario nessun tipo di induzione, ma eseguita all'interno di una trance ipnotica risulta, a mio giudizio, molto più efficace.

Il processo in sé è molto facile e assomiglia molto alla parts-therapy di Tebbets e credo abbia preso spunto anche dal lavoro della Satir sulle parti.

Il processo

  1. Si identifica un comportamento o una risposta emotiva, qualcosa che si preferirebbe non avere o non provare. A questa parte può essere dato un nome neutro. Funzionano bene insiemi di lettere e numeri, purché non abbiano un senso e non suscitano alcuna reazione del cliente.
  2. Si stabilisce la comunicazione con la parte che crea il comportamento la risposta indesiderata. Questa comunicazione si manifesta in qualche modo nel corpo, come una sensazione, oppure come un'immagine o un suono o una voce. Oppure può essere richiesta direttamente al cliente sotto forma di segnalazione ideomotoria: sollevamento di un dito, cenno di sì con la testa. Quando si ottiene un segnale, si ringrazia la parte per essersi messa in comunicazione.
  3. Si cerca l'intenzione positiva realizzata dal comportamento o dalla sensazione. Si chiede alla parte: "Cosa vuoi? Cosa stai cercando di fare di positivo per me?". La chiave sta nel riconoscere la differenza tra quelle che sono le intenzioni della parte e il modo in cui cerca di soddisfarle. Spesso ci capita di avere le migliori intenzioni di questo mondo, ma di essere fraintesi da altre persone. Questo di solito porta a discussioni e incomprensioni, che spesso è difficile sanare. La nostra parte inconscia si sente nello stesso modo in cui ci sentiamo noi nelle stesse condizioni.
  4. Chiedere alla vostra parte creativa di creare tre/cinque alternative per realizzare lo stesso risultato.
  5. Chiedere alla parte di valutare queste nuove scelte una ad una e di verificare se sono accettabili e applicabili. Se non lo sono, bisogna ritornare al punto precedente e scegliere altre alternative. Bisogna negoziare, perché la parte che gestisce il comportamento indesiderato deve essere contenta di attuarne un altro in sua vece. Se le scelte sono insoddisfacenti, ricominciare dal punto precedente.
  6. Verificare se ci sono obiezioni da altre "parti" e verificare come e in quali circostanze il comportamento sarà utilizzato nel futuro. Cambiare un comportamento può avere impatto su chi ci sta vicino e su altre aree della nostra vita, apparentemente non collegate al comportamento o alla risposta in esame. Se ci sono obiezioni, ritornare al punto 4 e ricominciare il processo.

Il seguente modello di processo si basa sull'assunzione che esistano "parti" responsabili dei comportamenti e sul presupposto che ogni comportamento ha un'intenzione positiva. Proprio per questo la parte non è rimossa, ma il suo comportamento ristrutturato, diretto in una maniera migliore, più "ecologica" nei confronti dell'individuo.