Seguire la rotta

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Ci sono alcuni pensieri che occupano completamente la nostra mente. Preoccupazioni banali diventano improvvisamente importantissime e non danno tregua alla nostra mente. I pensieri vanno in circolo, si inseguono in una specie di girotondo che non da tregua e sembra non dover finire mai. In sostanza, la mente non va da nessuna parte, è imbottigliata in una sorta di labirinto mentale senza uscite, che ha come unico risultato, quello di provocare un mal di testa.

Se lo stato persiste a lungo non è raro che chi lo prova cominci a sentirsi depresso, o preso in trappola, senza vie d'uscita, in gabbia. C'è una grande varietà di metafore per definire questo stato, e tutte riconducono a una sensazione di prigionia, di blocco, di costrizione. Prendere la più semplice delle decisioni in queste condizioni, diventa un'impresa ciclopica. Ogni minima azione diventa un ostacolo insormontabile, un salto nel buio; i dubbi si moltiplicano e sommergono come un'onda le residue certezze.

Naturalmente è impossibile avere il controllo completo dell'ambiente esterno, ma è auspicabile avere la prontezza di riflessi e la concentrazione necessaria a reagire in maniera attiva ai cambiamenti dell'ambiente esterno, riuscendo a controllare quello che la vita ci manda in sorte senza esserne sopraffatti. Avremo sempre una sfida davanti a noi, un obiettivo che sembra irraggiungibile, un ostacolo che appare insormontabile. Sapere che ci attendono sfide sempre nuove, è il primo passa per prendere il controllo della nostra vita, senza riserve. Accettare la sfida, essere preparati ad affrontarla in un modo o nell'altro, in maniera creativa, assumendoci la responsabilità delle nostre azioni, è il primo indispensabile passo.

Siamo come in una barca su un fiume, e se non possiamo modificarne il corso, possiamo comunque condurre la barca dove vogliamo, senza affidarla alle correnti sconosciute. Perché finché vivremo, quella barca dovremo condurla da qualche parte, tanto vale portarla in un approdo sicuro, in un luogo che ci piace, piuttosto che lasciarla andare chissà dove.

Per farlo dovremo essere consapevoli della rotta da seguire, dobbiamo sapere dove andare e una volta scelto l'approdo, dobbiamo metterci in grado di navigare nella sua direzione. Conoscere il fiume, la barca, la rotta, sono cose essenziali, e dobbiamo metterci in grado di conoscerle in maniera dettagliata. Informarsi prima per decidere in seguito, ci permette di esaminare tutte le opzioni a disposizione e di scegliere quella che riteniamo la migliore. Una volta scelta la rotta, possiamo modificarla in seguito, in base alle nuove informazioni acquisite durante il percorso o alle nuove esigenze sorte durante il viaggio, e nulla ci vieta di cambiare approdo, se è il caso.

L'importante è non navigare a vista, eliminare ogni possibile fonte di confusione che derivi dal non esser informati, dal non conoscere il fiume, dal non sapere di stare navigando. Armati di una rotta possiamo andare lontano, senza, gireremo in tondo, come i nostri pensieri, lungo le correnti del fiume.