Scrittura automatica e ipnosi

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La scrittura automatica è uno dei fenomeni più spettacolari dell'ipnosi e un fantastico metodo d'indagine. Molti dei più importanti e spettacolari fenomeni ipnotici hanno caratteristiche ideomotorie, ossia sono frutto di un movimento involontario generato da un'idea di movimento o da una suggestione esterna. Tra questi ci sono la catalessia, il sollevamento di un braccio o della mano o di un singolo dito.

Anche la scrittura automatica fa parte della grande famiglia delle risposte ideomotorie, ed è uno dei fenomeni più spettacolari dell'ipnosi. Consiste nello scrivere o disegnare, da parte di un soggetto, senza che vi sia consapevolezza da parte sua di eseguire qualunque gesto grafico e senza che vi sia alcuna consapevolezza del significato, del senso e del contenuto di quello che si produce durante l'atto della scrittura automatica.

Ci troviamo quindi di fronte a un gesto molto complesso come quello di disegnare, scrivere, scarabocchiare, eseguito del tutto involontariamente, e che, anche quando si abbia la scrittura di frasi di senso compiuto, non lascia nessuna consapevolezza nel soggetto del significato di quelle frasi. Spesso, dopo l'esecuzione della scrittura automatica, si ha amnesia, e in questo caso il soggetto non ricorda affatto di avere scritto.

Erickson, e con lui altri autori, distinguevano la scrittura automatica dalla scrittura in stato di trance. Nella prima non c'è alcuna consapevolezza, nella seconda c'è consapevolezza del gesto ma non del contenuto. Nella prima non c'è alcun ricordo del gesto, nel secondo caso il soggetto è consapevole di avere scritto o disegnato.

Alcuni considerano la scrittura automatica uno dei fenomeni più complicati da realizzare, data la sua intrinseca complessità, mentre per altri autori è un fenomeno relativamente semplice da realizzare una volta che si siano appurate le capacità ideomotorie del soggetto.

Quando si può utilizzare, la scrittura automatica è un fenomeno prezioso per rivelare contenuti nascosti, a cui la mente conscia e razionale non può arrivare. In un caso descritto da Erickson una giovane donna rivelò, del tutto ignara di farlo, il nome dell'uomo che desiderava sposare, che non era il suo attuale fidanzato. A volte il significato della scrittura automatica non è così chiaro. Se è un disegno può anche essere simbolico, e quindi soggetto ad interpretazioni. Se è uno scarabocchio è spesso impossibile rilevarne un senso compiuto.

Qualche autore sostiene che la scrittura automatica illeggibile può essere decifrata senza problemi da chi l'ha prodotta. Dopo avere effettuato la scrittura automatica, il soggetto è risvegliato e successivamente reindotto in ipnosi, durante la quale è in grado di leggere quanto prodotto durante la scrittura automatica. In questo caso potremmo parlare più che di capacità di lettura della scrittura automatica, di capacità di ricordare la seduta precedente, fatto che si verifica usualmente reinducendo un soggetto in trance e facendogli ricordare la seduta precedente. Quello che sembra differente in questo caso, è solo il differente metodo di accesso ai ricordi.

Alcuni autori interpretano le risposte fornite dalla scrittura automatica come la presenza di una coscienza attiva, un 'sé' secondario e latente segregato dalla normale coscienza e tuttavia simultaneo con essa. Su questo filone di ricerca ci sono coloro che vedono nella scrittura automatica la prova dell'esistenza dell’'osservatore nascosto’ teorizzato da Hilgard. La parte attiva 'scrivente', sarebbe dissociata dalla parte cosciente, che non è consapevole dell'attività di scrittura automatica, mentre lo sarebbe l' 'osservatore interno', una sorta di sistema cognitivo nascosto di cui non siamo consapevoli e che entra in gioco durante l'ipnosi.

Janet utilizzava la scrittura automatica come trattamento catartico in ipnosi, facendo scrivere ai soggetti cose che non potevano ricordare durante il normale stato di coscienza. Per Janet nella scrittura automatica era in gioco una dissociazione, per cui il soggetto poteva continuare a scrivere solo fino a quando la dissociazione era in atto. Il semplice fatto di prestare attenzione allos critto o all'atto stesso della scrittura, blocca l'intero processo.

La scrittura automatica può essere praticata senza ipnosi, come capita ad esempio a molti di noi che mentre parlano al telefono scarabocchiano su un foglio. Allo stesso modo in cui si produce spontaneamente, la scrittura automatica si presta ad essere falsificata facilmente, quindi è fondamentale la buona fede di chi effettua la scrittura automatica e ne descrive gli effetti.

Non si sa chi per primo abbia utilizzato e diffuso le tecniche di scrittura automatica, ma i primi scritti apparvero spesso nella letteratura spiritualistica a metà del 1800. Circa nello stesso periodo apparvero i primi scritti riguardanti l'utilizzo dell'ipnosi per suscitare la scrittura automatica.

La scrittura automatica è stata utilizzata da artisti, come i surrealisti, che presero l'idea da Janet, per accedere alle risorse dell'inconscio, così come dallo spiritismo, che la utilizza come mezzo di comunicazione con gli spiriti. In questo caso la scrittura automatica sarebbe guidata dagli spiriti attraverso la mano del medium, utilizzato come canale di trasmissione.

Per gli scettici la scrittura automatica non è nient'altro che un accozzaglia di frasi e idee senza significato che passano dalla mente dello scrittore alla sua penna, mentre per chi la pratica come forma di meditazione è un'importante strumento di crescita personale con cui accedere ai più alti livelli della propria consapevolezza.

La scrittura automatica si utilizza in ipnosi per rivelare e accedere ai conflitti nascosti della personalità, ottenere accesso alle esperienze e ai ricordi rimossi, e anche per scoprire talenti e qualità nascoste. Il materiale prodotto ha spesso un significato considerevole per chi lo ha prodotto, tanto più in quanto inatteso e sorprendente. L'utilizzazione di questo metodo riveste particolare importanza per quei soggetti che non riescono altrimenti ad esprimere i conflitti emotivi che li riguardano.

Breve antologia di casi

La scelta della formulazione delle suggestioni da utilizzare durante la scrittura automatica deve essere fatta molto attentamente, poiché un soggetto in ipnosi, specialmente se sonnambulica, esegui le istruzioni alla lettera. Nel libro Superpsych (Timothy Hall, Guy Grant pubblicato Abacus London 1978) è riportato il seguente caso : "Grant apprese questo con una delle sue pazienti con cui utilizzò la scrittura automatica. "Le tue dita e la tua mano si muoveranno automaticamente e scriverai riguardo le cose che ti disturbano" disse alla donna "Scriverai automaticamente" Dopo una lunga pausa, la penna cominciò a muoversi lentamente sul foglio e Grant lesse :' A-U-T-O-M-A-T-I-C-A-M-E-N-T-E'"

Estabrooks riporta un esperimento con un amico, con la scrittura automatica e la mano anestetizzata. Quando Estabrooks punse la mano con un ago, la mano scrisse un "flusso di oscenità", mentre il soggetto continuava a leggere tranquillamente un libro durante l'intera procedura, senza avere la minima idea che il suo braccio destro stava combattendo una guerra privata.
("Multiple personality, allied disorders, and hypnosis" Eugene L. Bliss
Oxford University Press US, 1986)

Aldous Huxley si aiutava a scrive entrando in una sorta di trance che chiamava riflessione profonda (Deep Reflection), e che gli permetteva di concentrarsi unicamente sul soggetto della scrittura senza prestare attenzione all'ambiente circostante.

Erickson durante una dimostrazione si trovò a fare ipnosi con un soggetto che era un attore assoldato dai colleghi per giocargli uno scherzo. Erickson lavorò a lungo con questo soggetto, finché alla fine si accorse di essere stato giocato. A questo punto prese un foglio di carta e fece scrivere al soggetto, che eseguì la suggestione di scrittura automatica. Al risveglio, scrive Erickson, fu impossibile convincere il soggetto che era stato lui a scrivere il foglio e l'amnesia continuò nei giorni seguenti.

Kaplan (1960) presenta il seguente caso. Ad un soggetto ipnotico molto addestrato e in trance profonda erano state date due suggestioni, la prima che il braccio sinistro era anestetizzato e insensibile, la seconda che la mano destra avrebbe continuamente effettuato la scrittura automatica. Il braccio anestetizzato fu punto con un ago e contemporaneamente la mano destra scrisse "Ouch, dannazione, mi state facendo male.". Dopo un minuto o due il soggetto chiese allo sperimentatore: "Quando si comincia?", apparentemente dimentico dello stimolo doloroso ricevuto. Kaplan interpreta questo risultato come il fatto che l'analgesia ipnotica produce : "... una repressione e/o un diniego del dolore, ma che a qualche livello il dolore è sperimentato-inoltre, sperimentato come disagio a questo livello.".
(Cit. "LSD, marihuana, yoga, and hypnosis" Theodore Xenophon Barber Aldine Transaction, 1970)

Un'interessante variazione

Su una donna che aveva la compulsione di fare sesso con tutti gli uomini che incontrava, Erickson utilizzò la tecnica della scrittura automatica, ma con nessun successo, anche se la donna si era rivelata un ottimo soggetto ipnotico. In ipnosi vale la regola "se qualcosa non funziona cambiala", ed Erickson modificò il contesto della scrittura automatica, pose un foglio già scritto nelle mani della donna, con una penna e le disse di "sottolineare quelle lettere, sillabe, parole che spiegavano il motivo". Al momento opportuno Erickson mostrò alla donna il risultato di questa intelligente variazione della scrittura automatica. La donna realizzò quindi che fare sesso con tutti gli uomini significava fare sesso con il padre, nel tentativo di fare di lui un uomo per sconfiggere la dominanza della moglie.

(Milton H. Erickson Di Jeffrey K. Zeig, W. Michael Munion, Pubblicato da SAGE, 1999)