Regressione d'età

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Nella regressione d'età a un soggetto ipnotico sono date suggestioni di rivivere un evento accaduto in un periodo precedente e comportarsi, sentirsi ed essere come un bambino di quell'età.

Quindi, nel contesto dell'ipnosi, la regressione d'età è sperimentare nuovamente, rivivere, i ricordi di un periodo precedente. Spesso i soggetti in ipnosi per la regressione d'età, sperimentano cambiamenti evidenti e sensazionali nel comportamento e negli atteggiamenti.

La regressione d'età differisce dall'ipermnesia, un enorme aumento della capacità di rievocare i ricordi, perché il soggetto in ipnosi rivive piuttosto che ricordare, eventi passati, ritornando nello stato psicologico che esisteva allora.

La regressione d'età può manifestarsi con risposte ideomotorie, cognitive e affettive, che sono proprie dell'età della regressione. In questo caso c'è una regressione d'età completa, e le facoltà adulte del soggetto in regressione sono, o sembrano, sospese.

I teorici hanno preso questo tipo di manifestazioni ipnotiche a sostegno della tesi di una regressione totale e completa ad uno stato fisiologico e psicologico dell'età infantile. Questa interpretazione non si presta ad interpretare tutti i fenomeni ipnotici che avvengono durante la regressione d'età, durante i quali il soggetto mantiene le facoltà dell'età adulta mentre sperimenta nuovamente un periodo precedente.

Queste due differenti modalità di comportamento all'interno della stessa esperienza di trance, comportano un dibattito sulla realtà stessa del fenomeno della regressione d'età.

Michael Nash, dell'università del Tennessee, in una ricerca sulla regressione d'età ha analizzato 60 studi per verificare se esisteva un ripristino delle facoltà psicologiche o fisiologiche dell'infanzia durante la regressione d'età in ipnosi. Scopo della ricerca era quello di rispondere alla domanda: "La regressione d'età in ipnosi permette ai soggetti di esibire modalità psicologiche precedenti di funzionamento mentale?".

La ricerca di Michael Nash conclude che non c'è evidenza che l'idea che l'ipnosi consenta di rivivere accuratamente gli eventi dell'infanzia o di ritornare a modalità precedenti di funzionamento fisiologico o psicologico, almeno in senso letterale.

Erickson & Kubie, nell'articolo "Il successo del trattamento di un caso di depressione acuta isterica per un ritorno sotto ipnosi ad una fase critica di infanzia." The Psychoanalytic Quarterly, Vol 10, 1941, 583-609, sono di differente avviso, e ritengono che la donna di cui si parla nell'articolo, in trattamento per una depressione scatenata a causa di una richiesta di matrimonio, fu effettivamente riportata in un periodo della vita (10-13 anni), per esplorare le cause remote della sua malattia, trattata con successo attraverso trace di regressione.

Barber (1962), sostiene che i soggetti in regressione d'età, non trascendono le normali capacità di comportarsi come bambini. Ossia di fingere, o se si preferisce, di recitare di essere bambini, comuni ad ogni adulto.

Nash scrive che "Sebbene sia impossibile dimostrare l'ipotesi nulla (che non esiste regressione in ipnosi), l'asimmetria tra le relazioni a favore dell'ipotesi e contro, sono sicuramente notevoli.", in pratica la stragrande maggioranza delle ricerche è contraria all'ipotesi regressione d'età. Quindi, secondo Nash, sebbene i soggetti in ipnosi possano mostrare vistosi cambiamenti nel comportamento e nell'esperienza soggettiva, la loro esperienza non è esattamente infantile.

Per questo la regressione d'età in ipnosi può essere dello stesso tipo delle regressione alle vite precedenti, l'ipnosi regressiva, dove si suscita una profonda esperienza personale, che può essere importante per il soggetto dal punto di vista terapeutico. Sono d'accordo con Nash su quest'ultima considerazione.

Probabilmente non sarà mai possibile decidere in via sperimentale, oggettiva, della realtà di questo fenomeno, né sembra possibile che avremo in futuro strumenti per effettuare questo tipo di esperimenti. Comunque la regressione d'età in ipnosi è uno strumento importante, perché permette al soggetto ipnotico di rielaborare il materiale disturbante trattandolo come se fosse una esperienza traumatica del passato.