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Misurare l'ipnosi

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L'ipnosi si misura tramite scale di suscettibilità ipnotica. Alcuni clinici le usano per determinare come aiutare al meglio i propri clienti. La scala ipnotica più semplice ha appena tre valori: basso, medio, alto. Ognuno di questi valori definisce la responsività di un soggetto all'ipnosi. La spinta alla ricerca sulle scale di suscettibilità all'ipnosi, è scaturita dalla necessità di avere scale di misura più attendibili e precise.

Come funziona

La misura della suscettibilità ipnotica avviene attraverso la somministrazione di una induzione ipnotica. Il tipo di induzione dipende dalla particolare scale presa in esame. In seguito, si somministrano delle suggestioni per ottenere specifici effetti ipnotici. Ogni effetto ipnotico eseguito o meno determina un punteggio. La somma dei punteggi determina l'ipnotizzabilità del soggetto relativamente alla scala presa in esame.

Le suggestioni impiegate sono sia di tipo ideomotorio che cognitivo. Le prime riguardano azioni motorie da compiere in base alle suggestioni, le seconde sono collegare alla capacità immaginativa del soggetto.

Quante ce ne sono

Molte, alcune più note e utilizzate di altre.

Scala Descrizione
Davis & Husband Scale (1931) Copre un vasto spettro di fenomeni ipnotici. Non ha uno standard per i test di suggestione, né criteri espliciti per stabilire fallimento o successo di una suggestione.
Eysenck & Furneaux Scale (1945) Una delle prime scale di suscettibilità. Weitzenhoffer & Hilgard hanno modificato questa scale per creare la "Stanford Hypnotic Susceptibility Scales"
Harvard Group Scale of Hypnotic Susceptibility: Form A (HGSHS: A) (1962) Una scala molto utilizzata
Hypnotic Induction Profile (HIP) (1978) Sviluppata da Spiegel, si basa sull'osservazione della rotazione degli occhi verso l'alto da parte del soggetto. Tanto maggiore la rotazione, tanto maggiore la suscettibilità. Di no semplice utilizzo.
Revised Stanford Profile Scales of Hypnotic Susceptibility: Forms I and II (1967) Realizzata da Weitzenhoffer e Hilgard, è probabilmete la scala di scuscettibilità ipnotica più nota e utilizzata

Suggestioni

Le scale di ipnotizzabilità contengono un certo numero di suggestioni che costituiscono dei test che il soggetto passa o fallisce a seconda delle sue caratteristiche.

Le suggestioni devono essere scelte per rappresentare un ampio spettro di fenomeni ipnotici. Possono essere di tipo cognitivo o motorio, positive o negative.

Produzione Inibizione
Motoria Sollevamento del braccio, rotazione braccia, movimenti involontari Blocco del braccio, catalessia
Cognitiva Allucinazioni positive su tutti e cinque i sensi Allucinazioni negative, sordità ipnotica

Una suggestione di tipo positivo produce qualcosa: un movimento del braccio ad esempio. Una suggestione di inibizione impedisce qualcosa, ad esempio l'apertura delle palpebre, che è una forma di catalessia.

Le suggestioni di tipo cognitivo riguardano alla produzione o all'inibizione si percezioni o sensazioni. Una allucinazione, che consiste nel vedere qualcosa che non c'è, rientra nell'ambito delle percezioni.

La sordità ipnotica riguarda l'incapacità del soggetto di udire suoni che pure ci sono, non essendo sordo il soggetto. Questi effetti possono essere estesi a tutti e cinque i sensi.

Fattori cruciali

In ipnosi una semplice parola riveste un ruolo cruciale: involontarietà.

Ogni individuo è capace di effettuare scelte e intraprendere azioni in base a quello che ha deciso. Questo comportamento volitivo non ha spazio durante l'ipnosi. Ogni effetto ipnotico realizzato da un soggetto, potrebbe essere falsificato e probabilmente un buon attore può rendere la falsificazione accettabile anche ad un esperto.

Ma una suggestione ipnotica, per essere tale, deve avere una componente di involontarietà. Agire o meno a una suggestione deve essere fuori dal controllo del soggetto. Ogni suggestione deve quindi essere sperimentata in maniera involontaria.

Chiunque sa sollevare un braccio, ma l'esperienza del braccio che si solleva involontariamente a seguito di una suggestione ipnotica, costituisce l'esperienza di una suggestione ipnotica. Le suggestioni devono essere sperimentate come se accadessero da sole.

Alcune scale misurano il grado di involontarietà nell'esecuzione delle suggestioni.

Cosa misurano

Il dibattito sull'utilità delle scale ipnotica dura da tempo. Sicuramente ciascuna scala intende misurare la responsività alle suggestioni da parte di un soggetto in ipnosi. Il problema è che si può rispondere alle suggestioni anche al di fuori dell'ipnosi.

Un altro aspetto è che le suggestioni sono somministrate all'interno di un contesto sperimentale, che non tiene conto delle singole caratteristiche individuali. Le suggestioni sono uguali per ogni soggetto dell'esperimento e sono somministrate nella stessa maniera. Questa standardizzazione rende possibili l'esperimento, perché consente di misurare le risposte a uno stimolo dato. Ma i clinici obiettano che cambiare approccio, scegliendo differenti induzioni per differenti individui, migliora le risposte all'ipnosi.

Questi due punti di vista sono naturalmente inconciliabili. Un clinico può cambiare induzione per favorire l'ipnosi a un suo cliente, un ricercatore deve basarsi su standard rigorosi.

Proprietà della suggestionabilità

L'ipnotizzabilità può essere vista come un tratto della personalità, perché alcune ricerche hanno mostrato che si mantiene stabile nel tempo.

Uno studio di Morgan (Morgan 1973) sostiene che siano implicate delle componenti genetiche, anche se non si conoscono repliche di questo esperimento.

Alcune ricerche hanno dimostrato come l'ipnotizzabilità varia nel tempo, di fatto smentendo che l'ipnotizzabilità sia un tratto ben definito della personalità

Tutte queste argomentazioni non hanno ancora ricevuto una risposta chiara e definitiva, per cui il dibattito è ancora in corso e probabilmente lontano dal trovare un accordo su una teoria definitiva dell'ipnotizzabilità

Predire l'ipnotizzabilità

Non è possibile al momento. Non sono stati trovati correlati stabili e definitivi che permettano di affermare che una persona sottoposta ad ipnosi sarà effettivamente ipnotizzata. Da questo punto di vista non esistono buoni soggetti ipnotici o cattivi soggetti. Confidare su un correlato dell'ipnotizzabilità, come l'assorbimento o l'immaginazione, può portare a risultati contrastanti o errati. Non tutti coloro che si assorbono completamente in un lavoro ho si perdono in sogni ad occhi aperti risultano poi ipnotizzabili.

Conclusioni

Non esiste un marcatore definitivo per l'ipnotizzabilità, per cui le scale ipnotiche possono fornire solo indicazioni di massima, spesso smentite.

Confidare su una scala ipnotica per misurare l'ipnotizzabilità di un cliente è controproducente, perché può portare a conclusioni sbagliate e fuorvianti. Inoltre il risultato stesso di un test di suggestionabilità, è di fatto una suggestione sulle capacità o meno di un soggetto, che di fatto indirizza le scelte dell'operatore.

Molto meglio far riferimento ad Erickson, che credeva che ogni persona fosse ipnotizzabile. Se anche aveva torto, comunque non fissa alcun limite sulle nostre possibilità di ipnotizzare qualcuno.

Bibliografia

  1. Morgan, A. H. (January 01, 1973). The heritability of hypnotic susceptibility in twins. Journal of Abnormal Psychology, 82, 1, 55-61.

  2. Piccione, C., Hilgard, E. R., & Zimbardo, P. G. (January 01, 1989). On the degree of stability of measured hypnotizability over a 25-year period. Journal of Personality and Social Psychology, 56, 2, 289-295.

  3. Kirsch, I., & Braffman, W. (April 01, 2001). Imaginative Suggestibility and Hypnotizability. Current Directions in Psychological Science, 10, 2, 57-61.

Tre tecniche di autoipnosi di Salter

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Fino all'opera di Salter che riporto in questo articolo, l'autoipnosi non era un aspetto preso in considerazione nelle moderne tecniche sperimentale. Salter lavorò attivamente nel campo dell'ipnosi clinica e sperimentale, utilizzando l'autoipnosi.

Dalle sue esperienze è nato un testo che è diventato un punto di riferimento: "Tre tecniche di autoipnosi" di Andrew Saltew, The Journal Of General Psychology Vol. 24 , Iss. 2,1941.

Definizione

Per non dare adito ad interpretazioni bisogna definire esattamente cosa si intendo con ipnosi e Salter intende con questo termine "l'abilità di indurre, su se stessi, la trance ipnotica con i suoi fenomeni come desiderato. Includendo catalessia, anestesia, e amnesia (sia in trance che post-ipnoticamente) e le varie suggestioni post-ipnotiche , include le allucinazioni positive e negative - in breve, tutti i fenomeni classici. In auto-ipnosi non solo il "soggetto" deve ipnotizzare se stesso e somministrarsi le suggestioni, ma ha anche il completo controllo dello stato di trance tutto il tempo. Per usare una parola che dovrebbe essere obsoleta, l'unica persona in rapport è il soggetto, ed è in rapport con se stesso."

Per Salter l'autoipnosi è distinta dall'autosuggestione, essendo questa considerata "un fenomeno dello stato di veglia", mentre il fenomeno dell'autoipnosi richiede uno stato di trance. Di conseguenza l' "autoipnosi, dunque come utilizzata in questo contesto, è la stessa cosa della consueta ipnosi, eccetto che la trance è indotta dal "soggetto" su se stesso, e solo il "soggetto" ha il completo controllo della trance."

Il primo metodo di autoipnosi proposto da Salter può apparire ovvio, ma come riferisce lui stesso. "tuttavia non ho trovato il suo equivalente in letteratura. In breve, si induce l'autoipnosi con una suggestione post-ipnotica."

La prima cosa da fare in questo caso, è verificare le potenzialità ipnotiche del soggetto: "Provo l'ipnosi consueta sul soggetto potenziale. Se posso produrre qualche catalessia degli arti o un'anestesia del guanto, o meglio - e per meglio intendo un "punteggio di profondità" di 13 o più sulla scale di Davis and Husband (2, p. 176) - trovo che è possibile insegnare l'autoipnosi di differenti qualità al soggetto. Considero un catalessia degli arti di qualunque tipo, o l'incapacità di alzarsi dalla sedia, come un sine qua non della trance prima che faccia qualunque sforzo per insegnare l'autoipnosi."

Salter discute gli usi che il soggetto può fare delle suggestioni post-ipnotiche (che dopotutto sono il motivo per cui fare auto-ipnosi) e procede enfatizzando l'efficacia delle suggestioni post-ipnotiche.

"Ti dirò che quando vuoi ipnotizzare te stesso, ti basterà semplicemente sederti o stenderti comodamente quanto puoi al momento, e lanciare nella tua mente l'idea che vuoi auto-ipnotizzarti. Prenderai cinque respiri profondi, e al quinto respiro sarai nella trance più profonda possibile e allora ti darai qualunque suggestione vorrai, e ti sveglierai quando vuoi. Ogni volta che ti risveglierai da una trance ti sentirai splendidamente. Non preoccuparti del risveglio. Non sarà un problema. Sai che una madre può dormire durante una tempesta, ma nel momento in cui il suo bambino fa rumore nella sua culla, o emette il minimo grido, la madre è subito completamente sveglia. Lasciaci dire che la mente subconscia della madre , e la tua, non sono mai addormentate. Il dibattito sul "subconscio" è una materia opinabile, ma è un concetto comodo in questa occasione. Così vedi, se sei in trance, e qualcuno grida "Al fuoco!" o ti chiama per qualunque motivo, o devi risvegliarti per qualche ragione - tu sarai sveglio. Non avrai problemi di sorta, come vedi."

Salter utilizza le istruzioni di pre-trance come suggestioni per i futuri comportamenti auto-ipnotici del soggetto. A questo Salter aggiunge dei test basati sul test ipnotico "falling forwrard" (cadre in avanti), suggerendo al soggetto di fornire a se stesso la suggestioni di cadere in avanti, senza parlare, suggerendosela mentalmente. Questo serve a convincere il soggetto che la fonte delle suggestioni non è importante, che queste funzionano sia che siano formulate dall'ipnotista che dal soggetto stesso: "La fonte della suggestione non ha la minima importanza. Possono arrivare dall'interno o dall'esterno. Fintanto che tu cooperi, con me o con te stesso, le suggestioni funzionano. E questo sarà il modo in cui sarà quando ipnotizzerai te stesso."

Le istruzioni di pre-trance sono ripetute in stato di trance dopo avere ipnotizzato il soggetto. Al risveglio del soggetto Salter fa una indagine per scoprire se il soggetto ha amnesia ipnotica:

"Riguardo al fatto che le suggestioni auto-ipnotiche siano efficaci quanto quelle che possiamo chiamare suggestioni "etero-ipnotiche", dico al soggetto che la suggestioni auto-ipnotica è buona quanto, o di più, della suggestione ipnotica usuale. Nell'ultimo caso, spiego, le suggestioni provengono dall'esterno, e lavorano sul soggetto per la sua volontà di cooperare. In autoipnosi, la fonte immediata delle idee "dentro" il soggetto, e sicuramente una persona coopererà con se stessa. L'attenzione del soggetto è richiamata al suo comportamento nella dimostrazione "caduta in avanti", e io reitero che la sorgente delle idee è irrilevante, almeno fino a quanto il soggetto le vuole seguire. Al soggetto viene detto che, se non altro, una suggestione post-ipnotica ben organizzata deve funzionare su di lui più che una suggestione "etero-ipnotica", perché il rapport dell'autoipnosi è completo tanto quanto può essere possibile. (Ricordate che fino a questo punto il soggetto è nel normale stato di veglia.)"

Al soggetto viene detto di sperimentare una trance prendendo cinque profondi respiri. Durante la trance è richiesta un'anestesia del guanto o completa. Scrive Salter "Quando esami approfonditi rivelano un'anestesia, almeno a me e all'insaputa del soggetto, può essere dato per scontato che tutto andrà bene. Dico al soggetto di ripristinare le sensazioni nel suo braccio, e gli dico di darsi delle suggestioni riguardo allo studio (o le unghie, o il suonare il piano, o qualunque sia il problema).

"Usa gran parte del mio linguaggio per quanto puoi ricordare. Pensa semplicemente a queste suggestioni con tutte le tue forza per (diciamo) cinque minuti, e dimmi quando sei pronto."

Più o meno in questo lasso di tempo, (non c'è nessun miracolo sull'accentuate percezione degli intervalli di tempo in ipnosi), il soggetto dice di essere pronto. "Molto bene," dico. "Svegliati quando vuoi - diciamo tra pochi minuti." Do qualche suggestione sull'amnesia permanente al risveglio per gli stati di trance e che i soggetto si sentirà splendidamente al risveglio.

Presto il soggetto apre gli occhi e si guarda intorno. E' sveglio e si sente bene."

Se non è possibile produrre "etero-ipnoticamente" l'anestesia su un oggetto, si utilizzeranno altri effetti ipnotici che è stato precedentemente in grado di eseguire, considerando che più un fenomeno è impressionante meglio è.

Questo di fatto è il primo metodo di autoipnosi di Salter.

Secondo metodo

Il secondo prevede allo stesso modo del primo, un buon soggetto post-ipnotico, ma in questo caso non saranno date al soggetto suggestioni post-ipnotiche né gli saranno somministrate suggestioni ipnoticamente.

Il soggetto richiesto per questo secondo esperimento deve essere ben informato su quello che farà e convinto nel seguire tutta la procedura, che seppure non difficile, richiede tempo e dedizione da parte sua. Infatti il secondo esperimento di auto-ipnosi consiste nell'apprendere a memoria del materiale stampato, basato sulle suggestioni che hanno funzionato per lui durante le precedenti trance. La memorizzazione deve avvenire senza concentrarsi troppo sul loro significato, anzi il soggetto può parafrasare le suggestioni come vuole. La prima seduta auto-ipnotica deve avvenire con la presenza dell'operatore.

Salter, una volta che il soggetto ha memorizzato il materiale ed è confidente di poterlo utilizzare, dice: "Non c'è qualcosa come A che ipnotizza B. Tutto quello che A fa è indicare a B la strada da seguire per arrivare alla sua destinazione - ipnosi. Non importa chi ti dice quale strada seguire - se io ti indico queste strade ( o direzioni) o se tu indichi a te stesso queste strade. In ogni caso, se segui queste strade, ti ipnotizzerai."

A questo punto segue una ripetizione delle istruzioni pre-trance, dimostrazioni relative al primo metodo e una spiegazione sul concetto di azione ideomotoria. Salter ricorda al soggetto che quello che ha memorizzato è una serie di azioni ideomotorie. E' meglio che il soggetto ripeta mentalmente le istruzioni memorizzate, anche se alcuni soggetti si trovano meglio, almeno all'inizio, ripetendole a bassa voce, come una sorta di

Durante questa fase è consentito che l'operatore aiuti il soggetto con delle eterosuggestioni quando ritiene che ci sia bisogno "di una spinta in più."

In breve tempo il soggetto è in grado di mettersi in autoipnosi senza bisogno di alcun aiuto esterno, e quando è in trence, si procede come visto nel metodo precedente. Utilizzando questa routine per qualche tempo, il soggetto scopre che può abbreviarla perché ci mette meno tempo ad andare in trance.

Terzo metodo

Il terzo metodo di autoipnosi proposto, è ritenuto da Salter il più fondamentale dei tre e lui lo chiama "autoipnosi frazionata."

Salter cita Hull che nella discussione "Suscettibilità alle suggestioni di prestigio" (3, p. 393) dice:

"L'essenza [dell'ipnosi] risiede nel fatto sperimentale di uno spostamento quantitativo verso l'alto che può risultare dalla procedura ipnotica. Per quello che lo scrittore può vedere, questo fenomeno quantitativa solo resta del tempo tra quelli aggregati sotto il nome di ipnosi. Ma questo fatto indubitabile è più che sufficiente per dare significato e valore al termine."

Salter presenta un metodo di auto-ipnosi: "tramite il quale questo "spostamento quantitativo" della suggestionabilità verso l'alto può essere indotto senza l'usuale procedura ipnotica. Può essere confrontato, in un certo senso, al metodo di apprendimento per parti, che è che si assume che lo stato di trance è composto di parti discrete, ciascuna delle quali sarò insegnata al soggetto potenziale. Questa analogia non sarà seguita implicitamente, ma dà una buona idea del metodo."

Il soggetto ideale per questo tipo di approccio all'autoipnosi deve essere in grado di produrre, con suggestioni in stato di veglia, "catalessia catalessia delle braccia o l'incapacità di alzarsi dalla sedia." A questo soggetto viene presentata la tecnica "falling forward", quindi Salter dice al soggetto di auto-suggerirsi la caduta in avanti. Anche in questo caso, viene enfatizzato come la fonte delle suggestioni non è importante. Una volta appresa la tecnica "falling forward", di insegna al soggetto il pendolo di Chevreul dandogli la suggestione in stato di veglia che "sta andando avanti e indietro, avanti e indietro come un pendolo", ecc. Quindi si fa ruotare il pendolo in cerchio. Il soggetto ripete gli esercizi del pendolo tramite autosuggestione. Appresa questa tecnica si lavora sulla pesantezza del braccio. " Alcuni soggetti non sono capaci di muovere la loro mano destra. (Questi soggetti si dimostrano splendidi per fenomeni più avanzati.)" La stessa procedura è ripetuta sia per la mano sinistra che per la gamba destra e sinistra. Alla fine il soggetto deve essere capace di rendere molto pesanti in breve tempo le mani o i piedi.

Tramite questa procedura si arriva fino alla pesantezza dell'intero corpo e alla catalessia delle palpebre. Allenandosi anche a casa, il soggetto può produrre questo stato in breve tempo. Quando il soggetto può entrare e uscire dallo stato come se spingesse un interruttore, gli si somministra la preparazione pre-trance. Durante questa fase: "Alcuni soggetti hanno bisogno di poco aiuto etero-ipnotico fin dall'inizio, per produrre fenomeni di trance profonda in auto-ipnosi. Avverto lo sperimentatore di essere cauto nei suoi sforzi di produrre anestesia, perché quando questo tentativo fallisce, la fiducia del soggetto si indebolisce molto. Ma se è per questo, la fiducia del soggetto si indebolisce ad ogni suggestione fallita."

"Di solito cinque minuti di trance sono abbastanza perché il soggetto si somministri auto-suggestioni o suggestioni post-ipnotiche. Un periodo più lungo può solo aiutare e spesso è desiderabile. Molti soggetti trovano che il momento migliore per queste suggestioni è il mattino, poco tempo dopo il risveglio, ma questo ha le sue eccezioni."

Salter ricorda anche che non si devono dare suggestioni o auto-suggestioni per mascherare il dolore, perché il dolore indica che c'è qualcosa che non va nel corpo. Siccome di norma, il soggetto auto-ipnotico non è in gradi di diagnosticare i suoi sintomi, è buona norma tralasciare ogni lavoro di tipo auto-ipnotico di questo tipo come regola generale.

Abbiamo quindi tre metodi di auto-ipnosi basati su:

  1. suggestioni post-ipnotiche fornite dall'operatore durante una seduta d'ipnosi
  2. memorizzazione di suggestioni/istruzioni di trance
  3. auto-ipnosi frazionata, dove ogni elemento della trance, è insegnato individualmente

Salter ha sviluppato queste tecniche: "attraverso un lavoro etero-ipnotico, nel lasso di tempo di due anni, con circa 150 soggetti, e con un lavoro auto-ipnotico da un punto di vista essenzialmente clinico con 40 casi selezionati. Almeno altri venti soggetti, con un'etò variabile dai 18 ai 30 anni, sono stati utilizzati in sperimentazioni auto-ipnotiche non terapeutiche."

Salter nota come non ci sia bisogno, salvo che per proposte sperimentali, di un insegnamento dell'autoipnosi così approfondito, su soggetti dotati, che possono produrre allucinazioni positive e negative di tipo visuale o uditivo. Salter consiglia, in questo caso, di bloccare tramite suggestioni etero-ipnotice queste allucinazioni, che altrimenti potrebbero spaventare il soggetto.

Discussione

Salter, partendo da una note di Hull sulla diminuzione della durabilità delle suggestioni post-ipnotiche in funzione del passare del tempo, sostiene che l'auto-ipnosi travalica completamente questa diminuzione, perché il soggetto ha la possibilità di somministrarsi da solo le suggestioni, agendo come un agente di rinforzo che mantiene per nel tempo l'efficacia delle suggestioni. A questo proposito Salter nota: "quello che in etero-ipnosi sarebbe una remissione dei sintomi, diventa [con l'auto-ipnosi] una remissione auto-controllata e periodica."

L'auto-ipnosi rappresenta anche un buon affare dal punto di vista del soggetto, che avrà bisogno di molti meno consulti. Salter la considera anche un meccanismo per ridurre la dipendenza del soggetto dall'operatore, che rimane una guida esperta per il tempo necessario.

Riguardo ai soggetti auto-ipnotici Salter nota: "E' una mia impressione, naturalmente soggettiva, che la distribuzione dei soggetti che attraversano i vari stadi dell'auto-ipnosi non differisce significativamente da quella usualmente riscontrata nell'etero-ipnosi. Davis e Husband presentano una scala raffinata e risultati tipici (2) Dato che la mia tecnica stava cambiando costantemente fino a quando ho sviluppato il metodo presente, le distribuzioni che potrei presentare sarebbero errate. Ho trovato, tuttavia, che almeno a uno su cinque e a non più di due su cinque adulti può esser e insegnata l'auto-ipnosi così profondamente da metterli in grado di replicare su loro stessi l'intera gamma dei fenomeni ipnotici così come sono enumerati nella scala di Davids e Husband (2, p. 176). Il risultato più probabile è più vicino a uno su cinque."

"Ho usato l'auto-ipnosi con successo in casi di balbuzie, onicofagia, anestesia per uso dentistico, insonnia, vizio del fumo, e controllo del peso. Sono stato particolarmente interessato nell'insegnarla alle persone che volevano inculcare in loro stessi l'"urgenza del lavoro." Attori, musicisti, e "voglia di scrivere" sono stati di casa in questo campo. I risultati nella recitazione sono stati abbastanza gratificanti, perché sembra possibile eliminare completamente ogni traccia di auto-consapevolezza."

Note

Quindi l'auto-ipnosi ha un campo di applicazione che può tranquillamente sovrapporsi con quello dell'ipnosi. La capacità di imparare auto-ipnosi dipende sicuramente dalle caratteristiche personali, ma anche dall'impegno che si pone nel raggiungere l'obiettivo. Per questo, anche soggetti che possono credersi o apparire incapaci di auto-ipnotizzarsi, possono sicuramente apprendere almeno quello che basta per ottenere la trance.

 

Riferimenti

1. BEHANAN, K. T. Yoga: A Scientific Evaluation. New York: Macmillan,1937. Pp. 270.

2. DAVIS, L. W., & HUSBAND, R W . A study of hypnotic susceptibility in relation to personality traits. J. A bn, f!! Soc. Psychol., 1931, 26, 175182.

3. HULL, C. L. Hypnosis and Suggestibility. New York : Appleton-Century, 1933. Pp. 416.

4. WELLS, W. R. Experiments in waking hypnosis for instructional purposes. J. A bn. f!! Soc. Psychol., 1924, 18, 389-404.

5. YOUNG, P . C. Is rapport an essential characteristic of hypnosis: J. A bn. i!! Soc. Psychol., 1927, 22, 130-139.

 

Fonte: "Three Techniques of Autohypnosis" Andrew Salter, The Journal of General Psychology Volume 24, 1941 - Issue 2

Assassinio in ipnosi

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Il candidato manciuriano che uccide a seguito di una suggestione ipnotica, è una figura presente nell'immaginario collettivo. La possibilità che possa esistere un certo numero di persone programmate ad uccidere a richiesta non è sfuggita nemmeno alle cronache. Il più famoso candidato manciuriano è Shiran Shiran, che dichiarò di essere stato ipnotizzato per commettere l'assassinio del presidente Robert Kennedy nel 1968. Naturalmente i giudici hanno ignorato le sue dichiarazioni e Shiran rimane in prigione nonostante dichiari di non avere nessun ricordo dell'evento.

Esperimenti

Di esperimenti sulla possibilità di formare un candidato manciuriano, o almeno di commettere un omicidio a fronte di una suggestione post-ipnotica, ce ne sono stati parecchi. Gli autori degli esperimenti li ritengono una prova della possibilità di programmare una persona ad uccidere in ipnosi, i detrattori sostengono che le condizioni sperimentali, lontane da quella che è una situazione di vita reale, rendono i risultati opinabili e formano una corrente di pensiero maggioritaria che sostiene che non si possono commettere atti contro la propria morale in ipnosi.

The Assasin

Derren Brown, il famoso ipnotista, ha realizzato uno spettacolo dal titolo "The assasin", che non lascia molti dubbi sulle sue finalità. L'idea dello spettacolo è quella di trovare un soggetto ipnotico adatto a commettere un omicidio in una condizione di vita reale, senza conoscenza di averlo commesso da parte sua.

Per scegliere il soggetto ottimale, Derren effettua vari test durante uno spettacolo d'ipnosi. Uno dei test consiste nell'immergere completamente il soggetto in una vasca colma di acqua e ghiaccio, per testare l'anestesia. Il soggetto rimane parecchi minuti nella vasca prima che Derren annulli la suggestione ipnotica. A quel punto il soggetto si alza di scatto dalla vasca e una telecamera a infrarossi mostra il copro colorato di rosso-arancio nelle parti non immerse e completamente blu, ad indicare una bassa temperatura, in quelle immerse. Una belle verifica sperimentale dello stato di anestesia.

Ma questo non è sufficiente. Il soggetto deve essere capace di sviluppare anche una completa amnesia di quanto fatto durante l'ipnosi. A questo scopo Derren condiziona il soggetto all'amnesia mostrandogli un disegno di pois bianchi su sfondo blu. Il soggetto dimostra di avere le caratteristiche richieste e l'esperimento va avanti.

Un altro condizionamento, effettuato con lo squillo di un telefono, indica al soggetto che è arrivato il momento di sparare. Una prova generale viene effettuata in un locale appositamente preparato. Durante una cena viene presentato al soggetto un disegno blu a pois bianchi e gli viene suggerito il suo obiettivo, un cliente seduto a un tavolo vicino.

Il soggetto prende la pistola (ad acqua in questo esperimento) e spara senza esitazioni alla vittima designata. Ci sono tutti i presupposti per andare avanti con l'esperimento.

viene organizzato un vero spettacolo con Stephen Fry, di cui non avevo mai sentito parlare ma che gode di popolarità in Inghilterra. La vittima sarà lo stesso Stephen Fry. Il soggetto assiste allo spettacolo da un palco. Ad un certo punto una donna vestita con un abito blu a pois bianchi si siede di fronte a lui e sussurra: "Stephen Fry è il bersaglio". Passa qualche tempo e il soggetto prende la pistola e spara a Stephen Fry che si accascia sul palco tra l'orrore del pubblico inconsapevole. A questo punto interviene Derren Brown che spiega l'esperimento, Stephen Fry si alza e continua il suo spettacolo.

Alla fine al soggetto potenziale assassino viene fatto vedere il filmato dell'omicidio, di cui lui non ricorda nulla. La scena finale mostra Derren Brown che elimina ogni suggestione data al soggetto, in modo che da ora in poi non sarà più un potenziale candidato manciuriano.

Commenti

Mi piacerebbe pensare a tutta la rappresentazione come a un esperimento controllato che dimostra in maniera inequivocabile che è possibile addestrare potenziali assassini a richiesta con l'ipnosi, eliminando così qualunque altra speculazione sul tema. Ma allo stesso tempo, devo considerare che siamo in televisione, uno strumento non necessariamente affidabile nei confronti della verità. Non dico che tutto sia stato solo un inganno, e le capacità ipnotiche di Derren Brown sicuramente non ne hanno bisognO, ma forse, a un livello profondo, come in tutti gli altri esperimenti sul tema, il soggetto sapeva che tutto quello che avveniva non era reale, ma soltanto il risultato di una serie di passi preparati un grande dettaglio e in totale sicurezza.

Purtroppo, ancora una volta, la risposta non è definitiva. La mia idea è che avendo tempo, mezzi e denaro è possibile selezionare un candidato manciuriano, anche se, in funzione della distanza della sua sua attivazione dal momento della programmazione, non giurerei che le cose andrebbero così lisce come nello spettacolo di Derren Brown.

Bisogna considerare, inoltre, che solo soggetti ipnotici molto dotati e addestrati, potrebbero fare una cosa del genere. L'etica di questi esperimenti è discutibile, primo perché devono avvenire in maniera completamente nascosta al soggetto, secondo perché mettono a rischio a il soggetto stesso.

Per quanto riguarda i risultati dell'esperimento di Derren Brown e l'idea che nessun atto contrario alla morale può essere compiuto in ipnosi, invito a considerare il fatto che le suggestioni non intervengono a livello della coscienza, e non è detto che il nostro inconscio sia così fornito di quelle virtù morali che tanto apprezziamo quando siamo nel pieno della nostra coscienza.

Lo spettacolo di Derren Brown è su youtube Derren Brown - The Experiments: The Assassin

Autoipnosi e obiettivi personali

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Uno dei modi di descrivere l'ipnosi è quello di uno stato di profonda concentrazione e elevata suggestionabilità. Non necessariamente questo stato è accompagnato dal rilassamento, ma il rilassamento facilita il raggiungimento di uno stato di profonda concentrazione.

L'autoipnosi è un modo di raggiungere questo stato, senza bisogno di un operatore esterno che induca la trance. E' possibile apprendere da soli ad auto-ipnotizzarsi, e alcune persone sono naturalmente abili in questo, e non incontrano difficoltà. Altre hanno bisogno di esercitarsi per raggiungere lo stato di autoipnosi.

Spesso ciò che impedisce di entrare nello stato di autoipnosi è semplicemente la mancanza di riferimenti che lascino intendere se si è "dentro", in autoipnosi, oppure no. Molto dipende dal fatto che le caratteristiche dell'ipnosi, come sottolineato prima, non hanno molto a che vedere con il sonno né con il rilassamento. Per questo tentare di raggiungere l'autoipnosi con lunghe manovre di rilassamento, spesso non porta a nulla. Anzi, se si fa autoipnosi di sera, magari quando si è stanchi e si assume una posizione distesa, è facile che dal rilassamento si passi al sonno.

In realtà, come nell'ipnosi, nell'autoipnosi la persona è sveglia, e di solito consapevole di tutto quello che accade intorno. Ciò che cambia, quando si raggiunge uno stato di profonda concentrazione interiore, come quello dell'autoipnosi, è che ciò che accade al di fuori della sfera interiore, è vissuto come distante, con distacco, come se non importasse. Negli stati profondi dell'autoipnosi, l'ambiente esterno non viene più percepito, o non viene percepito per lunghi periodi.

L'autoipnosi può essere dunque riassunta come uno stato in cui:

  • Si è consapevoli
  • Si ha il controllo
  • Si è piacevolmente rilassati
  • Si può uscire quando si desidera
  • Autoipnosi e obiettivi

In questo stato si possono fare molte cose. La prima è godersi un momento fuori dal mondo per riposarsi e ritrovare energia e dinamismo. Ma di solito si vuole utilizzare l'autoipnosi per un fine specifico. Infatti con l'autoipnosi è possibile modificare i comportamenti, le emozioni e le attitudini. Molte persone hanno problemi nel proprio vivere quotidiano, ad esempio, che possono essere di relazione con i superiori o con altre persone, l'incapacità di gestire situazioni specifiche, oppure stati ansiosi che si verificano in certe circostanze.

L'autoipnosi può essere utilizzata per fronteggiare queste situazioni, così come può aiutare a smettere di fumare oppure a migliorare la propria fiducia in se stessi agendo sull'autostima. Praticare giornalmente autoipnosi, porta naturalmente a un sonno più facile e profondo ed è un grande sollievo per l'ansia.

Gli sportivi possono trovare molti spunti dall'autoipnosi per migliorare le proprie prestazioni sportive. In autoipnosi è possibile rivedere se stessi al rallentatore mentre si esegue una particolare prestazione, per scoprire dove migliorare il gesto. Oppure si può semplicemente allenarsi mentre si è in autoipnosi, e molte ricerche sostengono, dati alla mano, che si può migliorare semplicemente pensando a un gesto sportivo. Per gli atleti questo è un grande supporto all'allenamento, un aggiunta che non comporta rischi di affaticamento o di incidenti sul campo.

Con l'autoipnosi si può controllare il dolore, ma solo quando è cronico oppure se ne conoscono le cause. Agire sul dolore, che è il sintomo di una malattia, di qualcosa che non va nell'organismo, può esser pericoloso, perché di fatto l'autoipnosi, così come l'ipnosi, blocca quel sistema di allarme del nostro organismo, che è rappresentato dal dolore.

Non correre

Il modo giusto di apprendere a fare velocemente le cose, è non correre. Se non si hanno basi solide, si rischia di far crollare l'edificio costruendovi sopra strutture troppo grandi e pesanti. Per questo, una volata raggiunta l'autoipnosi, bisogna cominciare con qualcosa di semplice, che sappiamo o crediamo di poter raggiungere e che non sia così fondamentale da creare delusione qualora non si riuscisse a raggiungerlo.

Non bisogna neanche provare troppo intensamente. Rilassatevi e prendete il vostro tempo. E' solo vostro e di nessun altro, quindi godetevelo. Accettate il ritmo con cui si ottengono i risultati e non perseguite obiettivi irrealistici. Un piccolo risultato, per quanto possa apparire semplice o miserevole, è un risultato. Il simboli di un cambiamento, che qualcosa si sta muovendo, che si sta andando nella direzione giusta. Credere in se stessi e in quello che si sta facendo porterà ben presto ad ottenere i risultati desiderati.

Suggestioni post ipnotiche

Le suggestioni che si formulano in autoipnosi, per essere efficaci, devono proseguire anche dopo che si è tornati al normale stato di veglia. L'ipnosi, e l'autoipnosi, funzionano soltanto perché le suggestioni ricevute durante una seduta d'ipnosi, o di autoipnosi, hanno effetto dopo che la seduta si è conclusa. Per questo motivo queste suggestioni sono definite post-ipnotiche, ossia che accadono dopo l'ipnosi. Suggerirsi azioni che continuano nel tempo, che accadono in certi specifici momenti della giornata, è un modo di somministrarsi suggestioni, oer ottener da queste il massimo beneficio possibile.

Regole per le suggestioni

Nel corso della lunga storia dell'ipnosi sono state individuate quelle caratteristiche che rendono le suggestioni efficaci. Le regole sono molto semplici da applicare, ma il linguaggio delle suggestioni, come scopre chiunque cominci a sperimentarlo, è piuttosto specifico e differente dal linguaggio comune.

Credere nelle suggestioni

Questo è il primo punto, senza il quale è inutile andare avanti. La fiducia nel risultato, il credere che quello che si desidera accadrà, è il punto di partenza per intraprendere il viaggio. Anzi, è il mezzo di trasporto che fa sì che il viaggio si possa compiere.

Suggestioni positive

Non dire quello che non si deve fare, provare, sentire, sperimentare. Dire al contrario quello che si vuole provare, sentire e sperimentare.

Non dire "Non diventerò più rossa davanti al capo.", ma "Davanti al capo sono completamente calma e padrona di me stessa."

Meglio suggerirsi ciò che si vuole, piuttosto che evitare quello che non si desidera. "Sono calmo." è molto meglio di "Non sono ansioso."

Alcuni sostengono che le suggestioni devono essere formulate al tempo presente. Ma io non sono di questo avvisto, anche se nel formulare una suggestione con un verbo al futuro metto sempre un limite di tempo. "Farò X ogni giovedì'. "Lo farò prima della fine dell'anno."

Suggestioni specifiche e realistiche

Le suggestioni saranno molto più efficaci tanto più sono specifiche e realistiche. Inutile suggerirsi di vincere il campionato del mondo di salto in alto se non si salta oltre il metro. Ma raggiungere un metro e venti, sarebbe un obiettivo perseguibile e probabilmente alla portata.

Domandarsi quello in cui bisogna migliorare e riguardo a questo a volte un parente o un amico, hanno una visione più chiara di quella che possiamo avere noi stessi dei nostro comportamenti. Per questo, quando sappiamo che di noi dicono che siamo troppo aggressivi, o troppo timidi, o chiacchieroni o altro, è meglio fare una riflessione su questi punti e magari cominciare a lavorarci sopra. Se non altro dei nostri cambiamenti se ne accorgeranno, con un certo stupore, quelli che si sono accanto.

Ripetizioni

I pubblicitari conoscono il valore della ripetizione, per questo motivo si vede sempre la stessa pubblicità per un certo periodo di tempo. Le ripetizioni aiutano la memorizzazione. Alla fine, anche senza volerlo, solo per averlo sentito tante, tante volte, il jingle commerciale è entrato nella testa a nostra insaputa e senza la nostra collaborazione.

Per questo motivo ripetere qualche volta le suggestioni aiuta e aiuta fare autoipnosi su basi regolari per aumentare il numero di ripetizioni nell'unità di tempo.

Questo è uno dei punti di maggiore importanza nel praticare autoipnosi: farla spesso, regolarmente senza lasciare lunghi intervalli di tempo tra una seduta e l'altra. In questo modo arriva il momento in cui i cambiamenti desiderati si mostrano naturalmente.

Punti principali

L'ipnosi è efficace è può aiutare le persone a superare le difficoltà che incontra quotidianamente. Non è controllo della mente, sono o perdita di coscienza e nemmeno uno stato di coscienza mistico.

L'autoipnosi è ipnosi autoindotta. Come con l'ipnosi, con l'autoipnosi si possono modificare i comportamenti, le emozioni e le attitudini.

Praticare autoipnosi regolarmente. Prendersi tutto il tempo che serve. Non affrettarsi. Accettare quello che si ottiene, per quanto piccolo è pur sempre un cambiamento.

Animali ipnotizzati

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Disegno umoristico rappresentante un mesmerista ciarlatano
Magnetizzatore disegno umoristico (1780)

Quasi tutti gli animali possono essere ipnotizzati, sebbene alcuni siano soggetti migliori degli altri. Secondo alcuni commentatori biblici, le bacchette che i maghi Egiziani tramutavano in serpenti davanti ai faraoni, erano in realtà serpenti ipnotizzati. Il rettile era stato irrigidito in un sonno ipnotico, sotto forma di bacchetta, e quando risvegliato cominciava, naturalmente, a contorcersi, come ogni serpente che si rispetti.

L'esperimento può essere facilmente ripetuto con un cobra, afferrando con destrezza il pericoloso rettile dietro la teta e premendolo delicatamente, non appena rimane rigido per qualche tempo, sia avvolto in spirali che rigido e allungato. Così almeno ci dice un critico su "Nature" (Londra, novembre 1926).

Tutti possono tentare l'esperimento da soli rivolgendosi al rettilario dello zoo più vicino. Il libro recensito è di Ernst Mangold "Hypnosis and Catalepsy of Animals Compared with Human Hypnosis", pubblicato in Germania, a Jena, nel 1914. Alcuni dei fatti curiosi che li si riportano, possono essere citati:

"Nel 1646 il gesuita Athanasius Kircher, descrisse il famoso esperimento 'de imaginatione gallinae'. Poneva una gallina stesa su una tavola, la teneva ferma per un po', e disegnava col gesso una riga dinanzi i suoi occhi, co risultato che quella rimaneva in catalessia. Czermack mostrò, nel 1872-3, che questo poteva essere fatto con molti uccelli e che la riga col gesso non era necessaria. L'entomologista veterano Fabre, ci dice che lui e i suoi compagni di scuola erano soliti porre un intero stormo di tacchini in ipnosi con le loro teste sotto le ali. L'ipnosi animale può essere indotta anche nei mammiferi (porcellini d'india, conigli, topi, scoiattoli, pipistrelli, cani gatti) e questo viene di solito realizzato sperimentalmente legandoli a una tavola e girandoli all'improvviso sottosopra. I rospi sono facilmente ipnotizzabili, così come i tritoni.

Nei vertebrati lo stato di immobilità è scarsamente conosciuto eccetto che in condizioni artificiali, e può essere di scarsa importanza nella vita. Mentre è il contrario, quando si passa all'analoga finta morte o catalessia di certi coleotteri, insetti acquatici, insetti stecco, e ragni. L'immobilità si verifica in condizioni naturali e sembra spesso salvare loro la vita.

Quando teniamo un granchi tra l'indice e il pollice, e lo scuotiamo in aria, diventa immobile, ma i due sessi dispongono le loro gambe in modi differenti, la femmina le piega verso l'addome, come se proteggesse le uova. Il caso familiare del gambero d'acqua dolce è interessante, perché la creatura non passa istantaneamente in ipnosi, ma di solito resiste per qualche tempo. Può essere posta in qualunque posizione di equilibrio, sulla testa, sul dorso, o anche nella sua posizione solita.

L'insetto stecco, Dixippus, che si nutre la notte, normalmente assume la sua posizione protettiva immobile sotto lo stimolo della luce, ma può servire anche uno stimolo meccanico. Schmidt ha dimostrato recentemente che l'insetto può essere immobilizzato in qualunque posa grottesca per ore. E' stato dimostrato che il passaggio da uno stato all'altro, in questa creatura è praticamente istantaneo. In casi come questi si può pensare alla predisposizione catalettica come a un comportamento protettivo. In altri casi, tuttavia, sembra difficile riconoscere che mantenere la catalessia sia protettivo.

Infatti Fabre nota che uno di più grandi scarabei, che uno scossone manda in una prolungata catalessia, è vorace, ben corazzato, notturno e repellente. Cosa ha che fare tutto questo con la finta morte?

Casi di questo tipo suggeriscono che la tendenza catalettica può essere semplicemente concomitante a un certo tipo di costituzione nervosa, e che solo occasionalmente si trasforma in un vantaggio.

Secondo Mangold, le caratteristiche dell'ipnosi umana sono: uno stato simile al sonno, indotto da suggestione; questo implica un rapporto tra ipnotista e paziente, e un'accresciuta suscettibilità alle suggestioni; che comporta una diminuita capacità di locomozione e di tono muscolare ... La suggestione è un effetto psichicamente condizionato, per il quale lo stimolo fisiologico sembra inadeguato. Poco si conosce riguarda l'ipnosi negli animali superiori, come cani e gatti, la cui suscettibilità all'influenza è ben conosciuta.

Ma nei casi ordinari si può concludere, secondo Mangold, che l'ipnosi animale differisce da quella umana per l'assenza di suggestioni, rapporto e approfondimento della trance. Può essere indotta in animali senza cervello, e questo indica che il fattore psicologico non è importante. Dal punto di vista fisiologico, tuttavia, la forma tipica di ipnosi animali deve essere classificata ala di sotto dell'ipnosi umana, e studiata in questa luce.

Le somiglianze sono molte. Negli umani lo stato di ipnosi è indotto da suggestioni o inibizione fisica, negli animali da inibizione meccanica, ma in entrambi i casi stimoli sensori possono aiutare. Questi stimoli possono esser ottici (fissare lo sguardo su qualche oggetto), o altro. Qualche volta l'assenza di stimoli abituali può indurre l'ipnosi, come nel caso del silenzio assoluto.

Il risveglio può essere prodotto da suoni, scuotimenti, correnti d'aria, o shock elettrici; oppure può avvenire spontaneamente. C'è una grande diversità individuale riguardo la suscettibilità; più l'induzione è facile , più profonda e durevole è l'ipnosi. Il tono muscolare cambia in modo caratteristico (grande rigidità oppure flessibilità cerea); la resistenza alla fatica è accresciuta. I riflessi subiscono in qualche modo l'influenza del tono muscolare alterato. La sensibilità al tocco e al dolore può essere notevolmente attenuata, e si possono realizzare operazioni chirurgiche durante l'ipnosi.

Ma i sensi rimangono svegli e, ad eccezione della fase più profonda nell'uomo, la memoria persiste in parte."

Fonti

Oamaru Mail, Volume XL, Issue 12459, 27 February 1915, Page 3

Meccanismi top-down e bottom-up

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Meccanismi Top-down e Bottom-up nella medicina mente-corpo: sviluppo di un quadro integrativo per la ricerca psicofisiologica

Ann Gill Taylor, Lisa E. Goehler, Daniel I. Galper, Kim E. Innes, and Cheryl Bourguignon

Introduzione

E' diventato sempre più evidente che le interazioni bidirezionali tra il cervello e i tessuti periferici, compresi i sistemi cardiovascolare e immunitario, contribuiscono sia alla salute fisica che mentale. Per esempio, le interazioni tra lo stress psicologico, depressione comportamentale, e l'infiammazione periferiche sono ormai riconosciute come importanti contributi che portano a patologie croniche come le malattie cardiache. Terapie dirette ad affrontare legami funzionali tra mente/cervello e il corpo sarebbero particolarmente efficaci nel trattamento della gamma di sintomi associati a molte malattie croniche. Infatti, le terapie mente-corpo (tra cui l'ipnosi, immagini mentali, il biofeedback, il rilassamento muscolare progressivo, lo yoga, la meditazione, e il T'ai Chi) sono risultati efficaci per ridurre depressione, insonnia, ansia, stress post-traumatico, sindrome dell'intestino irritabile (IBS), nausea e dolore acuto e cronico, e per la gestione di circolazione ridotta, diabete e ipertensione (1-10). Inoltre, studi sperimentali controllati hanno dimostrato cambiamenti fisiologici durante e dopo gli interventi mente-corpo, tra cui un miglioramento nel tono cardiaco-vagale e nella funzione cardiovascolare (4, 6, 11); profili di tolleranza al glucosio e ai lipidi migliorati (4, 5); la modulazione delle risposte neuroendocrine (4, 6, 12), le risposte immunitarie (13, 14), e le risposte infiammatorie (15, 16). Questi cambiamenti sono in linea con l'idea che queste terapie promuovere l'omeostasi, o il mantenimento delle condizioni fisiologiche ottimali.

Data la gamma di potenziali benefici, non è sorprendente che la popolarità della medicina complementare e alternativa (CAM) è in aumento negli Stati Uniti ( 17 ). Un studio prospettico in precedenza suggeriva sun significativo aumento nell'uso di terapie mente-corpo da parte degli americani tra il 1990 e il 1997 ( 18 ) ; recenti statistiche indicano che tra il 41 % e il 59 % di un campione di adulti cronici che utilizzano CAM ( 17 ) . Inoltre, il nostro gruppo di ricerca ha riportato un uso frequente di terapie mente-corpo tra campioni di pazienti ambulatoriali clinici e membri della comunità a Charlottesville , Virginia ( 19 , 20 ). Per esempio , l'uso di immaginazione guidata è stata riportata dal 21% dei pazienti con dolore cronico ( n = 63 ) , dal 27 % dei pazienti con cancro ( n = 60 ) , e dal 29 % del campione di comunità ( n = 63 ). Questi risultati sono indicativi di un uso crescente di terapie mente-corpo nella gestione dei sintomi di accompagnamento della malattia cronica.

Anche se la popolarità delle terapie mente-corpo continua ad aumentare tra il pubblico in generale per l'auto-gestione dei sintomi negativi, e queste terapie costituiscono parte integrante della psicoterapia moderna, resta inadeguata l'integrazione delle terapie mente-corpo nella medicina tradizionale (3, 21, 22). Poiché i meccanismi delle terapie mente-corpo sono mal caratterizzati, chiarire i substrati biologici sottostanti dovrebbe contribuire ad una maggiore accettazione e all'integrazione di queste terapie nella cura medica convenzionale. Questa conoscenza psicofisiologica è necessario per convalidare gli endpoint clinici soggettivi nella ricerca mente-corpo e per affinare interventi terapeutici nel campo della medicina mente-corpo per il bene della salute pubblica. Così, gli studi meccanicistici sono attualmente una priorità di ricerca individuata dal Centro Nazionale per la medicina complementare e alternativa (NCCAM) (23). Inoltre, illuminare i meccanismi biologici attraverso i quali la mente e il cervello influenzano la fisiologia e la salute è di fondamentale importanza per la comprensione e il risanamento di morbilità legate allo stress (24, 25).

Per far avanzare la base di conoscenze fisiologiche per le terapie mente-corpo, la ricerca dovrebbe essere diretta da un quadro empirico che integra la conoscenza di entrambi i substrati affermati e ipotizzati e fornisca un modello utile per valutare i meccanismi che sono alla base dell'efficacia delle modalità CAM. Quindi, l'obiettivo di questo lavoro è quello di descrivere i componenti di base di un quadro di ricerca psicofisiologica integrato che si è evoluto dalla nostra ricerca multidisciplinare presso l'Università della Virginia sui benefici delle terapie mente-corpo per i pazienti con il cancro, la depressione, il diabete,sindrome metabolica, artrite, fibromialgia, e l'AIDS (3-6, 10, 20, 26-31). Questo modello integra componenti dei modelli precedenti con risultati emergenti riguardanti i meccanismi di interazione bidirezionale tra mente e corpo che mediano l'efficacia delle terapie mente-corpo. Il quadro risultante riconosce una rete funzionale e anatomicamente interconnessa di regioni del cervello localizzate ad ogni livello della nevrasse, dai nuclei autonomici spinali e del tronco cerebrale di regioni corticali che integrano emozione e cognizione con le informazioni riguardanti gli stati corporei. Proponiamo che i componenti di questa rete mediano l'efficacia delle terapie mente-corpo, e passiamo in rassegna recente risonanza magnetica funzionale (fMRI) e gli studi psicofisiologici da diverse aree della medicina mente-corpo che sostengono l'utilità del quadro come base per il futuro ricerca.

Concetti attuali di meccanismi neurologici in Ricerca mente-corpo

L'idea che le interazioni tra la mente e il corpo influenzano la salute fisica è esistita fin dai tempi antichi (32) . Nel corso degli ultimi decenni, tuttavia , sono stati avanzati modelli moderni per quanto riguarda i meccanismi cerebrali e i substrati coinvolti nell'integrazione di segnali dal corpo con gli stati psicologici, come l'umore , l'emozione e lo stress . Questi modelli sono generalmente concentrati sui meccanismi specifici , per esempio , l'inibizione del sistema nervoso simpatico ( risposte di lotta o fuga ) o l'attivazione del sistema parasimpatico , in particolare attraverso il nervo vago , e hanno postulato effetti sulle regioni del cervello che controllano o rispondono ad attività questi nervi periferici .

Il modello di risposta rilassamento di Benson (33-35) è un quadro teorico influente e ampiamente citato in medicina mente-corpo (7). Perché è stato trovato che una maggiore eccitazione autonomo da stress emotivo fa precipitare i sintomi fisici e aggravare le condizioni mediche, Benson ha suggerito che le terapie mente-corpo esercitano effetti terapeutici suscitando una risposta intrinseca anti-stress che include una ridotta attivazione corticale e simpatica del cervello (7, 34 , 36). Al contrario, Porges (37, 38) suggerisce che i rami mielinici del nervo vago e specifici nuclei sorgente parasimpatici nel midollo sono importanti substrati per l'espressione e l'inibizione della risposta allo stress (39), e pertanto l'attività cardiaca vagale è un marcatore fisiologico obiettivo di stress e di omeostasi. Zagon (40) illustra una teoria della comunicazione mente-corpo che implica afferenti vagali nella inibizione dell'attivazione simpatica nel tronco cerebrale e nella trasmissione delle informazioni tonica viscerale periferica pro-encefalo. Inoltre, mettendo in evidenza il ruolo di segnalazione delle citochine pro-infiammatorie nella regolamentazione psicofisiologica, Sternberg (32) e Goehler e colleghi (41) hanno revisionato le prove dell'implicazione di componenti sensoriali del vago come un importante via diretta per la comunicazione tra cervello e sistema immunitario in salute e malattia.

In contrasto con i modelli incentrati su percorsi neurali periferici, il recente modello di Thayer e Lane (42) di integrazione neuro-viscerale accredita le strutture della rete autonoma del centro dei nuclei cerebrali (43) con la regolazione delle emozioni e l'espressione di patologie legata allo stress. Allo stesso modo, sulla base dei meccanismi cognitivi di controllo esecutivo proposto da Hilgard (44, 45) e le fondazioni neuropsicologiche fornite da Pribram (46, 47), il modello neurofisiologico di Crawford di ipnosi e di immagini (48-51) suggerisce che il sistema attentivo fronto-limbico dirige spostamenti di attività neurale, in particolare l'inibizione, durante la modulazione ipnotico/immaginativa della percezione in individui sensibili. Oltre a specifiche regioni della corteccia prefrontale (PFC), questo sistema comprende la corteccia cingolata anteriore (ACC), una struttura frontale mediana che è anche direttamente coinvolta in previsione di stress, percezione del dolore e la depressione clinica (52-54). Queste idee sono in consonanza con l'ipotesi del marcatore somatico di Damasio (55, 56), che enfatizza il controllo gerarchico e di rappresentanza all'interno del cervello e le interazioni reciproche tra reti neurali distribuite. In particolare, il lavoro di Damasio le ricerche a sostegno recensite da Craig (52) suggeriscono che le rappresentazioni di ordine superiore di stati viscerali o modelli di risposta codificati nella corteccia insulare (IC) e PFC (52, 55) e le risposte fisiologiche associate e modelli di pensiero rappresentati all'interno ACC (55, 57) possono fornire supporti accessibili per la modifica utilizzando terapie mente-corpo.

Considerando che ciascuno di questi modelli ha contribuito in modo significativo alla comprensione di come le interazioni tra mente e corpo contribuiscono alla salute e alla malattia, individualmente ogni modello riguarda solo una parte di tutto il quadro di come le condizioni all'interno del corpo interagiscono con le circostanze psicologiche e ambientali e di come la terapie orientate mete-corpo possono esercitare effetti benefici. Riteniamo che tutti questi modelli sono complementari e suggeriamo che un quadro istruttivo per la ricerca futura sui meccanismi psicofisiologici di terapie mente-corpo dovrebbe includere elementi di ciascuno. Si suggerisce che una rete di strutture nervose centrali, che si estende ben al di là dei meccanismi ipotalamici di stress/rilassamento descritti da Benson (7, 33, 34), rappresenta il substrato neurofisiologico principale per le terapie mente-corpo (25, 52, 58). Nelle sezioni seguenti, si delineano i componenti di base di un quadro teorico integrativo, e, sulla base di questo quadro, proponiamo che diversi meccanismi neurali specifici e biomarcatori correlati possono mediare gli effetti delle terapie mente-corpo per la salute fisica ed emotiva.

Concetti critici per la comprensione dei meccanismi delle terapie mente-corpo

Prima di descrivere il nostro quadro integrato , è in primo luogo necessario definire diversi concetti che sono fondamentali per qualsiasi discussione dei meccanismi mente-corpo . Questi sono qui di seguito dettagliati .

Definizione della Mente

Secondo Damasio ( 55 ) , "avere una mente significa che si forma un organismo di rappresentazioni neurali che possono diventare immagini , manipolate in un processo chiamato pensiero , che alla fine influenzano il comportamento , aiutando predire il futuro , pianificare di conseguenza , e scegliere l'azione successiva " ( p . 90 ) . Allo stesso modo , per quanto riguarda la medicina mente-corpo , definiamo la mente come modelli consci e inconsci di pensiero , comprese le immagini , percezioni e intenzioni, generati da una rete funzionale di centri neurali distribuiti nel cervello e nel corpo , tra cui rappresentazioni omeostatiche che forniscono il contesto per auto-consapevolezza umana e l'esperienza emotiva ( 25 , 39 , 52 , 56 ) .

Medicina Mente-Corpo

Astin e colleghi ( 1 ) affermano che la medicina mente-corpo comprende " una varietà di tecniche volte a facilitare la capacità della mente di influenzare la funzione corporea e i sintomi " ( p . 133 ) . Più in generale , Spencer e Jacobs ( 59 ) definiscono le terapie mente-corpo come "un gruppo di terapie che enfatizza l'uso della mente o del cervello in collaborazione con il corpo per aiutare il processo di guarigione " ( p . 578 ) . Inoltre , abbiamo trovato utile nella nostra ricerca di operare una distinzione euristica tra gli interventi mente-corpo che suscitano soprattutto i meccanismi top-down (cioè, terapie top-down ) da quelle che suscitano soprattutto i meccanismi bottom-up (cioè , terapie bottom-up ) ( 60 , 61).

Meccanismi Top-Down e Bottom- Up

I meccanismi top-down sono quelli avviati tramite elaborazione mentale a livello della corteccia cerebrale. Nel caso di ipnosi clinica, immagini, o meditazione, per esempio, ci si riferisce principalmente alle attività mentali consce e intenzionali, anche se si pensa che siano coinvolti processi neurali inconsci. Al contrario, i meccanismi di tipo bottom-up vengono avviate da varie stimolazioni somato, viscero-, e dei ricettori chemio-sensoriali (52, 62-64) che influenzano l'elaborazione neurale centrale e le attività mentali attraverso vie ascendenti dalla periferia al tronco cerebrale e alla corteccia cerebrale. Tuttavia, dobbiamo anche sottolineare che questa tassonomia è una semplificazione eccessiva e che tutte le terapie mente-corpo in realtà comportano una combinazione di entrambi i meccanismi top-down e bottom-up. Il rilassamento muscolare progressivo, ad esempio, prevede percorsi bottom-up attivati ??da afferenze sensoriali periferiche che rispondono alle varie attività viscerali (ad esempio, la riduzione della tensione muscolare e della pressione sanguigna) e top-down percorsi attivati ??dall'attenzione focalizzata e dall'intenzione di rilassarsi. Allo stesso modo, lo yoga, che incorpora la meditazione, la respirazione, e la pratica fisica, influenza stati fisiologici ed emotivi attraverso effetti diretti sul sistema nervoso centrale.

[ ... ]

Le connessioni mente-corpo si verificano bi-direzionalmente via nervi periferici e ormoni

Le interazioni mente-corpo sono mediate da nervi periferici connessi con percorsi neurali somatico e autonomo (simpatico e parasimpatico). I nervi sensoriali somatici portano informazioni tattili, propriocettive, e di dolore dalla pelle, dai muscoli striati, e dalle articolazioni. I nervi vagale (parasimpatico) e i nervi spinali (simpatico) trasportano segnali relativi alle condizioni all'interno dei tessuti interni, come stato metabolico, infezione e infiammazione. L'innervazione reciproca dai nervi motori somatici e autonomici fornisce i mezzi con cui la mente/cervello influenza le risposte corporee a situazioni o sfide in corso. Percorsi vagali reciproci supportano la trasmissione di informazioni psicofisiologica dagli organi/tessuti periferici viscerali al tronco cerebrale e verso l'alto per la EHN e ritorno verso il basso. La salute ottimale dipende dall'efficace scambio di informazioni tra la periferia e il sistema nervoso centrale ed è strettamente associata con il tono vagale efferente. La comunicazione lungo le vie vagali può essere iniziata, facilitata o inibita dagli ormoni, citochine pro-infiammatorie immuno-derivate, e/o una varietà di neuropeptidi e neurotrasmettitori derivati dal cervello; viceversa, variazioni di elaborazione mentale (ad esempio, particolare attenzione, stress percepito) generate nel EHN possono rapidamente essere espresse nel corpo via modulazione decrescente dei sistemi autonomico, neuroimmune e neuroendocrino (27, 69, 71, 72). Inoltre, mediatori circolanti come ormoni e citochine immunitarie derivate possono influenzare il cervello direttamente interfacciandosi con vasi cerebrali e organi circumventricolari, dove la barriera emato-encefalica è assente o debole.

I sintomi persistenti sono di ordine superiore corticale rappresentazioni di deregolazione fisiologica/comportamentale codificata in aree specifiche del EHN

Proponiamo che i sintomi clinici possono essere modificati da terapie mente-corpo attraverso diversi meccanismi correlati, tra cui: (a) attivazione di strutture di EHN specifici, con conseguente riorganizzazione corticale funzionale (e sottocorticale) e migliore equilibrio interemisferico; (B) una più efficiente la modulazione corticale dei centri omeostatici limbici e del tronco cerebrale e una maggiore integrazione periferico-centrale delle informazioni, si esprime alla periferia come un cambiamento nel sistema nervoso autonomo (simpato-vagale) l'equilibrio e la funzione immunitaria (profilo delle citochine pro-infiammatorie); (C) ri-patterning di enterocettivi primari e di ordine superiore, con conseguente risposte più adattative a lungo termine e ridotta espressione dei sintomi negativi; e (d) la modulazione dei regolatori epigenetici (per esempio, fattori di crescita, ormoni, funzione istoni, metilazione del DNA) che possono mediare risposte cellulari a stress ambientale. In questo modo, le terapie mente-corpo migliorare i sintomi attraverso l'influenza a più livelli, da espressione genica (livello cellulare) per l'interazione di regioni cerebrali corticali che mediano risposte sistemiche alle sfide interne ed esterne, tra cui lo stress.

[ ... ]

Conclusioni

In questo lavoro abbiamo annotato approcci della ricerca in corso che vediamo essere utili per la ricerca dei substrati neurologici e biologici dell'efficacia terapeutica e abbiamo indicato obiettivi specifici (ad esempio, la EHN) che sono particolarmente suscettibili di valutazione di un certo numero di ruoli nel cervello e risposte fisiologiche alle terapie mente-corpo. Suggeriamo che i sintomi di stress si manifestano come disturbi funzionali all'interno delle strutture della EHN (ad esempio, gli squilibri nella attivazione PFC e rappresentazioni viscerali di ordine superiore codificati nel PFC, IC, e ACC) e che questi disturbi centrali sono espressi alla periferia come ridotta HRV e dall'aumentata espressione di citochine pro-infiammatorie.

Al contrario suggeriamo che efficaci interventi mente-corpo dovrebbero introdurre cambiamenti funzionali dimostrabili, come spostamenti dell'attivazione regionale EHN o aumento della HRV e ridotta produzione di citochine. Tuttavia, è fondamentale per il nostro quadro di riferimento che i substrati alla base delle terapie mente-corpo si manifestano a più livelli di nevrasse, tra cui specifiche regioni corticali fronto-temporale (EHN) che interagiscono reciprocamente con strutture sottocorticali coinvolte nell'omeostasi del corpo e nelle risposte allo stress.

Pertanto, sosteniamo ulteriore attenzione nella ricerca delle attività dei costituenti sottocorticali della rete nel contesto delle terapie mente-corpo. Si sottolinea che le vie autonomiche e neuroendocrine bidirezionali fungono da percorsi di mente-corpo tra il sistema nervoso centrale e la periferia e facilitano l'espressione dei risposte immunitarie affettive, autonome, ormonali, e le risposte immunitarie.

In questo modo, il quadro teorico presentato qui rappresenta un modello integrativo da utilizzare nelle indagini cercando di capire i meccanismi attraverso i quali le terapie mente-corpo migliorano il funzionamento mentale e fisiologico.

Riferimenti

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Morte per ipnosi

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Esperimenti sul comportamento - fine 800
Esperimenti sul comportamento - fine 800

La morte per ipnosi : un caso Ungherese del 1894 e le sue riverberazioni europee

La storia di una fatale seduta ipnotica in un castello della provincia Ungherese nel 1894 è stato riportato con sensazionalismo dai media e portato al di fuori dei confini nazionali e sociali nel giro di pochi giorni. Ha scatenato sensazioni pubbliche e ha costretto prestigiosi rappresentanti della classe medica, professionisti legali e commentatori sociali di allora a esprimere opinioni di ampio respiro in materia di pratica ipnotica.

Il caso ha intensificato ansie sociali e professionali che circondavano l'ipnosi nella cultura del tardo XIX° secolo e illustrano il complesso rapporto tra la ricerca ipnosi in medicina, presso ipnotisti non qualificati, e casi forensi sensazionalizzati.

La seduta

Trilby, ipnotizzata da Svengali prma di uno spettacolo. Questo disegno fu realizzato dallo stesso autore Du Maurier.
Trilby, ipnotizzata da Svengali prima di uno spettacolo. Questo disegno fu realizzato dallo stesso autore Du Maurier.

Qualcosa andò terribilmente male quel giorno di Settembre del 1894. L'evento cominciò come al solito; molti membri della famiglia del conte Forgách entrarono nel castello di Salamon in Tuzsér (nella remota parte nord-est del regno Ungherese), la contessa Szirmay e il Barone Jungfeld erano già presenti, e tutti erano pieni di una crescente aspettative ed eccitazione. Per Ella, la figlia ventiduenne del proprietario terriero Todór Salamon, tuttavia, quel giorno era differente dagli altri. Era specialmente eccitata dal fatto che il Dr. Vragassy, dottore capo dell'associazione Viennese di volontariato delle ambulanze, era atteso proprio per quell'evento; dopotutto era un occhio allenato per valutare la sua prestazione, un altro possibile convertito che avrebbe migliorato la sua già splendida reputazione all'interno del paese e al di fuori dei suoi confini [1].

Gli spettatori presero posto alle 19:40 e lo spettacolo iniziò. Ci vollero circa 12 minuti perché Ella cadesse nel sonno ipnotico. Franz Neukomm, l'apprezzato proprietario di fabbriche di automobili e scavatore di pozzi di Versec (Ungheria del sud) – universalmente noto per le sue sedute guaritrici e sicuramente carismatico, con lunghi capelli biondi, barba scura e occhi penetranti – allora dichiarò che avrebbe tentato un esperimento particolarmente curioso quella sera.

Uno dei suoi fratelli viveva a Versec e per lungo tempo aveva vomitato sangue. I dottori non erano capaci di dare una diagnosi certa, esitando tra tubercolosi e sanguinamento dello stomaco. Neukomm era convinto della prima, ma ora cercava conferma da Ella. Con voce autoritaria disse alla ragazza che si trovava a Versec e, per dare adeguate istruzioni all'anima ricercatrice di Ella, Neukomm spiegò in quale casa viveva suo fratello e un quale stanza lo avrebbe trovato. Quando disse che era lì, Neukomm le domandò come stava suo fratello e le chiese una descrizione dettagliata delle sue condizioni [2].

Ella trovò l'uomo seriamente malato. Come uomo di medicina, il Dr. Vragassy era considerato il solo testimone attendibile:

"Quello che seguì fu veramente incredibile. Il medium cominciò una descrizione scientifica dei polmoni, fornendo un resoconto minuzioso delle loro condizioni malate con particolari tecnici che nemmeno un dottore avrebbe dato e che ci si potrebbe aspettare solo da uno specialista esperto. Con piena proprietà e un uso corretto di espressioni tecniche fornì i dettagli ravvicinati fino ad estenderli a una diagnosi completa dell'infiammazione dei polmoni e dichiarò che la prognosi era molto sfavorevole, perché contro questo tipo di malattia l'abilità medica era impotente."

Altrove, Vragassy riportò: "Chiamò la malattia oedema pulmonum acutum hydropicum suffocativum" [3]. Quando alla fine Neukomm chiese ad Ella riguardo il probabile esito della malattia; la ragazza farfugliò appena, "Dobbiamo essere preparati al peggio!" Avendo pronunciato queste parole, diede un grido acuto e crollò. Tutti i tentativi di riportarla alla coscienza fallirono e, dopo qualche tempo, morì.

Ipnomania

svegnali-trilby
Svengali dirige Trilby durante uno spettacolo.

La storia di Ella da un distante castello nella profonda provincia dell'Ungheria raggiunse rapidamente le maggiori città in Europa (e anche in America), suscitò sentimenti pubblici e infangò le acque professionali-mediche relativamente al meraviglioso – e forse fin troppo pericoloso – fenomeno dell'ipnosi. I principali giornali coprirono la storia attraverso i loro corrispondenti da Budapest e da Vienna [4]. Medici prestigiosi, professionisti legali e commentatori sociali dei quei tempi espressero opinioni ad ampio raggio, a dimostrazione delle intricate ramificazioni sociali della prassi ipnotica. Il rovente interesse riguardo al caso fu dovuto in parte ai suoi affascinanti dettagli e in parte alla sua unicità: fu affermato da molti essere il primo caso di morte causata direttamente con l'ipnosi.

Quello che seguì nella stampa ungherese fu sintomatico della società e della cultura fin-de-siècle. I quotidiani sensazionalizzarono la storia per il pubblico consumo, attraendo gli occhi dei lettori con titoli pruriginosi come: Ipnosi fatale, Giocando con la mente, e anche Assassinio con l'ipnosi. Il caso si dimostrò particolarmente intricato e di conseguenza i resoconti successivi erano pieni di sorprendenti distorsioni, integrate da nuove insolite ve informazioni ricevuto ogni giorno. Le autorità istituirono una corte investigativa per chiarire se Neukomm era responsabile della morte.

Si intensificarono le preoccupazioni relative alle sedute spiritiche in tutto il paese. Nel giro di due mesi, e come conseguenza diretta della morte di Ella, il Ministero Ungherese degli Interni su raccomandazione del Concilio Nazionale della Salute Pubblica, approvò risoluzioni che limitavano fortemente la pratica dell'ipnosi. Fu proibito a chiunque sprovvisto di abilitazione alla pratica medica dall'usarla e furono definite in maniera restrittiva le circostanze nelle quali anche i dottori potevano utilizzare l'ipnosi. Con una decisione cruciale senza precedenti in Europa, fu consentito l'uso medico dell'ipnosi al solo scopo di cura [5]. Questo vietava non solo le rappresentazioni sul palco, ma nella pratica, anche esperimenti di ricerca accademica.

Questo accadeva soltanto perché l'ipnosi stava generando un intenso scambio culturale tra le diverse sfere intellettuali e sociali della società di fin-de-siècle; l'ipnosi era, in un certo senso, onnipresente nella società. Con il suo potere di affascinare, questa moda si era fatta strada nelle casa dei paesi di provincia e nei castelli aristocratici, nelle cliniche psichiatriche cittadine e nelle società mediche, e negli spazi di intrattenimento pubblico, nonché nei tribunali penali. In Europa furono fondate riviste scientifiche per la ricerca scientifica sull'ipnosi, e società laiche e semi-professionali organizzate per la ricerca psichica. I giornali sensazionalizzavano i casi ipnotici, e opere letterarie sull'ipnosi erano lette avidamente: la novella best-seller Trilby, di George du Maurier (Con il suo sinistro eroe il musicista e ipnotizzatore Svengali, che usa i suoi poteri per asservire e sfruttare l'eroina Trilby) aveva venduto prodigiosamente in tutta Europa e in America. Il libro era stato pubblicato nello stesso anno 1894; il suo ipnotizzatore-protagonista era un ebreo ungherese.

Cane,aceto e coscia di pollo

Al centro della polemica intorno al caso di Ella si erse la questione della responsabilità di Neukomm per la morte della ragazza – un problema inseparabile da quello fisicamente distruttivo e moralmente dannoso del potenziale dell'ipnosi e dei sui usi negligenti o malevoli da parti dei suoi praticanti.

Quanto è grande il potere della mente sul corpo?

Quali erano i limiti del potere della mente di una persona su un'altra?

Erano precisamente queste domande che erano sottoposte ad indagine in molti laboratori psichiatrici contemporanei (come il reparto psichiatrico di Charcot alla Salpêtrière a Parigi o quello di Bernheim a Nancy) nel 1880 e 1890 quando l'ipnosi era un settore di ricerca alla moda negli ambienti medici europei.

In Ungheria, la prima ricerca psichiatrica sistematica sull'ipnosi fu intrapresa nei primi del 1880 dall'eminente dottore Károly Laufenauer e il suo giovane assistente Károly Schaffer nella clinica del Dipartimento di Salute Pubblica e Patologia alla Facoltà Medica di Budapest [6]. Laufenauer e Schaffer si concentrarono soprattutto sugli effetti fisiologici dell'ipnosi, usando l'ipnosi in esperimenti di laboratorio come strumento per studiare i meccanismi: la funzione riflessa, l'intero meccanismo sensorio, le funzioni del movimento, e le più alte funzioni associative potevano tutte essere influenzate dalla suggestioni ipnotica, producendo cambiamenti incredibili nell'organismo. Questi includevano crampi, contrazioni, convulsioni, paralisi, emorragie, sudorazione e un aumento della temperatura corporea, nonché illusioni sensoriali, cecità, sordità , allucinazioni, deliri di memoria e cambiamenti di umore [7].

Fuori della clinica psichiatrica, l'internista e neurologo Erno Jendrássik esplorò estensivamente l'ipnosi nella Clinica Interna della Facoltà di Medicina di Budapest tra il 1887 e il 1892. Anche Jendrássik studiò simili fenomeni fisiologici, ma il suo interesse per il potere della suggestione, il libero arbitrio e le implicazioni medico-legali dell'ipnosi lo portarono a condurre anche vasti esperimenti "comportamentali." Per dimostrare che una persona ipnotizzata non conservava nemmeno uno straccio si libero arbitrio, Jendrássik suggerì a uno dei suoi pazienti, Ilma [8], che era una cane, così lei si mise carponi e abbaiò [9]. Diede da mangiare a un altro suo paziente una patata cruda, dicendogli sotto ipnosi che era una coscia di pollo, che il paziente "mangiò con molto appetito" [10].

Pazienti ipnotizzati bevevano aceto come fosse il più delizioso dei Tokaji. In ipnosi ad Ilma fu chiesto di scrivere una lettera d'amore a un dottore che, gli fu detto, aveva ucciso suo padre. Lei gli scrisse senza esitazioni. In una altro esperimento, gli suggerì che uccidesse uno dei suoi dottori, quindi lei scivolò alle sue spalle e tentò di colpirlo con un rotolo di carta che le era stato dato [11]. Assumendo che una persona sana non farebbe mai una cosa del genere, Jendrássik concluse che il suo esperimento provava la mancanza di libero arbitrio nello stato ipnotico; era la volontà sormontante dello sperimentatore che dirigeva le azioni della persona ipnotizzata.

A differenza di esperimenti che producevano nel corpo cambiamenti organici osservabili o verificabili, questi esperimenti sul comportamento sfidavano al nozione di credibilità scientifica e della prova oggettiva. Molti dottori tra il pubblico dubitavano della loro autenticità, alcuni andavano tanto lontano da affermare che lo sperimentatore era semplicemente ingannato dalla manipolazione e dalla simulazione di scaltri pazienti isterici dall'indole molto discutibile [12].

Polemicamente, sebbene i medici sperimentatori enfatizzassero l'obiettività e l'elevato controllo delle condizioni nei loro esperimenti, im molti casi c'erano poche differenze tra queste dimostrazioni e quelle degli ipnotisti laici. Nonostante questo i dottori scavarono un ampio solco tra la legittima sperimentazione scientifica e le illegittime rappresentazioni teatrali. Colpisce anche il fatto che la professione psichiatrica in Europa era divisa in sé su come applicare la sua conoscenza e i suoi risultati sperimentali nell'arena del tribunale e nella sfera pubblica in generale. Mentre molti medici ritenevano che la conoscenza sperimentale supportava l'affermazione che "ogni crimine concepibile" poteva essere compiuto su o da una persona ipnotizzata [13], altri distinguevano tra casi reali ed esperimenti clinici di laboratorio e affermavano che gli esperimenti provavano soltanto che i soggetti capaci di compiere "crimini fittizi" con rotoli di carta, invece che coltelli veri e propri, o polvere innocua invece di veleno. Nelle "situazioni reali", ossia, in un evento ipnotico non-sperimentale nella vita di tutti i giorni, una "tenue coscienza" sarebbe stata sempre mantenuta [14]. L'applicabilità dei risultati sperimentali dell'ipnosi a casi di crimini reali era pertanto già contestata anche all'interno della comunità di sperimentatori che altrimenti credevano totalmente nell'autenticità e scientificità dei loro standard.

Ansie sociali e professionali più ampie

Nonostante la divisione degli esperti l'ipnosi (così come gli psichiatri esperti) si presentava come figura centrale in molti casi criminali che catturavano sia l'immaginazione pubblica che medica; questi erano coperti estensivamente dalla stampa, e erano riciclati in articoli e libri sull'ipnosi. In questa connessione tra esperti psichiatri, crimine e mass media, questi casi rivelavano una profonda ansia sociale [15].

Esperimenti famosi e disturbanti, mostravano che le donne, specialmente, erano viste come potenziali vittime di "offese contro la moralità" in assalti portati "contro la loro volontà e senza coscienza da parte loro" [16]. Per esempio, il caso di Ceslav Lubicz-Czynskii, discusso a Monaco, ricevette grande attenzione pubblica internazionale. Originariamente un insegnante privato di francese a Cracovia, Lubicz-Czynski dava letture pubbliche d'ipnosi a Dresda dal 1893 e pubblicizzava le sue cure ipnotiche. La trentottenne virtuosa, profondamente religiosa e notevolmente ricca baronessa Hedwig Zedlitz cercò il suo aiuto per i suoi problemi di stomaco e mal di testa. Durante il trattamento ipnotico, tuttavia, Lubicz-Czynskii cominciò a proclamare il suo amore per la baronessa, facendo strategicamente leva sulla sua "grande disposizione" allo spiritismo e all'occultismo, e usando astutamente sofisticati simbolismi letterari e religiosi per conquistare il suo cuore. Raggiunse un tale potere su di lei che lei non era più in gradi di resistere e alla fine "cedette completamente a lui" [17]. Lubicz-Czynski mise anche in scena un finto matrimonio, che alla fine fece si che il padre della baronessa lo portasse in tribunale.

L'opinione degli esperti variava. Alcuni additavano Lubicz-Czynski come un "ipnotizzatore patologico imbroglione", e consideravano l'amore della baronessa come ipnotico e non voluto liberamente [18]. Altri credevano che l'ipnosi non avesse nessun ruolo nel caso, e che la donna si era innamorata certamente dell'ipnotista [19]. Alla fine, Lubicz-Czynski fu assolto dal carico di offesa alla pubblica morale, ma fu punito con tre anni di prigione per il disonorevole matrimonio [20].

Altri casi suggeriscono che ogni uomo adeguatamente talentuoso o semplicemente in possesso delle competenze tecniche dell'ipnosi poteva essere una minaccia alla virtù femminile, sia che fosse un barbone, un fabbricante di biciclette o un fotografo [21]. Ma i sospetti più comuni erano per i vari ranghi di guaritori, magnetizzatori, magnetopaths,dottori naturali e impostori, che pubblicizzavano i loro servizi di guarigione sui giornali. Segnalazioni di abusi da parte di tali operatori sia sulla stampa quotidiana sia su quella scientifica, minacciavano le basi contrattuali della medicina tra medico e paziente [22]. Potenzialmente minavano la fiducia del paziente in un esperto in grado di fornire in modo responsabile cure mediche, e quindi gli psichiatri si sono sforzati si delimitare e salvaguardare il loro dominio di esperti con la rigorosa esclusione di ipnotizzatori laici come di ciarlatani.

In questi casi, l'ipnosi sembrava una minaccia potenziale all'intera base morale e contrattuale della società borghese. Sinistri ipnotisti utilizzavano i loro poteri per sedurre belle ragazze, perché mogli rispettabili abbandonassero i loro accordi matrimoniali [23], per "ottenere illegalmente proprietà", per fare sottoscrivere alle persone "note compromissorie, atti di donazione" e per rubare la proprietà intellettuale altrui [24]. Gli esperti suggerivano che anche le procedure legali erano a rischio: i ricordi dei testimoni potevano essere manipolate no solo da malfattori, ma anche dagli stessi investigatori legali, attraverso lo loro responsabilità di influenzare e falsare i ricordi dei confessori e testimoni per il loro modo (cosciente o incosciente) di interrogare.

Il guru francese dell'ipnosi medica a Nancy, Hyppolite Berheim, condusse un ampio spettro di esperimenti d'ipnosi clinica, seguito da Schaffer, Forel e altri, in cui i dottori suggerivano certi fatti e crimini ai pazienti che incorporavano completamente anche le idee moralmente più controverse. I dottori chiamavano questo, al seguito d Bernheim, "allucinazioni retroattive" [25].

Questi casi catturavano l'immaginazione pubblica. L'estesa copertura da parte della stampa e il commento laico ed esperto che suscitavano certamente aiutarono a creare una sorta di tormentone intorno all'ipnosi. Il dottore Albert Moll di Monaco osservò che "le persone normali cercano di ascrivere all'ipnosi tutto ciò che trovano particolarmente peculiare,... spiacevole, o che non possono capire completamente"[26]. La stampa giocò un enorme ruolo nell'alimentare il panico per l'ipnosi. Quando il caso di Johann Berchthold, un triplice omicida di Monaco, approdò alla corte nella metà del 1890, una porzione della stampa quotidiana di Monaco prese le indagini nelle sue mani a un punto iniziale delle indagini penali. Uno dei giornali invitò chiunque avesse qualsiasi informazione sul caso di segnalarlo in redazione. Sulla base di informazioni così acquisite il giornale 'dichiarò, prima che i magistrati compissero le loro indagini preliminari, "che non c'era alcun dubbio che Berchthold era l'assassino"'. Presto molti testimoniarono volontariamente e diedero evidenza sotto giuramento con le più apparenti contraddizioni, compresi sette persone che alla fine ammisero di avere commesso alcuni degli omicidi attribuiti a Berchthold. Forel credeva che il caso provava che la stampa stessa incarnasse il potere ipnotico, capace di generare una "epidemia psichica" su scala sociale [27].

Risoluzione del caso di Ella

La morte di Ella non minò la credenza della famiglia Salamon e dei parenti aristocratici nei meravigliosi fenomeni della telepatia e della chiaroveggenza. Tuttavia, apparirono nella stampa quotidiana articoli di commentatori che ridicolizzavano il "miracolo" telepatico eseguito da Ella e che sospettavano frode [28]. La maggior parte degli esperti psichiatrici respinsero l'aspetto telepatico dell'evento come un argomento da non essere preso in considerazione da scienziati seri. Il dottore viennese Moriz Benedikt, per esempio, credeva che "nessuno sano di mente può supporre che Ella, mentre era sotto l'influenza ipnotica, potesse mostrare conoscenze mediche di cui era ignorante nel suo stato naturale" [29].

Le speculazioni degli esperti circa il ruolo giocato dall'ipnosi nella morte di Ella variano. L'esperto svizzero Forel affermò, ad esempio, che la "terrificante idea di un polmone malato, che il sonnambulo può aver pensato per un momento che fosse la sua," può avere causato la morte" [30]. Altri, come il viennese Krafft-Ebing, attribuivano la morte a uno "shock fisico emotivo" che era il risultato di una prognosi infausta il fratello di Neukomm. Qualunque sia la causa reale , Krafft -Ebing e Benedikt sono d'accordo sul fatto che l'ipnosi ha avuto una influenza potenzialmente 'assassina' [31]. Al contrario, eminenti psichiatri francesi hanno negato all'unanimità un collegamento diretto tra la morte e l'ipnosi in questo caso. Bernheim a Nancy e medici alla Salpetriére a Parigi invece, sottolineano la loro vasta esperienza con esperimenti e trattamenti ipnotici, non un singolo caso dei quali era stato dannoso se correttamente condotto da un esperto [32].

Nel frattempo, gli inglesi prestavano poca attenzione al caso ungherese. Sebbene "The Lancet" fosse solito richiedere una legislazione per proibire l'ipnosi laica, il British Medical Journal (em) dedicò soltanto poche righe al caso, introducendolo in maniera leggera con la sentenza: "Proprio in questo periodo dell'anno i serpenti di mare e gli ipnotizzatori stranieri fanno la loro apparizione con rinnovato vigore" [33].

Nonostante queste differenti posizione nei riguardi del caso, c'erano molte fatti certi sui quali molti dottori erano d'accordo: che Neukomm avesse commesso un errore nel condurre l'esperimento su un soggetto così tanto nervoso ed eccitabile; che Ella era diventata straordinariamente irritata ed esausta durante la seduta; e che se Neukomm avesse avuto un adeguato training ed esperienza in medicina, si sarebbe fermato, o non avrebbe nemmeno cominciato, l'esperimento. C'erano, tuttavia, il completo accordo medico che a nessuna persona che non fosse dottore in medicina fosse consentito ipnotizzare.

Inizialmente, Neukomm sembrò spacciato. Sembrava probabile che sarebbe stato condannato, se non di omicidio, almeno di colpa grave nella sua orchestrazione della seduta fatale. Infatti, dando prova al Royal Court di Szabolcs County nel Nyíregyháza il Forensic Medical Council trovò l'ipnosi – e quindi Neukomm – responsabile della morte di Ella. Tuttavia, si dimostrò che qualcos'altro aveva avuto una influenza maggiore sul risultato della corte [34].

András Jósa, l'eminente e molto influente Szabolcs capo contea medico difese Neukomm in tutto e per tutto. Jósa era stato in uno di quei castelli di Salamon in Nedecz per trattare i sintomi nervosi di Ella e la conosceva molto bene [35]. Durante le indagini della corte, Jósa e Neukomm sembrano aver seguito la strategia di enfatizzare l'intento terapeutico di Neukomm con l'ipnosi di Ella, nonostante le precedente copertura stampa sulla natura dei meravigliosa e sperimentale natura delle sedute di ipnosi di Neukomm con lei. Assemblando il mosaico delle informazioni pubblicate nei quotidiani, si è portati a sospettare un certo grado di iniziale cospirazione tra i presenti alla seduta nel castello di Salamon per insabbiare la storia, sia per difendere la reputazione della famiglia o quella dell'ipnosi e delle sedute telepatiche in cui credevano così tanto. Analogamente, da parte di Jósa deve essere stata una convinzione genuina e suo immediato interesse stare dalla parte di Neukomm. Egli non solo troavava l'influenza ipnotica terapeutica altamente efficace, ma la raccomandò originariamente lui stesso nel caso di Ella [36].

Inoltre, come ha rivelato nelle sue memorie, Jósa stesso era diventato un convertito all'ipnosi – e in parte per la telepatia – dopo avere assistito ad alcune delle sedute di Neukomm a Nyíregyháza, e imparò il modo d'ipnotizzare direttamente da Neukomm [37].

Il rapporto di Jósa, scritto su richiesta del ministero degli interni solo pochi giorni dopo la tragedia, dichiara che una anno prima aveva rivelato alla famiglia che, a causa del peggioramento della malattia nervosa di Ella e alle cattive condizioni del suo sistema vascolare, la sua morte poteva avvenire "in qualunque momento senza nessuna causa esterna." Altrove Jósa ha formulato la sua conclusione che: "se nel momento in cui era avvenuta la morte di Ella, fosse volata una mosca davanti al viso della ragazza, anche questo ne avrebbe causato la morte." [38]. Quando il verdetto finale è stato emesso un anno dopo, la sua prova è stata fondamentale: la corte ha stabilito solo "connessioni accidentali" tra l'ipnosi e la morte, ripetendo quasi letteralmente l'opinione di Jósa che la morte sarebbe potuta arrivare improvvisamente in qualsiasi momento. L'accusa di negligenza non poteva essere dimostrata [39].

La storia di Ella dimostra quindi che gli interessi locali e autorità esperte nell'Ungheria provinciale, potrebbero annullare l'esperienza medica proveniente da centri eminenti sia della capitale Ungherese che di altre città europee. Nell'impostazione provinciale, il carisma e la dedizione del capo locale dei dottori aveva una influenza maggiore di qualsiasi autorità esperta nazionale o internazionale.

Emese Lafferton
Department of History and Philosophy of Science, University of Cambridge,
Free School Lane, Cambridge CB2 3RH, United Kingdom

Tradotto da: Death by hypnosis: an 1894 Hungarian case and its European reverberations

Bibliografia

  1. For the main sources based on which I reconstructed the case, see September and October 1894 issues of the Hungarian newspapers Pesti Napló (hereafter abbreviated as PN), Budapesti Hírlap (BH), Debreczeni Ellenor (DE), Nyíregyházi Hírlap (NH), and Szabolcsi Szabadsajtó (SS). The case is discussed in Dr. Lajos Szilvek, Hypnotismus lélektani, orvostudományi, történeti és törvényszéki szempontból (Hypnotism from Psychological, Medical, Historical,and Forensic Perspectives), Budapest: Athenaeum, 1900, 192-209, and in András Jósa, Barangolás Németországba és visszaemlékezések (Wanderings in Germany and Reminiscences), Nyíregyháza, 1906 2 See The Times, 22 Sept. 1894. See also articles in PN, 20, 21, and 22 Sept. 1894
  2. Dr. Vragassy quoted in The Times, 22 Sept. 1894 and PN, 21 Sept. 1894
  3. Numerous newspapers reported on the case, see, for instance, The Times, Pester Lloyd, Neues Wiener Abenblatt, Neue Freie Presse, l'Eclair, etc
  4. The decree was issued by the Ministry of Interior in Dec 1894. See Kornél Chyzer, Az egészségügyre vontakozótörvények és rendeletekgyujteménye. 1854-1894 (Collection of Laws and Decrees Concerning Health Care, 1854-1894), Budapest, 1894, 752
  5. On the Department of Mental Health and Pathology at the Budapest Medical Faculty see Emese Lafferton, “From Private Asylum to University Clinic: Hungarian Psychiatry, 1850-1908,” in Framing and Imagining Disease in Cultural History, ed. George S. Rousseau, et al., 190-213, New York: Palgrave Macmillan, 2003
  6. See Károly Schaffer A hypnotismus élettani, gyógytani és törvényszéki szempontból (Hypnotism from Physiological, Therapeutic and Forensic Perspectives), Budapest, 1895, 17-36
  7. For the detailed analysis of Ilma's case, see Emese Lafferton, “Hypnosis and Hysteria as Ongoing Processes of Negotiation. Ilma's Case from the Austro-Hungarian Monarchy,” History of Psychiatry 3 (2002) 177-197, 4 (2002) 305-327
  8. Jendrássik “Hypnoticus suggestio kísérletek” (Experiments With Hypnotic Suggestion), Gyógyászat (Medicine), (1887): 140-42
  9. See Jendrássik, “A hysteriás suggerálhatóságról” (On Hysterical Suggestibility), Orvosi Hetilap (Medical Weekly), 42 (1892): 508-10; 43 (1892): 523-25; 44 (1892): 537-39; 45 (1892): 551-53, esp. 538
  10. See Jendrássik, “A suggestióról” (On Suggestion), Orvosi Hetilap, 23 (1888): 746-49, 781-85, and “Hypnoticus suggestio,” 140-42
  11. For the debate following Jendrássik's demonstrations, see Jendrássik “Hypnoticus suggestio,” 140-42; “Eszmecsere a hypnosis felett” (Discussion over Hypnosis), in Orvosi Hetilap 19 (1892): 228-29, 20 (1892): 254-60, and Gyógyászat 21 (1892): 250-53; 22 (1892): 263-65
  12. This view was shared by adherents of the Nancy school, Ambroise Liébeault, Hyppolite Bernheim, Jules Liégeois, and Henri-Etienne Beaunis, but also the Hungarian Schaffer, the German Albert von Schrenck-Notzing, and the Swiss August Forel. See August Forel, Hypnotism or Suggestion and Psychotherapy. A Study of the Psychological, Psycho-Physiological and Therapeutic Aspects of Hypnotism. Transl. from the 5th German ed. by H.W. Armit. New York, London: Rebman Limited, 1906, 320, 329. Also see Schaffer, A hypnotismus, 30, and Albert Moll, Hypnotism. Including a Study of the Chief Points of Psycho-Therapeutics and Occultism. Transl. by Arthur F. Hopkirk. London: Walter Scott Publishing Co., 1909, 415
  13. This view was shared by doctors around Charcot at the Paris school, Georges Gilles de la Tourette, the Belgian Joseph Delboeuf, the French Pierre Janet, and the Austrian Moriz Benedikt. See Schaffer, A hypnotismus, 73; Szilvek, Hypnotismus, 239-40; Moll, Hypnotism, 415. For a discussion of the medico-legal debate between adherents of the Salpêtrière and the Nancy schools, see Ruth Harris, Murders and Madness. Medicine, Law, and Society in the Fin de Sie`cle. Oxford: Clarendon Press, 1989, 171-93
  14. For a wonderful discussion of this in the French context, see Harris, Murders and Madness
  15. Moll, Hypnotism, 402-3 17 Schaffer, A hypnotismus, 71-2. For the case, also see A. von SchrenckNotzing, “Zum Fall Czynski. Eine Entgegnung,” Zeitschrift fu¨ rHypnotismus, 3 (1894/95) 176-85
  16. Forel, Hypnotism, 332
  17. See Schaffer, A hypnotismus, 72; Moll, Hypnotism, 406-7; SchrenckNotzing, “Zum Fall Czynski.”
  18. Moll, Hypnotism, 406
  19. See Moll's examples in Hypnotism, 403-4
  20. For such cases, ibid. 404-5
  21. Harris makes a very similar point about the danger of hypnotized individuals, especially women, breaking contracts, see Harris, Murders and Madness, 170
  22. See Moll, Hypnotism, 412-13, 415
  23. See Berheim Suggestive Therapeutics, 167-78, esp. 167-69 and 176; Bernheim De la suggestion et de ses applications à la thérapeutique, 2nd edn., Paris, 1888, 231-40; Schaffer, A hypnotismus, 75; Forel, Hypnotism, 335-37; Moll, Hypnotism, 428-31
  24. Moll, Hypnotism, 407, 414
  25. Forel Hypnotism, 341-42. For the case, see A. von Schrenck-Notzing, Uber Suggestion und Erinnerungsfälschung im Berchthold-Process. Lepzig: Barth Verlag, 1897
  26. See, for instance, BH, 25 and 26 Sept. 1894
  27. Benedikt quoted in The Times, 24 Sept. 1894 and BH, 24 Sept., 1894
  28. See Forel in BH 29 Sept. 1894; also PN, 28 and 29 Sept. 1894, and Forel, Hypnotism, 334-35
  29. For Krafft-Ebing and Benedikt see The Times, 24 Sept. 1894, PN, 22 and 23 Sept. 1894, BH, 23 and 24 Sept. 1894
  30. See the French doctor Felix Regnault's opinion and the interview with doctors at the Salpêtrière in l'Eclair, quoted in “Un cas de mort dans l'état d'hypnotisme,” Revue de l'hypnotisme expérimental et thérapeutique, (1894-95) 122-23. For similar French expert opinion, see PN, 6 October 1894 and Bernheim quoted in PN 28 Sept. 1894
  31. Lancet 22 and 29 Sept. 1894, 701 and 749-50; British Medical Journal, 29 Sept. 1894, 719
  32. See the 1895 court decision and explanation published in PN, 4 Nov. 1895. The explanation explicitely refers to the Council's different opinion
  33. See Jósa in BH and PN 24 Sept. 1894.
  34. See also Jósa, Barangolás and Jósa, Eloadás a hypnosisról (Lecture on Hypnosis), Nyíregyháza, 1916; Szilvek, Hypnotismus, 192-209
  35. See Jósa, Eloadás and Barangolás; and Szilvek, Hypnotismus
  36. See Jósa, Eloadás, 5 and Barangolás, 66
  37. See Jósa's report published in BH and PN 24 Sept. 1894. Last quote is from PN, 25 Oct. 1894
  38. See ibid. The Royal prosecutor appealed against this decision, see PN, 3 Nov. 1895. Also see NH, 7 Nov. 1895

Come funziona l'ipnosi

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Non esiste ad oggi una spiegazione del funzionamento dell'ipnosi, o almeno non ne esiste una soddisfacente che risponda alla maggior parte delle domande formulate riguardo il fenomeno.

Una linea di indagine molto interessante riguarda l'interazione tra i fenomeni bottom-up e top-down. Il primo descrive la strada che percorre uno stimolo prima di arrivare alla coscienza. Qualunque stimolo ricevuto dall'esterno, ad esempio una immagine, attraversa vari stadi, o regioni del cervello sempre più elevate, in termini funzionali. L'immagine attraversa la corteccia cerebrale, quindi altre regioni che alla fine codificano l'immagine stessa, fino ad assegnarle un significato specifico. Lo stesso percorso avviene per i suoni, il tatto e altre informazioni sensoriali. Per il fatto di andare dallo specifico, lo stimolo, al generale, l'interpretazione dello stimolo stesso, questo meccanismo è chiamato: bottom-up.

Il secondo sostiene l'esatto contrario, ossia le percezioni si formano da un oggetto, un concetto o un'idea più grandi, prima di arrivare ad informazioni più dettagliate. Si va dal generale allo specifico. Questo implica che le impressioni possono influenzare i dati sensoriali raccolti, interpretandoli in qualche maniera. In sostanza si afferma che le percezioni sono influenzate dalle aspettative, dalle credenze, e dalla conoscenze. In alcuni casi si è consapevoli di questo, in altri il processo avviene in maniera del tutto inconscia e autonoma. Un esempio di questo processo all'opera è la capacità di leggere un testo con delle lettere mancanti. Il processo top-down riempe i vuoti.

Per quello che riguarda l'ipnosi, una interpretazione del fenomeno fa appello ad entrambi questi framework interpretativi per descrivere meglio le complessità del processo inconscio e del funzionamento delle suggestioni. Inoltre, in un senso ancora più ampio possiamo considerare che è sempre maggiormente evidente l'interazione tra le mente e la periferia, includendo in questa i tessuti, il sistema cardiovascolare e quello immunitario.

Tra le tecniche mente-corpo possiamo considerare l'ipnosi, l'immaginazione guidata. il bio-feedback, il rilassamento progressivo, la meditazione, ecc. che si sono dimostrate valide per risolvere un grande numero di casi che vanno dall'insonnia alla sindrome dell'intestino irritabile, dal dolore cronico all'iperidrosi.

Proprio per questi possibili benefici, raggiunti in maniera semplice e non invasiva, le medicine complementari sono in crescita. Ma questo non significa affatto che rientrino di fatto, o siano accettate ad esempio dalla medicina. L'interazione mente-corpo rimane di fatto inadeguata, perché non sono spiegati chiaramente i meccanismi sottostanti a questa interazione, né è possibile di fatto stabilire a priori le possibilità di successo di un intervento mente-corpo.

Interazione mente-corpo

L'idea che la mente possa influenzare in maniera drastica ed evidente il corpo, non è affatto nuova. Probabilmente il fatto che emozioni e salute siano connessi in qualche maniera, è un fatto noto da sempre, come da millenni sono note tecniche di meditazione, rilassamento, concentrazione e respiro per gestire la connessione mente-corpo. Non è un caso che alcune delle tecniche moderne si rifanno a tecniche impiegate da millenni nell'estremo oriente. Tra queste la "relaxation response" di Benson, che suggerisce l'interazione mente-corpo tramite una riduzione dell'attivazione corticale con funzione di anti-stress.

Ma il modello cui si rifà Benson può essere esteso e allargato, oltre il meccanismo stress rilassamento proposto da Benson. Spencer e Jacobs (1) definiscono le terapie mente-corpo come un "gruppo di terapie che enfatizzano l'uso della mente in congiunzione con il corpo per assistere il processo di guarigione."

L'interazione mente-corpo può avvenire sia top-down, che bottom-up. Nel primo caso la stimolazione inzia con una attività mentale volontaria (ipnosi, immaginazione guidata, meditazione, ecc.) a livello della corteccia cerebrale. La volontarietà dell'atto iniziale non esclude che si possano avere, e sicuramente si hanno, processi inconsci elicitati dalla stimolazione iniziale.

Lo stesso tipo di interazione si può avere quando si parte da una stimolazione sensoriale, come nel caso del rilassamento progressivo di Jacobson o la "relaxation response" di Benson. In questo casi si instaurano dei percorsi che partendo dalla periferia richiamo aree maggiormente specializzate delle attività mentali fino alla corteccia cerebrale.

Naturalmente le cose non sono così semplici come possono sembrare, perché la comunicazione tra centro e periferia non è a senso unico, entrambe le strade, una che sale verso il centro delle attività cerebrali e l'altra che scende verso la periferia, si scambiano informazioni e si influenzano a vicenda.

Nel caso già visto del rilassamento progressivo, la stimolazione della periferia è influenzata dall'attività delle corteccia che concentra l'attenzione sugli stimoli al fine di ridurli per raggiungere uno stato di rilassamento.

In sostanza, si può parlare di un meccanismo a due vie, bottom-up e top-down, che interagiscono tra di loro al fine di produrre gli effetti desiderati, e che nel complesso rappresentano l'interazione mente-corpo.

Ipnosi meccanismi di attivazione

Ai meccanismi top e bottom descritti precedentemente, sono associate dei percorsi nervosi, e il numero di cellule dedicate alla risposta top-down è dieci volte quella delle fibre nervose ch portano l'interazione bottom-up.

Questo è importante da un punto di vista strettamente funzionale, perché sembra suggerire che il processo top-down possa sopravanzare quello bottom-up. In sostanza, sopprimere gli stimoli della risposta bottom-up. Questo corrisponde di fatto a sostituirli con quelli della risposta top-down. La capacità della mente di costruire la realtà, potrebbe quindi spiegare gli effetti placebo, nocebo, e dare un meccanismo interpretativo a terapie delle parola come l'ipnosi o la meditazione. Un meccanismo di questo tipo spiega perché la suggestione si sostituisce alla realtà.

Un modo per dimostrare questo fatto è stato sperimentato dal Dr. Amir Raz della Columbia University, che ha studiato soggetti altamente ipnotizzabili utilizzando l'effetto Stroop. In questo test di presentano delle parole indicanti un colore, ad es.: rosso, marrone, viola, scritte con un colore differente. Il test consiste semplicemente nell'indicare il colore in cui è scritta la parola. Ma la lettura è un processo talmente automatico, che di fatto si perde tempo ad identificare il colore quando non corrisponde a quello della parola scritta. Se la parola "verde" è scritta in rosso, ci vuole pià tempo ad identificare il colore di quando la parola "verde" è scritta in verde.

Per l'esperimento sono stati utilizzati sedici soggetti, la metà altamente ipnotizzabile, l'altra metà di soggetti resistenti. Ogni persona è stato ipnotizzata e a ciascuna è stata data la stessa suggestioni post-ipnotiche.

"Molto presto giocherai una gara sul computer collegata a un brain scanner. Ogni volta che senti la mia voce nell'intercom, vedrai dei simboli senza senso apparire al centro dello schermo. Ti sembreranno parole scritte in una lingua straniera che non conosci, e non tenterai di attribuirle alcun significato. Questa spazzature sarà stampata in uno dei seguenti colori: rosso, blu, verde o giallo. Il tuo obiettivo è di premere velocemente e accuratamente il tasto corrispondente al colore mostrato. Giocherai questa gara senza sforzo."

Giorni dopo l'induzioni i soggetti sono sottoposti a un brain scanner. Nei soggetti altamente ipnotizzabili l'area che usualmente decifra le parole scritte non diventava attiva. Allo stesso modo risultava inattiva l'area del cervello che usualmente decodifica i conflitti.

I processo top-down ha scavalcato il circuiti abilitati alla lettura e alla decodifica dei conflitti, anche se la modalità in cui questo è avvenuto non è noto. Questa risulta comunque una evidenza del fatto che il processo top-down può disabilitare il processo bottom-up e che può farlo attraverso suggestioni somministrate durante l'ipnosi.

Anche se questa potrebbe essere una spiegazione del fenomeno della suggestione, specificatamente della suggestione ipnotica, ci sono molte domande che rimangono ancora aperte e senza risposte. Infatti il processo della suggestione può essere molto selettivo. glie sperimenti sulle verruche hanno dimostrato che si può agire solo su quelle selezionate marcandole con un cerchio. L'allergia può essere eliminata selettivamente in alcune zone finemente circoscritte. Questa specificità sembra richiedere un controllo molto fine a livello del processo top-down, se questo è implicato nell'esclusione della risposta bottom-up.

Bisogna anche chiedersi se e in quale tipo di soggetti questa risposta possa essere attivata solo attraverso suggestioni in ipnosi o se lo stesso risultato si può ottenere con suggestioni in stato di veglia.

I risultati di questo esperimento, suggeriscono che se possiamo immaginare qualcosa, lo possiamo tradurre in realtà, esattamente come diceva alla fine dell'ottocento Bernheim: "La suggestione è un'idea che si realizza."

Bibliografia

1. Spencer JW, Jacobs JJ. Complementary and Alternative Medicine: an Evidence-Based Approach. St. Louis, MO: Mosby; 2003

NYTimes

Ipnosi: quando è reale e quando una truffa

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Né magia né stregoneria. I professionisti rivendicano questa pratica come aiuto nel trattamento contro il dolore o l'ansia.

Fare in modo che qualcuno perda il controllo di se stesso per il potere delle parole di un ipnotizzatore e che si addormenti ascoltando "uno, due, tre", per dimenticarlo del tutto in seguito, è una immagine prodotta dalla fantasia. L'ipnosi come qualcosa di soprannaturale non esiste e questo spettacolo è molto lontano dal metodo applicato dalla psicologia e dalla medicina. Questo difende l'"Asociación para el Avance de la Hipnosis Experimental y Aplicada" (AAHEA), raggruppamento che mette in guardia sui pregiudizi esibiti nelle farse televisive, teatrali o nei pubs. L'ultimo allarme lo ho fatto scattare il programma "1,2,3 Hipnotízame" di Antena 3, che ha portato i professionisti di questa disciplina a inoltrare una lettera di protesta alla catena. Antonio Capafons, presidente del collettivo e cattedratico del Departamento de Personalidad, Evaluación y Tratamientos Psicológicos de la Facultad de Psicología de la Universidad de Valencia, fornisce le chiavi per comprendere cosa è (e cosa non è) questa tecnica e perché si utilizza.

Da quando è cominciata nel secolo XIX, è stata portata continuamente sugli scenari dei circhi, fiere e "freak shows", attraendo le masse con la sua faccia più spettacolare: una persona in trance sperimenta reazioni come se realmente accadessero e dopo non ricordano nulla, o dimenticano che qualcuno gli ha dato istruzioni perché si comportasse in un altro modo.

"Dimenticare che qualcuno ci ha dato una informazione però non ricordare che ce lo ha detto si chiama amnesia della fonte o cripto-amnesia. In realtà, la perdita totale di memoria accade a un numero ristretto di persone. L'ipnosi funziona in forma simile a un placebo, però la società l'associa con credenze più affascinanti come Dracula o in alcuni racconti polizieschi. Tutto questo è falso, solo trucchi per creare una illusione. Normalmente, negli spettacoli ci sono "compari" tra il pubblico d'accordo con l'ipnotizzatore", segnala Capafanos. (Che così dimostra di non conoscere affatto l'ipnosi da palcoscenico. Un bravo ipnotizzatore non ha bisogno di compari.)

Tutto quello che si può fare con l'ipnosi si può fare senza, avvisa questo esperto: "Si tratta di una specialità con un percorso storico che ha fornito alle psicoterapie moderne un linguaggio interdisciplinare tra i professionisti della salute, credo una maggiore comprensione nel trattamento di problemi come il dolore o i problemi psicologici come l'ansia. I sopramenzionati teatri distorcono la realtà degli avanzamenti nel campo della neuroscienza, psicologia e medicina, e della scommessa delle società e dei collegi professionali per metterla al servizio delle persone, non degli spettatori o dei conti correnti."

Nel mondo anglosassone, questa attività si applica nel campo clinico per il trattamento del dolore da più di un secolo, sebbene in Spagna sia ancora ignorata come strumento di intervento sanitario: "Si cerca di provocare cambiamenti benefici per la persona, che sono percepiti come se non comportasse sforzo per ottenerli, tanto che realmente si realizzano senza rendersene conto. Molti professionisti evitano di chiamare ipnosi i procedimenti che usano e li vendono come sofrologia [un altro insieme di strumenti suggestivi], la visualizzazione o pratica guidata. Si dovrebbe etichettare correttamente per evitare che il termine cada nelle mani di persone le cui intenzioni non passano per raggiungere i benefici dell'utente", osserva Capafanos.

Credere o non credere

Questo metodo non consiste unicamente nel fare domande. Si tratta di un insieme di procedimenti molto variati, come quelli utilizzati nel rilassamento. Di fatto, esiste l'ipnosi nascosta, dove non si insiste nel sonno e nel calmarsi, bensì all'"attività e all'espansione mentale. L'individuo può parlare fluidamente, camminare e compiere le attività giornaliere, mentre sperimenta le suggestioni ipnotiche" spiega Capafanos. La base del processo consiste, secondo il presidente della AAEHA, nel "valutare in prima istanza le credenze della persona in trattamento".

Credere all'impostore è tanto pericoloso quanto ignorare le possibilità terapeutiche della sua versione clinica, indica questo specialista: "Uno dei rischi è la creazione dei falsi ricordi, facendo credere alla persona che può accedere a vite passate [i falsi ricordi non esistono, se le credenze a cui il prof tiene tanto riguardano la reincarnazione, è possibile ricordare una vita precedente]. C'è chi crede di aver recuperato ricordi di quando era nell'utero, che si ricorda di essere stato rapito dagli extraterrestri, o di momenti nefasti della sua infanzia che lo hanno bloccato. Ci sono associazioni di affetti nel Regno Unito, Stati Uniti e Australia per questo problema. Parliamo di qualcosa di molto grave, e che non è difficile da generare in certe persone." Molti richiedono l'ipnosi "perché l'hanno vista in televisione, e pensano che è molto rapida, magica e senza sforzo. In cambio, altri la evitano perché non credono che possa essere uno strumento sanitario", aggiunge.

"Prima di cominciare la terapia, è necessario che il paziente comprenda che manterrà il controllo di quello che succede senza perdere conoscenza (se lo farà è perché si addormenterà, sebbene succeda a poca gente). Questa formula ha come obiettivo di conoscere meglio se stessi, motivarsi e avere più energia con il fine di coinvolgersi in quello in cui è immerso. All'utente si insegna una serie di esercizi che gli permetteranno quando gli serva. "E' sempre meglio che la propria persona si auto-ipnotizzi e questo lavoro sia rinforzato con l'etero-ipnosi" consiglia il cattedratico.

"Esistono intese internazionali, per brama di lucro, per creare una professione chiamata ipnoterapia, partendo da una formazione con base scientifica insufficiente, o addirittura assente, in psicopatologia che pretende si guarire quasi tutto. Chi dice che così si cura da un cancro a una fibromialgia, depressione, tabagismo o ansietà, ci sta mentendo, come gli sciamani del secolo XIX". Per i suoi possibili effetti avversi, Israele è l'unico paese che proibisce nella sua legislazione la ipnosi come spettacolo.

Sollievo, motivazione e risparmio sanitario

Questo strumento può contribuire a tutta una gamma di benefici per alleviare le abitudini moleste derivate da diverse infermità: ridurre il dolore, placare la fame, tollerare sostanze sgradevoli, fare im modo che il tempo passi più in fretta; dare tranquillità, fermezza, sicurezza, indifferenza o favorire avvicendamenti emotivi o fisici importanti come, per esempio, che quelle persone che sperimentano molto freddo a causa di problemi di circolazione periferica, sentano più caldo.

Né complementare, né sostitutiva. La efficacia nell'ambito clinico risiede nel funzionare come coadiuvante (ausiliario) nel campo del dolore, dell'oncologia, del colon irritabile, della chirurgia o della dipendenza da gioco.

"Quanto più fallibile risulta è quando si usa come intervento unico. Solo per alcuni casi di dolore e in alcune persone, una seduta unica può funzionare molto bene come il placebo, però non è la norma né è consigliabile. Deve formare parte di un trattamento per incrementare la sua efficacia e la sua efficienza".

Tra il 70%-80% delle persone che combinano l'intervento medico.psicologico con l'ipnosi mostra una risposta positiva, racconta lo specialista. "Ed è più efficiente in due modi: risparmia sforzi e sofferenze al paziente, permettendo una maggiore qualità d'intervento; e risparmia sufficiente denaro alla amministrazione pubblica, secondo la norma degli interventi ospedalieri. In paesi come gli Stati Uniti, Australia e Israele si utilizza in maniera regolare nell'ambito sanitario", conclude Capafons.

Fonte

El pais

Le strane pratiche del Dr. Elliotson - parte seconda

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Copertina del libro dedicato agli strani esperimenti mesmerici del Dr. Elliotson
Copertina del libro dedicato agli strani esperimenti mesmerici del Dr. Elliotson

L'esperimento segreto che esegue su di loro, divulgato

Il primo esperimento fu qualcosa di veramente sorprendente. Avevo chiesto un bicchiere d'acqua, che il dottore chiese a Jane di portare nella stanza. Aveva appena poggiato la bottiglia d'acqua e i bicchieri su un lato del tavolo, quando il Dr. Elliotson alla distanza di circa 20 piedi, e senza farsi vedere da lei, con un gesto della sua mano aperta la pietrificò nella postura nella quale si trovava al momento.

Sembrava congelata sul posto, e così rimase per un minuto o due, con la rigidità di una statua. In mezzo minuto si riprese con una sorta di sussulto, e tornò indietro, frignando come fosse stata offesa e si sedette su una sedia. La serie di esperimenti eseguiti su di lei mentre ci guardava, fu ugualmente impressionante, sebbene alcuni di essi potevano essere stati il risultato di prove precedenti.

Il gesto di un solo dito, o due dita, e dell'intera mano, avevano ciascuno un effetto peculiare nel metterla a dormire. Passando tutta la mano attraverso l'aria di fronte a lei, la faceva, come ho detto, rigida e immobile; le sue mani erano strette così intensamente, che non potevo aprirle nemmeno con tutta la mia forza. Da questo stato di rigidezza, e con gli occhi chiusi, era stata ripresa dal dottore serrando la punta delle sue mani (i due palmi premuti uno contro l'altro) dirette verso le sue mani, un processo che sembrava rilassare i muscoli, come se qualcosa fosse passato dalle sue mani, sebbene alla distanza di uno o due pollici. Anche un piccolo sospiro sembrava immobilizzarla, e la stessa cosa, apparentemente, sembrava svegliarla, anche se respirare semplicemente, causava una alterazione delle condizioni in ogni modo.

Il tocco di oro, argento o nichel, o la frizione con ogni oggetto, producono lo stesso effetto di metterla a dormire. L'oro, se trattenuto preventivamente nelle mani dell'operatore, ha un effetto particolarmente potente; e un poco d'acqua con un pennello, se prima si è soffiato sopra l'acqua, ha l'effetto più potente di tutti; tanto da essere in qualche modo pericoloso per il paziente. Il tocco o la frizione con il ferro fa sempre perdere la rigidità, e risveglia il paziente.

Un esperimento mi sembra particolarmente degno di una descrizione. L'assistente si era procurato un cartoncino spesso che teneva su collo e la faccia della ragazza, che così non poteva vedere nulla di fronte a lei. Noi eravamo seduti di fronte a lei. Il dottore strofinò il palmo di una delle mani con un pezzo di piombo della grandezza di una matita. Ripeté l'esperimento varie volte, ma non era visibile alcun effetto. Alla fine strofinò il piombo su una sterlina che teneva nella sua mano, e quindi applicò il piombo alla mano della ragazza; istantaneamente le mani si tesero e divennero rigide.

Il dottore quindi mi condusse alla porta e disse: "Dimmi quante volte devo ripetere lo strofinamento con il solo piombo, e quando devo toccare l'oro." Io risposi: "Tocchi l'oro nella sua mano al quinto tentativo." Ritornammo sulle nostre sedie, e l'esperimento fu ripetuto, lui strofinò quattro volte senza effetto; quando, la quinta ripetizione, toccò con l'oro il piombo, le mani della ragazza si irrigidirono come la volta precedente. Durante l'esecuzione di questi esperimenti, era avvolta nel cartone, cosicché non vedesse nulla dell'esperimento; né, mi assicurai, poteva sentire alcun suono dello strofinamento del piombo o dell'oro; se l'operatore o il suo assistente avessero fatto qualche segnale segreto per farle irrigidire le mani, non risultava evidente.

Le curiose posture in cui erano messe, sedute o in piedi, addormentate o sveglie

Questi e molti altri esperimenti, furono fatti su Jane, la più giovane delle ragazze. Ora cominciavano gli esperimenti su Elizabeth, la maggiore, una ragazza di bell'aspetto, e che nel frattempo si era divertita a pestare i tasti di un piano.

Lei possedeva un livello di suscettibilità magnetica che le permetteva l'esecuzione di un esperimento molto elegante nella sua natura. Con certi passi delle mani, e altri mezzi, fu posta dal Dr. Elliotson in sonnambulismo. In questa condizione rimase immobile nell'atteggiamento più aggraziato per molti minuti, gli occhi aperti che guardavano vagamente dinanzi a lei, con un sorriso innocente sul viso.

Il dottore le parlò dolcemente, e le chiese quanto volesse rimanere nella posizione in cui si trovava, e lei replicò "dieci minuti." Circa all'undicesimo minuto come potei constatare sul mio orologio, lei passò dalla condizione sonnambulica cadendo all'indietro in una sorta di svenimento, da cui fu immediatamente recuperata soffiandole sopra; si svegliò nella sua condizione di giocosità infantile. Mentre si conduceva questo esperimento su Elizabeth, i miei compagni stavano chiacchierando con Jane, e, come appresi dopo, sperimentando su di lei. Il mio amico dottore, con un passaggio delle sue mani mentre lei era girata di schiena, la fece addormentare subito, e lei sarebbe caduta se non le fosse stato dato immediatamente aiuto. Questa straordinaria suscettibilità, e all'apparenza l'intera assenza di inganno, sorpresero non poco i miei amici.

Gli esperimenti erano del tutto curiosi, e così inspiegabili in base alle leggi conosciute, che sentii la mia mente sconcertata. Dissi al Dr. Elliotson che avevo visto qualcosa che mi sembrava straordinario, quasi magico; ma nonostante questo non ero ancora convinto, e mi sarebbe piaciuto vedere ancora qualcosa; tuttavia, non poteva essere, perché avrei dovuto lasciare Londra il giorno dopo. Il Dr. Elliotson ci disse che avrebbe auto una esibizione pubblica alle tre, e mi disse che sarebbe stato lieto se mi fossi trattenuto in città per un altro giorno, per essere uno della compagnia. Acconsentii a questa richiesta educata, e il giorno dopo ritornai come concordato.

In questa occasione trovai nella stanza trenta o quaranta tra donne e uomini, insieme al Dr. Elliotson, il suo assistente, e le due pazienti. Dopo le presentazioni cominciarono gli esperimenti, simili a quelli a cui avevo assistito, insieme ad altri che non avevo visto. A costo di essere noioso, devo descrivere brevemente quelli che mi erano nuovi. Jane fu sistemata in una sedia, davanti alla quale erano posati per terra tre pesi di ferro legati tra loro; il peso totale era ottantasei libbre (39 Kg.), che le fu chiesto di sollevare dall'anello del peso principale. All'inizio non riusciva a vincere la sfida; ma, mentre aveva le mani nell'anello, il dottor Elliotson sollevò le sue mani in aria molte volte, come se tirasse qualcosa con le mani, e dopo un certo numero di questi passaggi con le mani, la ragazza sollevò il peso di ottantasei libbre dal suolo, e lo fece oscillare. Svegliatasi si alzò, e io ed altri ci facemmo avanti per provare la nostra forza come sollevatori di pesi; ma nessuno di quelli che tentò riuscì a sollevare il peso stando seduto. Molti uomini lo sollevarono stando in piedi. La circostanza di una flebile ragazza di sedici anni, che con una mano sollevava e faceva oscillare un peso di ottantasei libbre , stando contemporaneamente seduto nella più scomoda delle posizioni per una impresa del genere, è di per sé un fatto straordinario, la causa del quale confonde la mia comprensione.

La cosa seguente fu il recupero della ragazza Jane, dalla sua condizione di imbecillità a quella di sana ragione. Questo fu un esperimento sgradevole. Il dottore premette forte la faccia della ragazza con le sue mani, mentre l'assistente premeva nello stesso modo dalla parte posteriore della testa. Il modo di applicare la mani era particolare. Erano piazzate attraverso la faccia e attraverso la parte posteriore della testa. Ci era stato detto che se fossero state piazzate su e giù per il viso e la testa, l'effetto desiderato non si sarebbe prodotto. Si vedeva appena la punta del naso della paziente, lasciata libera per respirare. Un movimento delle mani verso il basso la fece addormentare, e il processo di pressione, come descritto, procedette. Sembrò che si dovesse svegliare una volta od due ma con un movimento delle mani si fece proseguire il sonno, perché era importante che non si svegliasse troppo presto, altrimenti la sua condizione irrazionale non si sarebbero dissipate. Dopo alcuni minuti di questo trattamento il dottore disse che credeva che ora la ragazza avesse recuperato la coscienza. Lei fece diversi profondi respiri, l'operatore levò le sue mani, e lei si svegliò nelle vesti di una nuova creatura.

Sembrava meravigliata di vedere una tale folla di persone, si alzò e fece un inchino alle signore e parlò con modesta diffidenza quando richiesta. Non aveva alcun ricordo di quanto era successo nella precedente condizione; non sapeva chi fossi, sebbene mi avesse conosciuto precedentemente e sapesse il mio nome, avendomi visto il giorno prima; tuttavia conosceva sua sorella, dai ricordi della sua condizione precedente in questa, ma sua sorella non la riconosceva. Dopo qualche tempo le fu permesso di allontanarsi dalla stanza. In una parte seguente dell'esperimento fu richiamate, e con la pressione dei pollici del dottore sui suoi palmi, ritornò alla sua precedente condizione infantile, cominciando immediatamente a parlare ed ad agire senza senso.

Conclusione degli esperimenti del dottore

Che mostra la meraviglia del "Magnetismo Animale," e l'influenza della "Scienza Mesmerica,", chiaramente dimostrata dall'Autore.

Il lettore qui si porrà la stessa domanda che mi venne in mente a suo tempo, e che io posi al Dr. Elliotson — se il paziente può essere in questo modo restituito alla ragione secondo la volontà dell'operatore, perché non permetterle di rimanere in questa condizione, in modo da restituirla alla società?

Il dottore, rispondendo, spiegò che la condizione infantile sembrava lo stato mentale più opportuno per un progressivo rafforzamento del fisico, in modo così da permettere la cura di quella irritabilità nervosa che era responsabile in prima istanza delle sue crisi epilettiche — che mentre nella condizione infantile riguadagnava salute e forza — che, nei fatti entrambe le ragazze avevano migliorato enormemente in intelligenza da quando aveva cominciato ad occuparsene — e che alla fine l'irritabilità nervosa si sarebbe dissipata tanto che si sarebbe potuto tentare con sicurezza un ripristino completo e finale della ragione. Questo, per quanto posso ricordare, era la spiegazione del Dr. Elliotson riguardo al soggetto, e ne ho raccolto il significato fino a comprendere che era in realtà un atto di umanità permettere alle due ragazze di rimanere nel frattempo nella condizione di semi idiote come le vidi io. In seguito appresi che il dottore aveva curato altri pazienti dall'epilessia con il trattamento mesmerico, e che tutte le persone erano più o meno suscettibili, sebbene in alcuni casi un mese di trattamento (che consisteva nel passare le mani su di loro per pochi minuti una volta al giorno) era stato necessario prima che potessero essere resi così suscettibili da essere posti in sonno magnetico.

Il Dr. Elliotson ora mostra un altro esperimento, quello di condurre la ragazza, Elizabeth, verso di lui attraverso l'azione delle sue mani, sebbene da considerevole distanza. La mette a sedere su una sedia, la addormenta guardandola negli occhi con le mani giunte rivolte verso di lei. Mentre si allontana,muove la mani verso di lui, come se stesse tirando qualcosa verso di lui. Quindi attraversa la stanza in tutta la sua lunghezza, una distanza di cinquanta o sessanta piedi. Mentre si allontanata, la ragazza appariva a tratti convulsa, e cercava di alzarsi, o si piegava in avanti, come avesse desiderio di seguire l'operatore, ma ricadeva sempre nella posizione seduta.

Questo esperimento non fece una grande impressione sulla compagnia, perché il fenomeno esibito poteva essere facilmente considerato una simulazione da parte della ragazza. Il seguente, che consisteva nel toccare i palmi della ragazza con due bacchetta, una sola delle quali entrata in contatto con dell'oro, fu più impressionante e inspiegabile. La ragazza era reclinata in una poltrona, con uno spesso cartone in testa, così che poteva guardare solo il pavimento; io sedevo in una sedia dinanzi a lei; la folla di spettatori seduta dietro di me; e il dottore, su mia richiesta, piazzato fuori vista vicino alla porta. Nella mano destra tenevo un pezzo di piombo, nell'altra una sterlina. Chiesi alla ragazza di aprire una mano, e la strofinai con il piombo, sul palmo, venti o trenta volte. Le dissi di chiudere la mano, e lei lo fece. Quindi le strofinai il palmo tre volte, e ogni volta lei chiuse e aprì la mano. Era evidente che il piombo non aveva alcun effetto. Quindi strofinai il piombo sulla sterlina e lo passai come prima sul palmo della ragazza. Ora veniva il momento difficile. Le chiesi di aprire la mano, ma lei non riuscì; era rigida e stretta. Si alzò un mormorio di sorpresa. Sembrava che il contatto del piombo con l'oro avesse provocato questo rimarchevole fenomeno; ed era evidente anche come non ci fosse imbroglio. Mi sentivo sicuro che la ragazza non avesse visto quello che avevo fatto. Come il piombo a contatto con l'oro avesse avuto questo effetto era al di fuori della mia comprensione.

Quindi procedetti ad eseguire l'esperimento di spruzzare le dita della paziente con l'acqua. Due bottiglie da vino erano state riempite a metà con acqua, e dentro ciascuna fu messo un pennello di peli di cammello, nell'acqua di una delle due bottiglie l'assistente del professore mise due dita e ci soffiò dentro più volte, come per imprimergli una qualche forma di influenza. Sull'acqua dell'altra bottiglia non venne fatto nulla.

La ragazza sedeva su una sedia in profondo sonno magnetico, con la faccia nascosta dal cartone. Usando l'acqua comune, bagnai la parte superiore del primo e terzo dito della sua mano sinistra, che giaceva sul suo ginocchio, e quindi il secondo e quarto dito con l'acqua mesmerizzata. Ripetei i passaggi tre o quattro volte. Dopo l'intervallo si un minuto, e mentre tutti guardavano ansiosamente, le dita bagnate con l'acqua mesmerizzata cominciarono a muoversi, mentre le altre dita rimanevano immobili. Bagnati entrambi i pollici con l'acqua mesmerizzata, si mossero in breve tempo nella stessa maniera. Il paziente alla fine fu svegliato nella solita maniera, sebbene con difficoltà, perché l'acqua mesmerizzata ha, come dicevo, un effetto molto potente.

Sia prima che dopo questo esperimento avevo, senza che Jane se ne accorgesse, agitato le mie mani verso di lei, e lei costantemente e uniformemente si bloccò, rigida. Altri gentiluomini presenti ebbero occasione di magnetizzarla con i passi delle mani, e sempre con gli stessi risultati, dato che il potere sembrava risiedere in ciascuno di noi. Devo dire che queste azioni secondarie causarono estrema meraviglia a chiunque le vide praticare, e tutti confessarono di non avere la minima idea dei loro effetti. Verso al conclusione degli esperimenti, venne portato nella stanza un cacatua, e quando la ragazza lo accarezzò con le mani, si produsse nella sua persona lo stesso tipo di stupore; gli animali inferiori, come gli uomini, ci fu detto, sono agenti di questo misterioso potere.

Prima della mia partenza, presi il mio orologio e lo misi di fronte a lei, così come qualcuno mostra l'orologio a un bambino per attirare la sua attenzione. Le chiesi di baciare l'orologio, e appena lo fece si immobilizzò all'istante; l'oro, ci fu spiegato, aveva prodotto questo effetto. La risvegliai soffiandole sul viso. Di nuovo si immobilizzò toccando la catena; ma la volta seguente in cui baciò l'orologio non successe nulla. Toccai la parte posteriore del collo con la parte d'oro del mio orologio, e lei fu stupefatta; toccandola con la parte di vetro, non succedeva nulla.

Ora concludo il resoconto di questa esibizione veramente strana; probabilmente il lettore si sarà chiesto qual'è la mia opinione sul soggetto, ma confesso di non essere capace di darne una. La mia sensazione è di stupore. Non credo sia stato commesso alcun imbroglio, sebbene non abbia prove che le cose stiano in questi termini. Il Dr. Elliotson giurò sul suo onore che non c'era collusione; e lui è un uomo di educazione e di fortuna al di sopra dell'agire per sordidi motivi, non posso immaginare che i fenomeni che ho descritto siano dovuti a qualche trucco da parte sua. Però lascia al lettore pensarla come vuole, e mi accontento di aver dato un resoconto di quella che è sicuramente una delle più curiose "viste" di Londra.


Natura e scienza rivelano le loro arti magiche
mentre ce ne stiamo stupiti, giocano i loro vari ruoli;
E chi può scoprire i loro profondi misteri?
Perché la ragione del Dio immortale, si trova nell'uomo mortale!

Un testimone oculare

London Printed & published by E. Hancock, 9,Salder's Buildings
Fann Street, Goswell Street.