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Amnesia post-ipnotica

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La storia dell'amnesia post-ipnotica, inizia con il marchese De Pysegur nel 1783. Il marchese aveva mesmerizzato un albero e coinvolto i contadini in un esperimento di mesmerizzazione. Un giovane ragazzo a seguito dell'esperienza cominciò a comportarsi come un sonnambulo. Obbediva a tutti gli ordini del marchese e in seguito non ricordava nulla dell'esperienze trascorsa.

Data la rassomiglianza del comportamento del giovane con quello di un sonnambulo, il marchese chiamò questo fenomeno sonnambulismo artificiale, per distinguerlo da quello che occorre in alcune persone durante il sonno. L'ipnosi fu considerata da allora un mezzo per raggiungere lo stato di sonnambulismo, ma nel corso del tempo le cose sono molto cambiate.

Il sonnambulismo non è più considerato un evento inevitabile dell'ipnosi, e le statistiche riportano un numero di soggetti sonnambuli intorno al 25% della popolazione. Spesso soggetti molto responsivi all'ipnosi sono suscettibili a suggestioni di amnesia post-ipnotica. Il fenomeno accade anche spontaneamente, ma la ricerca si è maggiormente concentrata sull'amnesia richiesta tramite suggestione.

Dimenticare

Dimenticare è una cosa che facciamo spesso. Chiunque ha cercato disperatamente le chiavi della macchina senza riuscire a trovarle, sa a cosa mi riferisco. La cosa da notare in questi casi, è che quando un oggetto lungamente cercato viene alla fine scoperto, torna alla luce la sequenza di eventi che ha portato l'oggetto "X" in quel determinato posto. Forse rientrando a casa, avete ricevuto una telefonata, e invece di mettere le chiavi della macchina nel solito posto, le avete messe vicino al telefono. Concentrati sulla telefonata, avete dimenticato di avere messo le chiavi proprio lì e quando le andate a cercare nel solito posto non ci sono. Di qui inizia una ricerca che si conclude quando finalmente guardate vicino al telefono, e l'intera sequenza di azioni torna in mente.

La memoria degli eventi dimenticati, quindi, è in qualche modo reversibile. Si può ricordare quello che si era dimenticato. Lo stesso avviene per l'amnesia post-ipnotica. Quello che il soggetto ha dimenticato durante una seduta, può essere in seguito recuperato. In questi casi, dunque, la dimenticanza appare dovuta all'incapacità di ricordare un evento, di riportarlo alla luce dal magazzino dei ricordi. Un po' quello che succede quando si vuole dire una parola specifica, che sta proprio "sulla punta della lingua", ma che non riusciamo a ricordare. In questo caso la parola è bene nota, ma il meccanismo di recupero dei ricordi è bloccato.

Barber(1969) suggerisce che " ... praticamente tutti i casi in cui è suggerita amnesia possono essere caratterizzata dal rifiuto del soggetto di verbalizzare glie venti allo sperimentatore o all'ipnotista". Quello che Barber intende come rifiuto fa da un aperto rifiuto a dire quanto il soggetto ricorda, a sforzi da parte del soggetto di non ricordare effettivamente.

Molto spesso il soggetto che non ricorda sa di poter ricordare i fatti, ma è come se fra lui e il ricordo si frapponesse una cortina scura, oppure una serie di altri ricordi impedissero a quelli richiesti di venire alla luce. Alcuni dicono apertamente che se avessero voluto ricordare, avrebbero potuto. Ma questa frase viene riportata spesso in relazione ad altri fenomeni ipnotici. Ad esempio un soggetto con il braccio catalettico può dire "Avrei potuto muovere il braccio se avessi voluto." Qui ci sarebbe da studiare maggiormente in dettaglio in cosa consiste quella mancanza di desiderio da parte del soggetto di compiere un'azione contraria a quella richiesta durante l'ipnosi.

L'azione di dimenticare, può essere volitiva, ossia possiamo intenzionalmente dimenticare. Il problema in questo caso è la conoscenza dei fatti che si vuole dimenticare. Se questa esiste comunque nella nostra memoria, il dimenticare corrisponde all'atto di non sapere, potere o volere recuperare dei ricordi dalla banca dati della memoria. In una amnesia completa, che risponda effettivamente al dimenticare, ci si aspetterebbe che i fatti dimenticati non entrino nella banca dati dei ricordi.

Goldstein e Sipprelle(1970) hanno condotto un esperimento su 72 soggetti, 33 dei quali dimostravano la capacità di sperimentare l'amnesia ipnotica. A due gruppi era stato chiesto di apprendere del materiale consistente in una serie di chips del poker (bianca, blu, blu bianca, ...) La sequenza era stata ripetuta tre volte con successo da entrambi i gruppi. Al primo gruppo sono state date suggestioni di dimenticare la sequenza, al secondo, di controllo, di fare finta di dimenticare la sequenza.

L'ipotesi dello studio sosteneva che nel caso di una totale amnesia ipnotica, gli errori fatti sulla sequenza di chips sarebbero stati del tutto casuali. Siccome erano presenti due soli colori di chips, esisteva il cinquanta per cento di probabilità di indivinare casualmente il colore corretto. Ai soggetti furono impartite tre sessioni di prove, per un totale di trenta chips da indovinare. Sulla base del caso, i soggetti avrebbero commesso un errore su due, fornendo quindi un numero intorno a 15, la media esatta delle risposte su base casuale. I soggetti che avevano finto l'ipnosi ottennero una media di 13.5, quindi in linea con i risultati casuali. I soggetti sottoposti ad ipnosi commisero soltanto sette errori, una media molto oltre il livello di casualità. La conclusione dei ricercatori fu che i soggetti cui era stata richiesta l'amnesia post-ipnotica, sebbene sostenessero di non ricordare la sequenza, avevano appreso il materiale nonostante le suggestioni di amnesia.

Questo studio è una chiara dimostrazione di come l'amnesia post-ipnotica non è equivalente a non aver mai conosciuto qualcosa. Ossia, quanto è richiesto di non ricordare o dimenticare, viene comunque incamerato nella banca dati dei ricordi. Ma questo non significa che ci sia falsificazione nell'esito di una suggestione post-ipnotica.

Perché meditare

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La meditazione porta con se molti benefici, sia fisici che psicologici, tutti indirizzati verso il una vita di maggiore benessere. Esiste un numero crescenti di studi a supporto di queste affermazioni. Gli studi non si concentrano su un tipo di meditazione particolare, ma spaziano tra varie discipline di meditazione, mettendo in luce che lo stile di meditazione non è fondamentale.

Quello che è realmente importante, è praticare la meditazione. Non servono che pochi minuti al giorno, una mezz'ora da dedicare a se stessi soltanto.

Il punto cruciale è trovare una pratica che possiamo fare nostra, la cui pratica ci da reale gioia e soddisfazione. La meditazione non è un allenamento sportivo. Praticarla non deve essere uno sforzo o un obbligo, ma il puro piacere di goderla.

Meditazione e attacchi di panico

In questa ricerca pubblicata dall'"American Journal of Psychiatry", 22 pazienti diagnosticati con disordini d'ansia e attacchi di panico sono stati sottoposti a una addestramento di meditazione e rilassamento per tre mesi.

Per 20 di questi pazienti, alla fine del trattamento, gli effetti degli attacchi di ansia e di panico si sono ridotti sostanzialmente. Un follow-up ha confermato che i cambiamenti ottenuti erano stati mantenuti.

Effectiveness of a meditation-based stress reduction program in the treatment of anxiety disorders

Meditazione riduce la distrazione

Uno studio dell'"Emory University", Atlanta, dimostra che partecipanti con maggiore esperienza di meditazione esisbiscono maggiore connessioni con i centri del cervello responsabili del controllo dell'attenzione.

Questo può comportare lo sviluppo di abilità cognitve come il mantenimento dell'attenzione e la riduzione delle distrazioni.

La pratica di meditazione esaminata era basata sulla concentrazione dell'attenzione sul respiro.

Front. Hum. Neurosci., 01 March 2012 | https://doi.org/10.3389/fnhum.2012.00038

Meditazione e abuso di sostanze

La meditazione Vipassana su una popolazione carceraria, suggerisce che tale pratica può aiutare a ridurre l'uso di alcool e l'abuso di sostanza.

Alberto Chiesa. The Journal of Alternative and Complementary Medicine. January 2010, 16(1): 37-46. doi:10.1089/acm.2009.0362.

Meditazione migliora attenzione e lavoro sotto stress

Questo studio di Katherine MacLean dell'"University of California", suggerisce che durante e dopo l'addestramento alla meditazione, i soggetti sono molto più bravi a concentrarsi, specialmente su lavori ripetitivi e noiosi.

TIME 

Meditazione prepara a eventi stressanti

Uno studio dell'"All India Institute of Medical Sciences", condotto su 32 adulti che non aveano mai praticato meditazione precedentemente, mostra che se si pratica la meditazione prima di un evento stressante, si riducono gli effetti dello stress.

Amit Mohan, Ratna Sharma, and Ramesh L. Bijlani. The Journal of Alternative and Complementary Medicine. March 2011, 17(3): 207-212. doi:10.1089/acm.2010.0142.

Meditazione riduce la pressione sanguigna

Un esperimento basato sulla pratica meditativa dovuta a Benson, il “relaxation response”, porta risultati simili a quelli di una normale pratica meditativa, con circa 2/3 dei pazienti con alti livelli di pressione sanguigna che hanno abbassato significativamente i loro livelli nel giro di tre mesi di meditazione.

Alberto Chiesa. The Journal of Alternative and Complementary Medicine. May 2009, 15(5): 585-592. doi:10.1089/acm.2008.0416.

Meditazione migliora il benessere

Ricerche effettuate dalla "Nottingham Trent University", UK, hanno trovato che quando i partecipanti con sintomi di stress e di umore depresso, una volta sottoposti a un training di meditazione hanno migliorato il loro benessere.

To Lower Blood Pressure, Open Up And Say 'Om'

OBE esperienza extracorporea

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OBE è una esperienza nella quale una persona vede il mondo da un luogo al di fuori del corpo fisico. L'acronimo inglese significa Out of Body Experience (esperienza fuori dal corpo). In altre parole durante una OBE si prova la sensazione di avere abbandonato il corpo rimanendo tuttavia capaci di vedere, provare e muoversi. Spesso il movimento è istantaneo. Basta desiderare di andare in un luogo per arrivarci.

La discussione su questo fenomeno considera l'OBE soltanto una esperienza. In altre parole, l'esperienza è reale per l'individuo che dice di essere uscito fuori dal proprio corpo, indipendentemente dal fatto che questo sia avvenuto o meno.

L'indagine sull'OBE quindi, non lo considera un fenomeno fisico, ma piuttosto una esperienza o uno stato mentale. In questo senso è vicino a un sogno ad occhi aperti o a un sogno lucido. Oppure a uno stato di coscienza alterato, intendendo con questo uno stato di coscienza fuori dall'ordinario.

Definire l'OBE una esperienza permette di indagare sul fenomeno senza riferirsi o appoggiare una qualunque teoria sul fenomeno. Le indagini di Blackmore indicano che una percentuale di circa il 18% della popolazione ha avuto almeno un OBE. Una minima percentuale può ottenerlo a richiesta, le altre manifestazioni sono spontanee. La maggior parte dei soggetti intervistati ha trovato l'esperienza OBE piacevole.

Caratteristiche

Non è raro che l'esperienza OBE si manifesti durante stati di profondo rilassamento o meditazione.

La durata di una OBE è molto variabile. C'è chi riesce a mantenere l'esperienza quanto tempo desidera, mentre a volte dura solo qualche secondo. La sorpresa, o la vera e propria paura, che si prova la prima volta che si sperimenta un OBE sono fattori che interrompono l'esperienza.

Molti culti, assegnano a ogni individuo un doppio, una copia del corpo che vive su piano diverso di realtà. Denominato corpo astrale, può andare dove desidera e osservare qualunque cosa desideri. Spesso all'OBE è associato un corpo astrale. Si percepisce se stessi come il doppio, che osserva il corpo reale e la realtà circostante.

All'OBE si associa una manifestazione dei sensi più intensa e completa di quanto sperimentato nella realtà quotidiana. All'amplificazione dei sensi corrisponde la capacità di sentire e vedere in maniera illimitata qualunque cosa si desideri.

Durante l'OBE la coscienza è molto vivida e chiara, in questo senso l'OBE differisce da un sogno ordinario, ma ha molto in comune con un sogno lucido. Nel sogno lucido il sognatore sa di sognare, è consapevole del sogno e può in qualche modo alterarlo.

L'interpretazione dell'OBE varia a seconda della propria cultura e delle proprie inclinazioni culturali. Molti lo considerano una potente esperienza mistica, che ha in qualche modo a che fare con la propria coscienza. Altri lo considerano una esperienza paranormale. Alcuni credono reale la capacità di andare in luoghi lontani , e considerano il doppio del sogno come qualcosa di reale, non una semplice esperienza. In questo caso si crede nella capacità di influenzare eventi lontani con la propria presenza in astrale.

Tecniche

L'OBE è associato a stati di rilassamento, per cui sono disponibili tecniche per l'OBE che non differiscono molto da quelle di un rilassamento profondo. L'ipnosi può essere utilizzata per suggerire viaggi astrali. Droghe, come ayahuasca, possono favorire il viaggio astrale.

Molte persone che sperimentano l'OBE credono di essere sul punto di impazzire, o di essere malati. Queste credenze possono essere dimostrate false semplicemente riportando i dati degli studi effettuati sull'OBE.

La paura più comune è quella di non riuscire a ritornare nel proprio corpo, di perdersi per sempre nel mondo astrale. Questa paura spesso blocca le prime esperienze OBE, riducendole a pochi secondi. In generale l'esperienza OBE si può interrompere risvegliano il soggetto. Avere esperienze OBE di una certa durata, comunque, non è semplice. Bisogna esercitarsi per un lungo periodo per riuscire a realizzare esperienze OBE durature. Un buon punto di partenza può essere quello di registrare ogni giorno i propri sogni e prepararsi ad ottenere un sogno lucido. OBE e sogni lucidi sono esperienze vicine tra loro e uno dei tratti comuni a soggetti in grado di avere OBE è quello di ricordare in maniera dettagliata i propri sogni.

Teorie

La teoria del doppio, sostiene che che ha un OBE lascia effettivamente il proprio corpo per indossare il corpo astrale.

Un'altra teoria tira in ballo percezioni extrasensoriali (ESP) associate a rilassamento e immaginazione.

Una terza teoria sostiene che l'OBE è un fenomeno puramente psicologico, spontaneo e involontario. In quanto tale non richiede che qualcosa come un corpo astrale lasci il corpo.

Bibliografia

  1. Shermer, M. (2002). The Skeptic encyclopedia of pseudoscience. Santa Barbara, Calif: ABC-CLIO.

Approfondimento della trance

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Approfondire la trance significa condurre il soggetto a stati d'ipnosi sempre più profondi. Questo nasconde l'idea che questi stati esistano e che l'induzione non sia altro che un metodo per introdurre il soggetto all'ipnosi. Con l'approfondimento della trance si raggiunge lo stato indispensabile per fornire suggestioni.

Questo concetto secondo me non è necessario né pertinente all'induzione. L'induzione dell'ipnosi non è altro che un processo attraverso il quale l'ipnotizzato cambia le sue modalità di percezione, spostandole dall'esterno verso l'interno. Da questo punto di vista approfondire la trance non ha molto senso.

Un soggetto o è in ipnosi o non lo è. Un soggetto è in ipnosi quando è in grado di eseguire alcuni fenomeni, chiamati fenomeni ipnotici. L'esecuzione o meno di questi fenomeni attesta l'attuale capacità ipnotica del soggetto, ossia le cose che attualmente è in grado di fare con il suo grado di esperienza del processo ipnotico. L'assenza di fenomeni ipnotici di qualunque tipo, non permette di affermare che il soggetto è in ipnosi, anche se ha gli occhi chiusi ed è totalmente rilassato. Il rilassamento di per se, non è un fenomeno ipnotico, ma uno stato fisiologico che può accompagnare l'ipnosi, ma non è in alcun modo necessario per la manifestazione dell'ipnosi.

Aumentando il numero di induzioni e le ore di addestramento ipnotico, aumenterà la capacità del soggetto di eseguire fenomeni ipnotici di tipo differente. Ogni persona ha determinate caratteristiche, quindi alcune saranno capaci di eseguire alcuni fenomeni in maniera quasi spontanea fin dall'inizio, altri non ci riusciranno da subito, ma possono comunque imparare.

Questo tipo di approccio si basa sulla concezione che l'ipnosi è un processo e che questo possa essere appreso, indipendentemente dalle caratteristiche del soggetto. Quello che cambia è solo il fattore tempo. I soggetti meno responsivi saranno quelli che necessiteranno un tempo maggiore.

Possiamo quindi vedere l'approfondimento della trance come qualcosa di integrato nell'induzione con la finalità di migliorare la qualità dell'esperienza ipnotica del soggetto. In questo contesto non si tratta di ottenere livelli d'ipnosi più profondi, ma una migliore qualità della trance, indipendentemente dal numero di fenomeni ipnotici che il soggetto è in grado di fare.

Metodi di approfondimento della trance

Approfondire la trance nella fase di induzione, non è un processo complesso. Qui ci sono alcune suggestioni che possono essere utilizzate per approfondire la trance.

  1. Bene, ora smetti di provare e manda questa sensazione di rilassamento che hai sulle palpebre sulla punta della testa e poi falla scivolare completamente lungo tutto il tuo corpo fino alla punta dei piedi
  2. E tutti i suoni che ascolti non fanno altro che ricordarti quanto sia naturale questo processo, permettendoti di sprofondare sempre di più in questa esperienza
  3. effetto corto circuito - moto perpetuo
    1. E quando smetti di provare le palpebre, rilassati e sentiti alla grande. E meglio ti senti, più vai profondamente. E più sprofondi meglio ti senti.
    2. E ad ogni respiro che prendi e ogni parola che dico e ogni battito del tuo cuore tu vai sempre più profondamente in questo stato (in ipnosi)

Induzione con due dita

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L'induzione con due dita si riferisce a una tecnica inventata da Elman e descritta nel suo libro Hypnotherapy (Elman 1977). Il metodo è basato sulla catalessia degli occhi ed Elman lo presentava come "la tecnica più veloce mai ideata per ottenere l'ipnosi'.

La tecnica è rapida, molto efficace e qui di seguito presento due esempi tratti dal libro di Elman (Elman 1977). I due esempi riguardano soggetti molto differenti tra loro per età, il primo si riferisce a un medico, il secondo a una bambina. Si può così vedere all'opera la stessa induzione in contesti diversi. Le parole usate sono differenti, ma il concetto alla base dell'induzione rimane in entrambi i casi. Elman infatti parlava delle induzioni come di un processo, di qualcosa che si svolge tra ipnotizzatore e ipnotizzato.

Quando è chiaro il processo, è altrettanto semplice realizzarlo e adattarlo alle persone e nei contesti più disparati. Conoscere il processo permette all'operatore ipnotico di rimanere flessibile, di essere capace di reagire alle situazioni inattese e alle risposte che riceve dall'ipnotizzato mentre il processo si svolge.

Per questo, gli esempi riportati non devono essere considerati script da riportare fedelmente parola per parla, ma modalità di esecuzione di un processo.

La tecnica

La tecnica di esecuzione dell'induzione non potrebbe essere più semplice. Si posano delicatamente pollice e indice sulle palpebre dell'ipnotizzato e le si chiude lentamente.

A differenza di altri approcci, in cui si chiede semplicemente la chiusura delle palpebre, qui c'è l'aggiunta del tocco, un impronta cinestetica, che può funzionare come ulteriore persuasione nel tenere gli occhi chiusi.

Esempi

Verbalizzazione di Elman a un soggetto:  "Ogni volta che vieni in questo ufficio, noto che diventi teso, e se potessi insegnarti a rilassarti, non ti preoccuperesti più di quello che dovremo fare. Supponi che ti insegni a rilassarti. Ti piacerebbe?

Prendi un lungo respiro. Ora apri bene gli occhi. Sto per chiuderti le palpebre con il pollice e l'indice. Ora voglio che rilassi i muscoli che si trovano sotto le mie dita. Ora tolgo la mia mano. Rilassa i muscoli degli occhi fino a quando questi non vogliono più saperne di lavorare. Quindi, quando sei sicuro che non si apriranno, prova ad aprirli sapendo che rimarranno chiusi. Prova forte quanto puoi ..."

L'esempio successivo riguarda un dentista formato da Dave Elman che usa la tecnica delle due dita su una piccola paziente di nome Jean.

"Jean, mi chiedo se giochi molto con le bambole quando sei a casa. E fai finta con loro spesso, no? Bene, abbiamo un piccolo gioco da immaginare adesso. E se impari questo piccolo gioco di immaginazione , niente di quello che accadrà nello studio del dentista ti disturberà più. Non sentirai nulla di quello che faremo se imparare a giocare questo piccolo gioco. Lo vuoi imparare?

Bene, apri bene gli occhi. Sto per mostrarti questo piccolo gioco. Sto per chiuderti gli occhi usando il pollice e l'indice, così. (gentilmente mette pollice indice sulle palpebre e le chiude). Ora pretendi con tutto il cuore e l'anima che non puoi aprire gli occhi. Questo è tutto quello che devi fare. Immagina soltanto questo. Ora sto per togliere la mia mano (la rimuove) e tu immagina forte quanto puoi che le tue palpebre non funzioneranno. Ora prova ad aprirle mentre stai immaginando. Prova forte. Semplicemente non funzioneranno.

Ora, semplicemente perché te lo stai immaginando, niente di quello che faremo in questo studio ti darà fastidio. Nella tua mente puoi rimanere a casa a giocare con le tute bambole e non sentirai nulla di quello che devo fare."

Note

La seconda induzione è molto più articolata della prima e condotta molto bene. Da notare il doppio legame utilizzato per la chiusura della palpebre: "Ora prova ad aprirle mentre stai immaginando."

Praticamente si chiede al soggetto di fare una azione mentre se ne immagina un altra, che in questo caso era la chiusura della palpebre. La seconda azione, aprire le palpebre, non può essere eseguita mentre si esegue la precedente (tenere chiuse le palpebre).

Questo meccanismo è generato dalla semplice parola "mentre", che rende chiaro il fatto che bisogna continuare comunque ad eseguire la prima induzione, anche se contemporaneamente ne è richiesta una seconda.

La chiusura degli occhi rafforza le sensazioni di rilassamento, dimostra in maniera evidente al soggetto che qualcosa di piacevole sta accedendo, ratifica dunque la trance e favorisce l'accettazione positiva di ulteriori suggestioni.

OBE una indagine

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Il termine OBE (Out of body experience) è stato utilizzato per la prima volta nel libro "Apparitions" di Tyrel G.N.M. e successivamente utilizzato da Celia Green (Green 1967) nel libro "Out of the body experience". Il termine, e l'esperienza che descrive hanno quindi una rimarchevole relazione, spesso ambivalente, con la parapsicologia. Ma non mancano ricerche nell'ambito della psicologia che tentano di far luce su questa particolare esperienza.

Nonostante il termine sia relativamente recente, descrive una esperienza ancestrale. Il fenomeno si riscontra in tutte le culture. Gli sciamani hanno il dono di entrare nel mondo degli spiriti attraverso riti e droghe allucinogene. Per lungo tempo questa pratica era riservata agli iniziati, realizzata attraverso rituali e con un obiettivo magico. In questi contesti il corpo astrale dell'iniziato può assumere forma di animale.

Questa concezione vive all'interno di culture metafisiche, dove il sogno è esso stesso uno sdoppiamento, un viaggio in un realtà alternativa che costituisce un canale di comunicazione con gli dei. La concezione un doppio del corpo, di un'anima supplementare, era comune presso gli egizi. Il Bha, il doppio, sopravvive dopo la morte dell'individuo, purché se ne conservi il corpo, a cui è legato. Di qui le rigorose pratiche d'imbalsamazione.

La ricerca ha messo in evidenza come il fenomeno non sia riservato a una schiera di eletti. L'OBE ha carattere universale, accade a un gran numero di persone e ci sono molte analogie nelle esperienza vissute da persone di differenti culture, fasce sociali, livello culturale.

Caratteristiche dell'esperienza

Molti dei dati che presento fanno riferimento alla ricerca di Celia Green (Green 1967). Nel 1966, attraverso un appello fatto attraverso i media, furono richieste esperienze di prima mano di persone che avevano visto se stesse da un punto situato fuori dal proprio corpo. La ricerca permise di contattare 400 soggetti e di ottenere 326 risposte a un primo questionario e 256 a un secondo. I questionari contenevano resoconti dell'esperienza vissuta dal soggetto.

La base era sufficiente per un'analisi statistica, e per enucleare dai resoconti le caratteristiche generali dell'esperienza.

La prima cosa da notare, è che le persone interpellate erano persone comuni, non un gruppo appositamente selezionato e scelto per un esperimento. L'OBE è spesso una esperienza unica nella vita, che capita per caso e senza preavviso di alcun genere. Spesso si associa a situazioni di profondo stress, di malattia o molto più semplicemente durante il sonno.

Nonostante sia aleatoria, spesso non riproducibile da chi l'ha sperimentata la prima volta, non per questo risulta meno profonda. Spesso chi ha questo tipo di esperienza matura una profonda fede nella continuità della vita e modifica profondamente le proprie credenze. Molti riportano di non avere più paura della morte, avendo identificato nell'esperienza la continuità immortale dell'anima.

Le credenze delle persone giocano spesso un ruolo determinante nell'analisi del fenomeno e nella sua interpretazione. Molta della letteratura sull'argomento è di tipo esoterico, e affronta il problema da un punto di vista occulto. L'OBE è presentato come una sorta di straordinario potere paranormale, dimenticando completamente il fatto che avviene spontaneamente in persone ordinarie. Gabbard e Twemlow (1984) mettono in risalto come: "il tipico profilo di un soggetto OBE è simile in maniera rimarchevole all'individuo medio Americano in buona salute. L'individuo può avere un'età qualunque e ci sono le stesse probabilità che sia maschio o femmina."

Questo fatto emerge con chiarezza dallo studio della Green (Green 1967). Nel suo campione non ci sono differenze di età o di sesso, posizione socioeconomica che giustifichino una particolare predisposizione ad ottenere il fenomeno.

Per i ricercatori nel campo della psicologia, distanti da considerazioni metafisiche, l'OBE è una esperienza personale di tipo immaginativo, che possiede delle particolari proprietà, ma che non comporta nessuno spostamento del corpo su piani differenti di realtà.

Questo punto di vista non è necessariamente condiviso da tutti i ricercatori. Le credenze personali influenzano fortemente la percezione del fenomeno. La Teosofia considera il fenomeno uno stato fondamentale per la mappatura del piano astrale e altre realtà. Così fanno molti altri ricercatori, come Robert Monroe(1977) e Hereward Carrington(1969).

Per questi ricercatori l'esperienza dell'OBE è reale. Esiste un corpo astrale, che vive nel corpo fisico, e che in certe circostanza può abbandonarlo, per viaggiare su un diverso piano di realtà chiamato piano astrale. Il corpo, in questo stato, è detto corpo astrale, e sebbene abbia capacità e proprietà differenti dal corpo fisico, ne mantiene la forma.

Bozzano(1938) scrive: "Il fenomeno della bilocazione dimostra che all'interno del 'corpo smatico' esiste insito un 'corpo eterico' che in rare circostanze è capace di uscire temporaneamente dal 'corpo somatico'."

Abbiamo quindi per lo stesso fenomeno due approcci di studio completamente differenti.

I ricercatori nel campo della psicologia preferiscono una definizione ateoretica, per cui non tengono conto del presupposto che il corpo lasci effettivamente il corpo, né che se ne debba fornire un particolare tipo di spiegazione. La loro proposta è di definire una esperienza durante la quale la coscienza sembra occupare una posizione spaziale remota dal corpo.

I ricercatori nel campo della parapsicologia ritengono che le esperienze riportate sono reali, che esista un piano superiore di realtà nella quale vive il corpo astrale. Questo ha caratteristiche reali che gli permettono di vivere su un differente piano di realtà, chiamato piano astrale. Lo sdoppiamento della persona è quindi reale.

Proprietà dell'OBE

Indipendentemente dai differenti approcci, tutte le esperienze di OBE hanno delle caratteristiche in comune, che possono essere individuate. A seconda delle diverse scuole di pensiero, quello che cambia è la loro interpretazione.

  1. Si ha la sensazione di fluttuare fuori dal corpo
  2. Si può osservare il corpo astrale
  3. Si può vedere se stessi dall'alto
  4. Si può andare dove di desidera soltanto pensandolo
  5. Si possono avvertire forti vibrazioni prima dell'OBE
  6. Si possono incontrare altre persone conosciute, sconosciute, decedute
  7. Si possono ascoltare suoni

Chi sperimenta l'OBE sembra possedere la sua normale coscienza, e anche se può ragionare che questo non può accadere, sentirà tutte le sue normali facoltà critiche presenti, e quindi sa che non sta sognando. Inoltre, al risveglio, decide che la sua esperienza non è stata un sogno.

In molte ricerche, a cominciare da quella di Tyrell(1963), il corpo astrale è attaccato al corpo fisico con una corda d'argento. Questo fatto compare con minore frequenza nella ricerca della Green( Green 1968).

Celia Green descrive due tipi di esperienza OBE:

  • "ecsomatic experience" in questo tipo di esperienza "gli oggetti della percezione sono apparentemente organizzati in modo tale che l'osservatore sembra a stesso osservarli da un punto di vista che non coincide con quello del suo corpo fisico." (Green 1967 p. 17)
  • "parasomatic experience" è una "ecsomatic experience" nella quale "il percipiente è associato a un'entità spaziale con la quale sente di essere nello stesso tipo di relazione come, nel normale stato di veglia, è con il suo corpo fisico." (Green 1967 p. 17)

In sostanza, quella che la Green chiama esperienza parasomatica ("parasomatic experience") è quella a cui ci si riferisce quando si parla di corpo astrale, o doppio.

L'esperienza ecsomatica può avvenire in circostanze differenti, durante il normale svolgimento delle attività quotidiane: camminando per strada tornando dal lavoro, in autobus, durante una riunione familiare, ecc. Oppure l'esperienza può cominciare mentre si dorme, o in anestesia durante un intervento chirurgico.

La Green(1968) distingue i casi in cui l'esperienza è stata unica, da quelli in cui il soggetto è stato in gradi di ripeterla e riporta la seguente tabella

Le persone che hanno avuto più di una esperienze sono passate per un periodo di addestramento. Monroe(1971) riporta con molti dettagli nel suo libro la sua personale esperienza di apprendimento del fenomeno. La "tecnica" per indurre a volontà il fenomeno, non è definita. Ogni persona sviluppa la sua. La caratteristica principale di tutte le tecniche appare essere il rilassamento.

Riguardo all'età dei soggetti che sperimentano l'esperienza, il caso più curioso riportato dalla Green riguarda una OBE avvenuta all'età di diciotto mesi.

La durata dell'esperienza varia da pochi secondi, il tempo necessario a rendersi conto di averla vissuta, a un tempo indeterminato, specialmente tra coloro che sono in grado di ripetere a volontà l'esperienza.

Stress, paura e forti emozioni sono una delle causa scatenanti dell'OBE. Incidenti possono scatenare un OBE, e in questo caso il soggetto coinvolto vede se stesso mentre avviene l'incidente. Si nota che non esiste dolore fino a quando sussiste l'OBE e che questo ritorna quando l'OBE termina e si "ritorna" sulla scena dell'incidente in prima persona.

Corpo Parasomatico

In alcune esperienze OBE il soggetto riporta di possedere un corpo del tutto identico a quello fisico, ma disincarnato. Alle volte questo corpo è percepito come una semplice entità, di vaga forma o sostanza. A volte i copro parasomatico non presenta i difetti del corpo reale della persona, e riacquista l'utilizzo di modalità sensorie altrimenti perdute.

Modalità dell'esperienza

L'OBE, da un punto di vista emotivo, è caratterizzato da una grande completezza. Le sensazioni percepite sono di benessere, e coloro che credono nell'esistenza dei piani astrali, riportano di avere ricevuto una sorta d'illuminazione. Una esperienza OBE può cambiare il senso dell'interpretazione della morte, rendendolo più tollerabile.

Autoscopia

Autoscopy è come la Green chiama una delle esperienze piùà rimarchevoli del fenomeno, ossia quello di vedere il proprio corpo dal di fuori. Di fatto corrisponde a quello che altrimenti noto come vedere il proprio doppio.

Secondo la Green(1968) questo termine è migliore, perché "nel vedere il proprio 'doppio' il soggetto rimane identificato completamente con il suo normale punto di vista mentre osserva una 'figura' che appare. In autoscopia, al contrario il soggetto non rimane identificato con il suo corpo fisico, ma è l'osservatore che vede 'se stesso' dal di fuori."

Alcuni dei soggetti dell'esperienza OBE hanno inizialmente difficoltà a riconoscere se stessi, e scoprono con sorpresa che il corpo che osservano è effettivamente il loro.

Alcuni soggetti riportano di non potersi vedere se qualcosa di opaco si interpone tra loro e il copro fisico. Questo sembrerebbe attestare in qualche modo la compresenza sullo stesso piano di realtà di entrambi i corpi, con le stesse caratteristiche e limitazioni fisiche. Ma la Green non approfondisce questa casistica.

Da notare che, nelle esperienze singole, il riconoscimento del proprio corpo e la forte emozione che ne deriva sono sufficienti a far ritornare il soggetto nel corpo fisico.

Postura

La posizione del copro ecsomatico non sembra avere relazioni con quelle in cui si trova il corpo fisico al momento dell'esperienza. La Green riporta questa tabella in cui si evidenziano tutte le posture in cui si è attivato un OBE (176 casi):

Posizione

Nei casi contrassegnati come indeterminati c'è quello di un motociclista che ha avuto un incidente alla guida della sua moto, e che quindi ha vissuto un OBE mentre stava seduto, ma in movimento, sulla sua moto.

Distesi è al primo posto, probabilmente perché la maggior parte delle persone ha riportato come i momenti migliori per ottenere l'esperienza fossero la sera 'prima di addormentarsi' e al mattino 'subito dopo il risveglio'. La seconda casistica predominante rispetto alla prima.

Rilassamento muscolare

Dai dati rilevati nello studio della Green appare una qualche relazione tra l'esperienza ecsomatica e la diminuzione del tono muscolare.

Come si vede, il rilassamento sopravanza il numero di casi in cui si è avvertita maggiore tensione muscolare. Il dato è notevole, perché di solito l'OBE avviene in condizioni di maggiore stress.

Tra coloro che hanno avuto più di una esperienza di OBE, sembra che il rilassamento assuma una rilevanza ancora maggiore.

Dati relativi a una maggiore tensione del corpo, a un formicolio diffuso che precede l'OBE, sono riportati nelle esperienze di Monroe(1971). Queste sembrano essere più caratteristiche del suo modo specifico di procurarsi un OBE che caratteristiche più generali dell'OBE stesso.

Le pratiche meditative, poiché sono fortemente collegate a stati di rilassamento dell'organismo, favoriscono l'OBE e sono spesso un metodo utilizzato per ripetere a volontà l'esperienza. Altre volte l'OBE non è altro che un sotto prodotto della pratica, che accade in maniera inaspettata. Lo stesso fenomeno accade quando si pratica semplicemente il rilassamento, senza finalità meditative.

Il cinque percento dei soggetti riporta uno stato di paralisi che accade a un certo punto dell'esperienza ecsomatica.

Modalità sensorie

Durante l'esperienza OBE si mantengono le normali modalità sensorie, e alcuni soggetti riportano di avere una sorta di estensione dei sensi, che risultano più vividi e acuti.

Chi ha avuto più esperienze di OBE riporta i seguenti dati

le differenze sono dovute probabilmente al fatto di avere avuto un numero maggiore di esperienze e quindi di osservazioni del fenomeno.

Il contatto tattile con l'ambiente, ossia l'atto di toccare qualcosa mentre si sta vivendo l'esperienza OBE, porta di solito a una interruzione dell'esperienza stessa. E' come se la realtà a quel punto prendesse il sopravvento.

Viaggi e incontri

Durante l'esperienza la maggior parte dei soggetti descrive il proprio campo percettivo come simile o identico a quello della normale realtà. Eppure in questo contesto alcuni riportano la capacità di fare cose inusuali.

Una minoranza dei soggetti riporta la capacità di viaggiare. I luoghi del viaggio possono non assomigliare a nulla di quanto conosciuto nella reltà quotidiana, oppure essere luoghi noti o conosciuti.

La possibilità di viaggiare con il doppio semplicemente con la mente, spostandosi in un luogo soltanto pensandolo, è stata indagata da Moore(1971) con risultati che a volte sembrano favorevoli all'ipotesi di uno spostamento vero e proprio del corpo astrale in un luogo ben definito nello spazio, altre volte no. Probabilmente c'è più aneddotica che realtà nella possibilità di raggiungere un luogo reale durante un OBE. Chi ha provato con l'ayahuasca, una droga che favorisce l'OBE, riporta di essere stato in luoghi bene precisi, ma si tratta di esperimenti spontanei, non controllati, di valore solamente aneddotico.

Alcuni soggetti riportano di essersi visti in uno specchio, e a volte questo ha comportato la sospensione dell'esperienza. Il riflesso del corpo astrale, sembra seguire le stesse leggi del riflesso nella realtà.

Sono riportati dei casi in cui durante l'OBE si incontrano persone conosciute, sconosciute o decedute. Questo fatto da alcuni è interpretato come l'esistenza di differenti piani astrali, cui l'anima migra dopo la morte, e che possono essere contattati attraverso un OBE.

Altre caratteristiche

L'esperienza OBE è percepita nella maggior parte dei casi come reale, perfettamente logica, e a volte più logica dell'usuale. Spesso il soggetto sperimenta sensazioni di naturalezza, completezza, libertà, illuminazione, vitalità e salute. Queste sensazioni spesso sono riportate nella vita quotidiana, e ne cambiano il senso e l'interpretazione.

Da questo punto di vista l'esperienza OBE apporta profondi cambiamenti nelle credenze delle persone.

Alcune persone provano ansia o paura durante la fine dell'esperienza. Specialmente quando questa cessa di colpo, a seguito di una risposta emotiva da parte del soggetto, come nei casi riportati precedentemente.

Di solito l'esperienza è riportata come gradevole, interessante e speciale.

Lo scorrere del tempo durante l'esperienza può essere vissuto come lo scorrere nel tempo nella realtà quatidiana, oppure si avverte di vivere in uno spazio senza tempo, o il tempo rallenta.

Durante l'esperienza molti soggetti avvertono un senso di distacco.

Indurre l'OBE

L'OBE sembra una capacità che si può acquisire con un certo esercizio. Monroe indica una strada da percorrere, suddivisa in fasi. In ogni fase si deve verificare un certo effetto, fino ad arrivare all'OBE.

Di modalità per ottenere l'OBE ce ne sono quanti sono gli individui. Ogni persona capace di indursi un OBE ha il suo sistema, che ha sviluppato nel corso dei sui tentativi di raggiungere un OBE o di replicarne uno già avuto.

La pazienza e la tenacia sono indispensabili se si vuole arrivare ad avere un OBE. Almeno all'inizio avrete molti più fallimenti che successi, e raggiungere un OBE sembrerà impossibile. Ma si tratta soltanto di allenarsi, con costanza, per riuscire ad ottenere il rilassamento necessario. L'autoipnosi aiuta, così come le tecniche per il sogno lucido. Molto spesso si può trasformare un sogno lucido in un OBE, o arrivare ad un OBE utilizzando tecniche per il sogno lucido.

Se una tecnica non funziona, non continuate ad usarla. Evidentemente non fa per voi. Bisogna sempre tenere presente che le tecniche sono state sviluppate su basi individuali, e non è detto che quello che funziona per una persona debba funzionare per un altra.

Più che la tecnica in se stessa, bisogna tenere ben presente alcuni punti caratteristici di ogni tecnica, che sono propedeutici alla realizzazzione del fenomeno, e che possono essere così riassunti:

  1. Rilassamento
  2. Approfondimento del rilassamento
  3. Vibrazioni
  4. Uscita dal corpo

Il primo punto è indispensabile, e può essere raggiunto in qualunque modo. Tecniche di rilassamento, meditazione, autoipnosi, ognuno ha la sua tecnica preferita per rilassarsi, tanto più profondamente quanto possibile.

Rilassarsi non è ancora abbastanza per un OBE, anche se molti OBE accadono spontaneamente durante il rilassamento o la meditazione, bisogna controllare l'intero processo se si vuole essere capaci di ottenere un OBE a richiesta. Il rilassamento deve quindi essere approfondito. Ci sono anche in questo caso numerose tecniche, come contare all'indietro lentamente al ritomo del respiro, lasciare vagare la mente sull'esito desiderato dell'esperienza, osservare con la mente un singolo oggetto.

Quando questo stato di rilassamento è molto profondo, si perde coscienza del proprio corpo. QUesto è probabilmente il passo cruciale dell'intero fenomeno dell'OBE. Dopo avere raggiunto questo passo si cominceranno ad avvertire delle vibrazioni, che sono l'indicazione che il corpo astrale sta lasciando il corpo.

Dopo la fase della vibrazione avviene il distacco dal corpo fisico. In questa fase, le tecniche variano molto. C'è chi realizza il distacco girandosi velocemente su un fianco quando appaiono le vibrazioni. Questo è sufficiente ad ottenere l'OBE e ritrovarsi a fissare il proprio corpo. Questa tecnica presume che siate distesi a letto. Altre tecniche prevedono di aumetare il livello di vibrazione fino a raggiungere il distacco.

Quella che presento qui è una tecnica molto singolare, dovuta a Steve G. Jones, e che si chiama tecnica della corda. I primi passi sono rilassamento, approfondimento e vibrazioni. A questi nella tecnica della corda si aggunge un passo per il controllo delle vibrazioni. Bisogna arrivare al punto di aumentere e diminuire le vibrazioni prima di accedere al punto successivo, quello del distacco del corpo astrale.

Tecnica della corda

Una volta completati i primi passi fino al controllo delle vibrazioni, quando ci si sente fiduciosi sul fatto di sapere controllare le vibrazioni, si può cominciare ad esercitare il proprio controllo sull'OBE.

Si immagina una corda che pende dinanzi a moi. Senza muoere il corpo o aprire gli occhi, si deve immaginare di afferrare la corda con una mano. La sensazione deve essere quella della mano che lascia il corpo fisico per afferrare la corda immaginaria.

Si deve esercitar questo passo finché non si ragginge l'effetto di una parziale separazione del corpo. Bisogna ripetere l'intero processo utilizzando l'altra mano, poi due mani. Bosogna immaginare la mano che esce dal corpo fisico e raggiunge la corda. Una volta afferrata la corda con due mani, si può cominciare a salirci sopra, mettendo una mano sull'altra tirandosi su.

Le vibrazioni dovrebbero crescere a questo punto. Spesso le persone si sentono paralizzate dalla paura e abbandonano la corda tornando immediatamente nel corpo fisico interrompendo l'esperienza. Ma basta concentrarsi nello scalare la corda fino a quando non si avverte la sensazione di essere separati completamente dal proprio corpo fisico.

Questo è un modo molto controllato di ottenere un OBE, dove il soggetto ha sempre e in qualunque momento il controllo della situazione, che quindi può essere gestita al meglio.

Se questo metodo non funziona per voi non dovete per questo rinunciare all'esperienza, solo praticare un metodo differente più adatto alle vostre caratteristiche.

Potete immaginare di dipingere il vostro corpo, partendo dal pollice del piede, del vostro colore preferito. Il pennello con cui dipingete il corpo deve essere piccolo tanto da rendere il compito di dipingere l'intero corpo abbastanza lungo. Facendo molta attenzione a dipingere bene ogni zona del corpo, ci si può aspettare di vedere il proprio corpo dal di fuori, mentre lo stiamo dipingendo. A questo punto l'OBE è stato raggiunto.

Bibliografia

  1. Bozzano, E. (1934). Dei fenomeni di bilocazione. Città della Pieve: Dante.

  2. Gabbard, G. O., & Twemlow, S. W. (1984). With the eyes of the mind: An empirical analysis of out-of-body states. New York: Praeger.

  3. Green, C. (1968). Out-of-the-body experiences. Oxford: Institute of Psychophysical Research.

  4. Monroe, R. A. (1971). Journeys out of the body. Garden City, N.Y: Doubleday.

  5. Tyrell, G. N. M. (1963). Apparitions. New York: Collier Books.

Meditazione e psoriasi

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Influence of a mindfulness meditation-based stress reduction intervention on rates of skin clearing in patients with moderate to severe psoriasis undergoing phototherapy (UVB) and photochemotherapy (PUVA).

Kabat-Zinn J1, Wheeler E, Light T, Skillings A, Scharf MJ, Cropley TG, Hosmer D, Bernhard JD.

Sommario:

Obiettivo
Questo studio testa l'ipotesi che metodi di riduzione dello stress basati sulla meditazione possono influenzare positivamente il tasso di decrescita della psoriasi in pazienti sotto trattamento di fototerapia o fotocromoterapia.

Metodi:

Trentasette (37) pazienti con psoriasi in procinto di sottoporsi a fototerapia agli ultravioletti (EVB) o fotocromoterapia(PUVA) sono stati assegnati in maniera randomica a due condizioni: meditazione basata sulla mindfullness per un intervento di riduzione dello stress condotta con istruzioni su cassetta durante i trattamenti, o a una condizione di controllo consistente nei soli trattamenti senza istruzioni registrate.

Lo stato della psoriasi è stato valutato in tre modi: ispezione diretta da parte di infermiere; ispezione di dottori a insaputa alle condizioni di studio dei pazienti (cassetta, no cassetta); e valutazione delle fotografie delle lesioni da psoriasi da parte di medici senza loro conoscenza del gruppo di appartenenza del paziente.

Risultati:

I risultati dimostrano che i pazienti che hanno ricevuto il trattamento con la cassetta hanno raggiunto risultati in maniera significativamente più rapida che quelli trattati nel gruppo senza cassetta, in entrambi i trattamenti UVB e PUVA.

Conclusioni:

Una breve meditazione basata sulla midfullness per la riduzione dello stress rilasciata via cassetta durante la terapia con luce ultravioletta può aumentare il tasso di successo della risoluzione delle lesioni da psoriasi.

Uccidere con l'ipnosi

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A questo comando il soggetto obbedì immediatamente, con la massima alacrità. Poi le porse un coltello a lama da tasca e comandò di nuovo di pugnalarlo. Lui alzò una mano come per eseguire il comando, ma esitò, e immediatamente ebbe un attacco isterico, che, naturalmente, mise fine alla sperimentazione

T.J. Hudson - New York Medical Journal. (1894)

Miracoli a richiesta

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Tebbets è un ipnotista americano che ha influenzato molti ipnotisti attuali soprattutto in America. Scrisse un libro dal titolo "Miracles on demand", che attualmente è fuori stampa. Quello che segue è un esempio di Parts Therapy.

Depressione risultante da una inferiorità programmata (Parts therapy)

Evento attivante: apprende che il marito molesta i bambini

La depressione di Ruth era stata scatenata dall'apprendere che suo marito abusava sessualmente dei bambini. Lei aveva sofferto da bambina di solitudine, perché non c'erano bambini nei dintorni con cui giocare. Percepiva suo padre come affettuoso, ma irragionevolmente severo. Sentiva di amare suo nonno più di suo padre, sebbene si sentisse in colpa per questo. Il nonno passava molto tempo con lei, che divideva il suo tempo vivendo con i genitori o i nonni. Nella intervista prima dell'induzione, disse che si sentiva come una torta con una fetta mancante. Notate come ho fatto uso di questo durante la seduta.

Quando Ruth giunse all'età in cui lasciò entrambe le case per vivere nel mondo degli adulti, ebbe la premonizione che suo nonno sarebbe morto prima che potesse rivederlo. Più tardi, quando morì, si sentì colpevole per averlo lasciato e anche per non avere seguito le richieste di perfezionismo di suo padre. Sembrava che avesse preso tutto il peso del mondo sulle sue spalle e incolpava se stessa per tutto quello che andava male. L'estrema solitudine e l'eccessiva colpa la condizionarono ad accettare una colpa parziale per il comportamento deviato del marito e scivolare in una profonda depressione. Due settimane dopo la presente seduta Ruth viaggiò più di quaranta miglia per fornire un resoconto non richiesto alla classe che ora era arrabbiata piuttosto che depressa a causa della condotta di suo marito, e che si sentiva fiduciosa riguardo al suo futuro.

Si noti l'assenza di trattamenti d'urto, idroterapia, farmaci e effetti collaterali in questa procedura. Diciotto studenti e il soggetto stesso possono verificare gli ottimi risultati, e ho un videotape della sessione, della pre-induzione e tutto il resto.

Ruth - depressione, rabbia verso il marito che molesta i bambini

(la terapia inizia dopo una rapida induzione)

T= Tebbets
R= Ruth
U= Ugly
H= Happy

T: mi piacerebbe che tu parlassi di tuo padre. Fai finta adesso, immagina nella tua mente tuo padre seduto di fronte a te, e tu stai parlando con lui. Tuo padre è un uomo molto amabile. Tu lo ami molto, ma lui ha idee ristrette, e si aspetta che tu segua le sue idee perché è tuo padre. Vuole che tu sia una buona figlia; sente che è suo dovere mantenerti buona e pura, e sente che è suo dovere essere la tua guida, dirti quello che devi fare e aspettarsi certi comportamenti da parte tua. Tuttavia, quando sei cresciuta, hai preso coscienza del fatto che alcune delle cose che si aspettava da te erano cose che tu non potevi seguire interamente. In certe circostanze non eri d'accordo con tuo padre, e questo è normale e naturale, perché nessuno ha l'esatto sistema di credenze, ma tu stavi maturando e crescendo, e questo è secondo natura. Si suppone di maturare e crescere, e mentre maturi e cresci, formi il tuo sistema di credenze. E' nella natura delle cose; quando l'uccellino arriva al punto in cui può volare, la madre lo spinge giù dal nido perché è capace di volare da solo. E' naturale e questa è la natura. In una certa misura hai conservato le idee di tuo padre, e hai sentito che avresti dovuto andare avanti con il suo sistema di credenze, anche se non era il tuo.

Hai maturato e ti sei formata il suo sistema di credenze, ma ti senti ancora obbligata ad aderirvi. Questo non è secondo natura. Lui ti ha addestrato bene, e tu sai cos'è giusto e sbagliato, cos'è buono e cosa è cattivo; lui ti ha insegnato ma adesso tu formi le tue idee, perché mentre cresci, è naturale e giusto che tu sviluppi le tue credenze. Vorresti chiedergli il permesso adesso che sei un'adulta, di formulare le tue proprie credenze da quello che ti ha insegnato, e permetterti dei essere la tua persona? Chiedigli se va bene.

R: Papà, va bene se conduco la mia vita adesso? Ho le mie opinioni, Mi hai insegnato molte cose giuste, ma devo vivere la mia vita.

T: Diventa tuo padre adesso. Diventa tuo padre e rispondi a tua figlia. Lei dice che sarebbe felice se tu le lasciassi condurre la sua vita e prendere le sue decisioni.

R: Oh...

T: Puoi permetterle di prendere le sue decisioni?

R: Lei ha fatto un buon lavoro ... qualche volta. Ma penso ancora che mi debba stare a sentire.

T: Ora diventa nuovamente la figlia. Rispondi a tuo padre. Lui pensa che dovresti starlo ancora a sentire, e probabilmente dovresti. Puoi ascoltare - digli che vuoi ascoltare, ma che d'altra parte, vuoi prendere le tue decisioni.

R: Bene papà, ti ho sempre ascoltato. Continuerò ad ascoltarti, ma questo non significa che farò sempre quello che dici, perché ho diritto alle mie opinioni e alle mie decisioni.

T: E anche il diritto di commettere errori. (pausa) Puoi dirglielo?

R: Ho il diritto di commettere errori.

T: Perché è un modo di apprendere.

R: Devi lasciarmi crescere, ho appreso molto dagli errori che ho commesso.

T: Diventa nuovamente tuo padre. Rispondi a tua figlia. Sembra molto logica.

R: Beh, mi ferisce vederti commettere quegli errori. Voglio proteggerti.

T: Chiedigli se ferisce lui o te. Cosa ne pensa.

R: Papà, chi ferisce?

T: Ferisce lui, senza dubbio, che tu faccia errori e soffra, ma sei tu che soffri. Chiedigli se ti lascerà soffrire da te stessa.

R: Mi lascerai la mia sofferenza?

T: Senza che tu ne debba soffrire.

R: Senza che tu ne debba soffrire.

T: Digli che fare questo lo renderà più felice. Mi vuoi fare felice? Questo è il modo di farlo.

R: Mi farò più felice.

T: Diventa nuovamente tuo padre, adesso.

R: Penso che tu lo puoi fare.

T: Sì, lei lo può fare. Sei un uomo molto saggio.

R (come suo padre): Hai condotto le cose abbastanza bene. Hai avuto molte cose di cui prenderti cura. Stai facendo un buon lavoro.

T: Bene. Lui lo sa. Vuoi dire qualcos'altro a tuo padre? Lo vuoi ringraziare?

R: Voglio ringraziarlo per tutto l'amore.

T: E i consigli.

R: E i consigli, per stare alle mie spalle, per avermi detto che mi sostieni in tutto quello che ho fatto e sto facendo.

T: Bene. Vai più profondamente adesso, e vuota la tua mente. Rilassati ancora di più. Lascia che la tua mente si liberi. Hai parlato con tuo padre. Ora ti prenderai la responsabilità di essere te stessa e contare sulle tue opinioni?

R: Sì.

Regressione d'età.

T: Bene. (pausa) Ora vai più profondamente. Ora mi piacerebbe che tu andassi indietro nel tempo. Lascia che gli anni scorrano alla rovescia. Mi piscerebbe che tornassi in un tempo prima che tuo nonno morisse, l'ultima volta che lo hai visto. guarda te stessa lì, l'ultima volta che hai visto tuo nonno. Sei lì con lui. Ma stavolta è un po' differente. Lui ti parla, e tu sai, che lui morirà presto. Così, cosa gli vuoi dire? Gli vuoi dire che lo ami? Gli vuoi dire qualcosa in particolare?

R: Ti amo veramente, nonno. Sei stato grande. Mi hai insegnato molte cose e mi hai portato in un sacco di posti e fatto cose con me, e mi manchi, ma sicuramente ti amo.

T: Ora gli diremo l'ultimo addio. Metti le braccia in questo modo adesso. Dì. 'Nonno, viemmi vicino. Voglio amarti.'

R: Vieni vicino nonno. Ti amo veramente.

T: Dagli l'ultimo addio adesso. Digli l'ultimo addio.

R: Mi mancherai, nonno. (piangendo)

T: Deve andare.

R: Sei una brava persona, ti amo.

T: Bene. Digli addio.

R: Addio, nonno.

T: Ora lascia cadere le braccia e vai più profondamente. Senti la perdita, ora. Senti la perdita, senti il dolore.

R: Piange.

T: Bene, le emozioni devono uscire. Sai che lo hai amato e lui sa che lo hai amato. Senti la perdita (pausa) E adesso hai sentito molto la perdita. Sei pronta a lasciare andare il dolore adesso? Serve a qualcosa di utile adesso?

R: No.

T: Lo hai amato. Era qui con te. E' stato fortunato. Sei stata fortunata ad avere un nonno così meraviglioso che ha passato molto tempo con te. Ora puoi lasciare andare il dolore ... Bene. Perché lui lo vorrebbe, no?

R: Mm-hmm.

T: Lui avrebbe voluto che tu vivessi una vita molto pratica, felice, no?

R: Mm-hmm.

Parts Therapy

T: Vuole che tu sia felice senza di lui, ma tu ricorderai sempre che persona meravigliosa è stata. Il ricordo ti renderà ancora più capace di esistere, perché sai che una persona meravigliosa ha avuto una grande influenza sulla tua vita. Permetti a te stessa di andare ancora più profondamente adesso. Schiarisci nuovamente la tua mente. Schiarisci la tua mente e vai profondamente, profondamente, profondamente, in un profondo sonno ipnotico. Un profondo piacevole sonno ipnotico. E mentre vai più profondamente, capisci che per molto tempo hai percepito come se ci fosse una parte mancante in te. Una volta la hai descritta come una torta con una fetta tagliata. [qui riprende quello che era stato detto dal soggetto durante il colloquio iniziale]. Tu sei una persona intera, così la fetta che percepisci come tagliata è ancora qui. C'è una porzione della tua personalità che è molto importante, e non sta funzionando bene ora. Ma vorrei chiederti di lasciare che questa parte di te che non funziona bene venga fuori e parli. Perché è una parte di te molto importante e tu non sai perché non sta funzionando bene, io non lo so, ma ti manca. Ne hai bisogno. Così vorrebbe questa parte che non senti più con te, venire fuori e parlare? Quando sei qui, dì, "Sono qui."

R: Sono qui.

T: Bene. Sei la parte che lei ha trascurato? Per quale motivo ti sei nascosta? C'è qualche motivo?

R: Beh, sono la sua parte felice.

T: Lo vedo. Bene, allora, puoi essere la sua parte felice, e questa è la parte che manca, no? Che non funziona?

R: Sì.

T: Bene, sono contento che tu sia venuta fuori. Come ti posso chiamare?

R: Felice. (Happy d'ora in avanti Ruth viene riportata nel discorso come happy (H))

T: Felice. Bene. Sono felice di conoscere la tua parte felice, perché questa è una parte molto importante di te, e questa parte non sta funzionando. Al momento non sta funzionando, ma lo vuole e può. C'è un motivo per cui non funzioni, perché non occupi il posto che ti compete?

H: Si tratta di una parte brutta (Ugly). Di una parte arrabbiata.

T: Bene, è interessante, perché tu hai maggiore diritto di funzionare della parte arrabbiata, perché ogni parte di Ruth sta cercando di fare qualcosa di buono per lei, e ogni parte sta cercando di renderla più felice. Questo è lo scopo di ogni essere umano , allontanarsi dal dolore e andare verso la felicità. Qualche altra parte, e il suo nome è Ugly, per qualche ragione sta rendendo triste Ruth. Ti sta facendo del male, così mi piacerebbe che tu ascoltassi la mia conversazione con Ugly. Vedi cosa ne pensi. E adesso vorrei che Ugly venisse fuori e parlasse. Verrà fuori Ugly a parlare con me? Quando sei qui, dì, "Sono qui."

U: Sono qui.

T: bene, poiché non devi essere censurato, veramente. Fai qualcosa che senti è la cosa giusta da fare, altrimenti non la faresti. Tutto è fatto con uno scopo. Quale vantaggio pensi che Ruth abbia controllandola e tenendo fuori Happy? C'è qualche motivo per cui senti che dovresti dominare Happy?

U: L'ho sempre fatta infelice.

T: l'hai fatto per qualche motivo? La stai punendo?

U: Bene, ho scoperto molto tempo fa, quando era piccola, quando qualcosa andava storto, che lei dava la colpa a se stessa. E funzionava.

T: In che modo funzionava? La proteggeva o la puniva?

U: La puniva.

T: Le impediva di fare cose sbagliate?

U: Beh, era felice di assumersi tutto quello ... tutto quello che era sbagliato ... sentirsi colpevole.

T: Pensi che fosse un bene?

U: No.

T: Tu sai di essere una parte di Ruth, come lo è Happy, e qui ci sono altre parti, anche. Ma tutte le sue parti - le differenti parti della personalità - tutte le sue parti provano a renderla felice, e alla fine facendola sentire colpevole, pensi di migliorarla così che non farà più altri errori? E' possibile questo?

U: Mm-hmm.

T: Allora, quando lei si sente colpevole, sarà molto più attenta la prossima volta, e non farà lo stesso errore? E' questo lo scopo?

U: Può essere.

T: Che altro scopo pensi ci possa essere perché tu la punisca?

U: Può renderla malata e ferirla.

T: C'è qualche scopo nel renderla malata? Si sente terribilmente quando è malata, no?

U: Sì.

T: Capisci che, per tutto il tempo in cui si sente male, per tutto il tempo in cui è infelice, tutte le sue parti sono infelici, compresa te?

U: Sì, è quello che sto facendo.

T: Cosa preferisci - sto parlando con Ugly adesso - preferiresti rimanere infelice tutto il resto della tua vita? Ci sono benefici secondari nel renderla infelice?

U: No, penso che abbia sofferto abbastanza.

T: Bene, sono felice di sentirti dire questo. Happy, hai sentito tutto quello che ha detto Ugly. Ugly non è così brutto. Questo è il nome scelto da lei. Ma comunque è una parte molto ragionevole, e comprensiva. Vuoi chiederle di aiutarti a fare tutta la persona felice?

H: Oh, sì.

T: Sicuramente. Tu sei una parte di lei importante, lo sai, e Ugly ha preso il sopravvento, ma penso che Ugly è molto ragionevole. Ugly ha ammesso di essere andato troppo oltre e ha fatto abbastanza per ora. Chiedi a Ugly come puoi aiutarla, o se Ugly ti aiuterà. Parla con lei.

H: Ugly, puoi aiutarmi cosicché lei possa essere felice? Avrebbe voluto essere felice da lungo tempo.

T: Ora, Ugly, rispondi a Happy.

U: Sì, ti aiuterò. Ne ha passate abbastanza.

T: Bene, Happy, hai qualche piano per farla diventare più felice?

H: Beh, sarà qualcosa di completamente nuovo. C'è un sacco di lavoro da fare.

T: Nuovo ed eccitante, direi, tu no?

H: Mm-hmm. Lei vuole essere felice. Lo dice da quando era bambina.

T: Lo vedo. E ora è a sua disposizione. Così interverrete per ricomporre per intero la torta?

H: Sicuramente.

T: Bene. La fetta di torta ora è nuovamente al suo posto. Lo pesni anche tu?

R: Mm-hmm.

T: Bene. Ora immagina Ugly e Happy fianco a fianco. Ora Ugly si gira verso Happy perché è d'accordo per aiutarlo. Lascia che si abbraccino. Sentilo ... crescono e si amano entrambi, perché sono una parte di te. Sentili ora. Fusione degli estremi: senti accadere strane cose. Senti che si fondono e diventano una sola persona - una persona felice. Ugly è ancora qui. Ugly - e penso che questo nome non gli si addice più da ora in poi - ma, d'altra parte, Ugly ti punirà se farai qualcosa di eccessivo per far star male il tuo corpo, te stessa, questa è la funzione di Ugly. Tutti hanno un Ugly, un meccanismo di difesa. Ugly ti controllerà in qualche modo. Non farà il passo più lungo della gamba, ora Ugly conosce il suo posto, e Ugly è d'accordo ne cooperare con Happy, per fare di te una persona completamente e meravigliosamente felice. E Happy sa che c'è un mondo di amore e di affetti che ti attende fuori di qui. Lo accetti?

R: Sicuramente.

T: Bene. E' tutto lì fuori che ti aspetta, un mondo meraviglioso davanti a te. Ma Happy non è incline ad accettare l'amarezza e l'odio, così sei disposta a rifiutare tutte queste emozioni dannose e lasciarle andare?

R: Sì.

T: Bene. Rifiuti le emozioni distruttive e vuoi nella tua mente solo quelle benefiche, salutari. Concedi a te stessa il piacere di scaricare tutte queste emozioni di odio, rabbia, e tutte le cose che fanno male non solo alla tua salute ma anche alla tua felicità , e vivi una vita di felicità e gioia. Va bene per te?

R: Sì.

T: Bene. Voglio che processi queste idee nella tua mente subconscia, e quando sai che Happy è tornato al suo posto, e accetti Happy per quello che è, e capisci i cambiamenti che hai appena accettato di fare, la tua mano salirà in questo modo. Ora ti concedo un momento di silenzio perché tutte queste idee siano elaborate nella tua mente subconscia. Il momento di silenzio comincia adesso. (pausa) (La mano sale) Bene sono felice per te. Ora lascia cadere la tua mano e vai più profondamente di quanto non sei ora. E vai profondamente. Goditi queste meravigliosa sensazione. (pausa) Ora sto per contare da uno a cinque. Quando dico cinque sei completamente consapevole, rinfrescata e ringiovanita, normale dalla punta della testa alla punta dei piedi ...

Note

Una bell'esempio di Parts therapy introdotto da una breve regressione per sperimentare in ipnosi quelle situazioni e quelle emozioni che il soggetto non era riuscito a sperimentare in vita, non essendo riuscita a salutare il nonno.

Bibliografia

  1. Tebbetts, C. (1987). Miracles on demand: The short-term radical hypnotherapy of Gil Boyne as practiced by Charles Tebbetts. Glendale, Calif: Westwood Pub. Co.

Il caso Bridley Murphy

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Il libro "The search of Bridey Murphy" dell'uomo di affari Morey Bernstein, pubblicato nel 1956, è stato un best-seller, e probabilmente mantiene ancora il podio dei libri più venduti che parlano d'ipnosi. Il libro fu per molte settimane al primo posto nelle vendite, pubblicato a puntate su 39 quotidiani. La storia riportata nel libro divenne soggetto di molti spettacoli radiofonici e fu avversata da unomini di chiesa e psicologi. Nel 1999 la morte dell'autore era abbastanza importante da meritare un articolo sul New York Times.

L'opera di basava su due fenomeni antichi, l'ipnotismo e la reincarnazione. La storia del libro comincia quando M. Bernstein, che aveva appreso da solo l'ipnosi, effettuò alcune sedute su una giovane donna di 29 anni, Mrs. Ruth Simmons, nella sua casa in Colorado.

Durante le sedute la Simmons dichiarò di avere vissuto una vita precedente come Briey Murphy, nata il 20 Dicembre 1798 nei pressi di Cork, in Irlanda, e morta a Belfast nel 1864 all'età di 66 anni. Dopo la morte era vissuta per qualche tempo nel "mondo degli spiriti" prima di reincarnarsi nel 1923 come Ruth Mills, nello stato dello Iowa in America.

Queste rivelazioni e le altre che seguirono, furono registrate su nastro da Bernstein e costituiscono la base del suo libro. Le sedute cui si fa riferimento sono regressive, Bernstein suggerisce: "Ora vai ancora più indietro. Abbastanza stranamente, pui andare ancora più indietro. Voglio che tu continui andare indietro e ancora più indietro nella tua mente. E, sorprendentemente, per quanto ti possa sembrare strano, scoprirai che ci sono altre scene nella tua memoria. Ci sono altre scene di terre lontane e luoghi distatni nella tua memoria ..."

In totale furono effettuate sei sedute di ipnosi regressiva tra il Novembre del 1953 e l'Ottobre del 1953, durante le quali emersero molti particolare della vita di Bridey Murphy. Di queste sessioni esiste anche un disco registrato della seduta iniziale.

Durante le sedute La Simmons identifica se stessa come Bridey Murphy, una donna Irlandese, riportando molti dettagli dei luoghi, pur senza essere mai stata in Irlanda, e parlando, a detta di Bernstein con una forte cadenza Irlandese. Nella prima seduta ricorda un viaggio, il luoghi attraversati e che lough, in gaelico, significa lago. Nelle sedute sono riportate molte storie relative al folklore e alla storia Irlandese.

John Doillard, professore di psicologia alla Yale University, nella sua recensione al libro per il "New York Herald Tribune" scrisse: "Possiamo essere ragionevolmente sicuri ... che uno studio psicologico sul soggetto eliminerebbe ogni mistero da questo caso."

Le parole del professore sembrano profetiche, infatti di questa storia si impadronì la stampa, che ne fece un caso, perché appassionava i lettori. Furono fatte ricerche in Irlanda, senza però trovare riscontri significativi su una donna di nome Bridey Murphy, nata a Cork e morta Belfast.

Il Chicago American inviò una squadra di giornalisti investigativi nella città natale della Simmons, Chicago, e in Irlanda per verificare i dettagli della storia narrata. Scoprirono che la Simmons era nata in Winsconsin, e che aveva vissuto lì, a Madison fino all'età di quattro anni. Una sua vicina di chiamava Mrs. Bridie Murphy Corkell. Corkelle è molto simile a Cork, la città di nascita di Bridey e il suo nome praticamente identico a quello della vicina.

Ma queste non erano le uniche similarità riscontrate. Si scoprì che la Simmons aveva una zia Irlandese, che le raccontava storie del suo paese e che quando era piccola cantava e ballava danze popolari irlandesi in cambio di un penny.

La Simmons aveva un fratello morto all'età di cinque anni e Bridey un fratello morto all'età di quattro. Inoltre uno zio della Simmons veniva chiamato Uncle Pazz, un nome abbastanza particolare; strano che Bradley avesso uno zio con lo stesso nome.

Una nota curiosa è che il marito della Bridey si chiamava Sean Brian Joseph MacCarthy, e che durante gli anni in cui si svolsero le sedute il senatore degli Stati Uniti Joseph McCarthy, era molto conosciuto. Inoltre era dello stesso stato, il Wisconsin, della Simmons.

Ci sono anche altre similarità, ma il punto in questione, è che questo sono troppe per essere casuali. I racconti resi in ipnosi regressiva dalla Simmons, possono essere meglio considerati come il risultati di affabulazione e di una distorsione nel recupero della memoria, dove si mescolavano fatti reali e inventati mescolati insieme.

Note

Il caso di Bridey Murphy ci porta a considerare se è veramente possibile effettuare una seduta di regressione. La prima questine da considerare è che se fosse effettivamente possibile, bisogerebbe tenere in considerazione la reincarnazione come un dato di fatto.

Per chi non crede nella reincarnazione la risposta è semplice, l'ipnosi regressiva non è altro che una serie di confabulazioni rese durante l'ipnosi. Per chi crede, esiste la possibilità, o addirittura la certezza che quello che viene raccontato si riferisca effettivamente a una vita precedente.

Un'altra possibilità è la frode e l'inganno. Ma qui siamo in un campo che esula dalla ricerca scientifica sull'ipnosi.

Tutte le tecniche, ipnotiche e no, basate sulla regressione, non possono portare nessuna evidenza definitiva e riproducibile che la regressione sia effettiva e reale. Ciononostante, le tecniche regressive riportano una notevole serie di successi e sono molto apprezzate dal pubblico.

Evidentemente la realtà del fenomeno ipnotico della regressione non è determinante al fine dell'ottenimento di risultati, e quindi da un punto di vista estremamente pratico, la tecnica regressiva può essere utilizzata quando richiesto o se il soggetto entra spontaneamente in regressione, riportando eventi e fatti di vite passate.

Considerazioni teoriche a parte, il grande successo del libro ha sicuramente contribuito a diffondere l'ipnosi, a farla conoscere e di conseguenza a stimolato la curiosità di molti fino ad indurli a studiarla in maniera approfondita. Le controversie, come quelle che sono succedute alla pubblicazione del libro, hanno anche il risultato di incrementare la ricerca scientifica.

Oggi il ricorso a tecniche regressive è diffuso e l'interesse del pubblico riguardo al fenomeno molto alto. La regressione è uno strumento nella cassetta degli attrezzi dell'ipnotista.

Bibliografia

  1. Bernstein, M. (1956). The search for Bridey Murphy. London: Hutchinson.