Ordine di difficoltà delle suggestioni

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In tutta le letteratura ipnotica, non esclusa quella relativa agli spettacoli da palcoscenico, è data particolare enfasi alle modalità di somministrazione delle suggestioni. L'opinione che la risposta alle suggestioni più semplici predisponga i soggetti alla realizzazione di quelle più complicate, è una verità data per scontata. In particolare alla realizzazione di ogni suggestione è stato assegnato il gradino di una scala di misurazione della profondità ipnotica. Ad ogni scalino di questa scala corrisponde una maggiore profondità dell'ipnosi. Realizzando suggestioni sempre più difficili, si predispone il soggetto a salire i gradini della scala con l'obiettivo di raggiungere profondità di trance sempre maggiori. Ogni mancata risposta alle suggestioni, diminuisce la profondità dell'ipnosi.

Con l'intento di fornire un'evidenza preliminare alla convinzione che la risposta alle suggestioni permette risposte positive a suggestioni più difficili, mentre i fallimenti accrescono la possibilità di fallimento delle suggestioni successive, Frederick J. Evans e Martin T. Orne, effettuarono la seguente ricerca "ORDER OF DIFFICULTY OF SUGGESTIONS DURING HYPNOSIS " (1964).

L'idea di base dell'esperimento era molto semplice: dato un insieme di suggestioni basate su una scala di suggestionabilità ipnotica (Harvard Group Scale of Hypnotic Susceptibility, Form A (Shor & E. Orne), si somministravano a un primo insieme di soggetti in ordine crescente di difficoltà, ad un secondo insieme di soggetti in ordine decrescente.

I Soggetti dell'esperimento erano volontari pagati di età compresa tra i 18 e i 25 anni, reclutati tramite pubblicità presso le università. I soggetti, 69 maschi e 33 femmine, furono divisi in 12 gruppi, comprendenti da 6 a 10 membri. A ciascun gruppo fu somministrata la HGSHS:A per la suscettibilità all'ipnosi. Successivamente agli stessi soggetti furono somministrate le suggestioni della HGSHS:A tramite nastro, il primo contenente la versione di ordine crescente di difficoltà, e il secondo contenente le stesse suggestioni in ordine inverso.

I risultati della ricerca non supportano l'evidenza che risposte positive alle suggestioni portano ad altre risposte positive, e che i fallimenti a una suggestione predispongono a fallimenti successivi.

I due autori formulano le seguenti tre conclusioni in base ai risultati ottenuti:

  1. L'effetto di ordinamento di difficoltà delle suggestioni non si verifica
  2. La relativa importanza di successo e fallimento può riferirsi alla fase di induzione dell'ipnosi
  3. L'effetto del successo e del fallimento può non essere sufficientemente forte da diventare manifesto in un test standard come quello adottato.

Sull'ultimo punto c'è da tenere in considerazione che in una scala standardizzata di suscettibilità ipnotica, il fallimento o il successo di una suggestione sono mascherati al soggetto in ipnosi, che si renderà conto di aver fallito o essere riuscito, soltanto quando andrà a compilare il modulo di misurazione. Anche durante una induzione clinica, il soggetto non viene avvertito del fallimento o del successo di una suggestione, per cui è del tutto inconsapevole di avere superato o fallito un test. La domanda cui vuole rispondere lo studio, sembra quindi priva di significato, dal punto di vista del soggetto in ipnosi, e di conseguenza dovrebbe esserlo anche da quello dell'ipnotista. Se successo e fallimento per la realizzazione di una suggestione non sono avvertiti dal soggetto, attribuirglieli da parte dell'ipnotista, sembra un'operazione a solo beneficio dell'operatore, che può così essere rassicurato o condizionato negativamente, a seconda dell'andamento della seduta.

I soggetti testati per l'ordine di difficoltà decrescente, difficle-facile, hanno dimostrato un'amnesia maggiore alla fine della seduta. A parte questo risultato, di difficile spiegazione secondo gli autori, gli altri risultati non hanno dimostrato differenze significative tra i due gruppi di soggetti.

"Il blocco delle quattro suggestioni più semplici era relativamente facile quando preceduto da un blocco di quattro suggestioni più difficili, e le suggestioni più difficili risultavano più facili se precedute da un gruppo di suggestioni più facili. L'ampiezza di questo fenomeno era piccola ... Future ricerche dovrebbero considerare l'impressione soggetti di successo e fallimento dei soggetti."

Gli autori concludono così lo studio: "Le implicazioni di questo studio sono equivoche. Effetti solo relativamente insignificanti sono stati prodotti dall'ordine in cui gli elementi facile e difficile sono stati amministrati. Non è chiaro se ciò solleva dubbi sulla validità della convinzione clinica che il successo conduce al successo e il fallimento predispone al fallimento durante l'ipnosi, o se il disegno sperimentale attuale è inadeguato per verificare questa ipotesi."