Movimenti oculari e ipnosi

0
33

La PNL utilizza estensivamente gli indizi derivati dal linguaggio non verbale, e in particolare si focalizza sui movimenti dei bulbi oculari, che, a seconda del loro movimento, indicano (Per un soggetto destrimane):

  1. Sguardo in altro a sinistra (destra per chi guarda) Ricordo visuale, immagini dal passato.
  2. Sguardo in altro a destra (sinistra per chi guarda) Immaginazione, costruzione di nuove immagini.
  3. Sguardo laterale sinistra (destra per chi guarda) Ricordo uditivo del passato.
  4. Sguardo laterale destra (sinistra per chi guarda) immaginazione uditiva.
  5. Sguardo in basso a sinistra (destra per chi guarda) Dialogo interiore.
  6. Sguardo in basso a destra (sinistra per chi guarda) Sensazioni cinestetiche.

I movimenti sono invertiti per soggetti mancini.

Molti siti riportano indicazioni più estese ed esiste un sistema utile e divertente per imparare a leggere lo sguardo secondo i dettami della PNL nell’articolo “Practice Your NLP Eye Access Acuit“ .

Molti cultori della PNL considerano le indicazioni oculari come qualcosa di scontato, un dato di fatto incontrovertibile, o una “scoperta” della PNL, senza domandarsi l’origine di questo sistema o porsi domande sulla sua affidabilità.

Il sistema degli indizi oculari nasce nel 1969 ad opera di Bakan, che fu il primo a sostenere che l'asimmetria nella direzione dello sguardo rivolto verso i lati degli occhi può rappresentare l'asimmetria funzionale del cervello. La sua ricerca fu compiuta nei laboratori di Hilgard per la ricerca sull’ipnosi alla Stanford University.

Nello studio “Hypnotizability, laterality of eye-movements and functional brain asymmetry.” Percept. Moe. Skills 28:927-32, 1969, sosteneva che la direzione dello sguardo in risposta alle domande è collegata all’ipnotizzabilità, e si spingeva ancora oltre, sostenendo che i movimenti laterali e l’ipnotizzabilità sono collegati in termini funzionali all’asimmetria del cervello.

“Decisi di testare l’ipotesi che coloro che muovevano lo sguardo a sinistra, erano più ipnotizzabili di coloro che muovevano lo sguardo sulla destra. Questa ipotesi fu confermata e i risultati furono pubblicati nel 1969. Considerando una spiegazione di questi risultati, sentii che ci doveva essere una relazione tra i miei risultati e la lateralità del cervello.”.

Queste le parole di Bakan. Va detto che in quel periodo si dava molta importanza agli studi sulla lateralità del cervello, soprattutto in funzione degli studi effettuati su soggetti sottoposti a scissione degli emisferi in seguito ad un’operazione del corpo calloso. Per cui è quasi automatico che Bakan scriva: “Nel mio studio proposi che la direzione caratteristica dei movimenti laterali degli occhi … rifletteva la dominanza emisferica relativa, o emisfericità (hemisphericity)”.

Lo studio forniva indicazioni sulla localizzazione dell’ipnotizzabilità nell’emisfero destro. Ci sono stati molti studi successivi sul CLEMs, l’acronimo utilizzato per conjugate lateral eye movements (movimenti laterali coniugati degli occhi), e alcuni hanno confermato e altri smentito le ipotesi, con una leggera prevalenza per gli studi a favore.

Attualmente esistono due maggiori interpretazioni del CLEM, che sono in qualche modo correlate.

La prima sostiene che la risposta CLEM, ossia i movimenti oculari a destra e sinistra, sono una funzione del tipo di domanda. Se le domande poste sono di tipo spaziale, e quindi fanno riferimento all’emisfero destro, si avranno movimenti laterali a sinistra, se sono di tipo verbale, e quindi attivanti l’emisfero sinistro, si avranno dei movimenti a destra.

La seconda sostiene che le differenze osservate sono un tratto caratteristico delle differenze della dipendenza emisferica individuale. In sostanza ognuno di noi avrebbe un suo modo particolare di utilizzare i due emisferi: coloro che muovono lo sguardo a sinistra userebbero di preferenza l’emisfero destro e coloro che muovono lo sguardo a destra userebbero prevalentemente il sinistro.

CLEM è stato messo in relazione anche con l’ansia, ma non ci sono studi definitivi sull’argomento.

Dagli studi effettuati, risulta che individuare l’attività mentale di un individuo in base agli indizi forniti dai sui movimenti oculari non è così sicuro e certo, e se si vuole utilizzare questo sistema bisogna essere consapevoli che si va incontro a tante eccezioni quante sono le regole.