Metafore per cambiare

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Le metafore sono un metodo di indagine molto potente per esplorare l'esperienza interiore delle persone. Quando qualcuno utilizza una metafora, sostituisce un termine proprio con uno figurato. Esempi di metafore ce ne sono nel linguaggio corrente. sbattere la testa contro un muro, sentirsi con l'acqua alla gola, ecc. sono tutte espressioni figurate di uno stato d'animo interiore. Corrispondono a una rappresentazione mentale del problema con cui la persona si sta confrontando in quel momento.

Gli stati emotivi transitori, sono espressi da metafore: bollire di rabbia, sentirsi un topo in trappola, e così via. Ma anche situazioni di lungo termine possono essere espresse con le metafore. La metafora, in questo caso, invece di rappresentare una situazione transitoria, dovuta al momento, mostra ciò che sta accadendo da qualche tempo.

Se le metafore fossero solo la rappresentazione di uno stato interiore, avrebbero una importanza limitata, semplicemente descrittiva. Ma è noto da tempo che modificare la rappresentazione di una metafora modifica lo stato interiore cui si riferisce. Utilizzare le metafore per il cambiamento è un metodo che modifica i comportamenti cambiando la metafora che li rappresenta.

Differenti approcci

CI sono differenti approcci alle metafore. Molti considerano la creazione di una metafora omologa al problema espresso dal cliente. In questo caso la metafora è una proposta effettuata ad esempio utilizzando l'immaginazione guidata.

Altri sistemi partono direttamente dalla metafora, per elaborarla, modificarla con l'intento di modificare contemporaneamente i sottostanti modelli emotivi o comportamentali. Molto spesso il cliente esprime spontaneamente una metafora per descrivere il suo comportamento, o ciò che prova riguardo a una situazione. Questo è il punto di partenza per modificare la rappresentazione negativa in una positiva.

Linguaggio neutro

Una caratteristica dell'intervento con le metafore, è l'utilizzo di un linguaggio neutro, "Clean language" in inglese. Il linguaggio neutro consiste nel formulare frasi in maniera no direttiva, non suggestiva evitando di formulare giudizi sul contenuto di quanto formulato dal cliente.

L'operatore utilizza quanto fornito dal cliente in termini di metafore, e comincia a riformularle, approfondendone il contenuto. In questo modo la metafora viene analizzata a fondo fino ad arrivare alla sua risoluzione.

Il linguaggio neutro mira a non suggerire nulla, ritenendo che tutto quello che serve sia già contenuto nelle formulazioni del cliente. Per questo motivo il linguaggio neutro evita di condurre la discussione, ma lascia che questa si sviluppi naturalmente secondo quanto espresso dal cliente. In questo modo la metafora si sviluppa e si completa, seguendo strade che a volte hanno poco a che vedere con la logica, ma che sono molto efficaci in termini di risoluzione del problema sotteso dalla metafora.

L'obiettivo finale del linguaggio neutro è di permettere l'elaborazione della metafora invitando il cliente a inventare, creare, scoprire qualche risorsa utile a modificare o distruggere la metafora stessa, una volta per tutte.

Questo processo è molto utili ed efficace nel rimuovere blocchi di qualunque tipo, paure, timidezza, insicurezze.

Passi

L'intervento con le metafore avviene stabilendo un obiettivo, elaborando una metafora, e infine testando i risultati ottenuti. L'intervento con le metafore può essere svolto in ipnosi, dove il soggetto beneficia di una aumento delle capacità d'immaginazione e concentrazione. L'ipnosi non è necessaria, perché comunque l'intervento porta a un coinvolgimento molto profondo, e necessario per uno svolgimento ottimale dell'intervento. Di solito il cliente, quando adeguatamente coinvolto, genera spontaneamente una trance ipnotica.

Definire un obiettivo

Riguardo al problema prospettato si determina un obiettivo concreto da raggiungere. A volte questo è ovvio; nel caso di una paura, sarà l'eliminazione della paura. Nel caso di un problema di relazione, il miglioramento della particolare relazione. Altre volte il problema è meno definito. In ogni caso si stabilisce l'esito desiderato, e il successivo intervento si baserà sul raggiungimento di questo obiettivo.

Una volta raggiunto l'obiettivo, si prova che l'esito desiderato si a stato effettivamente ottenuto. Questo avviene "a secco" nello studio, con degli appositi test, e "in vivo" nella vita reale, dove si potranno sperimentare i miglioramenti ottenuti direttamente nelle situazioni scatenanti.

Usare la metafora

A volte la metafora è fornita direttamente dal cliente nel colloquio iniziale, altre volte bisogna trovarla discutendo il problema presentato. Difficilmente le persone si esprimono rispetto ai loro stati interiori senza metafore. Le rappresentazioni interiori, infatti, sono troppo personali, specifiche e complesse per avere un nome. La metafora quindi è l'unica via per comunicarle in maniera almeno approssimativa.

Usare le risorse

Le risorse del cambiamento non appartengono mai all'operatore, ma sono a disposizione del cliente, che tuttavia non riesce ad accedervi. Attraverso il "Clean language" la metafora che esprime il problema si modifica, fino al punto che arriva il momento in cui può essere modificata. A quel punto si verifica la possibilità del cambiamento, chiedendo al cliente di modificare la metafora. Ad esempio, se la metafora riguardava una gabbia, si possono individuare i modi per aprirne la porta, tagliarne le sbarre, scivolare tra una sbarra e l'altra. Spesso i tentativi non sono proficui, quindi si prosegue nell'analizzare la metafora, fino a trovare il punto di attacco ottimale.

Spesso ci sono delle condizioni precise, dei pre-requisiti affinché sia possibile qualche cambiamento della metafora. In questo caso si elabora la richiesta di pre-requisiti, affinché questi siano efficaci per il raggiungimento dell'obiettivo.

Esito

A un certo punto l'oggetto della metafora è distrutto, dissolto e sparisce all'orizzonte. Questo passo segna il raggiungimento dell'obiettivo. La metafora è cambiata e il problema sottostante rimosso. Spesso il cliente si sente immediatamente libero dal suo problema, e può commentare il fatto con un'altra metafora: "Mi sono tolto un peso dalle spalle."

L'operatore non confida necessariamente nelle parole del cliente e verifica comunque l'esito dell'intero intervento. Il primo test è effettuato utilizzando l'immaginazione del cliente, chiedendogli per esempio di pensare a una situazione scatenante la sua paura. Se l'esito è neutro, si può considerare il problema risolto o comunque molto diminuito. Quando il cliente affronterà il problema nella realtà quotidiana si avranno risposte definitive.