Marcatori fisiologici dell'ipnosi

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Scoprire quali sono i marcatori fisiologici dell'ipnosi, segnerebbe un passo importante nella ricerca, perché si avrebbe per la prima volta la prova diretta dell'esistenza dell'ipnosi come stato, distinguibile dagli altri stati fisiologici così come lo è il sonno. Oggi la trance viene determinata attraverso indicatori esterni, i minimal clues ad esempio, ma non esiste un metodo oltre la sensibilità dell'ipnotizzatore che possa dire se il soggetto è "realmente" in ipnosi.

Possiamo dire con certezza se un soggetto dorme, esaminando le sue onde cerebrali, ma non possiamo dire con altrettanta certezza se è in ipnosi. Questo riporta alla vecchia e irrisolta questione dell'ipnosi come distinto stato di coscienza. nonostante le ricerche fin qui effettuate, non esiste un singolo marcatore specifico all'ipnosi.

Alcuni fenomeni sono sicuramente specifici dell'ipnosi, come l'amnesia dopo una seduta di ipnosi e l'esecuzione di suggestioni post-ipnotiche, ma questi non costituiscono marcatori di per se dello stato, anche perché non sono sempre presenti in ogni seduta d'ipnosi e non tutti i soggetti possono eseguirli. Probabilmente marcano l'ipnosi quando ci sono, ma non escludono l'ipnosi quando sono assenti.

Orne ha parlato di logica di trance per spiegare alcuni fenomeni dell'ipnosi, ma questo costrutto sembra piuttosto discutibile.

Certamente, ci sono modificazioni durante l'ipnosi, che riguardano l'EEGs, specialmente quelle che riguardano soggetti altamente suggestionabili, e alcune volte si trovano tracciati che riguardano le onde theta, quelle associate al sonno, che però non costituisce una sorpresa, perché queste onde sono associate tipicamente con stati di grande concentrazione e tranquillità, che di solito si accompagnano anche all'ipnosi.

Un altro tracciato che si trova frequentemente nei soggetti in ipnosi riguarda la corteccia cingolata anteriore, che esibisce un tracciato che si manifesta anche durante il test di Stroop, che richiede di dichiarare il colore di una parola che è essa stessa il nome di un colore, ma diverso da quella con cui è rappresentato (Rosso). Quindi queste attivazioni non sono particolari e specifiche dell'ipnosi, ma avvengono in altri contesti, e dunque non possono rappresentare un marcatore.

"Siamo d'accordo con Lynn e lo psicologo Irving Kirsch dell'università di Hull in Inghilterra, che scrisse nel 1995 "avendo fallito nel trovare un attendibile marcatore della trance dopo cinquant'anni di attente ricerche, molti ricercatori hanno concluso che questa ipotesi [che l'ipnosi si a uno stato specifico della coscienza] è sopravvissuta alla sua utilità."

Ci sono evidenze che l'ipnosi si deve più all'aspettativa delle persone su quello che l'ipnosi comporta piuttosto che sullo stato ipnotico in s. Comunque, è sempre possibile che stufi futuri possono sovvertire o qualificare questa conclusione. In particolare, ricerche sui potenziali marcatori dell'ipnosi, possono far comprendere come l'ipnosi dipende da altri stati di coscienza." ("Is Hypnosis a Distinct Form of Consciousness?" Scientific American)

Insomma, fino a quando non ci sarà modo di "vedere" l'ipnosi attraverso una strumentazione scientifica, oppure di determinarla attraverso l'esistenza di specifici effetti fisiologici, dovremmo accontentarci di esercitare esperienza ed intuito, nella consapevolezza che i risultati che si possono raggiungere, non dipendono esclusivamente da una determinazione precisa e matematica dell'ipnosi.