Mal di testa e mani calde

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Esistono numerosi approcci ipnotici che hanno dimostrato la loro efficacia nel trattamento del mal di testa cronico. L'efficacia dell'ipnosi si è dimostrata superiore a quella di altre tipologie di intervento.

Un forte vincolo all'utilizzo dell'ipnosi nel controllo del mal di testa, e del dolore più in generale, riguarda la cronicità della sintomatologia. proprio per la sua efficacia, l'ipnosi può dimostrarsi deleteria nell'eliminazione del dolore, in quanto quest'ultimo rappresenta un segnale di allarme inviato dal corpo. Quando quest'ultimo ha perduto la sua valenza di allarme e si è cronicizzato, perde la sua valenza di sintomo e finisce per diventare un'infermità

L'unico soggetto che può stabilire la cronicità di un sintomo, è il medico. Quindi non bisogna mai operare sul dolore, nemmeno se è il proprio, fino a quando una certificazione medica non stabilisca che il sintomo è cronico. Questo vale ancora di più per il mal di testa. Infatti, chi è soggetto a frequenti mal di testa potrebbe interpretare erroneamente un nuovo sintomo come il manifestarsi del sintomo ricorrente, sottostimando o ignorando la nuova sintomatologia, che potrebbe avere cause gravi per la sua salute.

Fatte salve queste indicazioni che dovrebbero essere ovvie, il mal di tesata può essere affrontato in maniera molto efficace con l'ipnosi, specialmente se quest'ultimo è di tipo tensivo, infatti, il profondo rilassamento che è possibile associare all'ipnosi ha di per sé un effetto benefico, che può essere protratto e reso permanente tramite un addestramento autoipnotico.

Le tecniche di base per ottenere sollievo dal mal di testa, sono le stesse che si possono utilizzare per il controllo del dolore. Si possono utilizzare con successo tecniche di immaginazione guidata, oppure insegnare al cliente l’autoipnosi per produrre l’analgesia o per riscaldare le mani. Il riscaldamento delle mani, o delle gambe, è efficace nel caso di mal di testa vascolari, poiché il flusso sanguigno si sposta dalla testa alle estremità del corpo.

Alcuni autori (Alladin), sostengono che l’utilizzo dell’anestesia del guanto per il trattamento del mal di testa, compromette l’ingrediente principale del trattamento, ossia il rilassamento. Alladin nota che le tecniche che ottengono l’anestesia del guanto con la tecnica di immaginare la mano immersa in acqua ghiacciata, portano a vasocostrizione, e sono quindi antagoniste al rilassamento, poiché il riscaldamento è direttamente associato con la vasodilatazione. (Hypnosis in therapy, Hamilton Bertie Gibson, Michael Heap)

Con l'ipnosi si ottiene la riduzione della frequenza, dell'intensità dei mal di testa e della loro durata. Si può mantenere il mal di testa, ma farlo durare soltanto un minuto invece che due ore, utilizzando tecniche di distorsione temporale. In questo modo si accrescono anche la consapevolezza e la sensazione di controllo di chi sperimenta il mal di testa, e si ottengono spesso risultati in altre aree. Il controllo e la gestione del mal di testa, e del dolore in generale, possono essere raggiunte anche con tecniche di immaginazione guidata differenti dalla distorsione temporale.

L'eziologia della maggior parte dei mal di tesa risulta sconosciuta, come sconosciuti sono i meccanismi di azione dell'ipnosi nel controllo del dolore. Il rilassamento profondo sperimentato durante l’ipnosi e la riduzione dell’ansia, da sole non sono sufficienti a spiegare l’effetto della riduzione del dolore.

Il Dott. Salvatore Murgia in "Medicina anno zero", ipotizza che l’ipnosi “produce anche le «endorfine» capaci di guarire il mal di testa”. Spiegel è sulla stessa linea, quando sosteneva l’esistenza di una base neurofisiologica per il controllo del dolore con l’ipnosi, che implica l’esistenza di un inibitore chimico, misurabile quantitativamente, che agisce sulla conduzione del dolore.

Studi

In uno studio condotto da Anderson (1975), pazienti con emicranie trattati con l'ipnosi hanno avuto una riduzione significativa degli attacchi e della loro intensità nei confronti di un gruppo di controllo che era stato trattato con le usuali medicazioni. La differenza non si dimostrò significativa fino al secondo controllo a sei mesi. Inoltre, alla fine dell'anno, il numero di pazienti del gruppo dell'ipnosi che non avevano sperimentato mal di testa per più di tre mesi era significativamente più alto.

lness (1987), ha evidenziato come l'autoipnosi significativamente più efficace sia del propranolol o del placebo nel ridurre la frequenza dei mal di testa nei bambini tra i sei e i dodici anni d'età.

Schlutter (1980), ha trovato che l'ipnosi era efficace nel ridurre la cefalea di tipo tensivo.

Alladin (1988) in un riesame della letteratura ipnotica, ha identificato una dozzina di tecniche usate nel trattamento del mal di testa cronico. Di queste, l'addestramento ipnotico con un’enfasi sul rilassamento, il riscaldamento della mano (uno dei metodi più efficaci e semplici per stabilire un controllo volontario sul sistema vasomotorio) e suggestioni dirette per la rimozione dei sintomi, si sono dimostrate efficaci nel ridurre la durata, l'intensità e la frequenza degli attacchi di mal di testa. Il trattamento durava 10 settimane e il controllo era effettuato tredici mesi dopo.

42 pazienti suddivisi in due gruppi, uno di controllo, l'altro cui è stata somministrata ipnosi per alleviare il mal di teta giornaliero, sono alla base di uno studio di Gutfeld (Gutfeld, G. and Rao, L., 1992). Il gruppo sottoposto a ipnoterapia ha ridotto la durata e la frequenza dei mal di testa. Questo studio è interessante, perché i pazienti esaminati erano stati precedentemente refrattari ad altri trattamenti.

L'auto-ipnosi è stata confrontata anche con il bio-feedback, su tre gruppi di soggetti, due trattati con il bio-feedback, per il riscaldamento della mano e uno a cui è stata insegnata l'autoipnosi. Tutti e tre i gruppi hanno dimostrato una riduzione significativa nella frequenza dei mal di testa, senza evidenziare differenze significative tra i tre gruppi. L'"Hypnotic Induction Profile" (HIP) di Spiegel & Bridger (1970) è stato utilizzato per valutare l'ipnotizzabilità dei soggetti. Soggetti maggiormente ipnotizzabili secondo tale scala hanno dimostrato riduzioni più significative del mal di testa.

In uno studio di Patrcicia Melis (1991) i risultati hanno evidenziato riduzioni significative del numero di mal di testa al giorno, il numero di mal di testa per ora, e dell'intensità del mal di testa. I risultati dello studio sono stati confermati da valutazioni soggettive ottenute tramite questionario e da una riduzione significativa nel punteggio dell'ansia.

L'immaginazione guidata si è rivelata utile nella riduzione del mal di testa in uno studio di Spanos (1993), che prevedeva quattro sedute di un'ora di ipnosi basata sull'immaginazione guidata. I soggetti in ipnosi sono stati confrontati con un gruppo di controllo cui erano state somministrate quattro sedute di un'ora di placebo ("ricondizionamento subliminale"), e un gruppo di controllo che non era stato sottoposto a nessun trattamento. I soggetti del gruppo di ipnosi e del gruppo placebo hanno mostrato riduzioni significative e analoghe dei mal di testa. La riduzione del mal di testa non era correlata all'aspettativa di successo del trattamento.

Ansel (1977), un metodo comune di ipnosi per il mal di testa che utilizza suggestioni di calore per le mani e freddo per la testa. Questa procedura inverte lo schema anormale di vasodilatazione e l’eccessiva fornitura di sangue alla testa e diminuisce la domanda di sangue nelle estremità associate con questo tipo di mal di testa, alleviando quindi il dolore. Un semplice esercizio, che utilizza la forza centrifuga per aumentare drasticamente il flusso di sangue alle mani, è descritto. Promuove sollievo di per sé e offre una vivida esperienza di base per aumentare questo effetto durante l’ipnosi. Sembra essere particolarmente utile nei pazienti che presentano livelli inferiori di capacità di trance.

Holden, Deichmann e Levy (1999) hanno rivisto 31 studi riguardanti mal di testa pediatrici ricorrenti, e hanno concluso che esistono motivi sufficienti per sostenere la conclusione che l’ipnosi e l’auto-ipnosi è un trattamento efficace e consolidato per i mal di testa ricorrenti.

Bibliografia

  1. Anderson, J. A., Basker, M. A., & Dalton, R. (January 01, 1975). Migraine and hypnotherapy. The International Journal of Clinical and Experimental Hypnosis, 23, 1, 48-58.

  2. Andreychuk, T., & Skriver, C. (January 01, 1975). Hypnosis and biofeedback in the treatment of migraine headache. The International Journal of Clinical and Experimental Hypnosis, 23, 3, 172-83.

  3. Ansel, E. L. (January 01, 1977). A simple exercise to enhance response to hypnotherapy for migraine headache. The International Journal of Clinical and Experimental Hypnosis, 25, 2, 68-71.

  4. Gutfeld, G. and Rao, L. (1992). "Use of Hypnosis with Patients Suffering from Chronic Headaches, Seriously Resistant to Other Treatment," As reported in Prevention, 44, 24-25

  5. Heap, M. (1988). Hypnosis: Current clinical, experimental, and forensic practices. London: Croom Helm.

  6. Holden, E. W., Deichmann, M. M., & Levy, J. D. (January 01, 1999). Empirically supported treatments in pediatric psychology: recurrent pediatric headache. Journal of Pediatric Psychology, 24, 2, 91-109.

  7. Olness, K., MacDonald, J. T., & Uden, D. L. (January 01, 1987). Comparison of self-hypnosis and propranolol in the treatment of juvenile classic migraine. Pediatrics, 79, 4, 593-7.

  8. Melis, P. M. L., Rooimans, W., Spierings, E. L. H., & Hoogduin, C. A. L. (November 01, 1991). Treatment of Chronic Tension-type Headache With Hypnotherapy: A Single-blind Time Controlled Study. Headache: the Journal of Head and Face Pain, 31, 10, 686-689.

  9. Schlutter, L. C., Golden, C. J., & Blume, H. G. (March 14, 1980). A comparison of treatments for prefrontal muscle contraction headache. British Journal of Medical Psychology, 53, 1, 47-52.

  10. Spanos, N. P., Liddy, S. J., Scott, H., Garrard, C., Sine, J., Tirabasso, A., & Hayward, A. (April 01, 1993). Hypnotic suggestion and placebo for the treatment of chronic headache in a university volunteer sample. Cognitive Therapy and Research, 17, 2, 191-205.