L'inganno di Pascal

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Le suggestioni operano delle ristrutturazioni molto efficaci della realtà, che ci consentono di vederla e di sperimentarla da un diverso punto di vista. Dal nuovo punto di osservazione, possiamo vedere strade che prima non potevamo vedere, e scoprire che esistono percorsi completamente nuovi da percorrere in sostituzione dei vecchi.

Uno dei migliori esempi di ristrutturazione è in un discorso di John Kennedy, credo quello che fece durante la cerimonia di insediamento, ma non ne sono così sicuro. Non è nulla di astrusamente complicato, una semplice frase: "Non pensate quello che l'America può fare per voi, ma quello che voi potete fare per l'America.". Chiunque avesse anche per un solo momento immaginato di chiedere qualcosa, adesso si trova spiazzato. La realtà è stata completamente trasformata da una sola frase. Non c'è più nulla da chiedere, ma qualcosa da dare. Formulata al momento giusto e con il giusto tono, questa semplice frase può modificare completamente il nostro punto di vista e orientare i nostri futuri comportamenti.

Questa frase non è solo un trucco verbale, un inganno retorico, ma una vera e propria suggestione, con un forte contenuto emotivo di tipo patriottico. Se pensiamo che non ci piace essere ingannati, e che le suggestioni in quanto tali non sono altro che una forma evoluta di inganno, considereremo questo modo di comunicare ripugnante o peggio, ma in realtà tutto il linguaggio umano è in qualche modo suggestivo. Non si può evitare di essere in qualche modo suggestivi ("Guarda che bella giornata è oggi!"), tanto vale finalizzare le suggestioni: per il bene di una nazione nel caso visto precedentemente, per il proprio benessere in qualunque occasione sia necessario o auspicabile.

Blaise Pascal nel suo libro "le Pensées", una raccolta di pensieri pubblicata postuma, esprime molto bene questo punto di vista, un paio di secoli prima che l'ipnosi e le suggestioni diventassero oggetto di studio e di ricerca. La sua opera è incentrata sulla fede, ma quello che dice si applica a qualunque situazione umana in cui è necessario o desiderabile modificare un'abitudine o un comportamento disfunzionale.

Uno dei pensieri, riguarda chi ha perduto la fede o sente che la sua fede manca di convinzione profonda:: "Andate in chiese anche se non credete, comportatevi come se voi credete. La fede non tarderà ad arrivare". Sembra un'ingiunzione Ericksoniana, una struttura di processo della PNL, o una suggestione ipnotica: e, in effetti, è tutte queste cose, come anche un semplice consiglio.

Messo in pratica il consiglio porta alla fede, né più né meno. Fate ciò che consiglia Pascal, e in breve tempo sarete convinti di avere fede, e sarete convinti anche di averla sempre avuta, di essere giunti alla fede senza manipolazioni esterne, senza bisogno di alcun consiglio.

Fare "come se", fingere, ingannarsi, è l'inizio che porta ad operare una profonda e duratura ristrutturazione della nostra vita, perché alla fine del processo, che è molto più vicina nel tempo di quanto generalmente si pensi, si giungerà a vedere le cose in maniera differente, così come abbiamo scelte di vederle in basi ai nostri desideri.

E se in un periodo della nostra vita, ci troviamo in una palude da cui non riusciamo a tirarci fuori, e ci sembra di aver perduto la speranza di uscirne, possiamo sempre fare come il barone di Munchausen, che si tirò fuori dalla palude insieme al suo cavallo, tirandosi con una mano per i capelli. Se non credete sia possibile, nulla è perduto, potete ancora riuscire: per iniziare il processo che porta alla fede, o alla più modesta ma non meno importante soluzione dei vostri problemi, non è necessario avere fede in partenza, ma solo l'intenzione di cominciare a cambiare, di fare "come se" anche in una solo piccola cosa. Il resto, viene da sé, inevitabilmente.

I cambiamenti e le trasformazioni scatenate dalla finzione, dal fare “come se”, avverranno a livello inconscio, senza che noi ne siamo consapevoli. Attuare un nuovo comportamento, "fare come se", fingere e ingannarsi fa sì che le finzioni che mettiamo in atto finiscono col diventare parte integrante dei nostri comportamenti, sostituendo quelli vecchi e disfunzionali. E alla fine del processo questi nuovi comportamenti saranno parte integrante di noi, come se fossero stati lì da sempre, entrati a far parte del repertorio delle nostre abitudini, delle nostre risorse inconsce, perché: "Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce".

[Quest'ultimo è una aforisma di Pascal che secondo me definisce molto bene l’inconscio.]