La Fontaine

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La Fontaine, il mesmerista che si esibiva sui palcoscenici d'Europa intorno alla metà del 1800, deve la sua fama alle sue capacità di mesmerista e all'incontro con Braid, che osservandolo sul palcoscenico si convinse che i fenomeni mostrati erano reali.

La storia di Braid, che dopo sue anni pubblicava il primo libro sull'ipnosi, è nota. Meno noto come i contemporanei di allora considerassero La Fontaine e i suoi metodi.

Il resoconto che segue è il racconto di uno dei presenti alle dimostrazioni di La Fontaine.

Leggetelo considerando che all'epoca in cui è stato scritto non esisteva ancora il termine ipnosi, coniato qualche anno dopo da Braid, e che il mesmerismo era considerato, come in seguito l'ipnosi, più una pratica magica che scientifica.

"E' stato come invitato stampa che ho assistito alla mia prima "conversazione" (in italiano nel testo) mesmerica. La stanza in cui si teneva era ampia e maestosa, e la compagnia numerosa.

In fondo c'era un'ampia piattaforma sopraelevata, che al mio ingresso era occupata dallo sperimentatore, il cui aspetto era calcolato per risvegliare al massimo la curiosità e la meraviglia. Era circa di mezza età, leggermente al di sopra della media, con una buona struttura muscolare, ed era vestito di nero. I suoi capelli erano neri, i suoi occhi sfrontati, potenti e calmi; e la sua barba, che era molto abbondante, scendeva fino al suo petto. Questo era M. La Fontaine , che, mentre proseguivano i preliminari per l'intervento della serata, fu raggiunto prima da uno poi da altri, fino a una mezza dozzina di dottori e avvocati, tutti caratterizzati da un'aria d'importanza, ansia e gravità, come se da loro emanasse il dovere, e da ogni posa un profondo mistero. La platea sulle prime era incerta se lo sperimentatore che parlava solo francese, sarebbe stato visto come un deludente mistico o un intrigante ciarlatano. Supporre che fosse al contempo un uomo onesto e razionale sembrava fuori questione. Questa sensazione, tuttavia, era considerevolmente cambiata all'avvicinarsi dell'esperimento, che fu come segue:

una donna slanciata, di temperamento scialbo piuttosto che eccitabile, vestita di nero, salì lentamente la piattaforma, e fu sistemata in una sedia. Dopo che due medici avevano registrato lo stato delle sue pulsazioni, il mesmerista dallo sguardo misterioso si avvicinò, e le prese deliberatamente le mani, mettendo i suoi pollici su quelli di lei; i loro occhi si incontrarono, per circa cinque minuti ci fu un reciproco intenso mutuo sguardo; quindi, quando le palpebre cominciavano a tremare, le pupille si girarono verso l'alto, la sua respirazione diminuì, la sua testa cadde lentamente, espirò in un sospiro prolungato, e passò, od apparve passare in un sonno profondo e impassibile.

Adesso furono effettuati lenti passaggi dalla sua testa ai piedi, le sue braccia furono sollevate delicatamente e rese rigide dalla manipolazioni dell'operatore, e quindi rimasero lo spazio di due ore completamente estese, senza tremare o abbassarsi; sebbene tabacco da fiuto, ammoniaca, cerini accessi, e anche una candela, fossero ripetutamente applicati alle sue labbra e al naso, e aghi e lancette alle sue dita, guance e palpebre. La notte seguente assistei di nuovo. Fu ripetuto lo stesso processo induttivo con qualche trascurabile variazione, seguito dalle stesse barbarie in nome della sperimentazione, con l'aggiunta di una batteria galvanica che colpiva il paziente con una forza sei volte più grande di quella che sarebbe stata sostenuta da qualunque medico della compagnia, ma senza che producesse alcun effetto su di lei di quello che avrebbe avuto su una salma!

Alcuni spettatori applaudivano, mentre altri deprecavano questi procedimenti. Nessun essere umano avrebbe potuto negare le condizioni anormali della donna, qualunque fosse stato il metodo per indurle, e io lascia la scena con una sensazione mista di curiosità e timore, ancora dubbioso quanto alla portata di come questo potere potesse essere esercitato dalla totalità degli uomini e se quelli suscettibili fossero pochi o molti."

L'autore fu abbastanza colpito da questa rappresentazione da condurre esperimenti in proprio e alla fine scrivere sui risultati delle sue esperienze mesmeriche.