Janet ipnosi a distanza

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La possibilità di ipnotizzare soggetti a distanza, o per telepatia, fu formulata per la prima volta dal Marquis de Puysegur, un allievo di Mesmer, nel 1785. La sua ipotesi si basava sul fatto che il fluido magnetico non era impedito da ostacoli, per cui il magnetizzatore poteva magnetizzare anche attraverso i muri.

Puysegur era consapevole che questa argomentazione non poteva essere provata razionalmente, per cui si affidava all'esperienza, come la sola che potesse "provvedere certezza" dell'ipnosi a distanza.

Il fenomeno dell'ipnosi a distanza non si esaurisce con Puysegur, ma prosegue con altri ricercatori negli anni successivi. Tra questi meritano una menzione particolare Janet, Richet e Hericourt. Effetti sull'influenza mesmerica a distanza erano stati trattati precedentemente da James Esdaile e John Elliotson, a metà del XIX° secolo.

Myers scrive a proposito dell'ipnosi a distanza:

"L'evidenza della telepatia - ossia l'influenza fisica a distanza - ha raggiunto buona considerazione, in virtù di nuovi esperimenti che hanno reso possibile in maniera completa l'esclusione della suggestione. Ormai, posso dire che alla fine è stato dimostrato che la trance ipnotica può essere indotta a distanza così grandi e con tutte le precauzioni del caso, che la telepatia o qualche influenza oltre il normale è la sola causa efficiente possibile di questi fenomeni."

Myers tendeva a dimostrare l'esistenza della telepatia come fenomeno a se stante. Pierre Janet, viceversa, sperimentava l'esistenza dell'ipnosi a distanza con una serie di esperimenti, cui lo stesso Myers era presente.

Le sperimentazioni di Janet, che occorre ricordarlo è stato una personalità di spicco in campo medico nel suo tempo, sono riportate nella pubblicazione "Bulletins de la Société de psychologie physiologique" del 1886.

Il suo intervento si intitola "Deuxieme note sur le sommeil provoqué a distance et la suggestion mentale pendant l'état somnambulique", e riporta le sperimentazioni effettuate.

Scrive Janet "L'attenzione che la società di psicologia fisiologica ha accordato alle osservazioni sul sonnambulismo che il Dr. Gibert e io abbiamo presentato ... ci obbligano a verificare nuovamente gli stessi fatti e a rendere conto alla Societé delle nostre nuove esperienze.".

Come si vede, le ricerche sul fenomeno erano già state effettuate. La tecnica applicata in questi casi era semplice, si trattava semplicemente di pensare alle suggestioni da dare al soggetto. La suggestione, da verbale, diventava mentale. La stessa tecnica che darà usata negli esperimenti di Henry Munro.

Gli esperimenti di cui parla Janet sono effettuati con un soggetto femminile, Mme B...m che è ripetutamente ipnotizzata da Janet, prima con metodi tradizionali, poi "dopo una dozzina di prove, durante le quali l'avevo addormentata sei volte ... provai ad ordinare il sonno senza esserle a fianco, ma restando in una stanza vicina. L'esperimento riuscì bene; dopo aver pensato cinque minuti di ipnotizzarla, entrai dentro la stanza e la vidi completamente ipnotizzata; la testa e il corpo pendevano fortemente dal lato dove mi trovavo precedentemente. L'esperimento, tuttavia, non è conclusivo, poiché Mme B.... non dubitava delle mie intenzioni"

In questo caso si fa largo il sospetto che queste prove siano viziate in parte dall'esperienza del soggetto ipnotico, in parte dalle sue aspettative. Se il soggetto si aspetta di essere ipnotizzato a distanza: lo farà. Utilizzare per questi esperimenti un soggetto inconsapevole, che non abbia la minima idea della finalità dell'esperimento, è la prima cosa per assicurarsi poi dei risultati attendibili.

"Il 22 febbraio, dopo quattordici prove di sonnambulismo, e dopo averla ipnotizzata da me stesso 8 volte, provai per la prima volta a ipnotizzarla da lontano. Ero a casa mia, a una distanza di quattrocento e cinquecento metri dal luogo dove si trovava Mme B....m quando tentai di concentrare il mio pensiero sull'ordine di dormire, come l'avevo fatto sovente di fronte a lei."

Come nota Janet, "non c'è esperimento più semplice di questo: ordinare il sonno dal luogo in cui ci si trova a un'ora qualunque della giornata.".

Recatosi a casa di Mme B... circa un'ora dopo, con suo grande stupore, e nonostante non credesse di avere ottenuto risultati dal suo esperimento, Janet scopre che la ragazza era indisposta da circa un'ora essendo stata "colpita da stordimento, e obbligata a interrompere il suo lavoro ... Questa coincidenza per lo meno singolare mostra due cose, 1) che avevo potuto avere una certa influenza su questa donna, anche da lontano, e che avrei dovuto dedicarmi più seriamente; 2) che, per qualche ragione, Mme B.... poteva resistere ancora a questa azione e non si addormentava."

Janet trova modo di proseguire gli esperimenti ma senza troppo successo fino al due marzo alle 9 di mattina. Stavolta quando raggiunge la ragazza un'ora dopo, la trova in una posizione singolare "Era seduta e cuciva una salvietta; gli occhi erano aperti i movimenti continuavano regolarmente, ma con una lentezza straordinaria: cuciva appena tre o quattro punti al minuto. Le prendo un braccio senza dirle nulla, e resta immobile: era una vera e propria catalessia e questo stato durò, tra lo stupore dei presenti, un'ora. Lei, poco a poco aveva cessato di rispondere alle domande ed era rimasta immobile in questo modo."

Questo tipo di esperimenti continua, coinvolgendo M. Gibert. Sia lui che Janet ottengono ancora l'ipnosi a distanza.

Janet risponde ai critici, che potrebbero pesare che Mme B.... si addormentasse spontaneamente, magari più volte al giorno e in coincidenza con gli esperimenti di ipnosi a distanza. Secondo lui non si tratta di sonno naturale, ma di sonno ipnotico, e bisogna notare che la ragazza era stato trovata sue volte in ipnosi senza l'intervento di alcuno.

Janet riassume così le sue esperienze sull'ipnosi a distanza "Ecco le statistiche definitive. Ci sono state 22 esperienze fatte sia da M. Gibert che da me, tra cui bisogna contare sei fallimenti, tre all'inizio, quando l'abitudine sonnambulica none era ancora consolidata, uno in seguito dopo una interruzione di qualche giorno tra le prove, e due quando il soggetto affaticato ha resistito più di mezz'ora ad addormentarsi. D'altra parte ci sono 16 successi precisi e completi. Bisogna credere che si tratti di una coincidenza fortuita piuttosto che esatta? La supposizione può essere piuttosto inverosimile; ci sono state tutte le volte delle suggestioni involontarie da parte nostra? Non posso rispondere che una cosa, che abbiamo preso tutte le precauzioni possibili per evitarle. Non concludiamo dunque che una cosa, che parecchi fatti meritano di essere riprodotti e studiati, e da questo punti di vista gli esperimenti fatti hanno ancora il loro interesse. ... Bisogna raccogliere ancora dei fatti più precisi e numerosi su questo soggetto delicato che interessa tanto la fisiologia che la psicologia."

Le Havre, 25 maggio 1889 Pierre Janet

Note

Credo che le esperienze su un solo soggetto sonnambulico, quindi facilmente influenzabile, ripetutamente ipnotizzato, praticamente a cadenza giornaliera, non siano molto probanti soprattutto se questo stesso soggetto è stato trovato più di una volta in trance spontanea.

Visti con gli occhi del nostro tempo, gli esperimenti di Pierre Janet sul tema dell'ipnosi a distanza sembrano abbastanza ingenui e ben lungi dal possedere tutte le caratteristiche richieste dal controllo sperimentale.

Sarebbe comunque utile, come auspica lo stesso Janet, ripetere gli esperimenti in condizioni maggiormente controllate e con soggetti differenti, in modo da avere una casistica più significativa.

Esperimenti simili furono tentati anche da Henry Munro, con risultati molto soddisfacenti, ma nelle stesse condizioni sperimentali poco controllate.

Naturalmente aspettativa del soggetto e dello sperimentatore giocano un ruolo molto forte nella interpretazione dei dati rilevati.

Bisogna notare che se fosse davvero possibile il controllo mentale a distanza, nessuno sarebbe veramente al sicuro dalle manipolazioni di chiunque, anche se situato su un altro continente. Le conseguenze di un effettivo controllo mentale a distanza tramite l'ipnosi, sarebbe per lo meno curiose, perché ognuno potrebbe tentare di esercitare la sua influenza almeno sul vicino di casa, o all'interno delle mura domestiche. Ci sarebbero in questo caso molte persone che passano parte della giornata a formulare suggestioni con il pensiero, e a ricevere quelle formulate da altri. Non so che tipo di mondo sarebbe, ma apparirebbe molto più strano dell'attuale.

Bibliografia

  1. Janet, P. (1886).Deuxième note sur le sommeil provoqué a distance et la suggestion mentale pendant l'état somnambulique. _Revue Philosophique de la France Et de l'Etranger_ 22:212 - 223.

  2. Myers, F. W. H. (1903). Human personality: And its survival of bodily death. New York [etc.: Longmans, Green, and Co.

  3. Puységur, A. M. J. C. (1785). Suite des Mémoires pour servir à l'histoire et l'établissement du magnétisme animal. A Londres.