Ipnosi tecniche per il dolore

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Lo stato ipnotico non è né terapeutico né non-terapeutico in sé; è uno stato mentale in cui si è particolarmente recettivi, e che può essere usato per produrre cambiamenti o esplorare la mente. Attraverso appropriate suggestioni si stabilisce una comunicazione tra corpo e mente che riesce a produrre cambiamenti.

L'ipnosi è un trattamento eccellente per ridurre o eliminare il dolore, ma è essenziale ricordare che il dolore è un sintomo che ha lo scopo di avvisare che esiste una situazione di cui tenere conto. Mascherare l'impatto del dolore, eliminarlo completamente, può contribuire a mascherare un sintomo, che se ignorato può portare a complicazioni, anche semplicemente ritardando i trattamenti opportuni che avrebbero potuto risolvere la situazione.

C'è un corpo consistente di ricerche che testimoniano l'efficacia dell'ipnosi per la riduzione del dolore, sia acuto che cronico, e spesso l'ipnosi si dimostra il metodo migliore per l'eliminazione del dolore acuto. Anche nei confronti del dolore cronico, l'ipnosi ha un impatto maggiore rispetto ad altri trattamenti.

Uno studio di Montgomery e colleghi, ha esaminato la letteratura sul soggetto ipnosi e gestione del dolore. Lo studio ha preso in esame sia casi di solore clinico che di dolore provocato a scopo sperimentale, per un totale di 933 pazienti, suddivisi tra gruppo di controllo, che non ha ricevuto trattamenti o trattamenti standard, confrontato con con gruppi che hanno ricevuto un trattamento ipnotico per la riduzione del dolore. Il risultato di questa meta-analisi ha rivelato che l'ipnosi ha sicuramente un effetto benefico nel trattamento del dolore. I soggetti maggiormente ipnotizzabili non hanno tratto maggiori benefici dai trattamenti ipnotici, il che suggerisce che la profondità delle trance non è un fattore determinante nella riduzione del dolore.

L'ipnosi può essere utilizzata anche come un aggiunta integrativa a trattamenti medici o farmacologici convenzionali, sia prima che dopo un'operazione o una procedura dolorosa. L'ipnosi applicata prima di una operazione, può determinare un recupero più veloce e meno ansia e dolore post-operatorio.

I meccanismi che consentono all'ipnosi di regolare il dolore sono poco compresi, per non dire sconosciuti. Alcuni studi hanno formulato ipotesi, ma non c'è ancora una spiegazione esaustiva.

Il dolore

Il dolore si può presentare con aspetti, modalità e significati differenti. Si ha il ricordo del dolore, si sperimenta il dolore nell'immediato, si immagina come sarà nel futuro. Il dolore ha quindi un'estensione temporale, che crea aspettative negative.

Il dolore in sé può essere acuto, e spesso questo tipo di dolore è associato a una ferita, è causato da un incidente e si riscontra in generale in un danno organico. Comprendere, diagnosticare ed alleviare questo tipo di dolore, è semplice.

Quando il dolore è cronico la cosa si fa maggiormente complessa, sia perché il dolore ha un impatto consistente nella vita di colui che la soffre, spesso fino al punto di regolarla, sia perché la componente psicologica, in questo caso, può essere molto maggiore di quella organica. Comprendere, diagnosticare e curare questa tipologia di dolore, può essere difficile.

Esiste inoltre il dolore psicogeno, che non si riferisce a nessuna patologia individuabile, e la cui comprensione sfugge ad ogni indagine. Chi ne soffre, è apparentemente sano, o almeno non si riscontra nessuna patologia collegata al dolore. Al di là dei fattori psicologici, il dolore è percepito comunque come reale.

Oltre allo componente percepita, al dolore si associa spesso sofferenza psicologica, che si manifesta come ansia, frustrazione sensi di colpa, terrore profondo nella certezza che il dolore non cesserà nell'immediato e continuerà a manifestarsi per il resto della vita. Il dolore può manifestare anche interferendo nelle relazioni con le persone più vicine, gli affetti più cari, perché non si sono rassicurazioni che possano ridare serenità a chi soffre, oppure il dolore può tagliare fuori l'individuo da attività familiari e sociali, facendo del sofferente un escluso, a volte un recluso nella cella della sua sofferenza.

L'idea di affrontare un altro giorno di dolore, in queste condizioni, sembra semplicemente impossibile. Dormire può diventare impossibile. Il dolore diventa una parte della vita, spesso preponderante. Sembra non ci sia nulla da fare, ogni speranza è perduta. Viene a a mancare qualunque motivazione.

Ipnosi e dolore

Ci si rivolge all'ipnosi quando si soffre, come ultima risorsa, quando tutto il resto ha fallito e non si sono trovate soluzioni "scientifiche", "mediche", "alternative", e sembra che non ci sia altro da fare se non rivolgersi allo stregone. L'ipnosi è il passo precedente a questo, l'ultima possibilità prima di far ricorso alla magia.

La speranza di chi si rivolge all'ipnotista per il controllo del dolore, è che basti a quest'ultimo schioccare le dita per stare bene. Si dorme un po', ci si allontana dal mondo in una nebbia indefinita, si affida la propria mente all'ipnotista per quello che cerve il tempo che occorre, e ci si risveglia "guariti". L'ipnosi, purtroppo o per fortuna, non è una cura: non guarisce. Sicuramente può dissolvere il dolore, renderlo meno tormentoso, trasformarlo in qualcosa di tollerabile, ma agisce sulla percezione del dolore e non sulle cause.

L'ipnosi non indaga, non spiega, non diagnostica. Agisce, con una modalità di azione che è ancora del tutto sconosciuta. Di questo bisogna essere consapevoli, quando si decide di intraprendere la strada dell'ipnosi per il controllo del dolore.

Si smetterà di soffrire, si renderà il dolore tollerabile, si potrà riprendere a vivere dopo anni di sofferenze, ma non si "guarirà".

Teorie

Watkins e Watkins (1990), suggeriscono che la modalità di azione dell'ipnosi per la riduzione del dolore, sia nella dissociazione. In pratica il dolore sarebbe spostato in un area al di fuori della consapevolezza del paziente. Questa teorizzazione fa capo al modello dell'"hidden observer" di Hartland.

Questa spiegazione non rende conto del perché l'ipnosi sia necessaria per attivare questo meccanismo, quasi fosse un interruttore da premere per attivare certe risorse, mentre il dolore non può essere spostato semplicemente da svegli, nel normale stato di coscienza.

Metodiche ipnotiche per il dolore

Ogni ipnotista ha le sue tecniche e il suo approccio per il controllo del dolore con l'ipnosi, anche se alcune metodiche e certe tecniche si sono consolidate negli anni e sono largamente usate.

Alcuni ipnotisti, ad esempio, lavorano sul dolore quando il cliente è in stato sonnambulico, ritenendo che questo sia il livello d'ipnosi migliore per trattare il dolore. Per altri la profondità della trance è assolutamente secondaria e preferiscono considerare altre variabili, come il rapport con l'ipnotista o l'aspettativa positiva da parte del cliente.

Ognuno di questi aspetti può essere considerato secondario rispetto all'esperienza dell'ipnosi fatta dal soggetto e alle sue aspettative. Spesso quando la teoria è troppo complessa, lo è anche la soluzione che propone, mentre l'ipnosi è semplice. Meglio non complicare le cose e rimanere nell'ambito del rasoio di Occam.

L'ipnosi è molto superiore ad altri trattamenti non-ipnotici per il dolore, e simile o superiore ad altri trattamenti che hanno componenti di rilassamento, come il rilassamento progressivo. (Stoelb 2009)

Hammond (2007) ha presentato una serie di casi per il trattamento del mal di testa con l'ipnosi e l'autoipnosi, evidenziando significative diminuzioni nel numero di giorni di mal di testa, la durata dei mal di testa e l'intensità dei mal di testa. La conclusione è che l'utilizzo dell'ipnosi per il trattamento del mal di testa è una pratica consolidata.

E' da notare che spesso a un trattamento per il dolore con l'ipnosi, si associa una riduzione dell'ansia per il dolore stesso e le sue conseguenze.

Suggestioni dirette

Bistrattate dalla nuova ipnosi, considerate un retaggio del passato, le suggestioni dirette sono semplici ed efficaci. Possono essere espresse sotto forma di suggestioni post ipnotiche: 'Da stasera alle 11 ti sentirai meravigliosamente bene.'. Molto del loro successo dipende dalla convinzione con cui sono formulate.

Rilassamento

Non c'è posto alle tensioni in un corpo rilassato. La pressione del sangue si abbassa, il respiro si fa più regolare e si può ritrovare il piacere di avere il controllo del proprio corpo. Il respiro più lento e profondo favorisce lo scambio di ossigeno.

Il rilassamento può essere praticato tutti i gironi, in qualunque momento, in qualunque luogo. Necessita soltanto da parte di chi lo pratica, perseveranza e fiducia. Bisogna continuare a praticarlo, anche quando sembra non porti a niente, anche quando il dolore è una forte fonte di distrazione. E' la capacità di rilassarsi appieno che prosciuga la fonte del dolore, e permette al corpo di respirare nuovamente.

Analgesia/anestesia

L'analgesia ipnotica è quel fenomeno che consiste nel provare non provare dolore pur mantenendo sensibilità tattile nella parte trattata. Alcuni la considerano il primo passo l'anestesia vera e propria.

Sia l'anestesia ipnotica che l'analgesia, sono due trattamenti utili per il dolore, perché impediscono al soggetto di provare sensazioni dolorose o di ridurre le sensazioni dolorose.

Alcuni soggetti, riescono a realizzare analgesia e anestesia in autoipnosi, su parti del corpo o sull'intero copro. I risultati variano in funzioni di caratteristiche individuali e dell'addestramento.

L'anestesia ipnotica è uno dei trucchi utilizzati da maghi e altri illusionisti per proporre spettacoli a base di spilloni infilati nel corpo. Quindi può essere praticata nelle normali condizioni di veglia, o attivata dopo una breve concentrazione per attivare una routine autoipnotica.

Immaginazione guidata

L'immaginazione guidata è una tecnica semplice, che consiste nel far immaginare un luogo piacevole al soggetto in ipnosi. Mannix e al. (1999) ha compiuto uno studio su 129 pazienti con tensione cronica da mal di testa. L'immaginazione guidata era somministrata con una cassetta della durata di venti minuti, che i pazienti dovevano ascoltare una volta al giorno.

Rispetto al gruppo di controllo i pazienti trattati con l'immaginazione guidata hanno fornito risultati migliori in termini di miglioramento rispetto al dolore, vitalità e salute mentale.

L'immaginazione guidata appartiene alle tecniche di rilassamento, e di queste condivide effetti e risultati.

Metafore

Il dolore viene espresso tramite metafore. 'E' come un ago rovente', "è una palla che mi pesa qui ...", "è come una pinza che mi stringe la testa".

Queste metafore possono essere seguite, trattate e trasformate. Quando si esprime una sensazione tramite le caratteristiche di un oggetto, questo è suscettibile di tutte le trasformazioni possibili riguardo ai sui attributi: dimensione, colore, forma, temperatura, ecc.

Riducendo le dimensioni di un oggetto si possono ridurre i suoi effetti. Diminuendo la temperatura di un oggetto, si può far in modo che risulti meno fastidioso. Cambiando l'aspetto dell'oggetto cambiando le sensazioni che da questo originano.

Questa tecnica è molto interattiva, e deve essere costruita dall'operatore mentre si elabora la metafora. Si devono utilizzare tanti più sensi quanto possibile, bisogna scoprire quali trasformazioni vanno nella direzione della riduzione del dolore, e insistere su quelle.

Numeri

Questa tecnica sembra troppo semplice, ma è sorprendentemente efficace.

Per prima cosa bisogna che il soggetto assegni al dolore che prova un numero da uno a dieci, essendo dieci il dolore massimo. Si utilizzerà questo numero come punto di partenza, facendolo immaginare rappresentato su una scala, ad esempio un manometro.

Successivamente si chiede al soggetto di visualizzare la scala, si aumenta di poco il valore iniziale, e si chiede al soggetto cosa sta sperimentando. Il dolore deve aumentare leggermente.

Successivamente si diminuisce il dolore di un 20/30 per cento, e si chiede di rappresentarlo sulla scala.

Si prosegue in questo modo andando avanti e indietro sulla scala e verificando ogni volta che ci siano variazioni nel dolore percepito. Ci si ferma quando il valore del dolore sulla scala è 1 o 2, in modo da lasciare una certa soglia di dolore residuo, che non da fastidio, ma che costituisce comunque un avvertimento sulla sua presenza.

Questa tecnica può essere appresa facilmente anche dal cliente, che può usarla per conto suo, come qualunque altra tecnica autoipnotica.

Fonti:

Michael I. Weintraub, Ravinder Mamtani, Marc S. Micozzi "Complementary and Integrative Medicine in Pain Management Springer, 2008

Studi

A meta-analysis of hypnotically induced analgesia: How effective is hypnosis?

Guy H. Montgomerya, Katherine N. Duhamela & William H. Redda
pages 138-153

Lungo i due decenni passati, l'analgesia ipnotica è stata largamente studiata; tuttavia, non sono stati fatti tentativi sistematici per determinare la media dell'effetto analgesico dell'ipnosi o stabilire la generalizzabilità di questi effetti dal laboratorio alla clinica.

Questo studio esamina l'efficacia dell'ipnosi nel trattamento del dolore, confronta gli studi che valutano la riduzione del dolore in volontari sani, confrontati con quelli che usano pazienti, confronta gli effetti di analgesia ipnotica e la suggestionabilità ipnotica dei partecipanti, e determina l'efficacia delle suggestioni ipnotiche per il trattamento del dolore rispetto a interventi non ipnotici.

La meta-analisi su 18 studi rivela un effetto analgesico da moderato a grande, supportando l'efficacia delle tecniche ipnotiche per la riduzione del dolore. I risultati indicano anche che la suggestione ipnotica aveva effetti di riduzione del dolore sia in laboratorio che nella clinica. I risultati suggeriscono una larga applicazione delle tecniche di analgesia ipnotica con i pazienti affetti da dolore.

Bibliografia

  1. Weintraub, M. I., Mamtani, R., & Micozzi, M. S. (2008). Complementary and integrative medicine in pain management. New York: Springer Pub. Co.