Ipnosi per ricordare e dimenticare

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L'amnesia post-ipnotica è stata indagata lungo, poiché rientra nella casistica dei fenomeni ipnotici maggiori, ossia quelli che si suppone siano collegati agli stadi più profondi dell'ipnosi.

Thorn (1960) introdusse due distinte tipologie di amnesia post-ipnotica, che ritengo molto interessanti. La prima la denominò "Recall amnesia", amnesia da richiamo, e consiste nella incapacità del soggetto di richiamare alla memoria quanto accaduto durante la seduta. Questo tipo di amnesia è temporaneo.

La seconda la chiamò "Source amnesia", amnesia della sorgente, accade spontaneamente, e non consiste tanto nell'incapacità del soggetto di ricordare quanto accaduto durante la seduta, quanto nella incapacità di associare le informazioni acquisite alla seduta stessa.

La differenza tra questi due tipi di suggestione è che la prima può essere ottenuta tramite opportune suggestioni di dimenticare, o non ricordare, il contenuto della seduta, mentre la seconda accade spontaneamente, senza bisogno di utilizzare suggestioni specifiche perché accada.

Una delle caratteristiche peculiari dell'amnesia post-ipnotica, è che quanto il soggetto ha dimenticato, può essere ricordato sia attraverso l'utilizzo di un comando post-ipnotico, sia reipnotizzando il soggetto e chiedendogli di ricordare quando successo nella seduta da lui dimenticata.

Questo sembra indicare che l'amnesia post-ipnotica non si deve a un difetto o a un malfunzionamento del processo di memorizzazione, quanto a un fenomeno collegato all'incapacità di accedere ai ricordi della seduta.

Orne (1966) suggerisce che l'amnesia possa essere dovuta a una dissociazione in differenti tipi di processi mentali specialmente quando associata a una esperienza ipnotica molto profonda.

Ipermnesia

Al lato opposto dell'amnesia si trova l'ipermnesia, che consiste nel ricordare eventi del passato durante la trance ipnotica. In questo caso non si tratta semplicemente del processo di ricordare, ma di ricordare in maniera molto migliore, più approfondita, con maggiori dettagli. All'estremo di questa tendenza si può arrivare fino a una vera e propria rivificazione degli eventi passati, che consiste nella capacità di rivivere un evento passato come se si svolgesse nel momento in cui lo si ricorda.

Secondo molti autori l'accresciuta capacità di ricordare durante l'ipnosi si deve soltanto a un richiamo inaccurato dei fatti o a pura e semplice invenzione da parte del soggetto, n quanto è noto che durante la trance ipnotica si possono manifestare fasi di affabulazione.

Sloan (1981) riporta uno studio su 44 casi presi da testimonianze rese al "Los Angeles Police Department". I soggetti furono divisi in quattro differenti gruppi, al primo dei quali fu indagato in ipnosi. Le conclusioni dell'autore sono che non esistevano effetti significativi dell'ipnosi sulla memoria nelle misure di produttività, accuratezza del richiamo ed errori nei ricordi.

Regressione d'età

Se l'ipermnesia sembra portare i fenomeni della memoria al limite, un altro fenomeno, chiamato regressione d'età, anch'esso collegato alla memoria, si spinge ancora oltre.

In regressione d'età ci si può spingere a ricordare fatti da tempo dimenticati o che si riteneva impossibile richiamare alla memoria nel normale stato di veglia. Molti studiosi sono convinti che si tratti di un fatto del tutto reale, in quanto spesso le memorie accadono spontaneamente, senza lo stimolo di nessuna suggestione. Nei casi più eclatanti il soggetto non ricorda semplicemente se stesso ad un'età molto giovane, inferiore ai tre anni, ma agisce e si comporta come se avesse quell'età. In conseguenza di questo di dimostra incapace di leggere o contare, non riconosce l'attuale moglie o marito, ecc. Kline (1951) validò questo tipo di esperienze tramite test psicologici.

Un esperimento di Orne

In un video Orne chiede a una giovane donna come ha dormito la notte precedente. La donna risponde di aver dormito bene. Il dottor Orne registra la sua risposta e poi la ipnotizza, suggerendole durante la trance che la notte precedente era stata svegliata da una forte esplosione. Al termine della trance Orne sveglia la giovane donna e le chiede nuovamente come ha dormito la notte precedente. Stavolta la ragazza "ricorda" di essersi svegliata a causa di una forte esplosione. Orne ripropone alla ragazza la registrazione in cui affermava di aver dormito bene tutta la notte, causandole sorpresa e confusione.

Conclusioni

Il fenomeno della memoria in ipnosi rimane affascinante e sostanzialmente inspiegabile, nonostante i tentativi della ricerca di inserirlo in un quadro di riferimento teorico.

L'esperimento di Orne, e il contesto generale di una seduta ipnotica, ci suggeriscono in ogni caso di non fare troppo affidamento alla memoria, quando questa è utilizzata in ipnosi. L'ipnosi, di per sé e per nessun motivo, non è un siero della verità. Qualunque affermazione sia fatta in ipnosi, deve essere sempre e comunque verificata e validata da terze parti, perché altrimenti non ha valore alcuno.

Fonti:

Orne, M.T. On the mechanism of posthypnotic amnesia. International Journal of Clinical and Experimental Hypnosis, 1966, 15, 121-134.

Thorn, W. A. (1960). A study of the correlates of dissociation as measured by posthypnotic amnesia. University of Sydney

http://www.uncommon-knowledge.co.uk/articles/uncommon-hypnosis/memory-hypnosis.html