Ipnosi e filosofia

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La filosofia non è rimasta indifferente al fascino dell'ipnosi, e ne ha seguito l'evoluzione fin dall'inizio. Tarde seguiva i lavori di Bernheim, e conosceva le categorie del sonnambulismo, della suggestione e dell'ipnosi, quando scrisse nel 1895 la seconda edizione di "Law of Imitation".

In questa opera propose l'idea dell'uomo sociale come un vero e proprio sonnambulo:

"Il sociale, proprio come lo stato ipnotico, non è altro che una forma di sogno, un sogno di comando e di azione. Sia il sonnambulo che l'uomo sociale sono posseduti dalle illusioni che le loro idee, che sono state tutte suggerite loro, sono spontanee."

La società, quindi, non sarebbe altro che una vasta rete intessuta di reciproche suggestioni degli individui che la compongono. Ma com'è che alcune idee prendono il sopravvento sulle altre, come certi atteggiamenti si diffondono in misura maggiore?

tarde risponde riferendosi al prestigio. Alcune fonti, alcuni individui, hanno maggiore prestigio e rilevanza di altri, e questi sono quindi in gradi di avere una maggiore influenza di coloro che non godono di questo prestigio.

"Il magnetizzatore non ha bisogno di mentire o terrorizzare per assicurarsi la cieca credenza e la passiva obbedienza del soggetto magnetizzato. Ha il prestigio, e questo dice tutto."

Il prestigio dell'operatore sarà utilizzato come chiave di lettura dell'ipnotista da Hull some chiave di lettura dei sui esperimenti negli anni 30, e Eysenk in seguito parlerà di suggestione di prestigio, per indicare quella forma di suggestione in cui il ruolo maggiore è svolta proprio dal prestigio di cui gode la fonte che la emana.

Il pensiero di tarde è sicuramente più complesso di quello che emerge da queste poche righe, ma i suoi riferimenti alla suggestione come fondamento della società, si trovano riflesse nell'approccio di Henri Bergson all'arte: "La proposta dell'arte, si dice, è quella di cullare nel sonno la parte attiva e resistente della nostra personalità e condurla quindi in uno stato di perfetta docilità dove possiamo realizzare l'idea che ci è suggerita, dove possiamo simpatizzare con i sentimenti espressi. Nel processo dell'arte si ritrova ancora, in una forma attenuata ed elegante, e in qualche senso spiritualizzata, il processo con il quale si ottiene ordinariamente l'ipnosi."

Per Souriau la "fascinazione", l'arte degli ipnotisti come Donato e Hansen, era alla base o comunque un elemento importante dell'estetica. La contemplazione dell'arte richiede una serenità interiore che comporta la perdita della coscienza di se.

"Apriamo a una vita multipla, universale, indefinitamente variata, e questo desiderio, che non possiamo soddisfare nella realtà, cerchiamo di soddisfarlo nei sogni."

Più profanamene aggiungo che tutto quello che non riusciamo ad ottenere nella realtà, possiamo ottenerlo con l'ipnosi, o l'autoipnosi, che hanno la possibilità di trasformare, come diceva Bernheim, "le idee in atto."

Bibliografia

  1. Souriau, P. (1893). La suggestion dans l'art. Paris: Alcan.

  2. Tarde, G. ., & Parsons, E. W. C. (1900). The laws of imitation. New York: H. Holt.