Ipnosi per l'ansia

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Ansia e stati ansiosi possono essere risolti dall'ipnosi in tempi brevi, come testimoniano molte ricerche effettuate sull'argomento. L'ipnosi comporta un apprendimento che consente di regolare rapidamente i propri stati interni. Questo mette in grado chi soffre di ansia o stati ansiosi, di gestire in maniera autonoma ed efficace il proprio benessere.

Gli effetti si estendono oltre il controllo dell'ansia, e riguardano il benessere generale della persona e il suo livello di autostima. Non è raro infatti, che ad uno stato ansioso sia associato un basso livello di autostima, causato proprio dagli attacchi di ansia. La persona sofferente, si sente infatti incapace di gestire il problema, e questo comporta un basso livello di giudizio sulle proprie capacità, che spesso si estende alla persona in generale.

Il recupero del controllo dei propri stati interni effettuato con l'ipnosi, estende il controllo a molte altre attività, restituendo al soggetto fiducia e capacità delle proprie risorse. L'ipnosi si configura quindi non solo come un valido aito nel superare la sintomatologia ansiosa, ma anche come strumento di autoaffermazione. Il soggetto, attraverso il controllo appreso, riprende in carico il controllo di se stesso, riaffermando la padronanza di sè.

La validità del trattamento dell'ansia con l'ipnosi, è riaffermata anche da molti studi e ricerche che mettono a confronto l'ipnosi con altre tecniche, o usano l'ipnosi insieme ad altre tecniche.

Lo studio "EMDR and hypnosis in the treatment of phobias. Eye Movement Desensitization and Reprocessing" di Shirley McNeal, confronta l'EMDR con l'ipnosi per il trattamento delle fobie. Gordon Spies (1979), mette a confronto l'ipnosi con le tecniche di biofeedback ("Desensitization of Test Anxiety: Hypnosis Compared with Biofeedback" American Journal of Clinical Hypnosis Vol. 22, Issue 2, 1979), e conclude che, nonostante i risultati di entrambi i trattamenti fossero superiori a quelli del gruppo di controllo, l'ipnosi era superiore sia dal punto di vista dell'economia di tempo che dello sforzo richiesto al soggetto.

La riduzione dell'ansia non è limitata soltanto agli stati cronici e consolidati, ma anche a quelli che possono manifestarsi in seguito a delle situazioni ambientali contingenti e temporanee, come messo in evidenza nello studio "Hypnosis Reduces Preoperative Anxiety in Adult Patients" (A & A Mggio 2006 vol. 102 no. 5 1394-1396) di vari autori, in cui si mette in evidenza "l'ipnosi allevia significativamente l'ansia preoperatoria.", che indaga sugli stati ansiosi in previsione di una operazione. La stessa modalità di ansia collegata a un evento può manifestarsi anche in seguito a cambiamenti nell'ambito familiare, lavorativo, collegata a eventi stressanti presenti nell'ambiente o intervenuti nell'ambiente in seguito a modifiche del contesto.

Interessante anche il cponfronto proposta da vari autori nell'articolo: "Treatment of Anxiety: a Comparison of the Usefulness of Self-Hypnosis and a Meditational Relaxation Technique" (Psychother Psychosom 1978;30:229–242), mette a confronto meditazione e autoipnosi e conclude: "Le tecniche di meditazione e di autoipnosi ... sono semplici da utilizzare ed efficaci nella terapia dell'ansia.". Si mette così in evidenza un altra modalità, l'autoipnosi, che può essere effettuata direttamente dal soggetto in seguito a una situazione stressante, o come esercizio di salvaguardia preventiva, per contrastare gli effetti delle risposte fisiologiche dovute all'ansia.

Quando il disturbo d'ansia è particolarmente grave, può diventare invalidante, impedendo al soggetto di svolgere in maniera normale le proprie attività. Anche in questi casi che possono sembrare a chi li subisce senza via d'uscita, l'ipnosi o l'autoipnosi possono rivelarsi utili, restituendo alla persona che ne soffre il benessere e ripristinando delle condizioni di vita stabili.