Ipnosi animale

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Gambero ipnotizzato
Gambero ipnotizzato

L'immagine in apertura dell'articolo rappresenta un gambero di fiume in ipnosi. E' tratta dal volume "Hypnotism" di Carl Sextus, e testimonia l'esistenza dell'ipnosi animale.

E' possibile ipnotizzare molti animali. Ferenc Andras Volgyesi era un medico di Budapest, molto noto per la sua attività nell'ambito dell’ipnosi, soprattutto per le sue ricerche di ipnosi animale. Ipnotizzò in una sola giornata, praticamente tutti gli animali dello zoo di Budapest, elefanti esclusi, leoni compresi.

E' dall'opera di Athanasius Kircher (1602–1680) che si conoscono i metodi per ipnotizzare le galline, semplicemente stendendole per terra e disegnando davanti al loro becco una riga con il gesso. Forse l'esperimento della gallina ipnotica descritto da Kircher è la prima testimonianza che abbiamo dell'ipnosi animale.

Ipnotizzare gli animali è semplice, e molti si sono dedicati a queste sperimentazioni, soprattutto verso la fine dell'800: Czermack, Preyer, Mangold e lo stesso Volgyesi in seguito.

Sono state fatte esperienze su mammiferi, crostacei, rettili, batraci, uccelli, pesci, insetti, all'elenco mancano soltanto i dinosauri. Praticamente tutti i metodi di ipnosi animali sono riconducibili all'esperimento di Kircher, e consistono nel mettere l'animale in una posizione scomoda o non abituale, oppure fissarlo negli occhi, o incappucciarlo, come fanno i falconieri con i loro animali. La reazione dell'animale a questi trattamenti è quella di una immobilità che si mantiene qualche tempo.

L'interpretazione corrente di questa immobilità riporta ad una reazione di paura che genera catalessia nell'animale. Secondo Pavlov sarebbe un meccanismo messo in atto dall'animale che non può più fuggire o lottare per salvarsi. Di fronte all'immobilità della vittima, l'aggressore cessa solitamente l'attacco.

Per alcune specie questa interpretazione sembra corretta, ma per altre tale riflesso potrebbe essere addirittura nocivo. In ogni caso lo stesso fenomeno ha due interpretazioni differenti, la prima chiama in causa la pura dell'animale come causa scatenante il fenomeno, la seconda un riflesso condizionato di tipo neurologico.

In mancanza di informazioni particolareggiate da parte degli animali, si può sostenere l'una o l'altra di queste teorie, essendo consapevoli, comunque, che l'effetto può essere in un una miscela tra queste due componenti, più spostata tra l'uno o l'altro estremo a seconda della specie.

L'ipnosi di Padre Gassner, che compariva in una stanza scura all'improvviso, brandendo un crocefisso tra le mani e urlando frasi in latino, sfrutta sicuramente una componente legata alla paura (mi spiace ricordare che l'ipnosi animale ci riguarda in quanto primati).

La questione legata alle due teorie, non è secondaria, poiché si tratta di determinare se i fenomeni di ipnosi legati a differenti specie sono della stessa natura di quelli che avvengono negli esseri umani. In maggiore dettaglio, si tratta di determinare se l'ipnosi è un fenomeno di tipo neurologico, connesso alla fisiologia e all'organizzazione del sistema nervoso, oppure psicologico, dovuto ossia a modificazioni psichiche.

L'ipnosi animale, secondo alcuni autori, comincia sempre da modificazioni o impedimenti della motricità, che metterebbero in moto i meccanismi che conducono all'ipnosi. Questa posizione è smentita dalla possibilità di ipnotizzare animali, cani per esempio, semplicemente fissandoli negli occhi. Spesso l'ipnosi avviene in uno o due minuti.

Preyer, dell'università di Jena, sosteneva che l'ipnosi animale avviene sotto l'influenza della paura. Il gambero di fiume dell'immagine, rimane in quella posizione se vi è messo all'improvviso. Così una rana rivoltata di colpo sulla pancia rimane immobile. Se si bloccano le narici di un porcellino d'india con paio di pinze, l'animale è messo in uno stato di stupore tale, che gli si possono fare assumere le posizioni più ridicole.

Si possono ipnotizzare le galline e altri uccelli, forzando la loro testa sotto l'ala, e posi scuotendoli vigorosamente, dondolandoli tra le braccia. I rospi possono essere immobilizzati semplicemente tenendo un pollice sulla schiena e le altre quattro dita sulla pancia. Nel volgere di due tre minuti il rospo diventa immobile. Alcuni serpenti si immobilizzano diventando completamente rigidi come bastoni (Aronne gettò il bastone davanti al faraone e davanti ai suoi servi ed esso divenne un serpente. Allora il faraone convocò i sapienti e gli incantatori, e anche i maghi dell'Egitto, con le loro magie, operarono la stessa cosa.).

Giulio Belfiore, in "Ipnotismo e Magnetismo", riporta una pratica degli indiani del Nord America, che mettevano le mani sugli occhi di un cavallo e soffiavano contemporaneamente nelle sue narici, ottenendo in questo modo una sorprendente docilità.

L'ipnosi animale non contempla né suggestioni, né rapport né un approfondimento della trance, e al di là di qualunque considerazione teorica, bisogna tenere conto di queste differenze quando si esamina il fenomeno. D'altra parte ci sono altrettante somiglianze quando si esamina il fenomeno dal punto di vista fisiologico, e si nota come l'ipnosi può in entrambi casi esser indotta da stimolazioni esterne dello stesso tipo, o dalla mancanza assoluta delle stesse, inoltre la trance termina nello stesso modo e il tono muscolare subisce modificazioni evidenti.

C'è da notare che esperimenti fatti sui conigli in stato di immobilità tonica, hanno evidenziato la produzione di endorfine, e questo spiegherebbe (ma è solo un'ipotesi non comprovata) l'analgesia o l'anestesia che si accompagnano di solito a questo stato e che avrebbe permesso a mesmeristi come Elliotson e James Esdaile di effettuare operazioni anche complesse senza ricorrere ad anestesia chimica.

L'ipnosi animale è ingiustamente trascurata, perché il suo studio potrebbe gettare le basi per comprendere meglio i problemi posti dall'ipnosi.

Bibliografia

  1. Carli, G. (1977). Animal Hypnosis in the Rabbit. The Psychological Record27: 123.

  2. Chertok, L. (1984). L'ipnosi: Teoria, pratica, tecnica. Roma: Edizioni Mediterranee.

  3. Sextus, C. (1893). Hypnotism: Its facts, theories, and related phenomena, with explanatory anecdotes, descriptions, and reminiscences. New York: H.M. Caldwell Co.

  4. Volgyesi, F. A. (1972). Ipnosi umana ed animale e considerazioni sullo sviluppo filo-ed ontogenetico del cervello. Padova: Piccin.