Ipnosi a distanza

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Per molti l'ipnosi è una scienza, per altri un'arte, e questo dissidio difficilmente sarà risolto, essendo i due schieramenti divisi non dai fatti osservati o dai risultati ottenuti, ma da una visione del mondo completamente differente, che non può essere ricomposta utilizzando la logica. Nonostante questa profonda divisione, entrambi gli schieramenti hanno saputo utilizzare l'ipnosi in maniera creativa, sperimentando tecniche che non richiedono necessariamente la vicinanza dell'operatore e del soggetto né l'utilizzo della parola.

Queste tecniche permettono di espandere il contesto di utilizzazione dell'ipnosi sia in termini di spazio, perché il soggetto può essere in qualunque luogo si possa stabilire un contatto con l'ipnotista, sia in termini di
infatti sarà possibile operare su soggetti che non possono beneficiare delle convenzionali tecniche di ipnosi verbale.

Induzione a distanza

Se pensiamo che l'ipnosi debba avere un setting preciso, limitiamo il suo raggio di azione allo studio dell'ipnotista e al suo divano, poltrona, chaise-longue. In realtà possiamo estendere il raggio di azione dell'ipnosi a condizione che soggetto e ipnotista possono entrare in contatto. La tecnologia odierna ci mette a disposizione numerosi strumenti per realizzare il contatto, e l'ipnotista deve essere confidente nel loro utilizzo, come lo è delle tecniche convenzionali, per impadronirsi di tecnologie che saranno sempre maggiormente utilizzate negli anni a venire.

Le prime esperienze di induzione a distanza sono state fatte tramite telefono e risalgono, per quanto ho potuto appurare a Wetterstrand, un medico svedese, alla fine dell'ottocento.

L'ipnosi al telefono ha un'unica similitudine rispetto all'induzione standard, che prevede la compresenza di operatore e soggetto, e che consiste nell'utilizzo della voce. Non potendo vedere il soggetto, l'operatore ipnotico non ha nessun mezzo di verificare la trance, non potendo scorgere nessuno degli indizi che ne indicano l'insorgenza: immobilità, fissità dello sguardo, cambio di colore del volto, rilassamento della muscolatura, etc.. Da un certo punto di vista è come fare ipnosi al buio, potendo contare soltanto sulle risposte verbali del soggetto all'altro capo del filo.

L'ipnosi al telefono richiede almeno una prima induzione convenzionale, che serve a stabilire il rapport ipnotico e un segnale automatico per la reinduzione dell'ipnosi. Ipnotizzare per la prima volta il soggetto al telefono, proprio per l'impossibilità di vedere le sue reazioni, può risultare difficile, ed è sicuramente più complicato che in un setting convenzionale.

Per fortuna la tecnologia odierna ci mette a disposizione tecniche nuove per praticare l'ipnosi a distanza, che non hanno i limiti della comunicazione telefonica. Ci sono tecniche di comunicazione video a basso costo, presenti ormai sui PC di ogni fascia di prezzo, che sono più che sufficienti per realizzare una induzione ipnotica a distanza. Vedere le risposte del soggetto, consente di modulare meglio l'induzione. Questa modalità di fare ipnosi è limitata soltanto dall'impossibilità di toccare il soggetto, cosa che, comunque, non è necessario fare.

Tecniche non verbali

Nel paragrafo precedente abbiamo esaminato una tecnica ipnotica totalmente verbale, per l'impossibilità fisica di raggiungere un soggetto distante. In questo paragrafo analizziamo una tecnica completamente non verbale, in quanto l'induzione per la realizzazione dello stato ipnotico, è fatta senza utilizzare la voce. Il soggetto è portato nello stato ipnotico nel più completo silenzio attraverso l'utilizzo di gesti e manipolazioni.

L'ipnosi non verbale, è la definizione che si da all'insieme delle tecniche che consentono di realizzare l'ipnosi in un soggetto senza ricorrere alla parola.

L'utilizzo della tecnica consiste nel realizzare la catalessia nel soggetto, che si può fare con tecniche la fissazione dello sguardo, sia su un oggetto o un punto, sia direttamente negli occhi dell'ipnotista. Quando realizzate propriamente, queste tecniche conducono alla catalessia del soggetto in pochi minuti. Altre tecniche realizzano la catalessia direttamente dalla manipolazione degli arti, tipicamente le braccia. Altre tecniche ancora utilizzano i movimenti della mano dell'ipnotista o del soggetto per indurre lo stato ipnotico con ripetuti passaggi davanti allo sguardo del soggetto, fino al raggiungimento della catalessia. Quando i passaggi delle mani sono estesi fino alla bocca dello stomaco o a tutto il corpo, si sta replicando la vecchia tecnica di induzione di Mesmer, che era essenzialmente una tecnica non verbale. Le sue variazioni sono praticamente infinite, e alcuni utilizzano toccamenti in vari punti del corpo al posto dei passi, con analoghi risultati. Bisogna soltanto sviluppare la sensibilità necessaria ad individuare l'insorgenza della catalessia nei punti di toccamento.

A metà strada tra l'ipnosi non verbale e quella verbale, sono le tecniche che suggeriscono al soggetto di ripetere una fase chiave, o una serie di operazioni mentali come conteggi alla rovescia od operazioni matematiche più complicate (contare alla rovescia di tre in tre), fino al raggiungimento della trance. In questo caso l'induzione avviene in silenzio, ma a seguito del lavoro verbale interiore del soggetto.

Altre tecniche analoghe consistono semplicemente nel far sdraiare il soggetto in un posto caldo, dopo avergli spiegato nel dettaglio il risultato atteso. Anche in questi casi la trance si raggiunge in breve tempo.

Ci sono tecniche analoghe a quelle non verbali, che non prevedono l'uso della parola, ma di vocalizzi di vario genere (Maeres ad es.), costituiti da suoni gravi od acuti, emessi a bocca chiusa o utilizzando la gola, e che sono sincronizzati con le risposte del soggetto durante le fasi si induzione. I vocalizzi non hanno un senso compiuto, ma rappresentano pur sempre suoni, per cui possiamo catalogare queste tecniche come para-verbali, piuttosto che non verbali.

Le tecniche non verbali sono interessanti perché aprono le porte dell'ipnosi a quelle persone che altrimenti non potrebbero usufruirne. Infatti possono essere impiegate con i sordi, con ottimi risultati. Nel "trattato di ipnosi" di Sani, è descritto l'utilizzo dell'ipnosi per i sordi attraverso l'utilizzo di biglietti recanti le suggestioni. Una possibilità di intervento ipnotico che allarga la platea dei soggetti che possono ricevere i benefici dell'ipnosi.

Ipnosi e scrittura

L'ipnosi può essere fatta anche attraverso la scrittura. Una suggestione è una suggestione, indipendentemente dalla fonte attraverso cui ci arriva, come i pubblicitari sanno bene.
Le tecniche in questione sono legate infatti, più al marketing, che all'ipnosi vera e propria, e costituiscono la base delle metodologie di vendita più aggressive del mercato.

Agganciare l'attenzione del soggetto costituisce il primo passo di una induzione ipnotica, e lo stesso concetto è alla base del messaggio ipnotico, che crea un contesto, spesso ripetuto nel testo, per il lettore in modo da interessarlo ( ... fai soldi stando comodamente a casa tua ...), di creare urgenza (offerta limitata, solo 15 pezzi), di offrire bonus (e inoltre, compresi nel prezzo ... del valore complessivo di ...), di rendere le cose facili (acquistare da noi è semplice e divertente ...). Chi vorrebbe fare una cosa difficile e complicata, soprattutto quando è lui che paga?

Questa struttura sviluppa nel lettore un interesse sempre crescente cosicché alla fine si trova talmente interessato dalla lettura del messaggio, che il mondo si allontana, proprio come durante un'induzione ipnotica, e tutto quello che il lettore sente, vede, pensa, è quello che sta leggendo. Qualunque cosa si scriva affinché il lettore reagisca al contenuto sviluppando immagini mentali, è scrittura ipnotica.

Molte di queste tecniche appartengono e si sono sviluppate per il marketing, e mescolano liberamente pnl, e il linguaggio ipnotico più in generale: presupposizione, domande, doppi legami, etc.

Il messaggio ipnotico deve essere abbastanza lungo da contenere ripetizioni delle suggestioni chiave: se un persona è minimente interessata all'acquisto, alla fine della lettura deve essere impaziente di fare l'ordine. Se vi è capitato di ricevere a casa un mucchio di cose inutili acquistate in un momento di follia, sapete di cosa sto parlando.

Per quello che attiene più strettamente l'ipnosi, è possibile scrivere un'induzione e poi consegnarla al cliente. Ormond McGill, il decano degli ipnotisti inglesi recentemente scomparso, utilizzava tecniche di questo tipo. Metteva nelle mani dei soggetti un foglio con l'induzione o delle semplici suggestioni di rilassamento, e chiedeva al soggetto di leggerlo ad alta voce, provando esattamente quello che stava scritto sul foglio. Questa tecnica, assai efficace, può essere fatta chiedendo al soggetto di leggere "nella sua mente" le parole scritte sul foglio. Se si è scelto il soggetto opportuno, l'induzione è quasi istantanea.

La scrittura ipnotica può essere utilizzata anche a scopo suggestivo, come faceva ad esempio Erickson. Le regole non sono dissimili da quelle evidenziate precedentemente e utilizzate per la vendita e il marketing dei prodotti. Bisogna creare un contesto e utilizzarlo, inserendo nel contesto le suggestioni opportune. Questo è quello che fece Erickson, per assecondare la richiesta di una madre, che voleva che sua figlia, che a causa dei fratelli più grandi aveva smesso di credere a Babbo Natale, credesse almeno per un altro anno al coniglietto pasquale.

"Scrissi:'E una volta ho sbagliato i calcoli saltando sotto un cactus, e mi sono punto con le spine dove fa male. Sono stato quasi morso da un serpente a sonagli. Mi sono fatto dare un passaggio da un asino selvaggio. Era un asino gentile, ma era un asino terribilmente asino. Mi ha portato nella direzione sbagliata, e poi ho dovuto farmi a balzelloni tutta la strada del ritorno. Poi sono stato così sciocco che non trovato di meglio che chiedere un passaggio a una lepre; correva come una pazza e mi ha portato nella direzione sbagliata, e di nuovo ho dovuto farmi a balzelloni tutta la strada del ritorno! Non chiederò più passaggi, penso che autostop non faccia per me.'
...
E la gente continua a telefonarmi, chiedendomi di fare Babbo Natale con i loro bambini, come avevo fatto quando i loro genitori erano miei pazienti.
Tre bambine per sei settimane, sono saltate giù dal letto ogni mattina precipitandosi alla cassetta delle lettere per trovarvi la loro lettera da parte del coniglio pasquale." (Milton Erickson "La mia voce ti accompagnerà" Astrolabio 1983 "Le lettere del coniglietto pasquale" 194-195)

Commento

Se non riuscite a dirlo con le parole e i fiori non servono a nulla, lasciate in giro una lettera, un foglio di carta, qualche frase scarabocchiata che faccia al caso vostro e fate in modo che sia trovata. Potete anche scrivere delle massime, dei consigli e dei suggerimenti appropriati al vostro caso e appenderli da qualche parte, ben in vista, in modo da leggerli più volte al giorno. E' un maniera indiretta e molto semplice di fare autosuggestione secondo il metodo Coué. Se credete che non sia efficace, provateci, in seguito potreste ricredervi.

Che siano al telefono o scritte o sussurrate o lasciate intendere con un secco cenno del capo, le parole fanno del bene o del male. Il supporto che ce le recapita è del tutto indifferente, e forse non è un caso che si dica che ne uccide più la penna che la spada.

Per questo andateci piano con le parole, usatele con cura, garbo e intelligenza. Pensate come vi sentireste ascoltando di nascosto il discorso di qualcuno che parla male di voi, e pensate anche come vi sentireste ascoltando il discorso di qualcuno che parla bene di voi.

Le parole non ci lasciano indifferenti: "Quando trovo una parola scavata è nella mia vita come un abisso.", scriveva Ungaretti.

Attenti a non caderci dentro.

Bibliografia

  1. Cooperman, S., & Schafer, D. W. (January 01, 1983). Hypnotherapy over the telephone. The American Journal of Clinical Hypnosis, 25, 4, 277-9.

  2. Erickson, M. H., & Rosen, S. (1983). La mia voce ti accompagnerà: I racconti didattici di Milton H. Erickson. Roma: Astrolabio.

  3. Owens, H. E. (January 01, 1970). Hypnosis by phone. The American Journal of Clinical Hypnosis, 13, 1, 57-60.

  4. Roberts, J. A. (January 01, 1978). Hypnosis by telephone. The Medical Journal of Australia, 2, 4, 158-60.

  5. Stanton, H. E. (January 01, 1978). Hypnotherapy at a distance through use of the telephone. The American Journal of Clinical Hypnosis, 20, 4, 278-81.

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  7. Vitale, J. (2007). Hypnotic writing: How to seduce and persuade customers with only your words. Hoboken, N.J: John Wiley & Sons.