Ipnoanalisi

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Tra tutte le declinazioni dell'ipnosi, merita un particolare risalto l’ipnoanalisi, perché nonostante tutte le giustificazioni teoriche che se ne possono dare, è una contraddizione in termini.

Infatti la psicanalisi, nel lungo percorso che porta da Mesmer a Freud, nasce dal rifiuto completo e totale, da parte del medico Viennese dell'ipnosi, da lui sostituita con la tecnica delle libere associazioni. Come scrive (Lacan, 1998 p. 287) “Come tutti sanno, è stato differenziandosi dall'ipnosi che si affermò la psicoanalisi.”.

La domanda su come sia possibile fare psicoanalisi nel contesto di una seduta ipnotica, non è del tutto peregrina e irrilevante, perché mette in luce le radicali differenze teoriche e metodologiche che esistono tra le due discipline.

Dal punto di vista storico, la psicoanalisi si è affermata partendo dagli studi sull'isteria compiuti da Sigmund Freud insieme al collega più anziano Joseph Breuer, a Vienna, intorno alla fine del 1800. Dal loro lavoro congiunto venne alla luce il volume "Studi sull'isteria” del 1885 a seguito di una comunicazione preliminare di due anni precedente.

Il caso tipico illustrato in “studi sull’isteria”, riguarda il trattamento della paziente Anna O., eseguita da Breuer utilizzando il metodo catartico, che consisteva nell'ipnotizzare profondamente Anna O. per farle rivivere durante la trance ipnotica i ricordi degli eventi traumatici di cui era stata vittima. Il ricordare consentiva di rivivere l'evento con tutte le emozioni ad esso connesse e di scaricarle, attraverso un'abreazione.

Un esempio tipico riportato in qualunque volume, riguarda l'incapacità di Anna O. di bere acqua. Questo problema, fatto rivivere ad Anna O. durante l'ipnosi, permise di scoprire che la dama di compagnia di Anna O. aveva fatto bere acqua da un bicchiere a un cane, e anche se Anna O. era rimasta particolarmente turbata da questo evento, sul momento non era riuscita a dire nulla all'amica.

Durante l'ipnosi, al contrario, riuscì a esprimere tutto il dissenso nei confronti dell'amica, e al termine della seduta chiese tranquillamente un bicchiere d'acqua.

Anna O. ricordò in ipnosi molti altri eventi, e questo trattamento sembrò essere la chiave di volte per risolvere problematiche di tipo isterico, secondo quanto era emerso anche dagli studi contemporanei effettuati con tecniche simili da Charcot, all'ospedale della Salpêtrière, a Parigi.

Ma Freud la pensava diversamente dal suo collega, anche perché l'utilizzo dell'ipnosi, per la quale Freud, per sua stessa ammissione none era molto votato, aveva un utilizzo limitato. Freud non riusciva a ipnotizzare tutti i suoi pazienti e quindi non poteva trattare tutti con questo metodo.

Per questo motivo sperimentò cambiando la sua tecnica ipnotica. Poneva semplicemente la mano sulla fronte dei suoi pazienti e chiedeva loro di rilassarsi e ricordare l'evento. Ben presto fece a meno anche di questo, limitandosi a chiedere ai suoi pazienti di ricordare. Era la fine dell'ipnosi e l'inizio delle libere associazioni.

Per tutto questo, mi chiedo come si possibile utilizzare le libere associazioni in ipnosi. Queste ultime sono nate proprio dalla sua esclusione, sia pratica, la tecnica vera e propria, sia teorica: secondo Freud, infatti, l'ipnosi maschera le resistenze aggirandole e non consente di portarle alla coscienza. Per questo i sintomi, non essendo stati analizzati, compresi e risolti a livello della coscienza, si ripresentano.

Leon Chertok (1998) sostiene che "In relazioni alle correnti più estensive è da intendersi psicoanalisi ogni trattamento che dia il massimo risalto all'inconscio ... in tal caso tutti i procedimenti indicati con il termine "ipnoanalisi" sono psicoanalitici"

In pratica tutto è psicoanalitico, anche chiedere a qualcuno di chiudere gli occhi, rilassarsi e dire quali immagini o pensieri gli vengono in mente. Ma poi, in definitiva, come si fa a sapere se sta parlando l'inconscio o la coscienza? Riguardo a questo si possono fare solo delle illazioni.

Ma Chertok aggiunge "Viceversa, secondo i criteri più restrittivi è da intendersi psicoanalisi i soli metodi che danno incremento alle funzioni d'integrazione dell'io; in tal caso è psicoanalisi solo l'’ipnoanalisi rieducatrice’ e i due trattamenti ipnoanalitici con ‘analisi del transfert’".

La situazione se non è confusa, almeno è perlomeno un po' complicata.

Anche quando si afferma che "l'ipnoanalisi si definisce chiaramente come un miscuglio proporzionato di psicoanalisi e di ipnosi, miscuglio giustificato in teoria dalla natura di queste due tecniche e che, se usato con giudizio, garantisce vantaggi in casi accuratamente selezionati".

La situazione, a questo punto, non solo non è chiaramente definita, ma piuttosto caotica. Si tenta di fare stare insieme il diavolo e l'acqua santa. La giustificazione del miscuglio da dove viene? Freud chiude con l'ipnosi, non ha nessuna intenzione di “mischiarla” con qualunque altra cosa, e si tiene lontano il più possibile, attraverso le libere associazioni, da qualunque intervento di natura suggestiva, che potrebbe anche lontanamente far pensare all'utilizzo dell’ipnosi.

Mi chiedo anche cosa stia cercando di dire Leon Chertock quando dice che "oggi l'ipnoanalisi è una tecnica che combina l'impiego dell'ipnosi e della psicoanalisi nell'intento di abbreviare la psicoanalisi classica".(Chertok, 2005)

Forse ci si rende conto che i tempi della psicoanalisi sono un tantino lunghi, oppure decisamente troppo lunghi per essere utili. In ogni caso, al di là dall'evidente differenza nella tempistica dei due approcci, non si spiegano i motivi teorici e pratici per cui queste due discipline possano stare insieme. Se lo scopo è abbreviare l’analisi, tanto vale fare l’ipnosi che è molto più breve. Se l’analisi deve essere abbreviata, allora meglio sostituirla con una tecnica più veloce, se quest’ultima garantisce gli stessi risultati.

Secondo Freud non si ricorda un evento, perché questo è doloroso, di conseguenza c'è un meccanismo di rimozione. Il paziente difende questi ricordi dolorosi, erige delle difese che la psicoanalisi porta allo scoperto e deve abbattere per proseguire nel cammino dell'analisi. L'ipnosi nasconderebbe, secondo Freud queste difese. Ciò non toglie che molti autori utilizzino l'ipnoanalisi per vincere queste difese che solo la psicanalisi metterebbe in luce.

"In questo caso misi in evidenza, vincendo le sue difese con l'ipnoanalisi (psicoanalisi durante lo stato d'ipnosi)" (Favaretti, 2005)

Non so cosa potrebbe pensare Freud dell'utilizzo dell'ipnoanalisi e mi piacerebbe davvero un suo parere. Credo che non direbbe, come si trova in letteratura, che l'ipnoanalisi non differisce dalla psicoanalisi che per lo strumento usato (ipnosi/libere associazioni), perché ci sono presupposti teorici e tecnici completamente differenti di cui bisogna tenere conto e che hanno una ragione d'essere nel tenere distinte le due tecniche

Conclusioni

L'ipnosi utilizzata come faceva Breuer, il metodo catartico, non è l'analisi freudiana.

Vista l'impostazione data da Freud alla psicoanalisi, ipnosi e psicanalisi non possono mischiarsi, sono come l'acqua e l'olio.

Per quanto riguarda il metodo catartico di Breur, è ancora oggi in uso nelle tecniche ipnotiche regressive. L'applicazione di queste tecniche presuppone, infatti, che ci sia stato un trauma, spesso nella prima infanzia, da cui derivano i problemi attuali, e che i ricordi relativi a questo trauma possono essere recuperati con le opportune tecniche e quindi trattati.

In ipnosi le tecniche opportune per recuperare questi eventi sono quelle dell'ipnosi regressiva. L'estensione del periodo in cui questi ricordi possono essere recuperati è stato portato da Brian Weiss, oltre la data di nascita, oltre la vita presente, nei ricordi delle vite passate.

Bibliografia

  1. Breuer, J., & Freud, S. (1900). Studies on hysteria. New York: Basic Books.

  2. Chertok, L. (1984). L'ipnosi: Teoria, pratica, tecnica. Roma: Edizioni Mediterranee.

  3. Chertok, L., & Stengers, I. (January 01, 1993). Hypnose et psychanalyse: Les enjeux d'une histoire. Revue Internationale D'histoire De La Psychanalyse, 6, 251-270.

  4. Chertok, L. (1981). L'ipnosi tra psicoanalisi e biologia: Quello che gli psicologi non sanno. Milano: Celuc libri.

  5. Favaretti, S., & Di, R. P. (2005). Come guarire la depressione, l'ansia, le fobie e le ossessioni: Nuovi sviluppi della psicoterapia. Roma: Armando.

  6. Lacan, J., Sheridan, A., & Miller, J. A. (1998). The four fundamental concepts of psychoanalysis: The seminar of Jaques Lacan Book XI. New York: W.W Norton & Company.