Inganni ipnotici

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L'ipnosi è un fenomeno interessante, perché evasivo, e difficile da analizzare. Ingannarsi sui risultati di un esperimento o sulle caratteristiche di un fenomeno, è facile. E' addirittura possibile che le azioni compiute per determinare un risultato, suscitare un fenomeno ipnotico, non siano quelle evidenti, che facciamo nella nostra piena consapevolezza, ma altre meno apparenti, che compiamo senza nemmeno rendercene conto, e che alle prime sono sempre associate, a nostra completa insaputa.

Ma non è l'ipnosi che ci inganna, è la nostra interpretazione dei fatti che contiene l'inganno e lo perpetua.

Charcot aveva definito e formalizzato l'ipnosi in tre stadi principali, che dovevano sempre ottenersi e il passaggio da uno stadio all'altro era definito da una serie di azioni molto semplici.

I tre stadi erano:

Stato catalettico. — La catalessi sembra essere sempre la prima nell' apparizione dei fenomeni ipnotici, ottenuti nelle condizioni che abbiamo determinate. Il sintomo più saliente della catalessi è l'immobilità. Fate alzare un catalettico, egli rimane fisso; i suoi arti mantengono la posizione che si dà loro.

Stato letargico. — Questo stato può succedere alla catalessi o al sonnambulismo e si può produrlo primitivamente con la fissazione dello sguardo o con qualunque altro procedimento. Gli occhi si chiudono più volte, poi si aprono di nuovo; finalmente la testa si piega sul petto, e il soggetto fa sentire un rumore glottico accompagnato da un movimento di deglutizione che, quando esiste, indica sempre che la letargia è sopravvenuta

Stato sonnambolico. — È quello che si ottiene quasi sempre addormentando per suggestione, procedimento spesso adoperato, sia solo, nel metodo di Faria, sia ,combinato con i passi magnetici e col procedimento di Braid. Secondo i rappresentanti della scuola della Salpêtrière, rappresentata da Charcot, bastava uno sfregamento della cervice per produrre il sonnambulismo.

La descrizione degli stati è ripresa da: "L'ipnotismo e gli stati analoghi sotto l'aspetto medico-legale ... " Di Georges Gilles de la Tourette, allievo di Charcot.

Ora, quando altri osservatori hanno tentato di verificare questi tre stati, invariabilmente hanno fallito nel riprodurli. Wetterstrand non riuscì su più di tremila pazienti, Liébeault non trovò niente, nonostante avesse ipnotizzato più di seimila soggetti.

Richet, della scuola di Charcot, sosteneva, al contrario, che chiunque poteva ottenere gli stessi risultati. Inoltre sosteneva che esistevano differenti zone ipnogene, la cui pressione determinava l'ipnosi, e tra queste erano le zone del cranio che producevano sonnambulismo tramite sfregamento o pressione.

Bernheim, della scuola di Nancy, di opinioni contrarie a quella della Salpêtrière, scriveva di non essere mai riuscito a riprodurre i fenomeni e di non essere mai riuscito ad ipnotizzare qualcuno tramite sfregamento della cervice. "Premo su differenti punti del cranio, ma non ottengo risultati.".

La questione non era priva di peso, perché si trattava di determinare se l'ipnosi era un fenomeno fisiologico, una malattia di tipo isterico, come sostenuto dalla scuola di Charcot, oppure suggestivo, a cui tutti potevano sottoporsi, non solo gli isterici.

Bernheim risolse la questione con un semplice esperimento.

"Ecco un esperimento che ho fatto con M. Beaunis. Abbiamo ipnotizzato una balia al nostro servizio, che era suscettibile al sonnambulismo. Non era mai stata presente, sia come soggetto che come testimone, al tipo di esperimento che volevo tentare su di lei. Misi il braccio sinistro in catalessia, in posizione orizzontale, il pollice e l'indice disteso le altre dita piegate; il braccio destro rimase rilassato. Vi applicai un magnete per otto minuti. Non successe nulla. Quindi, rivolto a M. Beaunis, dissi" 'Ora provo un esperimento. Applicherò il magnete sulla mano destra (sul braccio non catalettico), e in un minuto vedrai questo braccio che si solleva e raggiunge la stessa posizione del sinistro, mentre quest'ultimo si rilassa e cade.' Piazzai il magnete proprio dov'era prima , e in un minuto la suggestione fu realizzata con precisione perfetta."

L'esperimento proseguì usando il magnete sul braccio sinistro, poi sempre sulle braccia, ma facendo muovere le gambe. Fu cambiato il magnete con un altro oggetto: una penna, una bottiglia, un pezzo di carta, e lo stesso fenomeno si verificò. Il giorno successivo lo stesso esperimento fu ripetuto su un soggetto presente al primo esperimento, e senza nessun bisogno di dare alcuna suggestione, si verificarono gli stessi fenomeni. "L'idea del trasferimento era stata suggerita alla sua mente dalle circostanze delle quali era stato testimone", scrive Bernheim.

L'esperimento, oltre ad essere un esempio molto bello di suggestione indiretta (Bernheim, usando una tecnica divenuta popolare tramite Erickson, parla a Beaunis per spiegare al soggetto ipnotico cosa deve fare, e usa un soggetto presente all'esperimento per lo stesso motivo), rende conto di come le azioni ripetute dai pazienti della Salpêtrière, altro non erano che suggestioni, fornite dallo sperimentatore stesso o dall'ambiente esterno. Le suggestioni non arrivano solo con le parole, ma anche con i gesti, l'atteggiamento generale della nostra persona, ecc. Gli ipnotisti della Salpêtrière furono vittime di un inganno, di un abbaglio generale, interpretando come fenomeni fisiologici quelle che altro non erano che suggestioni.

La cosa fondamentale è che il soggetto deve sapere esattamente cosa aspettarsi. la suggestione deve dire al soggetto esattamente e senza nessun fraintendimento, cosa fare. L’ipnotista deve essere perfettamente compreso dal soggetto.

La regola della suggestione ipnotica dunque è: più direttamente formuliamo una suggestione maggiori sono le probabilità del suo successo.

Al contrario, quanto più una suggestione è indiretta, minori sono le possibilità che sia realizzata, minore la sua efficacia.

Una suggestione formulata in maniera chiara, precisa, e diretta al punto, consente una sua immediata verifica, ed elimina la possibilità che nel rapporto ipnotico si insinui qualche altra suggestione indesiderata o inopportuna, che agisce senza che noi lo vogliamo e ce ne rendiamo conto.

Se non osserviamo queste regole può capitarci qualcosa di simile a quello che successe a Boris Sidis, all’inizio del ’900, quando ipnotizzò un paziente per sollevarlo dal mal di testa. L’ipnosi ebbe successo e pochi giorni dopo il paziente gli disse che i mal di testa forti erano passati, ma che durante la giornata aveva ancora qualche volta dei leggeri mal di testa. Boris gli diede la suggestione che non avrebbe avuto più mal di testa leggeri, e il giorno dopo il paziente tornò, lamentandosi di un attacco severo.