Il controllo di se stessi - parte prima

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Copertina del libro Couè edizione americana
Copertina del libro Couè edizione americana

Presento una traduzione integrale del libro "La Maîtrise de soi-même par l'autosuggestion consciente : Autrefois de la suggestion et de ses applications".- Nouvelle édition.- Nancy : Chez l'auteur et à Paris : Librairie Oliven 1926.

Ho tralasciato la traduzione delle lettere e dei frammenti di lettere di ringraziamento che si trovano in coda al volume, e che non hanno interesse o rilevanza nella descrizione del metodo Couè.

Questo volume ci introduce nel primo metodo di autosuggestione. Ha un valore storico, ma anche pratico, perché il metodo è ancora attuale e può essere praticato con facilità da chiunque. Molto di quello che è stato fatto dopo, deve molto alle idee di Couè e alla semplicità con cui ha saputo applicarle al benessere della persona.

Il controllo di se stessi attraverso autosuggestioni consapevoli

La suggestione, o piuttosto l'Autosuggestione, è un soggetto abbastanza nuovo, e tuttavia allo stesso tempo è vecchio come il mondo.
E' nuovo nel senso che finora è stato studiato male e di conseguenza compreso male; è vecchio perché data dall'apparizione dell'uomo sulla terra. Infatti l'Autosuggestione è uno strumento che possediamo dalla nascita, e in questo strumento, o piuttosto nelle sue forze, risiede un meraviglioso e incalcolabile potere, che a seconda delle circostanze produce i migliori o i peggiori risultati.

La conoscenza di questa forza è utile a ciascuno di noi, ma è indispensabile in maniera peculiare ai dottori, magistrati, avvocati, e a coloro impegnati nell'educazione.

Conoscendo come praticarla consapevolmente è possibile in primo luogo evitare di provocare in altri delle cattive autosuggestioni che possono avere disastrose conseguenze, e in secondo luogo, consapevolmente provocarne invece di buone, portando quindi salute fisica ai malati, e salute morale ai nevrotici e agli sfaticati, le vittime inconsapevoli di precedenti autosuggestioni, e guidare sul cammino corretto quelli che hanno la tendenza a prenderne uno sbagliato.

Il Sé cosciente e il Sé inconscio

Per comprendere propriamente il fenomeno della suggestione, o per parlare molto più correttamente di autosuggestione, è necessario sapere che due distinti Sé esistono al nostro interno. Entrambi sono intelligenti, ma mentre uno è consapevole, l'altro è inconscio. Per questo motivo dell'esistenza dell'ultimo solitamente non ci si accorge.

E' tuttavia facile provare la sua esistenza se semplicemente ci si prende il disturbo di esaminare certi fenomeni e di riflettervi sopra per qualche istante. Prendiamo per esempio il seguente caso:

Ognuno ha sentito parlare del sonnambulismo; ognuno sa che il sonnambulo si alza di notte senza svegliarsi, lascia la sua stanza dopo essersi vestito oppure no, scende al piano inferiore, cammina lungo i corridoi, e dopo avere compiuto alcune azioni o eseguito un certo lavoro, torna nuovamente a letto, e il giorno dopo mostra il più grande stupore nel trovare finito il lavoro che aveva lasciato incompiuto il giorno prima.

Tuttavia, è stato lui stesso a farlo senza esserne consapevole. A quale forza ha obbedito il suo corpo se non a una forza inconscia, infatti il suo Se inconscio?

Esaminiamo ora il caso, ahimè troppo frequente, di un alcolizzato attaccato dal delirium tremens. Come sequestrato dalla follia prende l'arma più vicina coltello, martello o accetta, a caso, e colpisce furiosamente quelli che sono tanto sfortunati da essere nelle sue vicinanze. Una volta finito l'attacco, riprende i sensi e contempla con orrore la scena della carneficina intorno a lui, senza rendersi contro di esserne stato lui stesso l'autore. Anche in questo caso non è il Se inconscio la causa dell'agire in questo modo dell'infelice uomo? *(* E che aversione, che malattia creiamo da noi stessi, ciascuno di noi in ogni dominio per non mettere in gioco 'immediatamente' "buone auto-suggestioni consapevoli" contro le nostre "cattive auto-suggestioni inconsapevoli", portando quindi alla scomparsa di ogni ingiusta sofferenza.)

Se confrontiamo il Se cosciente con il Sé inconscio vediamo che il Sé cosciente è spesso posseduto da cosciente è spesso in possesso di una memoria inaffidabile mentre il sé inconscio al contrario è provvista di una memoria meravigliosa e impeccabile che registra a nostra insaputa il più piccolo evento, gli atti meno importanti della nostra esistenza.

Inoltre, è credulone e accetta con docilità irragionevole ciò che viene detto. Così, come l'inconscio è responsabile per il funzionamento di tutti i nostri organi con l'intermediazione del cervello, si produce un risultato che può sembrarvi piuttosto paradossale: ossia, si ritiene che un certo organo funzioni bene o male o che ci sentiamo in un certo modo, l'organo in questione deve effettivamente funzionare bene o male, o dobbiamo sentire quella sensazione.

Non solo l'inconscio presiede alle finzioni del nostro organismo, ma anche su tutte le nostre azioni qualunque esse siano. Questo è quello che noi chiamiamo immaginazione, ed è questo che, contrariamente all'opinione corrente, ci fa agire sempre nello stesso modo, e soprattutto, contro il nostro volere quando c'è antagonismo tra queste due forze.

Volontà e immaginazione

Se apriamo un dizionario e cerchiamo la parola "volontà", troviamo questa definizione:"La facoltà di determinare liberamente certe azioni". Accettiamo questa definizione come vera e inattaccabile, sebbene niente possa essere più falso. Questa volontà che reclamiamo così orgogliosamente, da sempre la precedenza all'immaginazione. E' una regola assoluta che non ammette eccezioni.

"Blasfemia! Paradosso!" esclamerete. "Per niente! Al contrario è la pura verità." replicherò.

Per convincervi voi stessi di questo, aprite i vostri occhi, guardate introno a voi e provate a comprendere quello che vedete. Arriverete allora alla conclusione che quello che vi dico non è una teoria futile, prole di un cervello malato ma la semplice espressione di un fatto.

Supponiamo di mettere per terra un'asse lungo 30 piedi e largo 1. E' evidente che ognuno sarà capace di andare da un capo all'altro di quest'asse senza fare un passo oltre il bordo. Ma ora cambia le condizioni dell'esperimento, e immagina quest'asse piazzata all'altezza della torre di una cattedrale. Chi dunque sarà capace di avanzare anche solo pochi piedi lungo questo stretto sentiero? Mi potete sentire parlare? Probabilmente no. Prima di aver percorso due passi comincerete a tremare, e a dispetto di ogni sforzo della vostra volontà cadrete certamente al suolo.

Allora, perché non cadete dall'asse se è al suolo, e perché dovreste cadere se è a grande altezza? Semplicemente perché nel primo caso voi immaginate che è facile andare da una parte all'altra dell'asse, mentre nel secondo caso immaginate che non potete farlo.

Notate che la vostra volontà è impotente nel farvi avanzare; se immaginate che non potete, è assolutamente impossibile per voi farlo. Se piastrellisti e carpentieri sono capaci di compiere questa impresa, è perché pensano che possono farlo.

Le vertigini sono causate interamente dalla rappresentazione che facciamo nella nostra mente che cadremo. Questa rappresentazione si trasforma immediatamente in un fatto <em e più violenti sono questi sforzi, più veloce arriva il risultato opposto al desiderato.

Consideriamo ora il caso di una persona che soffre d'insonnia. Se lui non fa alcuno sforzo per dormire, starà tranquillamente a letto. Se al contrario cerca di forzarsi
di dormire con la sua volontà, maggiori sono gli sforzi che fa, più irrequieto diventa.

Non avete notato che più si cerca di ricordare il nome di una persona che si è dimenticato, più ti sfugge, fino a quando, sostituendo nella tua mente l'idea "Lo ricorderò in un minuto" con l'idea "L'ho dimenticato", il nome torna a voi di propria iniziativa senza il minimo sforzo?

Lasciamo che quelli di voi che sono ciclisti ricordino i giorni quando stavano imparando a guidare. Siete andati lunghi stringendo il manubrio e preoccupati di cadere. All'improvviso scorgendo il più piccolo ostacolo sulla strada, avete tentato di evitarlo, e più sforzi avete fatto, pià sicuramente vi siete andati contro.

Chi non ha sofferto l'attacco di un riso incontrollabile, che scoppia più violentemente quanto più si cerca di controllarlo?

Qual'era lo stato mentale di ciascuna persona in queste circostanze differenti?

"Non voglio cadere ma non posso farne a meno ","Ho voglia di dormire ma non ci riesco";"Mi vorrei ricordare il nome della signora Tal dei Tali, ma non posso"; "Voglio evitare l'ostacolo, ma non posso; "Voglio smettere di ridere, ma non ci riesco."

Come vedete, in ognuno di questi conflitti c'e sempre l'immaginazione che vince sulla volontà, senza eccezioni.

Nello stesso ordine d'idee rientra il caso del leader che corre in testa alle sue truppe e le porta sempre con se mentre il grido "Ogni uomo per se stesso!" è quasi certo di causare una sconfitta. Perché è così? E' perché nel primo caso l'uomo immagina di potere andare avanti, e nel secondo immagina che saranno sconfitti e devono correre per le loro vite.

Panurge era abbastanza consapevole del contagio dell'esempio, vale a dire l'azione dell'immaginazione, quando, per vendicare se stesso nei riguardi di un mercante a bordo della stessa barca, comprò la sua pecora più grande e la gettò in mare, sicuro in anticipo che tutto il gregge l'avrebbe seguita, ciò che in effetti accadde.

Noi esseri umani abbiamo qualche somiglianza con le pecore, e involontariamente, siamo irresistibilmente spinti a seguire l'esempio di altre persone, immaginando di non poter fare altrimenti.

Potrei citare centinaia di altri esempi, ma temo di annoiarvi con tale enumerazione. Non posso tuttavia passare sotto silenzio questo fatto che dimostra l'enorme potere dell'immaginazione, o in altre parole dell'inconscio nel suo sforzo contro la volontà.

Ci sono alcuni alcolisti che vogliono smetterla di bere, ma che non riescono a farlo. Chiedetegli, e loro risponderanno in tutta sincerità che desiderano essere sobri, che bere li disgusta, ma che sono irresistibilmente spinti a bere contro la loro volontà, nonostante il danno che loro sanno gli provocherà.

Nello stesso modo alcuni criminali commettono crimini nonostante se stessi, e quando gli si chiede perché hanno agito così, rispondono "Non sono riuscito a impedirlo, qualcosa mi ha costretto, era più forte di me."

E l'alcolista e il criminale, dicono la verità; sono costretti a fare quello che fanno, per la semplice ragione che immaginano che non possono impedire a se stessi di farlo.

Quindi, noi che siamo così orgogliosi della nostra volontà, che crediamo che siamo liberi di agire come ci piace, siamo in realtà nient'altro che burattini miserabili di cui la nostra immaginazione detiene tutte i lacci. Smettiamo di essere burattini solo quando abbiamo imparato a guidare la nostra immaginazione.

Suggestione e autosuggestione

Secondo le osservazioni precedenti possiamo confrontare l'immaginazione a un torrente che spazza via la fatalmente il povero disgraziato che vi è caduto dentro, nonostante i suoi sforzi per ottenere la riva.

Questo torrente sembra indomabile; ma se si sa come, si può deviarlo dal suo corso e condurlo alla fabbrica, e qui convertire la sua forza in movimento, calore ed elettricità.

Se questa similitudine non è abbastanza, possiamo confrontare l'immaginazione - "il pazzo in casa", come è stato chiamato - a un cavallo selvaggio che no ha briglie né redini. Cosa può fare il cavaliere se non lasciarsi andare dove il cavallo lo vuole portare? E spesso se quest'ultimo scappa via, la sua corsa matta termina soltanto in un fosso. Se tuttavia il cavaliere riesce a mettere le briglie al cavallo, le parti sono invertite. Non è più il cavallo che va dove vuole, è il cavaliere che obbliga il cavallo a portarlo dove vuole andare.

Ora che abbiamo imparato a realizzare l'enorme potere dell'inconscio o dell'essere immaginativo, mostrerò come questo Se, finora considerato indomabile, può essere facilmente controllato come un torrente o un cavallo selvaggio. Ma prima di andare ulteriormente avanti bisogna definire attentamente due parole che spesso sono usate senza essere pienamente comprese. Queste parole sono suggestione e autosuggestione.

Cos'è, dunque, la suggestione? Può essere definita come "l'atto di imporre una idea nella mente di un'altro". Questa azione, esiste veramente? propriamente parlando no. La suggestione, infatti, non esiste per se stessa. Non esiste, e non può esistere eccetto nella condizione sine qua non di trasformare se stessa in autosuggestione nel soggetto. Quest'ultima parola può essere definita come "impiantare un'idea in se stessi mediante
se stessi ".

Si può dare un suggerimento a qualcuno; se l'inconscio dell'altro non accetta la suggestione, se non lo ha, per così dire, digerito, per trasformarlo in autosuggestione, non produce alcun risultato. Io stesso ho di tanto in tanto fatto una suggestione alquanto inutile a soggetti di solito molto obbedienti. La ragione è che l'inconscio del soggetto rifiuta di accettarla e non la trasforma in autosuggestione.

L'uso dell'autosuggestione

Ritorniamo al punto in cui avevo detto che possiamo controllare e guidare la nostra immaginazione, proprio come possono essere controllati un torrente o un cavallo selvaggio. Per falro, in primo luogo è sufficiente sapere che è possibile (un fatto di cui quasi tutti sono ignoranti) e secondariamente, sapere con quali metodi può essere fatto. Bene, il metodo è molto semplice; è quello che abbiamo usato ogni giorno da quando siamo venuti al mondo, senza volerlo o conoscerlo e assolutamente inconsciamente, ma che purtroppo per noi, usiamo spesso erroneamente e a nostro discapito. Questo mezzo è l'autosuggestione.

Mentre di solito ci si auto-suggerisce inconsciamente, è sufficiente auto-suggerirsi coscientemente e il procedimento consiste in questo: innanzi tutto, pesare con la propria ragione le cose che devono diventare l'oggetto dell'autosuggestione e, ripetersi più volte senza pensare ad altro: "Questo viene o questo accade; questo sarà o non sarà, ecc. ecc.", e se l'inconscio accetta questa proposta, se si auto-suggerisce, si vede che le cose si realizzano punto per punto.

Così intesa, l'autosuggestione non è altro che l'ipnotismo tale e quale lo comprendo e che che ho definito con queste semplici parole: influenza dell'immaginazione sull'essere morale e fisico dell'uomo.

O, questa azione è innegabile e senza ritornare agli esempi precedenti, ne citerò qualcun'altro.

Se voi vi persuadete di potere fare una cosa qualsiasi, posto che sia possibile, voi la farete, per difficile che possa essere. Se, al contrario, voi immaginate di non poter fare la cosa più semplice del mondo, vi sarà impossibile farla e un cumulo di terra sopra la tana di una talpa diventerà per voi una montagna insormontabile.

Questo è il caso dei nevrastenici, che, credendosi incapaci del minimo sforzo, spesso trovano impossibile camminare per pochi passi senza esaurirsi. E questi stessi nevrastenici affondano sempre più profondamente nella propria depressione, più dforzi fanno per allontanarla, come il povero disgraziato nelle sabbie mobili che affonda sempre più profondamente quanto più cerca di tirarsene fuori.

Allo stesso modo, è sufficiente pensare che il dolore va via, per sentirlo infatti sparire poco a poco, e al contrario, è abbastanza pensare di soffrire per sentire il dolore arrivare immediatamente.

Conosco certe persone che predicono in anticipo che avranno un mal di testa un certo giorno, in certe circostanze, e in quel giorno, alle date circostanze, abbastanza sicuramente, lo avranno. Portano la loro malattia con se stessi, proprio come altri curano le loro per mezzo dell'auto-suggestione cosciente.

So che si passa generalmente per pazzo agli occhi del mondo, se si osa proporre idee che non è abituato a sentire. Bene, al rischio che mi si creda tale, dico che se certe persone sono malate mentalmente e fisicamente, è perché immaginano se stesse malate fisicamente e mentalmente. Se alcuni sono paralitici senza avere nessuna lesione che ne renda conto, è perché immaginano loro stessi paralizzati, ed è tra queste persone che si effettuano le cure più straordinarie. Se altri ancora sono felici o infelici, è perché immaginano così loro stessi, perciò è possibile per due persone nelle esatte stesse circostanze essere, il primo perfettamente felice, il secondo assolutamente triste.

Nevrastenia, balbuzie, idiosincrasie, cleptomania, certi casi di paralisi, non sono se non il risultato di autosuggestioni inconsce, che è come dire il risultato dell'azione dell'inconscio sull'essere fisico e morale.

Ma se l'inconscio è la fonte di molte delle nostre malattie, porta anche la cura dei nostri malanni fisici e mentali. Non soltanto può riparare il male che ha fatto, ma curare vere malattie, tanto forte è la sua azione sull'organismo.

Rimanete in silenzio in una stanza, sedetevi in una poltrona, chiudete gli occhi per evitare ogni distrazione, e concentrate la vostra mente per pochi minuti pensando: "Questa cosa e quest'altra spariranno", o "Questa cosa e quest'altra cominciano a passare."

Se avete fatto veramente l'autosuggestione, vale a dire, se il vostro inconscio ha assimilato l'idea che gli avete presentato, vi stupirete di vedere la cosa che avete pensato passare. (Nota che questa è la proprietà delle idee auto-suggerite di esistere dentro di noi non riconosciute, e possiamo sapere della loro esistenza solo dagli effetti che producono). Ma sopratutto, e questo è un punto essenziale, la volontà non deve essere messa in gioco praticando l'autosuggestione; perché, se non è in accordo con l'immaginazione, se uno pensa: "Farò accadere questa cosa e quest'altra", e l'immaginazione dice: "Lo desideri, ma non si avvererà", non solo non si ottiene ciò che si vuole, ma esattamente il contrario.

Questo commento è di importanza capitale e spiega perché i risultati sono così insoddisfacenti quanto, nel trattare malattie morali, si cerca di rieducare la volontà. E' l'allenamento dell'immaginazione che è necessario, ed è grazie a questa differente sfumatura che il mio metodo ha spesso avuto successo dove altri - e tra questo no gli ultimi - avevano fallito. Dai numerosi esperimenti che ho fatto ogni giorno per venti anni, e che ho esaminato con minuziosa cura, sono stato in grado di dedurre le seguenti conclusioni, che ho riassunto nella forma di leggi:

  1. Quando la volontà e l'immaginazione sono antagoniste, è sempre l'immaginazione che vince, senza eccezioni.
  2. Nel conflitto tra volontà e immaginazione, la forza dell'immaginazione è in rapporto diretto con il quadrato della volontà.
  3. Quando la volontà e l'immaginazione sono d'accordo, una non aggiunge all'altra, ma una è moltiplicato per l'altra.
  4. L'immaginazione può essere diretta.

(L'espressione "in rapporto diretto con il quadrato della volontà" e "è moltiplicato" non sono rigorosamente esatte. Sono semplici illustrazioni destinate a rendere il significato più chiaro.)

Dopo quello che è stato appena detto sembrerebbe che nessuno dovrebbe essere malato. Questo è del tutto vero. Ogni malattia, a prescindere da quale possa essere, può essere prodotta per autosuggestione, audace e improbabile quanto può sembrare la mia affermazione; non dico è sempre prodotta, ma può essere prodotta, che è una cosa differente.

Ma per condurre le persone a praticare l'autosuggestione cosciente deve essere insegnato loro come, proprio come gli è stato insegnato a leggere e scrivere o a suonare il piano.

L'autosuggestione è, come ho detto sopra, uno strumento che possediamo dalla nascita, e con cui giochiamo inconsciamente tutta la nostra vita, come un bambino gioca con il suo sonaglio. Tuttavia è uno strumento pericoloso; può ferirvi i perfino uccidervi se lo maneggiate imprudentemente e inconsciamente. Al contrario, può salvare la vostra vita quando sapete come utilizzarlo consapevolmente. Si può dire di lui quello che Esopo disse della lingua: "E allo stesso tempo la cosa migliore e peggiore del mondo".

Ora vi mostrerò come ognuno può trarre profitto dalla benefica azione dell'autosuggestione applicata consapevolmente. Dicendo tutti esagero un po', perché ci sono due classi di persone nelle quali è difficile suscitare l'autosuggestione cosciente:

  1. I sottosviluppati mentalmente che non sono in grado di capire quello che dici loro.
  2. Coloro che non sono disposti a capire.

Come insegnare ai pazienti a fare autosuggestione

Il principio del metodo può essere riassunto in queste poche parole: è impossibile pensare due cose nello stesso tempo. Che equivale a dire che due idee possono essere in giustapposizione, ma che non possono essere sovrapposte nella nostra mente.

Ogni pensiero che riempe completamente la nostra mente diventa realtà per noi e tende a trasformarsi in azione

Quindi se riuscite a far pensare a una persona malata che il suo disturbo sta migliorando, questo scomparirà; se riuscite a far pensare a un cleptomane che non ruberà più, lui smetterà di rubare, ecc. ecc..

Questo addestramento che forse vi sembra impossibile, è, tuttavia, la cosa più semplice del mondo. E' sufficiente, da una serie di opportuni e graduali esperimenti, insegnare al soggetto, come fosse la A. B. C. del pensiero cosciente, e questa è la serie: seguendo le lettere si può essere assolutamente sicuri di ottenere un buon risultato, eccetto con le due categorie di persone menzionate precedentemente.

Primo esperimento* Preparatorio - Chiedere al soggetto di stare in piedi, con il corpo rigido come una sbarra di acciaio, i piedi vicini dalla punta al tallone, le caviglie flessibili come fossero cerniere. Ditegli di far diventare se stesso come un assi incernierato alla base, che è bilanciato al suolo. fategli notare che se si spinge leggermente la tavola in entrambe le direzioni, cade come una massa senza resistenza, nella direzione nella quale viene spinto. Ditegli che lo state per tirare indietro per le spalle e che deve lasciarsi cadere tra le vostre braccia, senza la minima resistenza, girando sulle sue caviglie come fossero cerniere, vale a dire mantenendo i piedi fissi a terra. Poi tiratelo indietro per le spalle e se l'esperimento non riesce, ripetetelo finché non riesce, o quasi.

(Nota *: * gli esperimeti sono quelli di Sage of Rochester.)

Secondo esperimento - Iniziate spiegando al soggetto che per dimostrare l'azione dell'immaginazione su di noi, gli chiederete tra un momento di pensare: "Sto cadendo in avanti , sto cadendo in avanti ..." Ditegli che non deve avere pensieri, ma questo nella sua mente, che non deve pensare o meravigliarsi se sta cadendo oppure no, o pensare che se cade si può fare male, ecc., o cadere solo per compiacervi, ma che se lui sente veramente qualcosa che lo costringe a cadere in avanti , non deve resistere, ma obbedire all'impulso.

Quindi chidete al vostro soggetto di tenere la testa alta e di chiudere gli occhi, e mettete il vostro pugno destro sulla parte posteriore del collo, e la mano sinistra sulla fronte, e ditegli: "Ora, pensa io sto cadendo in avanti , i sto cadendo in avanti , ecc., ecc." e, in effetti, "Stai cadendo in avanti , tu ...stai ...cade ..ndo ...all' ...indietro, ecc." Allo stesso tempo fate scorrere la mano sinistra leggermente in avanti verso la tempia, sopra l'orecchio, e rimuovete molto lentamente ma con un movimento continuo il pugno destro.

Il soggetto sente immediatamente di fare un piccolo movimento in avanti, sia per impedirsi di cadere o per cadere completamente. Nel primo caso ditegli che ha resistito, e che non ha pensato soltanto di cadere, ma che avrebbe potuto farsi male. Questo è vero, perché se non ha pensato a quest'ultima cosa, sarebbe caduto come una pietra.

Ripetete l'esperimento utilizzando un tono di comando come se volesse forzare il soggetto ad ubbidirvi. Proseguite finché non riesce o siete molto vicini. L'operatore deve stare leggermente dietro il soggetto, la gamba sinistra in avanti e la gamba destra molto dietro, così da non essere gettato a terra quando il soggetto cade. Il mancato rispetto di queste precauzioni può risultare in una doppia caduta se il soggetto è pesante.

Terzo esperimento - Mettete il soggetto davanti a voi, il corpo rigido, le anche flessibili, e i piedi uniti e paralleli. Mettete le vostre mani sulle sue tempie senza fare pressione, guardatelo fissamente, senza sbattere le palpebre, alla radice del suo naso, e ditegli di pensare: "Sto cadendo in avanti, sto cadendo in avanti ..." e ripetetegli stressando le sillabe, "Stai caden ...do in avan ...ti ..." senza smettere di fissarlo.

Quarto esperimento - Chiedete al soggetto di stringere le mani forte quanto può, ossia, fino a quando le dita tremano un po', guardatelo nello stesso modo del precedente esperimento e mettete le vostre mani sulle sue come se le voleste stringere ancora più forte. Ditegli di pensare che non può aprire le dita, che state per contare fino a tre, e che quando dite "tre" deve provare a separare le sue mani pensando allo stesso tempo: "Non posso farlo, non posso farlo..." e lo troverà impossibile. Quindi contate molto lentamente, "Uno, due, tre", e aggiungete immediatamente, scandendo le sillabe: "Tu ... non ... puoi .. farlo ... tu ... non ... puoi .. farlo ..." Se il soggetto pensa in maniera corretta, "Non posso farlo", non solo sarà incapace di separare le dita, m queste ultime si serreranno ancora più strettamente insieme più si sforzerà di separarle. Ottiene, infatti, esattamente il contrario di quello che desidera. Dopo qualche istante ditegli: Ora pensa: "Posso farlo", e le sue dita si separeranno.

State attenti a tenere sempre gli occhi fissi alla radice del naso del soggetto, e non permettetegli di distogliere i suoi occhi dai vostri nemmeno per un istante. Se è in gradi di separare le sue mani, non pensate che è colpa vostra, è del soggetto, che non ha pensato in maniera adeguata: "Non posso". Rassicuratelo fermamente su questo, e cominciate nuovamente l'esperimento.

Usate sempre un tono di comando che non ammette disobbedienza. Non di co che è necessario alzare la vostra voce; al contrario, è consigliabile utilizzare il tono ordinario, ma stressate ogni parola in modo secco e imperativo.

Quando questi esperimenti hanno avuto successo, tutti gli altri andranno ugualmente bene e si può ottenerlo seguendo alla lettera le istruzioni data qui sopra.

Alcuni soggetti sono molto sensibili, ed è facile riconoscerli per il fatto che si producono facilmente contrazioni nelle loro dita o nelle membra. Dopo due o tre esperimenti riusciti, non è più necessario dire loro: "Pensa questo", o "Pensa quello"; Devi soltanto dirgli semplicemente - ma nel tono imperativo utilizzato da tutti i suggestionisti - "Chiudi le mani; ora no puoi aprirle". "Chiudi gli occhi; ora non puoi aprirli," e il soggetto troverà assolutamente impossibile aprire le mani o gli occhi nonostante tutti i suoi sforzi. Ditegli subito dopo: "Puoi farlo adesso," e la decontrazione avverrà immediatamente.

Questi esperimenti possono essere variati all'infinito. Eccone qualcun'altro: fate unire le mani al soggetto, e suggerite che sono incollate; fategli mettere una mano sul tavolo, e suggeritegli che si è attaccata; ditegli che è incollato alla sedia e non può più alzarsi; fatelo alzare,e e ditegli che non può camminare; mettete un portapenne sul tavolo e ditegli che pesa un quintale, e che non può sollevarlo, ecc., ecc.

In tutti gli esperimenti, non posso ripeterlo troppo spesso, non è la suggestione propriamente detta che produce i fenomeni, ma l'autosuggestione che segue alla suggestione dell'operatore.

Metodo di procedere nelle suggestioni curative

Quando il soggetto è passato attraverso i precedenti esperimenti e li ha compresi, è maturo per l suggestione curativa. E' come un campo coltivato nel quale il seme può germinare e svilupparsi, mentre prime era nient'altro che terra grezza in cui sarebbe perito.

Di qualunque malattia il soggetto soffra, sia fisica o mentale, è importante procedere sempre allo stesso modo, e usare le stesse parole con poche variazioni a seconda del caso. Dire al soggetto: "Siediti e chiudi gli occhi. No proverò ad addormentarti, siccome non è necessario. Ti chiedo semplicemente di chiudere gli occhi cosicché la tua attenzione non sia distratta dagli oggetti intorno a te. Ora di a te stesso che ogni parola che dico si fisserà nella tua mente, e lì sarà stampata, incisa e incrostata, e che senza la tu lo sappia o lo voglia, in maniera perfettamente inconscia da parte tua, tu stesso e il tuo intero organismo obbedirete. In primo luogo dico che ogni giorno, tre volte al giorno, al mattino, a mezzogiorno e la sera, all'ora solita dei pasti, ti sentirai affamato, vale a dire, sperimenterai la gradevole sensazione che di fa pensare e dire: "Oh! come sarebbe bello avere qualcosa da mangiare!" Tu, quindi, mangerai, e godrai del tuo cibo, senza mangiare troppo naturalmente. Sarai attento a masticarlo correttamente in modo da trasformarlo in una sorta di pasta morbida prima di inghiottirlo. In questo modo lo digerirai bene, non sentirai disagio, inconvenienti, o dolore di ogni tipo nello stomaco o nell'intestino. Assimilerai tutto quello che mangi e il tuo organismo lo utilizzerà per fare sangue, muscoli, forza ed energia, in una parola: Vita.

Siccome avrai digerito il cibo correttamente, la funzione escretiva sarà normale, e ogni giorno, al risveglio, sentirai il bisogno di svuotale l'intestino e senza essere obbligato a prendere medicine o usare qualche artificio, otterrai un risultato normale e soddisfacente.

Inoltre, ogni notte dal momenti un cui vuoi andare a dormire al momento in cui vuoi svegliarti il mattino successivo, dormirai profondamente, calmo e quieto, senza incubi e al risveglio ti sentirai perfettamente bene, allegro, e attivo.

Allo stesso modo, se a volte soffri di depressione, se sei cupo e incline a preoccuparti e guardi il lato oscuro delle cose, da ora in poi smetterai di farlo, e, invece di preoccuparti e essere depresso e guardare il lato oscuro delle cose, ti sentirai perfettamente allegro, forse senza alcun motivo particolare per questo, semplicemente come eri abituato a sentirti depresso senza alcuna ragione particolare. Dico inoltre, che anche se hai una ragione reale per essere preoccupato o depresso, tu non lo sarai.

Se sei anche soggetto a crisi occasionali di insofferenza o malumore smetterai di averle; al contrario, sarai sempre paziente e padrone di te stesso, e le cose che ti preoccupavano, annoiavano o irritavano, ti lasceranno assolutamente indifferente e perfettamente calmo.

Se qualche volta sei attaccato, inseguito, perseguitato da idee cattivi e non salutari, da timori, paure, avversioni, tentazioni o rancori contro altre persone, tutto ciò sarà gradualmente peso di vista dalla tua immaginazione, si scioglierà e si perderà come in una nuvola distante dove finalmente scomparirà completamente. Come un sogno svanisce quando ci svegliamo, così spariranno tutte queste vane immagini.

A questo aggiungo che tutti i tuoi organi svolgono bene le loro funzioni. Il cuore batte normalmente e la circolazione del sangue si svolge come deve; i polmoni esercitano le loro funzioni, così lo stomaco, l'intestino, il fegato, il dotto biliare, i reni e la vescica. se in questo momento qualcuno di questi sta funzionando anormalmente, questa anormalità diminuirà ogni giorno, cosicché molto presto sarà svanita completamente, e gli organi avranno recuperato le loro funzioni. Inoltre, se c'è qualche lesione a carico di questi organi, loro miglioreranno di giorno in giorno e presto saranno completamente guariti. (Riguardo a questo, posso dire che non è necessario conoscere quale organo è colpito perché possa essere curato. Sotto l'influenza dell'autosuggestione "Ogni giorno, sotto tutti gli aspetti, miglioro", l'inconscio agisce sull'organo scegliendolo da sé.)

Devo anche aggiungere - ed è estremamente importante - che se fino al momento presente non hai avuto fiducia in te stesso, ti dico che questa mancanza di fiducia in te stesso sparirà poco a poco e lascerà posto alla fiducia in te stesso, basata sulla conoscenza di questa forza di incalcolabile potere che è in ognuno di noi. È assolutamente necessario che ogni essere umano abbia questa fiducia. Senza di essa non si può realizzare nulla, con essa si può realizzare tutto ciò che si vuole. (entro limiti ragionevoli, ovviamente) Quindi avrai fiducia in te stesso, e questa fiducia ti darà la sicurezza che sei capace di compiere perfettamente bene qualunque cosa vuoi fare - a condizione che sia ragionevole - e qualunque cosa sia tuo dovere fare.

Così, quando fai qualcosa di ragionevole, o quando hai un dovere da compiere, pensa sempre che è facile, e fai che le parole difficile, impossibile, non posso, è più forte di me, non posso impedire che ... spariscano dal tuo vocabolario; non sono Francese. Quello che è Francese è: "E' facile e posso". Considerando le cose facile, le fa diventare così per te, sebbene sembrino difficili agli altri. Lo farai presto e bene, e senza fatica, perché lo fai senza sforzo, mentre se tu l'avessi considerata difficile o impossibile, così sarebbe diventata per te, semplicemente perché tu l'avresti pensata così.

A queste suggestioni di carattere generale che forse sembrano lunghe e anche puerili a qualcuno di voi, ma che sono necessarie, si devono aggiungere quelle che si applicano al caso particolare del paziente che si sta trattando. Tutti questi suggerimenti devono essere fatti in un tono di voce monotono e suadente (sottolineando sempre le parole essenziali), che se anche non mandano il soggetto a dormire, almeno lo fanno sentire assonnato, e senza pensare a nulla in particolare.

Quando siete arrivati alla fine della serie di suggestioni, rivolgetevi al soggetto in questi termini: "in breve, voglio dire che da ogni punto di vista, sia fisico che mentale, tu godrai di una salute eccellente, migliore di quella di cui hai goduto fino ad oggi. Ora sto per contare fino a tre, e quando dico "Tre", aprirai i tuoi occhi e uscirai fuori dallo stato passivo in cui ti trovi adesso. Uscirai fuori in modo naturale, senza sentirti minimamente stanco o assonnato, al contrario, ti sentirai forte, vigoroso, allera, attivo, pieno di vita; inoltre vi sentirete allegro e completamente in forma. "UNO - DUE - TRE" Alla parola "tre" il soggetto apre gli occhi, sempre con un sorriso e con una espressione di benessere e contentezza sulla sua faccia.

Qualche volta - sebbene raramente, - il paziente è curato sul posto; altre volte, e questo è il caso più generale, si ritrova sollevato, il suo dolore o la sua depressione sono sparite in maniera parziale o totale, sebbene solo per un certo lasso di tempo.

In ogni caso è necessario rinnovare le suggestioni più o meno frequentemente a seconda del soggetto, facendo attenzione di spaziarle in tempi sempre più lunghi, secondo l'avanzamento ottenuto fino a quando non sono più necessarie, - ossia, quando la cura è completata.

Prima di dimettere il vostro paziente, dovete dirgli che porta con se lo strumento con cui può curare se stesso, e che voi siete, per così dire, solo un professore che gli insegna ad utilizzare questo strumento, che deve aiutarvi nel vostro compito. Quindi ogni giorno prima di alzarsi e ogni notte andando a letto, deve chiudere gli occhi e trasportare se stesso con il pensiero alla vostra presenza, e quindi ripetere venti volte consecutivamente in un tono di voce monotono, contato con l'aiuto di una corda con venti nodi, questa piccola frase:

"OGNI GIORNO, O SOTTO TUTTI GLI ASPETTI, MIGLIORO" Nella sua mente deve enfatizzare le parole "sotto tutti i punti di vista" che si applica per ogni bisogno, mentale o fisico. Questa suggestione generale, è più efficace di una specifica.

Quindi è facile realizzare la parte giocata dal dispensatore di suggestioni. Non è un maestro che da ordini, ma un amico, una guida, che guida passo passo il paziente sulla strada della salute. Siccome tutte le suggestioni sono date nell'interesse del paziente, l'inconscio di quest'ultimo non chiede niente di meglio che assimilarle e trasformarle in autosuggestioni. Quando questo è stato fatto, la cura si ottiene in maniera più o meno rapida a seconda delle circostanze.