Il cervello sotto controllo

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Da molto tempo gli ipnotisti discutono, o litigano a seconda dei punti di vista, riguardo all'interpretazione dell'ipnosi. Stato fisiologico della mente umana raggiunto attraverso la somministrazione di una induzione ipnotica, oppure una semplice finzione, un gioco di ruolo molto complesso tra ipnotizzatore e ipnotizzato?

Sembra che una ricerca intitolata "The Brain under Self-Control: Modulation of Inhibitory and Monitoring Cortical Networks during Hypnotic Paralysis", possa rispondere a questa domanda.

Attraverso la tecnica dell'imaging a risonanza magnetica (MRI) (magnetic resonance imaging (fMRI)), che permette di "vedere" le aree attive del cervello durante lo svolgimento di un'attività, sono stati studiati 18 soggetti nelle seguenti condizioni: stato normale, mano sinistra paralizzata in ipnosi, paralisi simulata.

Protocollo

Ai partecipanti era richiesto di fissare una croce, mostrata per circa mezzo secondo. Subito dopo era mostrata un'immagine in grigio della mano destra o della mano sinistra. Dopo circa mezzo secondo la mano mostrata cambiava colore. Quando diventava verde i partecipanti all'esperimento dovevano premere nel modo più rapido possibile un bottone con la mano corrispondente. Se la mano diventava rossa non bisognava effettuare alcune movimento.

A 12 dei partecipanti è stato richiesto di eseguire l'esperimento sia in stato di ipnosi (con la mano sinistra in paralisi ipnotica) sia nel normale stato di veglia. A 6 dei partecipanti è stato richiesto di eseguire gli stessi compiti, simulando una paralisi alla mano sinistra.

Risultati

Entrambi i gruppi sperimentali hanno svolto con successo i compiti assegnati, ma la MRI ha mostrato due differenti comportamenti a livello di attività cerebrale. Per i fan dell'ipnosi stato questo risultato basta da solo a cantare vittoria e dichiarare che l'ipnosi è uno stato "reale", compiuto e determinato della nostra mente.

In effetti i risultati sembrano indicare che i meccanismi cerebrali attivati per eseguire il compito sono del tutto differenti nel gruppo dei soggetti ipnotizzati rispetto ai soggetti che simulavano la paralisi.

In entrambi i gruppi sperimentali, quando era mostrata la mano sinistra, c'era attività nella corteccia motrice destra, che è l'area del cervello associati ai movimenti della parte sinistra del corpo. Di conseguenza la paralisi ipnotica o simulata, non ha avuto effetti sulla preparazione del movimento.

La MRI ha mostrato differenze nella fase successiva, quella relativa all'inibizione del movimento della mano sinistra. Nei soggetti ipnotizzati si è notata un'accresciuta attività nella corteccia parietale e frontale, associate al l'attenzione e all'esecuzione, e in aree delegate all'immaginazione.

Conclusioni

Ci sono altre ricerche dello stesso tipo, come ad esempio quella presentata in un documentario della BBC sull'ipnosi, che mostrano come durante l'ipnosi alcune aree della corteccia cerebrale siano in uno stato diverso da quello della veglia. Ad esempio, durante l'ipnosi per il controllo del dolore sono disattivate le aree cerebrali delegate al riconoscimento del dolore.

La ricerca in questione non dimostra che il cervello umano ha la capacità di inibire o attivare differenti aree di competenza, perché questa è di per se una, anzi LA funzione del cervello. Il fatto che durante l'ipnosi il controllo avvenga in maniera differente, indica senz'altro che esiste la possibilità di controllare l'attivazione e l'inibizione di queste aree. Se questo possa avvenire soltanto durante l'ipnosi in maniera del tutto inconsapevole o se questa capacità possa essere utilizzata anche durante il periodo di normale coscienza, è una domanda che rimane senza risposta.

Che l'ipnosi sia uno stato a parte, proprio perché attiva o disattiva aree differenti da quelle del normale stato di veglia non è dimostrato, proprio perché manca la risposta alla domanda formulata nel precedente paragrafo: ossia se siamo in grado di attivare e disattivare le aree coinvolte durante l'ipnosi in maniera consapevole o applicando una tecnica differente dall'ipnosi: ad esempio il rilassamento.

Capita molto spesso di farsi male senza accorgersene, specialmente se siamo coinvolti in un'azione molto intensa, che richiede tutta la nostra attenzione. I rapporti di militari in battaglia gravemente feriti che hanno continuato a combattere sono moltissimi. Probabilmente ci sono meccanismi di soppressione delle aree del dolore dello stesso tipo dei quelli attivati durante l'ipnosi, ma nessuno direbbe che essere feriti in battaglia è un particolare stato del sistema nervoso, anche se si potrebbe sostenere che il forte stress sopportato durante una battaglia può esserlo.

Il Dr. Cojan conclude la ricerca dicendo "Questi risultati suggeriscono che l'ipnosi può migliorare il processo di auto-monitoraggio per permettere alla rappresentazione interna generata dalla suggestione di guidare il comportamento ... "

La ricerca è descritta nell' articolo "Paralisi ipnotica e inibizione corticale"