Finestre della mente

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Nel dicembre 1974 Wildwood house Ltd. pubblicò un libro del giornalista Australiano G. M. Glaskin: “Windows of the Mind: the Christos Experience” (“Finestre della mente: l’esperienza Christos”). In questo libro è descritta una procedura, nota come "Christos Experience", per generare sogni lucidi e che può condurre il soggetto che la sperimenta a confrontarsi con le sue vite precedenti.

Le premesse per un kolossal esoterico/new-age ci sono tutte, ma la procedura descritta nel testo è valida, realizza sogni lucidi con continuità, e permette di fare alcune considerazioni sul processo ipnotico e gli stati di coscienza alterati in generale. Infatti, questa tecnica è stata sviluppata sotto l'impulso di un articolo scritto da Jacqueline Parkhurst, un'ipnotista.

La parola greca Christos, significa l'"unto", colui che è benedetto dalla divinità, ma Glaskin gli assegnava il significato di "Sé", o "Sé interiore", ossia di un'esperienza vissuta dalla parte più profonda del nostro essere.

Il tipo di esperienza vissuta da chi vuole provare la "Christos Experience" è determinata dalle sue aspettative e da quanto suggerito durante il processo. Il metodo, epurato dalle sue componenti esoteriche, è valido per ottenere una trance profonda e un rilassamento altrettanto profondo. Con questa metodologia si possono sperimentare anche OBE, il che ci porta a considerare la vicinanza e la similarità tra sogni lucidi e esperienze OBE, che nel contesto della "Christos Experience" assumo quasi la stessa valenza. Se non altro si ottengono attraverso lo stesso procedimento, e questo dovrebbe darci un'ulteriore indicazione sulla similarità delle due esperienze.

Il metodo

Per realizzare la procedura, servono due persone di supporto. La prima si incaricherà di massaggiare i piedi, la seconda effettuerà un vigoroso massaggio circolare sulla fronte del soggetto, al centro.

Se si ha a disposizione un solo amico compiacente, si può ancora fare l'esercizio, alternando i due massaggi della testa e dei piedi e proseguendo massaggiando solo la testa quando il soggetto è sufficientemente rilassato.

Il soggetto giace supino, rilassato, ad occhi chiusi, con la schiena poggiata su un tappetino, le altre due si incaricano di massaggiarla come descritto. Il massaggio deve essere abbastanza vigoroso, e deve continuare per qualche minuto. La mente del soggetto, in questo modo, è leggermente disorientata, e il corpo è percepito leggero, come fluttuante, la testa ronzante.

L'esercizio vero e proprio inizia quando si è raggiunto questo stadio di disorientamento, o meglio dire: di ipnosi o profondo rilassamento.

Per prima cosa bisogna chiedere al soggetto di visualizzare o immaginare (non tutti sono visuali, quindi non tutti possono "vedere, ma tutti possono immaginare) le sue gambe che si allungano di qualche centimetro dalla pianta dei piedi. Il soggetto deve confermare di aver raggiunto il risultato proposto, e se è il caso, va incoraggiato. Una volta che il soggetto conferma di aver eseguito l'esercizio, gli si chiede di far tornare le gambe alla lunghezza originaria e gli si chiede di allungare nello stesso modo la testa, vedendola o immaginandola oltre la sua normale posizione.

I due esercizi sono ripetuti, finché il soggetto non riesce ad allungare gambe e testa di circa 50 cm. o più e si concludono facendo sperimentare al soggetto l'elongazione contemporanea della testa e dei piedi, cui segue un'espansione dell'intero corpo, che deve riempire la stanza come un enorme pallone.

Servono da pochi minuti a un'ora per completare l'esercizio, in funzione delle differenze e delle predisposizioni di ognuno. Non tutti riescono a realizzare l'esercizio del "pallone". Per altri la visualizzazione, o l'immaginazione, procedono molto lentamente.

La terza fase dell'esercizio consiste nel far immaginare al soggetto di essere fuori dalla sua porta di casa e di descrivere quanti più particolari può. Secondo la descrizione fornita dal soggetto, si possono fare domande per stimolare ulteriori descrizioni, se quelle fornite sono poche o troppo stringate. Si può chiedere al soggetto di immaginare che sia giorno o notte, in modo da fargli comprendere che la scena è del tutto sotto il suo controllo. A questo stadio si può notare un movimento da destra a sinistra degli occhi dietro le palpebre chiuse, noto come REM. Questo indica che il soggetto sta effettivamente sperimentando un sogno lucido riguardo alla sua porta di casa.

In seguito chiede al soggetto di "tornare indietro" oppure di sentire se stesso "tornare in un luogo noto ma dimenticato" o in un "luogo completamente alieno", e solitamente il soggetto raggiunge questo luogo "volando", con un mezzo o senza, oppure semplicemente trovandosi lì, "trasportato" senza sapere come. Chiedendo al soggetto di descrivere se stesso, usando un linguaggio "pulito", che non lo indirizzi e non lo orienti, si ottiene spesso la descrizione di una vita passata, in un altro luogo e in un altro tempo. Di solito l'esame comincia chiedendo al soggetto di descrivere i piedi. Spesso si scopre che indossa sandali dalla foggia strana, e questo è il primo indizio che si è incappati in una vita precedente.

Molti soggetti sono talmente coinvolti dal sogno lucido, da ritenerlo "vero", altri, come avviene spesso durante le sedute di ipnosi, percepiscono se stessi come una dualità: sono contemporaneamente l'osservatore e l'osservato, e rimangono parzialmente o completamente consapevoli dell'ambiente esterno. In un simile stato il soggetto si sente rassicurato, perché sa che in qualunque momento potrà interrompere l'esperienza, qualora il sogno lucido dovesse presentare dei contenuti disturbanti. Questo stato di sicurezza interiore facilita spesso l’insorgenza di un’OBE, in quanto elimina la più comune causa di fallimento di questa esperienza: la paura di non tornare indietro.

Note

Mi piace l'idea di iniziare una seduta ipnotica con un massaggio, anche se trovo l'intera procedura troppo complessa e articolata, anche per il solo fatto di mettere in gioco almeno tre persone: due che si prestano a fare il massaggio iniziale e il soggetto. Ma probabilmente è proprio grazie a questo che l’intera procedura “funziona”.

Alcuni autori riportano che i soggetti potevano percepire solo la loro voce, ad esclusione di tutti gli altri suoni, un fenomeno già da molto tempo noto agli ipnotisti, e relativamente frequente nella pratica ipnotica. Altri riportano fenomeni di sinestesia, anch'essi relativamente frequenti nella pratica ipnotica.

Questa procedura, per le sue caratteristiche di profondo rilassamento corporeo e mentale, è utile per ridurre lo stress, ritrovare la calma e la pace interiori e mantenerli, quando effettuata con regolarità.

Comuni allo stato di profondo rilassamento sono anche le sensazioni di euforia, libertà e generale benessere che si provano sperimentando la "Christos Experience". Come se tutte le preoccupazioni e i guai della vita "terrena" si fossero all'improvviso dissolti, lasciandoci in una sorta di paradiso, un nirvana estatico in cui è piacevole rimanere. Queste esperienze sono spesso del tutto simili e della stessa qualità di un'esperienza mistica, quando si sperimenta il proprio essere che si fonde con l'intero universo e il tempo perde di significato.

Se volete percepire il tutto in solo istante, la "Christos Experience" fa per voi.