Felida

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La letteratura a metà dell'ottocento, amava particolarmente i soggetti isterici, specialmente se donne e se erano in qualche modo associati all'ipnosi e al sonnambulismo. Dalla vasta letteratura del periodo, riprendo questo brano, scritto egregiamente da Antonio Fogazzaro, che riporta il caso di Leonide, trattato da Eugène Azam:

"Prendiamo una fra le tante isteriche ipnotizzate da uomini di scienza che hanno accuratamente descritto i loro esperimenti. ... E' famoso il caso di Felida osservato dal dott. Azam. Felida è nata a Bordeaux nel 1843. E' molto intelligente, molto nervosa, malinconica, taciturna. Ha cominciato a tredici anni a lavorar d'ago per guadagno. A quattordici anni e mezzo di manifestano in lei per la prima volta i fenomeni stranissimi che hanno reso celebre il suo nome tra gli studiosi di scienze psichiche. Ella è presa quasi ogni giorno da un acuto dolore alle tempie e cade repentinamente in sopore.

Impossibile svegliarla: non ode rumori, non sente punture. Dopo qualche minuto si sveglia spontaneamente e non è più la Felida di prima. Apre gli occhi, saluta sorridente le persone che la circondano, ripiglia canterellando il lavoro, si alza, attende, gaia e vivace, alle faccende domestiche, Prima si doleva di cento mali, ora sta quasi perfettamente bene.

Dopo tre o quatrr'ore la sua gaiezza improvvisamente scompare, il capo le cade sul petto, ella ripiomba bel torpore di prima. Passano pochi minuti e si sveglia. Riprende il lavoro, non si raccapezza, bisogna che i suoi familiari le vengano in aiuto. Non canta più, e se qualcuno glie ne chiede il perché, essa lo guarda attonita, non sa cosa voglia dire.

Non ricorda nulla di ciò che le accadde in quelle tre o quattr'ore, ritorna la solita malinconica, taciturna giovinetta. Questo le succede, nel 1858, quasi ogni giorno. Tanto nello stato normale come nella condizione che il dott. Azam chiama seconda, la sua ragione è intatta; solo il carattere è diverso. Ma nella condizione seconda Felida ricorda perfettamente tutto che appartiene allo stato normale, mentre in questo nulla ricorda della condizione seconda. Chiama sempre stato di ragione quello in cui si trova, sia il primo o il secondo; e chiama crisi l'altro.

Col passar degli anni le sue esistenze di Felida ch'è divenuta madre di una famiglia numerosa, continuano ad alternarsi, ma gli eccessi di condizione seconda diventano sempre più lunghi, durano mesi e mesi di seguito. Allora se ricade per un'ora o due nello stato normale, viene a dimenticare, in quel risveglio, tutto che occupa la sua esistenza ordinaria e se ne cruccia, teme d'essere impazzita, è tentata d'uccidersi.

Le toccano casi strani e crudeli. Mentre è in condizione seconda le muore una sorella. Ritorna allo stato normale, si trova vestita a lutto, comprende che qualcuno de' suoi è morto e non sa chi."

La strana esistenza di Felida è riassunta magistralmente in due pagine da Fogazzaro. Eugène Azam, che introdusse l'ipnosi in Francia, tratta questo caso nel libro "Hypnotisme et double conscience. Préf. et lettres de Mrs. P. Bert, Charcot et Ribot." (F. Alcan Paris 1893).

C'è da notare che a differenza di altri casi riportati nello stesso periodo, Felida non è consapevole dell'altra se stessa nella doppia personalità, ma solo dei cambiamenti di stato da una personalità all'altra. Un caso riportato dal dott. Defay narra di una giovane che nella sua personalità normale è miope, porta delle spesse lenti, mentre nella personalità "doppia" vede bene senza occhiali, infila il filo negli aghi da cucito sotto il tavolo, senza vederli e parla dell'"altra se stessa come: "Di me quando sono una bestia.”.

Il sonnambulismo affascinava, a quei tempi come oggi, ed era uno dei fenomemi riconosciuti dell'ipnosi, associato alla perdita della memoria della seduta e all'automatismo nell'esecuzione delle suggestioni. Janet stava compiendo i primi studi sulla dissociazione, e da qui prendono spunto tutte le teorie sulla dissociazione in generale e in particolare come espressione del processo ipnotico. Due personalità, due esseri, uno inconsapevole dell'altro nella stessa mente, da attivare volontariamente con l'ipnosi, con un semplice comando post-ipnotico. Ipotesi affascinanti, che Antonio Fogazzaro trovava una "ripugnante ipotesi", e, infatti, notava come "Anzi tutto, anche i fenomeni ipnotici o morbosi di doppia coscienza, come i fenomeni ipnotici o morbosi della suggestione, non sono che esagerazione dei fatti ordinari.”.

Georges Gilles de la Tourette scrive riguardo alle osservazioni sul sonnambulismo :"Faria è un eccellente osservatore; partigiano dell'identità del sonnambulismo e del sonno naturale, si è dato a studiare i casi di sonno prolungato, e, per il primo, ha descritto, in poche linee, l'interessante stato studiato da Azam e nel quale esiste sempre uno sdoppiamento della personalità. « Ve ne sono di quelli in questa categoria i quali, senza essere catalettici, dormono per anni intieri, compiendo tutte le funzioni che si riferiscono alla loro età, alla loro condizione ed al loro sesso, al punto, che si stenta a crederli fuori dello stato naturale e perfetto delle loro sensazioni. Se si fanno svegliare, si trovano come imbecilli, non riconoscono ciò che li attornia, e si riportano per intiero all'epoca che ha preceduto il sonno. Nei risvegli intermedii, essi si riferiscono sempre a ciò che avevano veduto nel tempo del loro stato abituale di veglia ». Deleuze aveva osservato in due casi, che poteva esistere nei sonnambuli questo sdoppiamento della personalità, ma non aveva veduta la lunga durata del fenomeno descritto da Faria.".

Fogazzaro dimostra una notevole profondità di acume, nell'interpretare una seduta d'ipnosi di Janet, in cui il celebre scienziato interroga un'isterica facendola scrivere con la tecnica della scrittura automatica. Il colloquio si svolge con il professore che interroga e Lucia, l'ipnotizzata, che scrive, mentre contemporaneamente sta parlando con altre persone presenti.

Janet: "Mi ode lei?"
Lucia scrive : "No"
Janet: "Ma per rispondere no, bisogna aver udito."
Lucia "Sì"
Janet:" E Allora come si fa?"
Lucia: "Non lo so."
Janet: "Bisogna dunque che qualcuno mi oda."
Lucia: "Sì"
Janet: "E chi sarà?"
Lucia: "Non Lucia, un'altra."
Janet: "Va bene, un'altra. Volgiamo darle un nome?"
Lucia: "No"
Janet: "Ma ci sarà più comodo"
Lucia: "Bene, Adriana."
Janet: "Bene, Adriana, mi ode?"
Lucia: "Sì"

"Oh, signori" commenta il Fogazzaro "Io rispetto il professor Janet, ma mi pare evidente che in questa esperienza egli si è illuso, è stato vittima di una doppia suggestione, ha suggerito all'isterica, ha suggerito a se stesso. Operò con l'inconscia intenzione di ottenere una prova che la personalità della sua isterica era doppia. Ciò, a mio avviso, non gli è affatto riuscito. Ma come? Se mentre Lucia parla con altri e non ode voi, vi è nel suo corpo un'Adriana che vi ode e vi può rispondere, perché quando avete domandato la prima volta 'mi ode lei?' vi fu risposto 'no?'. Ma quello era il no bugiardo e sciocco di Lucia e sperimentando con qualcuno men bene disposto, la simulatrice si sarebbe accorta d'essere caduta in un laccio [oggi diremmo doppio legame]. Invece Janet le porse, inconsciamente, il modo di uscire, le suggerì, una per una, tutte le risposte che dovevano condurre a creare e battezzare una immaginaria seconda Lucia [Adriana].".

Insomma, secondo Fogazzaro, nessuna doppia personalità, soltanto l'unità spirituale e materiale dell'individuo.

Azam, e anche Binet e Janet, la pensavano diversamente, e ognuno vide in queste personalità frammentate in più individui, per quanto possa sembrare singolare e antitetico, un modo di raccapezzare un significato sul funzionamento dell'individuo. Lo "stato secondo", come Azam chiamava il sonnambulismo in cui emergeva la seconda personalità, non era altro che uno stato patologico, e l'ipnosi era per costoro, una chiave per aprire la porta a questi fenomeni, rendendoli osservabili a piacere. Charcot, era a due passi, e i suoi studi sull'isteria e sull'ipnosi come fenomeno isterico erano alle porte.

La seduta di Janet ha mostrato se non i pericoli, almeno i trabocchetti in cui si può cadere, senza nemmeno accorgersene, quando si scontano logica e aspettativa. Ma questo non riguarda solo l'ipnosi ma qualunque frangente della nostra vita, quando il frastuono dei nostri desideri supera di gran lunga la debole voce della ragione.