Epidemia mentale

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Epidemia mentale come spiegazione alla luce dell'ipnosi della storia dell'umanità, secondo quanto spiega Boris Sidis in questo articolo del 5-12-1896 su "The Cape Girardeau Democratic". Una interpretazione sicuramente originale, ma che si presta sicuramente a più di una critica.

L'uomo medioevale in uno stato di leggera ipnosi

"Protesto", dice il Dr. Mall, una grande autorità nel campo dell'ipnotismo, "contro la terminologia che è largamente adottata, e che molti dottori contribuiscono a propagare, ma che tuttavia non è meno erronea. Si dice spesso che le persone ipnotizzate sono "addormentate", e che i due stati sono stati parzialmente identificati. Penso che questo sia un uso improprio delle parole, perché esiste tutta una serie di stati ipnotici in cui non appare un singolo sintomo di sonno, e conclusioni errate sono state spesso tratte dalla terminologia impropria, con la confusione che ne deriva. La suscettibilità alle suggestioni è il fenomeno chiave dell'ipnosi." E va avanti dichiarando che "per quanto strano e paradossale può apparirci a una prima occhiata il fenomeno dell'ipnosi, possiamo essere sicuri che non esiste differenza assoluta tra stati ipnotici e non ipnotici.".

L'uomo porta con se il germe dell'epidemia. Come essere sociale è naturalmente suggestionabile; ma quando la suscettibilità alle suggestioni diventa sotto certe condizioni anormalmente intensa, possiamo dire che si trova in uno stato ipnotico.

Sappiamo che una limitazione dei movimenti volontari induce una leggera ipnosi, che è caratterizzata dall'inibizione della volontà; la memoria non è toccata; la coscienza rimane intatta, e il soggetto è perfettamente consapevole di tutto quello che accade; la perdita dei movimenti volontari è uno dei fenomeni principali.

Tenendo questo in mente, possiamo capire in una certa misura la vita medioevale. L'umo medioevale era in uno stato di leggera ipnosi. Questa era indotta da una grande limitazione dei suoi movimenti volontari, dall'inibizione della sua volontà, dalla pressione sociale che era esercitata su di lui dal grande peso dell'autorità a cui la sua vita era soggetta.

La vita dell'uomo medioevale era regolata fino ai dettagli più minuti. L'ordine, la corporazione, il comune, la chiesa, avevano regolamenti dettagliati per ogni esigenza della vita. Nulla era lasciato all'impresa individuale. Persino l'amore aveva le sue regole; c'erano leggi per fare all'amore, e come un uomo dovesse trattare la donna del suo cuore.

C'erano curiose prove d'amore, in cui uno degli amanti accusava l'altro di avere superato certe regole fisse dell'amore. La società era divisa e suddivisa in numerose parti, ognuna con le sue regole fisse, ciascuna conducendo la sua vita isolata, ristretta, egoista. Legata stretta dalle cinghie dell'autorità, l'uomo medioevale era ridotto a uno stato di automa ipnotico.

L'estasi religiosa che animava l'uomo medioevale era specialmente favorevole alla sua auto-ipnotizzazione; poiché, come nota Ribot, l'estasi è monoideismo, l'intensa concentrazione su un oggetto, la condizione essenziale dell'ipnosi.

Il menomano più rimarchevole nella storia medioevale è stato quello delle crociate, che agitarono le nazioni europee per circa due secoli, e ce costarono circa 7.000.000 di uomini. Le persone erano attratte irresistibilmente verso il Santo Sepolcro, che affascinava il loro sguardo mentale, come la falena che è attratta dalla luce. Questa attrazione dei devoti cristiani verso il Santo Sepolcro si manifestava in pellegrinaggi, che all'inizio erano rari, ma che si diffusero gradualmente e divennero una mania universale.

I vescovi abbandonavano le loro diocesi, i principi i loro domini, per visitare la tomba di Cristo. Proprio nel momento di maggiore marea, il flusso dei pellegrini fu bloccato improvvisamente dai Turchi, che conquistarono la Palestina all'incirca nel 1076.

Come un maniaco distolto dalla sua passione, diventa delirante e violento, così divenne l'Europa quando fu bloccato il flusso di pellegrini, e soltanto poche gocce poterono passare. l'umanità Europea cadde in uno stato di acuta mania, che si espresse nell'estasi selvaggia della prima crociata.

Boris Sidis