Donato e la fascinazione

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Donato (Alfred d’Hont, belga 1845-1900) suscitò una grande eco sul finire dell'800 per i suoi spettacoli di ipnotismo, che si tennero a Torino e Milano, e che ricevettero l'onore della cronaca su molti libri del tempo e su prestigiose riviste scientifiche.

Suzanne R. Stewart-Steinberg in "THE SECRET POWER OF SUGGESTION SCIPIO SIGHELE AND THE POSTLIBERAL SUBJECT" ci dice "Enrico Morselli (1852–1929) (uno dei più famosi psichiatri del tempo) assistette, e soccombette, alla fascinazione di Donato", infatti si deve al Morselli la denominazione di donatismo per la modalità di suscitare i fenomeni ipnotici utilizzati da Donato. Morselli prese spunto dallo spettacolo di Donato per scrivere il libro "Il magnetismo animale, la fascinazione e gli Stati ipnotici." (Torino, Roux e Favale, 1886.), dove fa un buon ritratto dell'ipnotista e dice tra l'altro :"Fino dalla fine dell'Aprile 1886 nella città di Torino si sono diffuse voci degli strani fenomeni di 'fascinazione' al teatro, provocati dal ben noto magnetizzatore Donato in giovani a lui sconosciuti. Anche se erano tutti in salute, volontariamente sottomessi (a lui) davanti a un grande pubblico, che era divertito da queste manovre magnetiche."

Donato, come molti altri ipnotisti del tempo (Hansen, un danese molto famoso al suo tempo, diede lezioni di ipnotismo a Ligeois di Nancy), erano perfettamente consapevoli del fatto che alcuni individui mostrano naturalmente una maggiore suggestionabilità, e sono in grado di eseguire qualunque fenomeno ipnotico senza nessun bisogno di un’induzione formale.

Dods sottolinea nel suo libro "The philosophy of electrical psycology: in a course of twelve lectures" (La filosofia della psicologia elettrica: in un corso di dodici letture):

"... una comunicazione di questo tipo può essere stabilita solo con quelle persone che sono molto suscettibili ... chiedete loro di chiudere gli occhi e dite Non puoi aprire gli occhi! E un 40% non sarà capace di farlo ... chiedete loro di mettere le braccia sulla testa o in ogni altra posizione a vostra scelta, e dite loro, Non le potete muovere! ... chiedete loro di sedersi e dite, "Non ti puoi alzare!" ... chiedete loro di camminare, e dite, Non ti puoi fermare! ... Potete fargli credere che una canna è un serpente o un'anguilla, un fazzoletto è un uccello, un bambino, o un coniglio ... gli puoi far credere di essere un bambino di due o tre anni ... o un vecchio, o persino una donna, o un nero, o qualche rinomato uomo politico o un eroe. Puoi cambiare il gusto dell'acqua in aceto, assenzio, miele, o ogni altro liquore a scelta ... "

L'elenco continua a lungo e riempie un paio di pagine. Tutti questi fenomeni potevano essere ottenuti senza nessuna induzione formale e Donato li utilizzava insieme alla sua induzione per realizzare i suoi spettacoli, che richiamavano grandi folle e che suscitavano l'interesse di molti e il netto rifiuto di altri, in gran parte intellettuali. Nel 1888 a Bordeaux furono soppressi gli spettacoli di Donato, perché ritenuti troppo pericolosi. Lo stesso accadde in Italia.

Negli spettacoli di Donato, avveniva un fatto particolarmente strano, infatti i soggetti ipnotizzati erano uomini, e non donne isteriche, come richiedeva la teoria di Charcot, primario dell'ospedale di Parigi famoso per i suoi studi sull'ipnosi, e sembrava ancora più strano che i soggetti rispondessero immediatamente irrigidendo completamente il corpo, seguendo i movimenti dell'ipnotista come attratti da un magnete.

Il libero arbitrio e la volontà dei soggetti di Donato, sembravano completamente soppressi " ... Donato li ha in suo potere, li attira in tre, in sei, dieci alla volta, semplicemente fissandoli intensamente negli occhi, anche contro la loro ferma volontà, e i loro ostinati sforzi di resistere alle sue suggestioni ... Donato durante tutto il processo, non parla: pensa, vuole e indica. ..."

il resoconto di un testimone, L’Italia (1886) (Cit. Suzanne R. Stewart-Steinberg)

Naturalmente i sostenitori della pericolosità di simili spettacoli , trovano casi di persone trattenute a forza dal recarsi a teatro da Donato, in risposta a una sua precisa suggestione post-ipnotica. Si sprecano resoconti di persone rimaste in sonnambulismo per giorni e settimane (ma non si addormentavano mai?, il sonno naturale fa svanire il sonno ipnotico),donne vittime di manifestazioni isteriche, ragazze in ipnosi trascinate nei bordelli, etc., in un crescendo di episodi scabrosi.

L'impatto degli spettacoli di ipnotismo del tempo era sicuramente maggiore di quello degli spettacoli odierni, per cui non riusciamo a renderci perfettamente conto di quanto fossero attesi dal pubblico interessato (non esisteva la televisione e l'afflusso ai teatri rappresentava un problema di ordine pubblico), e quanto fossero osteggiati dai detrattori. Sicuramente esisteva un dibattito molto più acceso di quello odierno. Si era nel 1886 e solo trent'anni prima il sant'uffizio condannava chi si interessava di ipnosi.

Donato fu comunque un grande personaggio, in possesso di una grande tecnica ipnotica e di un altrettanto forte capacità scenografica. Sceglieva i soggetti all'interno di un circolo di privilegiati, che aveva modo di consultare prima degli spettacoli per un certo tempo, assicurandosi così i soggetti migliori e più responsivi per le sue recite: niente di diverso da quello che fa oggi un buon ipnotista da palcoscenico, che seleziona abilmente i soggetti più adatti nei pochi minuti dall'inizio dello spettacolo, trattenendo sul palco quelli che gli garantiscono uno spettacolo di successo. L'effetto che trasmetteva al pubblico durante lo spettacolo, era quello di avere il completo controllo sulla mente dei soggetti sul palco. L'utilizzo di suggestioni post-ipnotiche da realizzarsi nei giorni seguenti, come quelle di recarsi in più persone nella stessa piazza o ritornare sul palco dopo una settimana, vestiti in un certo modo o esibendo un comportamento particolare, contribuivano a rafforzare nell'immaginario del pubblico la convinzione che Donato avesse davvero poteri sovrannaturali di controllo mentale.

Nonostante la fama del suo tempo, oggi Donato è citato solo sui testi specialistici di storia dell'ipnosi e dei suoi spettacoli rimangono, purtroppo, solo poche descrizioni. Le tecniche sono però ancora vive e utilizzate dagli ipnotisti da palcoscenico, nel segno di una tradizione che non ha ancora esaurito la sua linfa vitale.

"Ma, disgraziatamente pel povero Donato, quella gloria, che parea volesse a passi da gigante portarlo alle stelle, non ebbe che la breve durata di una fugace aurora boreale, ed i sogni dorati dello sventurato belga svanirono come nebbia dietro un veto del Consiglio Superiore di Sanità, che ne proibiva le rappresentazioni perché dannose per il pubblico."

Queste parola tratte da "L'IPNOTISMO E GLI STATI AFFINI " di G. Belfiore (Pierro, 1887), suggellano in maniera definitiva la carriera di Donato. Nulla valse sostenere, come fece lui stesso (cfr. Hidden Depths: The Story of Hypnosis Di Robin Waterfield Routledge, 2003) che lo stesso rispetto e la stessa considerazione per il soggetto esistevano presso la comunità di "magnetizzatori" non medici, e che sul palcoscenico si recavano soltanto soggetti volontari, disposti a recitare la loro parte in uno spettacolo, davanti a un pubblico.

L'ipnosi da palcoscenico è soltanto un gioco, che però risveglia la paura ancestrale di non essere più in grado di esercitare il libero arbitrio, la volontà, il potere di decidere liberamente dei nostri atti, diventando marionette nelle mani altrui. Mai come in questo caso è messa in evidenza l'etica necessaria nella pratica dell'ipnosi come nella pratica della vita.