Desensibilizzazione sistematica

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Desensibilizzazione sistematica è una tecnica per la riduzione della risposta fobica e dell'ansia, sviluppata da Wolpe, che negli anni 50 del XX° secolo intraprese una serie di esperimenti sugli animali, che lo portarono in seguito a formalizzare il concetto di inibizione reciproca, che è alla base della desensibilizzazione.

Wolpe scoprì che la paura condizionata negli animali, poteva essere eliminata se l'animale era sottoposto allo stimolo fobico mentre era in una condizione che gli impediva di manifestare completamente la reazione allo stimolo. Ricerche sui gatti, condizionati negativamente ad un certo ambiente, mostrava che questi potevano nutrirsi nell'ambiente che consideravano pauroso, se erano indotti a cibarsi in ambienti gradualmente più simili a quello che provocava in loro la reazione di paura.

Questo schema, che segue quello del condizionamento classico di Pavlov, era stato sperimentato precedentemente Watson e Rynor (1920), e i due autori aveano suggerito che associare lo stimolo pauroso e spiacevole ad una attività piacevole, avrebbe soppresso le risposte paurose. Lo stimolo piacevole sarebbe stato infatti incompatibile con la paura.

Mary Cover Jones utilizzò questo meccanismo per abituare un ragazzo, che era terrorizzato dalla vista dei conigli, alla presenza dell'animale. Il coniglio fu introdotto mentre il ragazzo era intento a mangiare, in maniera graduale, in modo da non ottenere l'effetto opposto, spaventarlo di più, con un improvvisa apparizione dell'animale. I risultati dell'esperimento furono confortanti, perché il ragazzo perse del tutto la paura dei conigli e anzi chiese di potere giocare con il coniglio dell'esperimento.

Non ci furono più esperimenti di questo tipo fino a quando Wolpe non cominciò i suoi. La tecnica di Wolpe, come stimolo alternativo alla paura non prevede un'attività piacevole come il mangiare, ma il rilassamento, e come stimolo pauroso non prevede un oggetto o un animale, come nel caso precedente, ma l'immaginazione dello stimolo.

Le tecniche di rilassamento impiegate da Wolpe nella desensibilizzazione sistematica, sono riprese dal metodo Jacobson, e costituiscono la prima fase del trattamento. Questo modo di procedere è giustificato dal principio di inibizione reciproca, che può essere riassunto sostenendo che essere rilassati è fisiologicamente opposto all'essere eccitati o disturbati.

Il primo passo della tecnica di desensibilizzazione sistematica consiste quindi nel far apprendere al cliente le modalità di rilassamento.

Il secondo passo consiste nel dare un valore alla risposta fobica, in modo da avere un punto di riferimetno su cui confrontare la risposta fobica al procedere del trattamento.

Per fare questo si usa la "Subjective Units of Distress Scale" (SUD) ("Scala soggettiva di unità di stress) una scala da 1 a 100, per misurare l0intensità soggettiva di risposta a uno stimolo stressante. Nella pratica l'uso di questa scala corrisponde a rispondere a una domanda del tipo : "In una scala da uno a dieci (o da uno a cento se preferite), che valore assegneresti alla tua paura? (nominare la reazione fobica specifica se ne esiste una, ad es. paura dei ragni, dei serpenti, ecc.).

La stessa domanda è ripetuta ogni trattamento, per verificare se il trattamento sta dando dei frutti, riducendo la valutazione soggettiva (SUD) dell'evento stressante. Da notare che la valutazione soggettiva dopo la prima seduta si realizza sia attraverso l'uso delle tecniche impiegate, sia attraverso la valutazione delle risposte che il soggetto da sul campo. Ad esempio, se il soggetto era solito cambiare strada alla vista di un cane e dopo una o due sedute questo non avviene più, si avrà sicuramente una valutazione migliore della risposta fobica, composta sia dal trattamento effettuato durante le sedute che dalla valutazione delle differenti risposte sul campo avuta dal soggetto.

Durante le sedute il soggetto è esposto gradualmente all'evento fobico. Ad es.: se si tratta di paura dell'acqua gli si farà guardare il mare da lontano, poi lo si avvicinerà alla spiaggia, poi su bagnasciuga, poi gli si farà sperimentare com'è mettere un piede nell'acqua, poi entrambi, poi com'è avere l'acqua fino alle caviglie, e così via, fino ad avere il soggetto capace di muoversi liberamente in acqua.

La procedura di desensibilizzazione sistematica di Wolpe è interessante per l'ipnosi, perché l'intero processo può essere svolto completamente con il soggetto in ipnosi. Il rilassamento di Jacobson potrà essere fatto tramite rilassamento ipnotico, e tutta la parte di esposizione allo stimolo fobico potrà essere fatta col soggetto in ipnosi. La parte relativa alla valutazione (SUD) deve essere fatta sempre prima e dopo ogni seduta, per verificare da subito l'efficacia del trattamento ipnotico.

Wolpe sosteneva per questa tecnica un'efficacia dell'86% dei soggetti dai lui trattati. Ci sono state critiche a questi risultati e al concetto stesso di inibizione reciproca, comunque sia questa tecnica è semplice da utilizzare e può dare ottimi risultati in tempi contenuti. L'esito dipende dalla gravità della fobia e dalla risposta ipnotica del soggetto. Senza il coinvolgimento del soggetto relativamente alla parte di esposizione allo stimolo fobico, la tecnica non da risultati. In questo caso, probabilmente, quando è praticabile, l'esposizione in vivo (D. Dobson & Dobson 2009) sembra superiore.

Fonti:

Deane H. Shapiro Meditation, Classic and Contemporary Perspectives Aldine Transaction, 1984

Dobson D. & Dobson Evience-based proctice of cognitive-nehavioral therapy New York Guildford press 2009

Ricerche

The desensitization of test-anxiety by group and individual treatment

Richard M. Suinn
Psychology Department, University of Hawaii USA

estratto

Studenti con ansia per i test sono stati trattati con la desensibilizzazione mediante formazione di gruppo e incontri individuali. I punteggi Pre e post terapia sulla Suinn Anxiety Scale Behavior Test, il test Sarason Anxiety Scale, e una modifica della Fear Survey Schedule, hanno mostrato una diminuzione significativa segno di miglioramento. Queste riduzioni sono state significativamente maggiori per il gruppo trattato rispetto ad un campione non trattato di studenti. Si è concluso che: (1) desensibilizzazione è utile nel trattamento per l'ansia da test, (2) l'uso di riunioni di gruppo per il rilassamento è un aiuto che si distingue per l'uso economico del tempo del terapeuta e (3) gli effetti di trattamento per l'ansia da test sembrano generalizzare ad altre ansie e paure dei clienti.

Bibliografia

  1. Dobson, D. J. G., & Dobson, K. S. (2009). Evidence-based practice of cognitive-behavioral therapy. New York: Guilford Press.

  2. Shapiro, D. H., & Walsh, R. N. (1984). Meditation, classic and contemporary perspectives. New York: Aldine Pub. Co.