Contesto e suggestioni

0
30

Da quando è stato enunciato, il concetto di suggestione indiretta è stato accompagnato da un lungo dibattito, non privo di polemiche, soprattutto quando le scuole ericksoniane e neo-ericksoniane, si arrogano il diritto di definire le suggestioni indirette "migliori" delle suggestioni dirette.

La polemica riguarda l'efficacia stessa delle suggestioni, infatti molti affermano, senza alcune ragione, che le suggestioni dirette portano soltanto un sollievo temporaneo dei sintomi, o addirittura li reprimono e quindi li peggiorano. Altri parlano di aggiramento delle "difese" e delle "resistenze", come se la capacità mimetica delle suggestioni indirette, potesse penetrare le linee di difesa del soggetto come un corpo d'assalto ben preparato.

In realtà questa polemica non dovrebbe esistere, poiché l'intervento ipnotico deve essere valutato solo in base alla sua efficacia, e non in base alla tecnica utilizzata. E' responsabilità e deve essere nelle possibilità di un ipnotista la capacità di cambiare approccio e strategia in funzione del cliente.

Gli studi effettuati per valutare l'efficacia delle suggestioni, hanno messo in evidenza che non esiste nessuna differenza tra suggestioni dirette e indirette, in quanto ad efficacia.

La pretesa che la suggestione diretta attacchi "direttamente" il sintomo come un ariete la porta di un castello, è priva di fondamento.

Ma la mia analisi vuole spingersi un po' più in là della polemica suggestioni dirette/indirette. Penso, infatti, che in ogni forma di suggestione ci siano da considerare fattori estranei alla suggestione stessa, ma che in un certo senso la completano e spesso la provocano. Le differenze tra suggestioni dirette e indirette, vanno quindi ben oltre la struttura semantica della loro formulazione.

Alla suggestione, qualunque suggestione, contribuisce in maniera determinante il contesto in cui avviene. E per contesto non intendo soltanto il luogo dove si svolge, ma qualunque cosa intervenga tra ipnotizzatore e ipnotizzato.

Il luogo ha la sua importanza, ovviamente. Che siate totalmente indiretti o fanatici delle suggestioni dirette, apparirete in una luce diversa in uno studio immenso in una prestigiosa via di una prestigiosa città, che nel salotto di casa vostra.

Di grande importanza è il linguaggio del corpo, l'espressione della faccia, il movimento delle mani, l'atteggiamento generale durante l'ascolto, il tono e il volume della voce, il contatto con gli occhi o la sua mancanza, il contatto fisico o la sua assenza. Ogni induzione comincia con la stretta di mano che si da al cliente.

Inoltre non devono essere sottovalutati gli aspetti relativi all'età della coppia ipnotizzatore/ipnotizzato, al sesso, all'abbigliamento, alla cultura, alle affinità e alle divergenze. Anche il tempo gioca un fattore determinante, perchè l'ipnosi del mattino è diversa da quella della sera. Una seduta da due ore è diversa da una seduta di un'ora.

Quindi, non esiste qualcosa come una semplice suggestione diretta. Il contesto, ha la sua influenza. Il rapport ipnotizzatore ipnotizzato ha la sua valenza. E ogni aspetto di quelli finora elencati, entrano a far parte delle suggestioni, sia quelle che consideriamo dirette, sia quelle consideriamo indirete, in maniera spesso determinante e con un peso che non sempre è possibile valutare.

Dunque la differenza tra l suggestioni dirette e quelle indirette ci appare più sfumata e complessa di quelle che abitualmente siamo propensi a concedere loro semplicemente basandoci sulla costruzione del linguaggio. Per cui a volte è appropriato usare un tono di comando puro e semplice, altre volte è meglio impiegare una complessa metafora per instradare le suggestioni.

In definitiva, e qui rispondo alla domanda posta in questo commento, non "sono proprio sicuro che l'occhio dell'ipnotista (scienziato) deve fare a meno della musica e dell'ambiente circostante", ma spesso dobbiamo maneggiare fenomeni complessi e per farlo li suddividiamo in piccole parti, più maneggevoli. Inoltre era essenziale, da punto di vista di Munro, rimanere estraneo all'onda emotiva della folla, per non esserne coinvolto e avere la possibilità di osservare e capire. Comunque sia, la sua descrizione del fenomeno mi sembra ancora attuale, e ha un notevole valore descrittivo (e altrettanta carenza di analisi), come, d'altra parte, era consuetudine dei tempi in cui Munro operava.