Chiodo scaccia chiodo

0
31

Le idee fisse che ci perseguitano, che non lasciano libera la mente un solo attimo e che ritornano continuamente e insistentemente, sono vissute come una persecuzione. Per quanti ci si sforzi, il pensiero è sempre lì. Magari concede un attimo di respiro alla mente esausta, ma poi ritorna, e ogni volta sembra più insistente e aggressivo della volta precedente.

Quando idee sbagliate, erronee o indesiderate che sono diventate parte integrante, fissa, dei pensieri di una persona, si parla di idea fissa. L'ipnosi può trattare queste idee con grande successo, eliminandole completamente, oppure modificandone il senso e l'impatto emotivo. Secondo Russell Sturgis, medico che operò alla fine del XIX° secolo a Boston, le idee impiantate tramite suggestione, crescevano e si sviluppavano nella stessa maniera di un'idea fissa, e per questo la suggestione ipnotica poteva essere usata per combattere con successo un'idea fissa. La saggezza popolare del proverbio "chiodo scaccia chiodo", assurge a metodo terapeutico.

Sturgis proponeva l'idea di un cervello diviso in due parti, quella superiore, in cui le idee provenienti dall'esterno sono identificate, e quella inferiore, da lui chiamata "Substratum", in cui le idee possono essere impiantate dall'esterno a seguito di uno stimolo, senza nessuna consapevolezza che l'impianto avvenga e senza nessuna connessione dell'idea con lo stimolo esterno.

Substratum è una delle tante parole che possiamo utilizzare per inconscio, e mi piace particolarmente, perché rende bene l'idea di un suolo fertile in cui i semi degli stimoli esterni possono trovare il terreno di coltura adatto per crescere a nostra completa insaputa. Tanto che una volta cresciuta la pianta dal seme, non sappiamo dire da quale seme è nata, né da quanto tempo sta lì.

Secondo Sturgis, in una mente ben bilanciata, le altre idee agiscono come giardinieri provetti, controllando la crescita delle altre idee, cosicché non crescano a loro spese. In una mente non bilanciata, al contrario, un'idea cresce così tanto, come certi alberi delle foreste tropicali, da rubare il suolo fertile alle altre idee, e finisce col diventare l'albero più alto e più visibile del substrato, dominando su tutto il resto.

Per ipnosi di primo grado, Sturgis intende un livello di ipnosi precedente al sonnambulismo, in cui il soggetto è consapevole dell'ambiente circostante e al risveglio non mostra amnesia. Quella che oggi potremmo definire una trance media o leggera, e durante la quale le suggestioni hanno un effetto sufficiente per ottenere un risultato terapeutico.

In questo stato d'ipnosi un'idea, ossia una suggestione, si impianta nel "Substratum" e cresce come un'idea fissa. Riportando le sue esperienze di trance (un ipnotista DEVE avere avuto esperienza di trance), nota come le suggestioni non abbiano più significato di una stringa di parole. In ipnosi si è troppo pigri per pensare seriamente a qualcosa, tanto meno per accorgersi che un'idea è stata piantata nel "Substratum".

Passato breve tempo, dopo qualche seduta di rinforzo, l'idea impiantata dalle suggestioni comincia ad agire, e in breve tempo si fa così forte da scacciare l'idea fissa. L'idea fissa ha raggiunto la parte superiore della mente dopo un certo tempo, ed è sperimentata come una forte convinzione. La suggestione impiantata dall'ipnosi fa la stessa strada, e si impone alla parte superiore del cervello in poco tempo, spinta dal forte desiderio e dalle aspettative dell'ipnotizzato, formando anch'essa una credenza, una convinzione. Le aspettative e i desideri, sono una sorta di concime naturale, che fa maturare la suggestione in breve tempo.

La tecnica

Sturgis raccomanda di non andare oltre l'ipnosi di "Primo Grado", in quanto più che sufficiente per raggiungere lo scopo. Sedute ripetute e frequenti non sono necessarie, e i casi da lui riportati si erano risolti nel giro di tre - quattro sedute.

Le suggestioni utilizzate, e il metodo di somministrazione, sono molto moderni, in quanto prima della fase suggestiva, le suggestioni erano formulate in stato di veglia, realizzando quella che oggi si chiama ristrutturazione (reframing).

Ecco come Sturgis formulava le suggestioni:

  1. "Dobbiamo trovare, se possibile, l'idea fissa e formulare una suggestione per combatterla."
  2. "La suggestione deve essere sempre scritta su un foglio di carta e somministrata al paziente in stato di veglia, prima di ipnotizzarlo. Non ci deve essere la minima opportunità che sia voi che il paziente non comprendiate la suggestione. Dovete essere quindi sicuri che la suggestione indurrà la convinzione che il paziente desidera."
  3. "La suggestione principale deve essere ripetuta più e più volte, utilizzando sempre la stessa formula e le stesse parole, per simulare la costante presenza e ripetizione dell'idea fissa. Limito questa constatazione solo alla suggestione principale. Quelle che chiamo suggestioni subordinate, che sono utilizzate per rimuovere i sintomi che sono il risultato dell'idea fissa, possono essere variate, quando se ne presenta l'occasione, ma non necessariamente.”
  4. "Formulare la suggestione al tempo presente. Dire "tu credi", non tu crederai"
  5. "Quando possibile, non attaccare direttamente l'idea fissa. ... Realizzare la suggestione come 'i ricordi non ti preoccuperanno più, e ci sono probabilità che la suggestione sia recepita. ... Questo è quello che chiamo girare intorno a un'idea fissa, invece di attaccarla direttamente.”
  6. "Lasciate che la vostra suggestione miri a portare il paziente alla normalità. ... Seguendo questa regola non correte nessun rischio di impiantare un'idea che, se dovesse diventare un'idea fissa, potrebbe fare qualcosa di male al vostro paziente."

Come si vede da questi sei punti, la concezione delle suggestioni di Sturgis è estremamente moderna, e potrebbe trovare posto in qualunque testo odierno d'ipnosi: anche lui solca il mare all’insaputa del cielo, utilizzando suggestioni indirette. Inoltre usa il tempo presente, perché l’inconscio, o meglio il “Substratum”, non ha cognizione del tempo, perciò i cambiamenti che si desiderano, devono avvenire subito, o a una data stabilita, o in relazione ad un evento.

Di seguito presento un caso in cui ha risolto in breve tempo un'insonnia e modificato radicalmente le convinzioni della sua paziente, riguardo un avvenimento della sua vita avvenuto anni prima. Il caso è interessante, anche perché ne ho trovato versioni diverse nella letteratura recente, con personaggi e situazioni modificate, e ho il sospetto che questo articolo ne sia la fonte principale.

Caso I

Donna, ventinove anni, single; dattilografa e stenografa. Mi è stata mandata dal Dr. M.H. Richardson, per l’insonnia. La paziente era ben nutrita, ma molto nervosa, con occhi brillanti in perenne movimento. Mi ha raccontato la storia di una insonnia che è cresciuta gradualmente negli ultimi cinque mesi. Ha provato tutti i sedativi più conosciuti e l’ipnosi senza effetto. Ha tentato di sfinirsi lavorando duramente, ha provato stimolanti alcolici come un modo per indurre il sonno, è adesso si è convinta che diventerà pazza a meno che non riesca a procurarsi sollievo. Indagando, non sono riuscito a trovare cause dell’insonnia. … Quindi le proposi di ipnotizzarla. Lei acconsentì con grande riluttanza, poiché era preoccupata da quello che chiamava un “processo inquietante”. Pensando che ci doveva essere qualche problema o preoccupazione mentale a causare l’insonnia, diedi la suggestione in ipnosi: “Tu stanotte dormirai, e nessuna preoccupazione mentale che puoi avere avuto, può tenerti sveglia.”. Questo alle quattro del pomeriggio, e lei rimase con gli occhi chiusi finché non la risvegliai, nel giro di otto minuti. Le dissi di andare a letto alle nove e mezza, e di riferirmi il giorno dopo. Lei ritornò, e disse di essere andata a dormire alle dieci, e che non si era svegliata fino alle otto e mezza del mattino. La ipnotizzai quattro volte in tre giorni successivi,, col risultato che il sonno fu indotto come un’abitudine.

La rividi dopo quindici giorni. Mi disse che dormiva molto bene, ma che aveva molti problemi durante il giorno. Le chiesi di dirmi cos’era che la preoccupava, e tra molte lacrime mi raccontò la sua storia. Dieci anni prima, suo padre era un invalido molto odioso e irritante. Una notte, dopo essere stato particolarmente esigente, osservò che nessuno sembrava prendersi cura di lui, e che la cosa migliore che poteva fare era morire. Lei disse di essere d’accordo con lui. Lui morì la stessa notte, senza averla rivista. Dopo la sua morte, le cose filarono lisce, per quello che la riguardava. Circa un anno dopo la sua morte, lei divenne improvvisamente consapevole di avergli fatto un’osservazione crudele, e che lui era morto senza averla perdonata. Gradualmente un acuto rimorso seguì a questa idea, che gradualmente portò all’insonnia. L’ipnosi aveva risolto l’insonnia, ma adesso il riorso era peggiorato dirante il giorno. Lei disse che poteva essere felice solo da morta. Le chiesi come si aspettasse di ottenere la felicità morendo, e lei mi rispose che se fosse morta avrebbe visto il padre, e gli avrebbe potuto spiegare quanto fosse pentita, e che lui l’avrebbe perdonata, cosa che la0vrebbe resa felice.

Per determinare se era veramente sincera della sua convinzione, misi in ridicolo questa idea. Dissi, ‘Ora, questa è una convinzione quasi straordinaria; tu non puoi essere così folle da pensare che lo riconoscerai dopo morto, o che lui riconoscerà te dopo che sono trascorsi dieci anni.’ Lei si attenne a quello che credeva profondamente, e mi pregò di non ridicolizzare una convinzione che era la sua sola fonte di consolazione. Bene,’ dissi, ‘c’è solo una convinzione più straordinaria , ed è che tuo padre può vedere nel tuo cuore, e che, sapendo quanto tu sia pentita, ti ha già perdonato.’ ‘Oh, dottore,’ disse lei ‘se solo potessi crederlo, potrei certamente essere felice.’

Le dissi che le avrei suggerito la convinzione durante l’ipnosi. La ipnotizzai lo stesso giorno e nei due successivi, dandole la seguente suggestione: ’Tu credi che tuo padre può vedere nel tuo cuore, lui sa de tuo pentimento, ti ha perdonato, è felice di sapere che ti occupi di tua madre e tua sorella.’

La convinzione arrivò da lei in meno di tre settimane. Dieci mesi più tardi scrive: ‘Mi addormento in tre minuti da quando poso la testa sul cuscino. Oh, dottore, sono tremendamente felice!’ Di nuovo scrive, dopo: ‘La vita è piena di tutto quello che è bello, e ne ho un così grande piacere che una anno fa, nulla al mondo avrebbe potuto darmi!’

Per ricapitolare: l’idea fissa era, che suo padre era morto senza perdonarla. La suggestione correttiva fu nella forma della convinzione che il padre sapesse del suo pentimento, e quindi l’aveva perdonata.”.

The use of suggestion during hypnosis of the first degree, as a means of modifying or of completely eliminating a fixed idea”, Medical record, Vol. 45, 7, 193-197, 1894

Commento

L’ipnosi è incredibilmente facile, quando le suggestioni sono in linea con le aspettative e i desideri della persona. Sturgis ci dà un esempio notevole di come dovrebbe essere fatta l’ipnosi, prendendo in considerazione gli obiettivi del cliente, la sua personalità e le sue convinzioni.

D'altra parte "non occorrono che pochi casi, come il precedente, nella propria pratica ... per convincersi di avere un mezzo con il quale possiamo aiutare il prossimo".

"Suggestive therapeutics", The Boston medical and surgical journal, Volume 124, 1891