Chi è il matto?

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Un paio di settimane fa mi è capitato di vedere un programma trasmesso dalla BBC Knowledge (credo il titolo fosse proprio quello che ho usato per l'articolo, ma non sono riuscito a ritrovarlo sul sito della BBC) in cui quattro psicologi/psichiatri, dovevano indovinare quali tra i dieci individui di un gruppo aveva dei problemi di tipo psicologico, che andavano dall'ansia sociale alle depressione bipolare passando per l'ossessione compulsiva.

Niente più che un gioco, perché chi soffre di depressione o ansia sociale, non ha un marchio indelebile che lo rende riconoscibile al mondo, con buona pace di Lombroso e della fisiognomica, né ha comportamenti così fuori dalla norma da essere individuati facilmente. E' una persona normale, come che in certe situazioni particolari è più ansiosa di altre o necessita, come nel caso delle ossessioni compulsive, un certo rituale per abbassare la soglia di ansia.

Non so se mi sarei prestato a fare una cosa del genere, perché poteva capitare, e nel programma è successo, di diagnosticare come "malato mentale", una persona perfettamente sana, o che comunque non aveva mai ricevuto diagnosi positive su qualche disturbo. Oppure di sbagliare diagnosi su una persona affetta da una altro disturbo. Inoltre i dieci soggetti erano stati raggruppati in una albergo stile castello della Loira, e venivano esaminati dai quattro mentre partecipavano ad ameni giochi televisivi, come spalare cacca di vacca in una stalla o improvvisare uno spettacolo di cabaret.

Non mi aspettavo che i quattro indovinassero, e infatti hanno colpito nel segno solo due volte, mancando molti bersagli. Hanno indovinato il soggetto ossessivo compulsivo, perché aveva l'ossessione della pulizia, ed è stato messo un'intera giornata a spalare cacca di vacca. La cosa ha sicuramente facilitato l'individuazione. Tutte le prove erano state infatti tarate per fare uscire allo scoperto le problematiche dei soggetti, e questo unito alla conoscenza anticipata dei disturbi da cercare, avrebbe dovuto favorire le cose.

Ma quello che mi ha colpito più di tutti è che non avessero indicato la persona che soffriva di ansia sociale. E' un mistero per me che non l'avessero individuata, perché nel momento in cui i partecipanti parlavano del prossimo spettacolo di cabaret, è stata l'unica che ha espresso le sue paure mostrando una reazione fisiologica evidente, il nodo alla gola, sottolineandolo con una mano. Una reazione tipica, che ho visto parecchie volte, quando ho fatto ipnosi per queste problematiche. Tutti gli altri si sono lamentati della prova, nessuno si sentiva realmente in grado di farcela, ma nessuno ha mostrato segnali di paura attraverso fisiologia, ma solo semplici considerazioni sulla capacità di affrontare la prova, come potrebbe fare chiunque trovandosi a fare qualcosa di inusuale.

Mi ha stupito anche che le considerazioni fatte durante lo spettacolo per escluderlo dal novero degli ansiosi, erano esattamente quelle che avevo fatto per includerlo. Infatti durante lo spettacolo il soggetto appariva molto carico e per così dire ha "tenuto il palcoscenico" con una certa aggressività, la tipica reazione del nuota o affoga. Quello che gli altri interpretavano come spigliatezza, io lo vedevo essenzialmente come l'annaspare delle mani dentro l'acqua di chi cerca di non annegare.

L'ora di televisione non è stata inutile, perché mi ha fatto riflettere su quanto sono fallibili le idee che ci formiamo, quanto possano essere distanti dalla realtà e ingannatrici, e ho riconsiderato il ruolo dell'ipnotitsta, che non deve giudicare né presupporre, ma soltanto mettere in condizioni la persona in ipnosi di ottenere il miglior risultato dalla trance. Un buon bagno di umiltà e un avvertimento per non dimenticare i presupposti dell'ipnosi. (e c'è chi dice che la televisione non serve a nulla.)