Bacchette magiche e ipnosi

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Nessuno sa realmente come funziona l'ipnosi, e il massimo che possiamo dire è che a volte sembra una bacchetta magica, che risolve istantaneamente un problema, altre volte assomiglia alla goccia che passa nella crepa di una diga, e lavorando lentamente, senza che nessuno se ne accorga, finisce per indebolire la struttura fino a che crolla, e libera le grandi energie dell'acqua imprigionata.

L’unica differenza tra questi due differenti aspetti del processo ipnotico, riguarda la velocità con cui si raggiunge il risultato, non il risultato stesso. In entrambi i casi i cambiamenti sono permanenti. Ma nel primo caso, “bacchetta magica", il problema è risolta istantaneamente, senza sforzo. Prima c'e un problema, un attimo dopo non c’è più, come svanito nel nulla, come non fosse mai esistito. La sorpresa generata da questi eventi è tanta, che non ci si chiede nemmeno come sia potuto accadere, non ci si pongono domande sui perché, e ci si gode semplicemente il nuovo stato.

Nell’altro caso, “crepa nella diga”, ogni seduta ipnotica rinforza l’effetto della seduta precedente, finché, grazie a questo effetto cumulativo, la diga (il problema) cede e le nostre risorse interiori sono finalmente libere. Questo processo è spesso vissuto come una liberazione (“mi sento così leggero adesso”), oppure come una sensazione di vuoto o di liberazione da un peso. Spesso anche come lo scatenarsi di un’energia interiore che mobilita le risorse creative dell’individuo, che si sente più forte e deciso, in grado di compiere qualunque impresa.

L’ipnosi è utilizzata per cambiare comportamenti e risposte emotive. Tutte le risposte emotive e i comportamenti, secondo alcuni, sono stati appresi in qualche momento della nostra vita, e successivamente rinforzate dall’’uso. L’ipnosi non sarebbe altro che un metodo molto veloce per apprendere nuovi comportamenti e nuove risposte. A volte questo avverrebbe istantaneamente, altre volte, come nel caso “crepa nella diga” serve un processo di rinforzo che accumuli trasformazioni minime fino al punto di rottura.

Nessun apprendimento è istantaneo, e l’ipnosi, quando non è la “bacchetta magica”, non fa eccezione. L’ipnosi per il controllo del peso è un classico esempio di apprendimento di abitudini corrette. Infatti, non riguarda in alcun modo diete o privazioni alimentari, ma solo l’apprendimento delle regole di una corretta alimentazione, che attraverso le suggestioni, finiscono con l’essere incorporate nel sistema di credenze del cliente, ed utilizzate quotidianamente, senza sforzo, perché sono perfettamente integrate con il resto della personalità. La diga si è rotta e ha permesso a queste capacità latenti, imbrigliate nel bacino, di dilagare e produrre cambiamenti.

Lo stesso meccanismo, ma realizzato in maniera più rapida, accade, quando l’ipnosi si dimostra una “bacchetta magica”. In questo caso la comunicazione inconscia con le risorse latenti della mente, avviene senza che l’ipnotista e il cliente ne siano consapevoli. Semplicemente accade. Si sperimenta un qualunque fenomeno ipnotico, e la mente del cliente, concentrata nell’esecuzione del compito, trova immediatamente la soluzione, come se non aspettasse altro da chissà quanto tempo, come se improvvisamente si fosse spalancata una porta di accesso finora sconosciuta, che contiene tutte le soluzioni.

Di fronte a queste situazioni, è inutile chiedersi perché o come funziona l’ipnosi. La cosa veramente importante è che l’ipnosi rende il processo di trasformazione delle abitudini controproducenti e disfunzionali, semplice ed efficace. E qualsiasi comportamento che non serve per il raggiungimento dei nostri obiettivi e il coronamento dei nostri sogni, può essere cambiato utilizzando l’ipnosi.

L’ipnosi accelera il processo di apprendimento, sia che funzioni nella modalità “bacchetta magica”, che in quello di “crepa nella diga”. I cambiamenti e i miglioramenti si vedono nel giro di poche sedute. Spesso sono sufficienti quattro-sei sedute per ottenere risultati definitivi e permanenti.

Inutile chiedersi quindi se l’ipnosi è la “bacchetta magica” o la “crepa nella diga”, sicuramente è entrambe le cose, in barba alla nostra mente razionale che non riesce a inquadrare nello stesso schema di pensiero prestazioni così differenti.