Approccio all'ipnosi

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Ad oggi non esiste una teoria che spieghi in maniera convincente, esaustiva e definitiva, come intervenire sulle problematiche personali di un cliente con successo e in maniera uniforme, nel campo della psicoanalisi. Esistono centinaia, forse migliaia di approcci differenti, ognuna delle quali ha un supporto aneddotico o qualche articolo di supporto in letteratura a sostenere le sue ragioni. Orizzontarsi in questo mare di teorie affioranti come scogli, è molto difficile, quasi impossibile se non si ha una preparazione specifica.

In forma minore, ma non per questo differente, lo stesso accade all'ipnosi, dove ci sono molte scuole di pensiero diverse e in cui, forse, è maggiore l'impianto aneddotico e minore il supporto scientifico, essendo le ricerche sul campo assai più limitate che non quelle che hanno come oggetto la psicoterapia.

Entrambi gli approcci, nonostante l'ampio ventaglio di alternative che mettono a disposizione, non hanno un successo del 100%, ma forse questo è un dato che bisogna attendersi, perché la natura dell'essere umano è troppo complessa per essere contenuta all'interno di un approccio terapeutico o spiegata da una teoria. Questo può essere un limite intrinseco dell'approccio alla soluzione dei problemi dell'individuo con l'ipnosi, oppure, molto più probabilmente della soluzione dei problemi dell'individuo in senso generale.

Proprio per questa situazione oggettivamente riscontrata nella pratica clinica, si dovrebbe evitare di identificare una soluzione buona per ogni individuo, per qualunque problema. La taglia unica per tutti non funziona in terapia, e probabilmente è un approccio sbagliato in molte altre situazioni. L'approccio corretto è quello di rispondere alle caratteristiche uniche di ogni cliente, per costruire con lui la soluzione ai suoi problemi, sfruttando le sue risorse interiori di miglioramento, le sue possibilità rimaste inespresse.

Questo approccio è sicuramente più complesso che non quello della taglia unica, se non altro perché obbliga l'operatore a conoscere il soggetto, a comprendere la sua maniera di comunicare al fine di trasformarla in uno strumento per la soluzione dei suoi problemi. E' un approccio che non altera la comunicazione originaria del cliente per farla rientrare in un quadro teorico di riferimento, in maniera arbitraria e probabilmente inutile.

Quando ci si concentra sul cliente, si guarda alle sue reazioni all'ipnosi, piuttosto che a una teoria astratta, e ci si può distaccare dalle assunzioni relative alle tecniche ipnotiche, per concentrarsi sui processi interiori del cliente.

Questo approccio aumenta sensibilmente gli esiti positivi della consulenza ipnotica e per questo la rende un approccio maggiormente efficace e preferibile.

Purtroppo la domanda alla risposta se l'ipnosi sia una terapia efficace, non è semplice né c'è una visione condivisa tra i vari operatori del settore che possa risolvere la questione con un si o un no.

Per alcuni, l'ipnosi è soltanto uno strumento da utilizzare all'interno di un framework terapeutico di riferimento, una sorta di attrezzo speciale da utilizzare in occasioni speciali. Altri considerano l'ipnosi un trattamento di per sé, differenziato da altre tipologie di intervento, come la terapia cognitivo comportamentale, ad esempio. Per questo il termine ipnosi viene sostituito con ipnoterapia, che vuole indicare una forma di intervento psicoterapeutico realizzato dall'ipnosi.

Ma l'ipnosi è coniugata a tanti differenti aggettivi, nel tentativo di distinguere un approccio dall'altro, che i confini tra le differenti definizioni e le diverse alternativi, diventano molto sottili, persino ambigui e in certi casi fuorvianti.

Questo non deve scoraggiare chi si dedica all'ipnosi, o chi pensa che l'ipnosi potrebbe risolvere un suo problema, ma rimane ancora scettico o indeciso. Infatti quello che conta, al di là dei nomi e delle posizioni teoriche sull'ipnosi, è che questa accresce il beneficio di un trattamento quando ne entra a far parte, come per esempio essere di supporto nei casi di anoressia o bulimia, come può essere benefica quando è fatta come trattamento di per sé.

Gli infiniti dibattiti dei teorici, non dovrebbero dissuadere il pubblico dalla possibilità di scegliere una modalità di trattamento semplice, efficace e non invasiva, ma sicuramente non aiutano a far chiarezza, soprattutto tra chi non è un esperto del campo e cerca dei riferimenti chiari e attendibili.

Penso che il ruolo dell'ipnotista, oltre l'esercizio delle sue capacità di relazione nel contesto ipnotico e della conoscenza delle tecniche di base, dovrebbe essere anche quella di sgombrare il campo da ogni distrazione teorica, per presentare le reali possibilità di successo, mediate dalle propria esperienza e dalla ricerca sul campo.

Questo aiuta il consumatore ad avere quelle informazioni che gli permettono di prendere una decisione informata riguardo al trattamento. E' mia opinione che questo deve essere alla base di ogni approccio con il cliente che voglia essere efficace e responsabile, e non venda il facile sogno di risolvere istantaneamente qualsiasi cosa con l'ipnosi.