Alla salute di Erickson

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"... E allora quello che dovete fare è cercare di fare qualcosa che induce un cambiamento nel paziente ... Qualsiasi piccolo cambiamento. Poiché il paziente vuole un cambiamento per quanto piccolo, e lui lo accetterà come un cambiamento ... e quindi seguirà il cambiamento e il cambiamento si svilupperà secondo le sue proprie esigenze. E' molto simile al rotolare una palla di neve lungo il versante di una montagna. Comincia come una piccola palla di neve, ma come rotola giù diventa sempre più grande ... e si trasforma in una valanga che si adatta alla forma della montagna. "(Milton H. Erickson, 1978)

L'applicazione pratica di questo concetto ci viene dalla terapia effettuata da Erickson su un alcolista.

"Milton Erickson stava lavorando con un alcolizzato. L'uomo era stato un asso nella prima guerra mondiale e portava con sé con un album di fotografie di se stesso, ritagli di giornale, ma comunque, lui era un ubriacone. Voleva essere guarito dalla sua dipendenza dal bere. Mostrò le immagini e le medaglie al Dr. Erickson. A un certo punto, Erickson raccoglie tutto e lo getta nel cestino della carta straccia. 'Questo, non ha niente a che fare con te'. Poi gli chiede come inizia la baldoria. 'Beh, mi faccio due boilermaker (kit di birra seguita da whisky) prima ne bevo uno e poi l'altro, e poi sono fuori gioco'. Allora Erickson gli dice: 'adesso lasci il mio ufficio, vai al bar più vicino e ordini due boilermakers. Quando hai finito il primo, come al solito, brindi dicendo: 'A quel bastardo Erickson.' Quando sollevi l'altra bevanda dici: 'A quel bastardo Erickson, che possa marcire all'inferno.' Buonanotte '.

Siamo tutti governati, in una maniera o nell'altra, dalle nostre abitudini, che non solo anno parte della nostra vita, ma sono la nostra stessa vita, per certi versi. Quando queste abitudini sono modificate, anche in maniera minima, si interrompe il loro funzionamento. E quella modifica, per quanto piccola, è il granello di sabbia che blocca il meccanismo della ripetizione e impedisce all'abitudine di fare il suo corso.

Poiché le abitudini sono strettamente intessute nella trama della vita di ognuno, è difficile riconoscerle per conto proprio, e quindi impossibile intervenire su di loro. In questi casi è giustificato ricorrere a un intervento esterno, che riesce a vedere nell'altro quello che l'altro non può vedere di sé.

L'occhio di Erickson, era molto abile in questo, e infatti il paziente tornò più di un anno dopo, sobrio.